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giovedì 25 giugno 2026

 

I The Ashes tornano con “Freedom of Na Na Na”, un nuovo singolo rock energico e coinvolgente che celebra il valore più autentico dell’essere umano: la libertà di essere se stessi.

Caratterizzato da una melodia trascinante e da un sound immediato, il brano si sviluppa attorno a un potente riff di chitarra elettrica che guida l’ascoltatore in un viaggio di emozioni sincere e positive. Il basso sostiene una progressione memorabile e coinvolgente, mentre la batteria dona forza ed energia all’intera composizione senza mai perdere il suo carattere accogliente ma deciso. A completare il quadro, una voce diretta e spontanea accompagnata da un coro che amplifica il messaggio di libertà e condivisione.

“Freedom of Na Na Na” nasce dall’esigenza di liberarsi da tutte quelle catene invisibili che spesso limitano l’espressione della propria identità: le aspettative degli altri, i canoni imposti dalla società, la pressione dei social media, il giudizio esterno e le maschere dietro cui ci si nasconde per essere accettati.

Il titolo racchiude l’essenza stessa del brano. Quel “Na Na Na” che accompagna il ritornello non rappresenta semplicemente una sequenza di sillabe, ma diventa il simbolo di un’esplosione di sincerità, il momento in cui ogni inibizione cade e lascia spazio alla più autentica espressione di sé. È un grido universale che appartiene a tutti, un linguaggio spontaneo che supera parole, etichette e convenzioni.

Un brano che non si limita a essere ascoltato, ma che vuole essere vissuto, cantato e condiviso come una vera dichiarazione di libertà.

The Ashes è l’incarnazione di un sound rock anni 80/90, il sapore della rabbia e della verità. È una band la cui anima vuole essere libera, vera, pura, senza inibizioni e senza limiti: per loro tutto è possibile. Si esprimono attraverso forti chitarre elettriche, assoli sempre diretti, groove di basso e batteria che colpiscono il petto e una voce sincera nella furia o nella dolcezza. Le ceneri di una fenice che rinasce e si rimette in piedi nonostante tutto. È lo spirito della libertà che riecheggia nei cuori della gente.

ASCOLTA “FREEDOM OF NA NA NA”!

https://ffm.to/theashes-freedomofnanana

“Indebitato”, il nuovo singolo di Ribes

 

È uscito “Indebitato”, il nuovo singolo di Ribes, una canzone che affronta con lucidità, sarcasmo e autenticità il tema delle difficoltà economiche e delle illusioni infrante.

Attraverso una narrazione in prima persona, il brano racconta la storia di un protagonista che si ritrova improvvisamente “pulito”: non solo nel conto in banca, ma anche nelle aspettative e nelle certezze che aveva costruito nel tempo. Tra sfratti, proteste, usurai sorprendentemente cortesi e un ufficiale di pignoramento dai tratti quasi surreali, la disfatta economica si trasforma in una commedia umana dai contorni tragicomici.

Con una scrittura diretta e teatrale, Ribes costruisce un racconto capace di alternare leggerezza e malinconia, trasformando situazioni difficili in immagini vivide e spesso paradossali. Il tono ironico non nasconde però la profondità del messaggio: dietro il sorriso emerge una riflessione critica su un sistema che promette benessere, alimenta aspettative e spesso lascia spazio alla disillusione.

“Indebitato” è una canzone che dà voce a una realtà condivisa da molti, trasformando la sconfitta in racconto, la vergogna in consapevolezza e la verità in espressione artistica.

Un brano attuale, sincero e tagliente, che conferma la capacità di Ribes di osservare la realtà con uno sguardo personale e di tradurla in musica capace di emozionare e far riflettere.

Ribes, cantautore piemontese, inizia giovanissimo a comporre canzoni, studiando canto, pianoforte e programmazioni come autodidatta. Negli anni a venire prosegue gli studi di pianoforte ed armonia, dedicandosi specificatamente a tematiche di pattern sequencing e computer music di cui è appassionato cultore.

A ciò segue un periodo di approfondimento degli arrangiamenti tipici della new wave anni Ottanta con particolare attenzione al pop elettronico tipico di quell’epoca (Pet Shop Boys, Duran Duran, Tears for Fears …)

Partecipa con grande entusiasmo a parecchie serate revival, traendo da esse linfa vitale per le propria ispirazione musicale.

Successivamente svariate collaborazioni in ambiti musicali eterogenei porteranno a una netta evoluzione dello stile compositivo, orientandolo verso sonorità più tipicamente cantautorali.

L’attuale produzione ne rappresenta un naturale compendio, inserendosi nell’odierno contesto di rivalutazione delle sonorità tipiche degli Anni Ottanta: il decennio “pop” per eccellenza.

ASCOLTA “INDEBITATO”!

https://orcd.co/ribes-indebitato

Lady Nemesis – è uscito il videoclip di “Il Filo Rosso Mi ha Sfiorata”

Per Lady Nemesis, il videoclip di “Il Filo Rosso Mi ha Sfiorata” non è una semplice trasposizione per immagini del brano, ma un secondo livello di racconto che ne amplia il significato e ne porta in superficie le zone più nascoste.

Al centro del video ci sono due bambole di pezza, realizzate appositamente per il progetto. Non rappresentano personaggi specifici, ma diventano figure simboliche attraverso cui osservare le dinamiche di una relazione manipolatoria: l’attaccamento, la dipendenza emotiva, il bisogno di appartenere a qualcuno anche quando quel legame consuma lentamente ciò che siamo.

In un ambiente costruito con grande attenzione agli elementi visivi e alle atmosfere, il videoclip segue il percorso di una protagonista che si confronta con i fili invisibili che la trattengono. Oggetti, gesti e dettagli scenografici assumono così un valore narrativo preciso, trasformando la storia in una riflessione più ampia sui rapporti che finiscono per confondere amore e perdita di sé.

La scelta di affidare il racconto a due bambole accentua il carattere universale della vicenda: ciò che accade sullo schermo appartiene a chiunque abbia riconosciuto, almeno una volta, la differenza tra un sentimento autentico e un legame costruito sull’illusione. Il filo rosso evocato dal titolo smette così di essere il simbolo romantico di un destino scritto e diventa il segno di una connessione che lascia un passaggio, una traccia, ma non necessariamente una direzione.

La fotografia dai