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lunedì 15 ottobre 2018

Vanterrania: il suo album "Galaxies"


Giovanni Brancati, "alias" Vanterrania, diede inizio al proprio percorso artistico come chitarrista alla fine degli anni 80 collaborando con varie rock band.

La voglia di creare e sperimentare nuove sonorità ha portato Vanterrania alla creazione di diversi album: “Mysterious” ed “Electronix” entrambi del 2016. In questi album Vanterrania mette in mostra un uso dell’elettronica alquanto singolare, elettronica tanto contaminata dall’influenza di diversi stili musicali, ossia punk, rock ed industrial.

Vanterrania ha composto, suonato e prodotto l'album "Galaxies" grazie all’ausilio di sequencer, synth e chitarra. Nel proprio studio nel Catanese Giovanni Brancati inizia e conclude l'intero lavoro ed il 01 Settembre 2017 tale disco viene pubblicato e distribuito nei principali store digitali.

"Galaxies"

Release date: 1/09/2017

Genere: industrial, alternative rock, ambient, electro

Track list:

01) Space

02) Galaxies

03) Clouds

04) System

05) Fires

06) Dark Dreams (Remix)

07) The Fox

08) Carillon

09) Green

10) Wonderland

sabato 25 agosto 2018

“Maio” - L’amore in tempo di crisi


Enrico “Maio” Maiorca pubblica il suo primo album da solista: L’amore in tempo di crisi. Front man e cantante della band Il Vile, Maio si mette a nudo nella sua ultima fatica. Il cantante piemontese si separa momentaneamente dal suo gruppo, per poter esprimere un’interiorità che da troppo preme per emergere. L’amore in tempo di crisi è un album introspettivo, quasi intimo, in cui Maio racconta se stesso e alcuni frammenti della sua vita.

Nelle otto tracce dell’album, Maio ripercorre un sentiero all’interno del suo mondo personale e privato, mettendosi spesso a nudo. I testi delle canzoni sono nati dall’esigenza di raccontare e immortalare una determinata fase di vita. Grazie a questo lavoro, perpetuato negli anni, Enrico Maiorca ha potuto ripercorrere le tappe fondamentali della sua vita, per poi donarle e narrarle al suo pubblico. Le sonorità, che accompagnano parole tanto caratteristiche, sono malinconiche e a tratti cupe. Ispirate da artisti come Nick Cave, Tom Waits e Mark Lanegan, le melodie dell’album non potevano essere altrimenti. A queste influenze, il duo Maio-Mick ha aggiunto sfumature garage-punk, creando armonie decisamente innovative.

“Questo disco è una raccolta di canzoni rimaste nel cassetto per anni”, commenta Maio. “Ognuna di esse fotografa un preciso momento della mia vita, frammenti che necessitavano di un lavoro di rifinitura per essere terminati e pubblicati. Tenuto conto che le canzoni risalgono a epoche differenti, è stato opportuno scegliere quelle che potevano essere ricondotte ad un medesimo filone musicale”. Così L’amore in tempo di crisi ha avuto genesi, grazie anche all’aiuto di Michele “Mick” Anelli.

Il chitarrista ha aiutato Maio a scremare, rifinire e delineare le canzoni che ora compongono le tracce dell’album. Revisionate dal punto di vista musicale, ma anche testuale, l’inedita coppia artistica ha perfezionato tutte le canzoni di L’amore in tempo di crisi.

sabato 3 marzo 2018

IL GRANDE DEBUTTO IN RADIO DI SHARD


COSI’ NON VA è il nuovo singolo di Shard, al secolo Giorgio Spinelli, che per questo pezzo, scritto e composto interamente da lui, si è valso della collaborazione di Manuel Auteri alle chitarre e di Renato Droghetti, per quanto riguarda gli arrangiamenti.
Un pezzo spiccatamente pop ma che nello stile e soprattutto nel tema- che risente del canto di protesta, contro un sistema mal funzionante e disintegrante - è decisamente rock, grazie anche al ritmo cadenzato dentro cui ci catturano le particolari percussioni fin dall’inizio del brano. E se questo ritmo ci trascina verso sonorità del tutto innovative, che ben si spalmano nella potenzialità vocale di SHARD, quello che lo stesso SHARD denuncia con questa canzone, è invece il ritmo imposto da questa società, dove la frenesia quotidiana ha tolto spazio e soprattutto tempo ai nostri affetti e sentimenti più umani: “No e invece no, non sopravvivi se ti fermi un momento, no e invece no, questa città mi ha sheckerato la mente”.…proprio questa città, allora, prendendo a prestito dalla poesia, una famosa figura retorica, acquista il significato più ampio di tutto il sistema sociale che non fa altro che imprigionare noi e in nostri pensieri, e contro cui questa canzone mira a ribellarsi: “No invece no, solo una giungla di vetrine e prezzi”…un sonno che ci assopisce mettendo a dura prova il riuscire a distinguere il valore della vita vera, perché troppo intenti a quello del denaro, “Se solo fosse vicino un mondo nuovo senza più indifferenza”…un’indifferenza che dilaga, afferma Shard, mentre il pianoforte, seminascosto per tutta la durata del pezzo, emerge di soprassalto verso la fine del brano e, come la voce della verità, tenta quasi di risvegliarci da questo sonno che ci fa dimenticare chi siamo e che cosa realmente vogliamo.



Sonia Bellin

giovedì 28 dicembre 2017

“L’IGNOTO IDEALE” DEGLI ORDITA TRAMA

L’IGNOTO IDEALE è il è il nuovo singolo degli ORDITA TRAMA band di Avellino, nata nel 2008 da quattro amici colti dalla passione di suonare, ma soprattutto di dar libero sfogo alla creatività attraverso la composizione. Pienamente inspirati dall’ondata New Wave, intrisa di atmosfere dark, con qualche contaminazione che si avvicina persino all’Heavy Metal, nel 2010 gli Ordita Trama pubblicano il loro primo EP, contente 4 tracce, tutte in inglese. 

Sennonché, durante i live, il desiderio di poter esprimere in maniera libera e spontanea, concetti ed esperienze autobiografiche, fa sì che le nuove canzoni riportino testi in lingua italiana, poi inseriti in un album dal titolo BASTA SOLO RESISTERE, uscito nel febbraio 2017. 

Ma è con l’etichetta indipendente Label Music, che la band ha modo di produrre il singolo uscito il 10 Novembre dal titolo L’IGNOTO IDEALE. Si tratta di un brano, ispirato al romanzo “Se mi tornassi questa sera accanto” di Carmen Pellegrino, all’interno del quale, il protagonista Giosuè Pindari, parla proprio di una Città dell’Ignoto Ideale. 

Attraverso questa canzone la voce degli Ordita Trama, ossia Carmine Maffei, ha così riversato in musica, la concezione di un mondo, magari utopico, ma non impossibile: Ho creduto, sperato, voluto un mondo possibile, canta Carmine. Un mondo popolato da esseri umani ma anche da umanità, da sentimenti veri ed autentici, lontano da qualsiasi tipo di discriminazione, dove le persone maturano e si arricchiscono grazie al loro lavoro, in un universo circoscritto dove ai furbi sarà vietato entrare, come in chiusura quasi del pezzo canta ancora Maffei; un mondo dunque, e un modo di vita, spesso profetizzati tra le pagine di tanta Storia ma mai realizzato nel concreto. Vittima di brutti risvolti storici politici, non ho smesso di piantare garofani nei vostri giardini: e proprio il garofano, se è vero che quello rosso, era usato come simbolo dal partito socialista, nel linguaggio dei fiori esso rappresenta la rinascita, l’affetto e l’ amore, oltre a comparire in una leggenda cristiana e ad essere ritenuto, in Giappone, augurio di buona sorte. Siamo in cerca di un sole che ci possa illuminare nell’utopico ideale, la sorte. 

E ancora: “Nella mia realtà ideale si lavora per vivere, e la gente non può solo vivere del proprio mestiere”, parole che invitano a riservarci sempre quello spazio necessario alla riflessione su noi stessi, al raccoglimento che ci permette quella fuga dalla realtà, di cui il brano stesso tratta: la fuga verso un mondo migliore, un “ignoto ideale”, sconosciuto quindi, ma pur sempre frutto del nostro desiderio di vedere un universo migliore. 

Oltre allo spessore e la profondità del testo, anche alla musica è dato ampio spazio, con notevoli parti strumentali all’interno del pezzo. La limpidezza delle sonorità, contrasta con il dark a cui s’ ispira il mood del brano, dove tra influenze di matrice anglosassone, con certi rimandi “Bowiani” anche per quanto riguarda le tematiche, spicca nell’ombra, l’atmosfera oscura, al confine con la cupezza, del sound dei Cure. Cupezza ravvivata dalla speranza sottesa al filo del futuro e ravvisabile dalle parole del testo: “Sorgeremo dalla cenere, marceremo tra la polvere, non sarà più possibile, la morte!”
Sonia Bellin.

mercoledì 27 dicembre 2017

Joe Perrino’s Grog – Bomba w w La Guerra


"Il progetto dei Grog è capitanato dal rocker Nicola Macciò alias Joe Perrino che con le sue performance vocali e fisiche riesce a coinvolgere il pubblico in uno spettacolo a tutto tondo. Dopo aver affiancato i Litfiba nel tour di "17 Re" negli anni '80, con i quali condivideva management e etichetta discografica (IRA Records) ha continuato a reinterpretare il rock, e quindi se stesso senza perdere identità con stili musicali differenti fra loro.

Con i Grog, Joe Perrino torna alle origini e stupisce ancora. I Grog nascono nel giugno 2009 dalle ceneri del mitico gruppo di Joe Perrino ELEFANTE BIANCO, con un nuovo groove, miscela tra ciò che ha caratterizzato il sound dei Joe Perrino & The Mellowtones e degli Elefante Bianco.

Dopo l’album di debutto “L’esercito del Male” del 2015 , ritornano finalmente con questa nuova attesa produzione dove vede la partecipazione di G.L.Perotti (Extrema), Ergobeat e Gianni Maroccolo ( CCCP-C.S.I-Litfiba )". Tralasciamo tanti altri dettagli della biografia del musicista, ma diciamo solo che si capisce perfettamente che Joe Perrino non è il primo arrivato…

La sua collaborazione con i Grog dà alla luce quindi due album, il primo intitolato "L'esercito del male" e il qui presente "Bomba w w la guerra!", titolo sicuramente ironico ma allo stesso polemico, che insomma incarna lo spirito del momento e tanti fatti di cronaca. Joe perrino rivisita assieme ai Grog la concezione di rock (ma anche metal) in una chiave oseremmo dire originale, perché crea un ponte tra il rock anni Sessanta, di cui il musicista è grande estimatore e ci aggiunge anche il rock anni Settanta e attualizza tutto questo apportando alla sua musica elementi di alternative rock/metal che hanno cominciato a spargersi a partire dagli anni Novanta.

Sei episodi di media-lunga durata in cui i Joe Perrino's Grog esplorano, senza conoscere limiti, vari aspetti della musica pesante, e il tutto arricchito dal carisma della voce di Perrino, ovvero una voce da bluesman/rocker di classe, consumata sui palchi e nella vita di tutti i giorni. Testi che sono rappresentazioni della realtà che ci circonda, parole che fanno riflettere, esposte a volte con più sarcasmo e a volte meno, ma che nascondono comunque una certa inquietudine di fondo, dovuta probabilmente ad attente riflessioni che questo artista fa su quello che lo circonda. La musica a volte accarezza l'anima, ma molte volte è carica di adrenalina e potenza; il tutto comunque è suonato ed arrangiato in maniera ottima, da musicisti che probabilmente hanno attraversato già diverse spiagge nel panorama rock.

Non avrete mai quindi la sensazione di ascoltare qualcosa di poco messo a fuoco o di incompiuto. Il tutto suona maturo e ficcante, dritto al punto e danntamente convincente. E lo ripeto, il magnetismo della voce di Joe è un qualcosa che non si può comprare ovunque, e bisogna rendersi conto che personalità come la sua sono sempre un valore aggiunto nel rock, proprio come questo album, che va ad arricchire uno stuolo di band davvero poco convincenti che hanno invaso il mercato negli ultimi anni. Musica vera per gente vera. Caldamente consigliato.

Tracklist:

1. Bomba (Feat G. L. Perotti)

2. La piu' grande delusione

3. La giostra di momotti

4. La mia piccola Hiroshima (Feat. Ergobeat)

5. Oltre il dolore dell'incomprensione

6. Madre rmx (Feat. Gianni Gianni Maroccolo)

martedì 19 dicembre 2017

Vanterrania - Electronix


«Electronix» è lo sconvolgente album di debutto di «Vanterrania», che ad un primo ascolto entra direttamente nel cervello tramite connessioni matrixiane. Entriamo cosi nel suo mondo primitivo formato da due poli: il rock e l'elettronica. Gli strumenti utilizzati sono synth, sequencer e chitarre sflangerate dello stampo tipico degli anni '80; ha iniziato proprio in quegli anni ad esibisirsi nel territorio natio, Catania.

Ma torniamo al disco, che parte subito con ritmiche serrate, crudi accordi e distorsioni onnipresenti; il pezzo si chiama «Cyber» e dentro di esso riecheggia quella voce mostruosa che sentenzia: «one of these days i'm going to cut you into little pieces».

Con «Data wave» si ha l'impressione di rimanere nello stesso distopico mondo di «Cyber» con la differenza che i suoni cominciano ad assottigliarsi; le distorsioni da taglienti come lame di rasoio diventano pelle morta sporca.

«Electronix 09» e «Enigma» segnano l'inizio di un virtuosismo chitarristisco non indifferente, che spazia dalla velocità di esecuzione fino alle melodie che toccano con sensibilità note di Bowieniana memoria.

Ed eccoci arrivati alla quinta traccia del disco, si dice «Traccia» di qualcosa che rimane impressa in un qualsivoglia supporto e «Field» si stampa come un'orma sulla fanghiglia di una palude inabitata. Qui si assiste a una discesa sonora che sembra voler preannunciare qualcos'altro, scandita da un battito cardiaco incarnato dalla veemenza della cassa.

«H2o» fa intendere che Vanterrania ha bisogno di rilasciare chitarristicamente uno sfogo psico-orgasmatico come si ha bisogno dell'acqua.

«High Voltage» ed «On» si differenziano per bpm; infatti con la prima ci riallacciamo a «Field» e con la seconda ad «H2o», sembra che Giovanni Brancati alias Vanterrania voglia farci diventare poco più che numeri nella sua equazione fatta di battiti per minuto.

Ed ecco «Robot»: un pezzo di 8 minuti circa che ci introduce delle sonorità metalliche dalle sembianze violinistiche, qui riusciamo a vedere con i nostri occhi un colosso futuribile armato di cannoni laser ebombe al plutonio.

«Mega», la nona traccia di questo album si presenta forse come la più accattivante e avvincente , attraverso una struttura-canzone con più appeal rispetto alle precedenti, dati anche i cambi degli accordi ritmici frequenti e repentini: senza sbilanciarsi, siamo di fronte al pezzo realizzato con maggior incisività, dalle suggestioni on the road post apocalittiche.

«Virtual Love» ci ripropone le sonorità sperimentate a suo tempo da Mick Ronson, braccio destro di Bowie negli Spiders from Mars e con «Mechanical Arms» siamo arrivati alla fine di questo disco che si conclude con schitarrate noise ubriacanti.

Questo disco ci è piaciuto per il suo intento creativo, il lavoro nel complesso risulta omogeneo, ma a volte fin troppo; d'altronde si parla di elettronica e quindi non possiamo attribuire grandi colpe all'autore in merito alla ripetitività.

Aspettiamo con impazienza il secondo disco per scoprire l'evoluzione del suo particolare stile artistico che a detta sua è in continua sperimentazione:«la sperimentazione non può fermarsi e spinge alla ricerca di nuovi modi di composizione sia analogiche che digitali, aspirando sempre più al raggiungimento della sonorità desiderata ».

giovedì 14 dicembre 2017

Cherries on a swing set – E’ uscito il primo disco “Accross the sky”


Il primo disco dei Cherries on a swing set, ossia Accross the sky, è uscito lo scorso 11 dicembre su tutte le piattaforme online e contiene due inediti dal titolo The hunting e L’equilibrista e otto cover di artisti famosi sia italiani che internazionali. Il primo inedito dalle sonorità fatate, fiabesche; il secondo inedito dal ritornello alquanto accattivante.

Troviamo, tra le tante cover, "Stay with me" di Sam Smith, la quale per sonorità non è tanto distante dall’inedito Tha hunting. Troviamo anche la celeberrima "Other people" di Lp. Anche qui troviamo impressioni sonore ancora collegabili alle tracce appena citate. Stesso discorso anche per "Piccolo Uomo" di Mia Martini o "Je ne regretted Rien" di Edith Piaf anche se quest’ultima sembra davvero elevarsi sopra le altre per la tensione che riesce a trasmettere.

Presenti nel disco anche Patty Pravo con la sua "Pensiero Stupendo" e Loredana Bertè con l’indimenticabile "Ninna Nanna" di cui il gruppo ha già realizzato in passato due videoclip. La band ha realizzato altrettanti videoclip anche dei due inediti sopra citati. Riguardo Pensiero Stupendo possiamo affermare che questa cover è discretamente emozionante.

Tra le otto cover c’è da citare assolutamente il mash up "Eye of the Tiger / Un' emozione da poco" (celeberrima canzone dei Survivor scritta per la colonna sonora del film Rocky che si incontra, qui, con uno dei pezzi più famosi di Anna Oxa, firmato da Ivano Fossati) e il brano intitolato "La Serpe a Carolina", canto giacobino scritto a Napoli nel 1799, durante la rivoluzione partenopea. Il primo ha un impatto decisamente rock valorizzato da un sound dal sapore elettronico, mentre, nel brano napoletano, i Cherries mettono a frutto l' esperienza maturata nel folk con Ambrogio Sparagna, rileggendo in maniera molto personale la celebre "ngiuriata a l'ex Regina 'e Napule" , di cui una delle interpretazioni più autorevoli venne data, negli anni 70, dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare.

Gli arrangiamenti sono stati curati da Stefano Benini, basso e beat boxer del gruppo. Il disco è stato registrato e mixato allo Studio Panidea di Alessandria da Paolo Novelli, mentre l' artwork originale è stato realizzato da Chiara Luzi. Un lavoro accurato di arrangiamenti, esecuzioni e suono che merita senz'altro l'attenzione di un pubblico sempre più ampio. Un'ottima idea per regalarsi o regalare della buona musica a Natale.

mercoledì 29 novembre 2017

Paul Pedana e il suo Ex-Human, esperienze di vita vissuta in forma di musica


Paul Pedana ha suonato su numerosi palcoscenici sia nazionali che internazionali. Numerose sono le tourneé e i concerti sia in Italia che all’estero con la sua band gli Anthropos, band della quale è il co-fondatore, batterista, autore e compositore. Con la sua band Paul tiene concerti in tutta Italia, fino ad esibirsi all’Hard Rock Cafè di via Veneto a Roma.Dal 2009, comincia ad avere prestigio e fama nel resto d’Europa. Infatti, con gli Anthropos si esibisce a Cracovia, Minsk e Londra.

E’ nella capitale della Bielorussia che viene valorizzato il suo lavoro. Un salto per la propria carriera artistica. A Minsk raggiunge la fama attraverso esibizioni come musicista e firma i suoi primi autografi, facendo sold out al National Youth Theater.
Nel 2014 si esibisce con gli Anthropos al Most Festival in Bielorussia suonando a fianco di band del calibro dei Kasabian, Guano Apes, Skillet e John Newman. Il 2015 è un anno importantissimo per Paul: egli debutta alla prestigiosa O2 Academy di Londra presentando il suo primo singolo da solista chiamato Free con il quale riscuote tanto successo.
 Agli inizi del 2016 egli rilascia il suo terzo singolo dal titolo Kate. Il 30 Ottobre 2017 è uscito il primo video musicale di Ex-Human il nuovo disco di Paul, che è stato girato a New York City ossia Ellie The Alien.
EX HUMAN è un disco nato tra Londra e Perugia. Paul Pedana, cantautore e polistrumentista, ha scritto, composto e registrato quasi ogni strumento musicale in questo album. Gli arrangiamenti, invece, sono sono stati composti da Paul e suonati da un quartetto d’archi al Sound Studio Service, quartetto diretto sempre da Paul. Tali arrangiamenti sono stati mixati da Marco Capaccioni insieme a Paul.  Altro importante contributo al disco è stato sicuramente il master realizzato da Giovanni Versari a La Maestà Mastering.

Secondo l’artista “Ex-Human è una profonda introspezione dell’essere umano di oggi. Il mondo ha bisogno di reinventare la parola "grottesco", perché nel 2017 questo termine non significa molto di più di ciò che effettivamente è la realtà di oggi. Ex-Human è una profonda critica alla nuova era della schiavitù dell'alta tecnologia che colpisce quasi tutti e distrugge ogni tipo di volontà umana, partendo dalla digitale anestetizzazione infantile fino alla triste accettazione del vortice della de-umanizzazione”.

Ex human è un disco dove si mescolano sonorità alternative rock con sonorità più dolci e leggiadre. Spesso troviamo anche sonorità abbastanza pop. E’ un album ricco di intensità e profondità sonora, è una sorta di diario del vissuto di una persona espresso in forma di onde sonore. Ex human si può ascoltare su Spotify oltre che sulle altre piattaforme digitali.

martedì 28 novembre 2017

Red Light Skyscraper, L'intervista

Oggi intervistiamo la giovane band di Siena, i Red Light Skyscraper.


D. Quanto è difficile realizzare un "sogno" per chi è giovane oggi?
R. Metterci passione e impegno ogni giorno non basta: è necessario avere una strategia adeguata. Dopodiché non è più questione di "quanto sia difficile" ma di "quanto tempo occorra" per raggiungere il traguardo.

D. Avete mai partecipato a dei casting di Talent? E cosa ne pensate dei Talent stessi?
R. Non abbiamo mai partecipato a nessun Talent ma, conoscendo persone vicine a noi che hanno partecipato, la riteniamo un'ottima opportunità solamente per pubblicizzarsi.

D. Secondo voi quanto i Talent hanno condizionato il mondo discografico oggi? E quanto nella discografia italiana?
R. Crediamo che i Talent siano un metodo per realizzare un contratto tra un artista ed una major, con la differenza che è tutto reso ad hoc per un format televisivo. Quindi, sicuramente hanno segnato un importante cambiamento nella discografia mondiale.

D. Con molta obiettività, secondo voi nel mercato italiano (e parlo di quello che propongono le case discografiche) quanto salvereste e quanto buttereste dalla finestra?
R. Non salveremmo praticamente niente a parte qualche rara eccezione.

D. Il titolo del vostro album “Still the Echo” sembra guardare al futuro. Quali sono i vostri obiettivi? Raccontateci il vostro album.
R. L'obiettivo di 'Still the Echo' è di togliere ogni freno inibitorio all'ascoltatore, in modo che ci si possa lasciar travolgere dalle proprie emozioni. Abbiamo voluto realizzare un prodotto che fosse accessibile ai profani della musica strumentale, senza tuttavia rinunciare alla nostra identità. 
L'album alterna atmosfere eteree a violenti muri sonori e comprende brani perlopiù strumentali con chitarre, basso e batteria, in alcuni casi ricorrendo all'uso di fender piano e voce (Necessary and Sufficient Condition), composizioni brevi ed taglienti (Yugen) o toccando temi come il "sogno lucido" (Wander). 
E' stato registrato e mixato nel Maggio 2017 a Siena al Virus Recording Studio, utilizzando la modalità "in presa diretta" per catturare l'essenza del nostro sound. 
La fase del mastering è stata affidata a Frank Akrwright (Joy Division, The Smiths, Arcade Fire, Mogwai) degli Abbey Road Studios di Londra. 

D. Gli artisti musicali si dedicano molto alla costruzione del proprio live. È una dimensione che a voi piace o credete anche in forme promozionali differenti? In questo caso, credete nell’opportunità in più nell’essere parte del progetto di un’etichetta?
R. Ci dedichiamo da sempre alla costruzione di un nostro live show, cercando di affinare tutti i dettagli. Ovviamente crediamo sia molto efficace unirlo a forme promozionali sia sul web che non. Ci piacerebbe molto essere parte del progetto di un'etichetta che sia coerente con le nostre idee: ultimamente stiamo lavorando proprio in questa direzione.

D. Dove possiamo trovarvi? Ricordateci quali sono i vostri canali social.
R. Ci trovate ovunque! Siamo su Facebook, YouTube, Spotify, Soundcloud, Instagram, Twitter e su tutti i digital stores.

martedì 10 gennaio 2017

Sanremo Rock 2017, al via il 13 gennaio da Portogruaro (VE) la 30^ edizione dello storico contest per band emergenti

Venerdì 13 gennaio alla Birreria Accademia di Portogruaro (VE)
la prima tappa del Live Tour 2017 per le regioni Friuli e Veneto

Sul palco Simoglam, HopeN’Liberty, Lorenzo, Francesco Balasso,
Cani Bagnati, Mary Illusion, Rêver


Venerdì 13 gennaio prendono il via ufficialmente i casting live per le selezioni del Sanremo Rock & Trend Festival 2017, lo storico contest nazionale per artisti emergenti della scena rock, indie, alternative, pop rock, hard rock, giunto quest’anno alla sua 30^ edizione.

Sarà l’Accademia Birreria di Fossalta di Portogruaro (via Alessandro Manzoni 61) ad ospitare la prima tappa per le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, inaugurando di fatto le audizioni live del Sanremo Rock 2017.

In questa occasione si esibiranno, a partire dalle ore 22 (ingresso gratuito): Simoglam, HopeN’Liberty, Lorenzo, Francesco Balasso, Cani Bagnati, Mary Illusion, Rêver.
Special guest della serata: Key-T-Katrin, la giovane cantautrice, vincitrice del premio Andrea Amati Autori Warner Chappel 2016, che presenterà la serata insieme a Leo Giunta.

Birreria Accademia, prenotazioni tavoli: 0421 244223
Tutte le informazioni su Sanremo Rock 2017 e sulle band sono sul sito web ufficiale:  www.sanremorock.it. Contatti: info@sanremorock.it, ufficiocasting@sanremorock.it , 327 423 7725


SANREMO ROCK & TREND FESTIVAL

Sanremo Rock & Trend Festival è il contest nazionale per artisti singoli, duo o gruppi italiani emergenti della scena rock, indie, alternative, pop rock, hard rock e tutte le possibili “declinazioni” trasversali ai generi, giunto quest’anno alla sua 30^ edizione. Nato nei primi Anni ’80, Sanremo Rock è un brand storico che ha portato al successo moltissimi Big di oggi, tutti passati dal palco dello storico "Teatro Tenda": da Ligabue a Carmen Consoli, dai Litfiba ai CCCP, dai Tazenda ai Bluvertigo, dai The Gang a Edoardo Bennato, solo per citarne alcuni.
La manifestazione rappresenta un grande momento di incontro musicale, di confronto, di sana competizione e soprattutto offre precise indicazioni sul movimento rock italiano, sul suo stato di salute, sulle tendenze, le preferenze, gli stati d’animo.
Per questa 30^ Edizione la Finalissima del Sanremo Rock & Trend Festival si terrà a maggio 2017. È ancora possibile iscriversi al concorso. Tutte le info sono su www.sanremorock.it.

LE DATE GIÀ CONFERMATE DEL LIVE TOUR 2017
13 gennaio – Accademia Birreria, Fossalta di Portogruaro (VE) – prima tappa Veneto/FVG
22 gennaio – Speakeasy, Rozzano (MI) – prima tappa Lombardia
4 febbraio – Rock Garden, Narni (TR) – prima tappa Umbria/Lazio
16 febbraio - Accademia Birreria, Fossalta di Portogruaro (VE) – seconda tappa Veneto/FVG


martedì 19 luglio 2016

WELCOME BACK SUZERAIN!

I Suzerain tornano in Italia in formazione completa per un tour organizzato da One More Lab


Reduci dal successo del primo tour Italiano a Maggio 2016, i Suzerain tornano in Italia grazie alla music label One More Lab in partnership con Steve Lyon (Depeche Mode, The Cure).
La band from UK torna in formazione completa e con un set più lungo. Già nelle radio italiane con il singolo "Always" si preparano a calcare i palchi italiani dal 20 al 24 Luglio 2016.

20 Luglio - BORGO FESTIVAL - Fiano Romano (open act MEDS)
21 Luglio - PG.MA PARTY - Perugia
22 Luglio - FESTIVAL NAZIONALE DEI CONSERVATORI - Frosinone
23 Luglio - TBA!



martedì 27 gennaio 2015

Antropoparco, in uscita il 17 febbraio il primo disco de laBase

Antropoparco, in uscita il 17 febbraio il primo disco de laBase
Un labirinto rock sulla natura umana e le sue contraddizioni


Uscirà il prossimo 17 febbraio Antropoparco, il disco d’esordio della band rock-alternative laBase. Prodotto per il collettivo artistico La Noia, l’album del trio abruzzese, registrato e mixato da Davide Grotta, è una raccolta di nove tracce dal rock spinto, con chitarre e sezione ritmica onnipresenti e un basso dalle venature dark.
Il gruppo, formato da Mirko Lucidoni (voce e chitarra), Antonio Campanella (basso) e Francesco Amadio (batteria), tutti musicisti con altri progetti alle spalle, crea un muro sonoro tra post-rock, noise, psichedelia, new wave e sound anni ‘90.
I testi in italiano, a volte criptici, sono feroci e lucidi come le favole per bambini. Raccontano con sguardo disincantato la natura umana e le sue contraddizioni, attraverso un nichilismo misto a psichedelia e sprazzi di romanticismo.
E certamente romantico è il primo singolo estratto dal disco,
Primavera, se sorridi mi scoloro, che racconta di relazioni agli sgoccioli e nuove primavere sentimentali all’orizzonte. Antropoparco si propone quindi come un labirinto musicale, essenziale e potente; come uno spazio recintato di suggestioni, critiche, e riflessioni amare sul mondo che ci attraversa. L’album sarà disponibile su tutti gli store digitali a partire dal 17 febbraio 2015. Scaricabile gratuitamente da www.lanoia.it/downloads



ANTEPRIMA SINGOLO
Primavera, se sorridi mi scoloro

TESTI / BIO

TRACKLIST
1. Come pietra di calcare
2. Caos X
3. Primavera
4. Déjà Vu (Quasi)
5. Il Martello
6. Mai una gioia
7. Un nuovo disordine
8. Il Rettile
9. Aprazolam

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Giovanna Ligorio
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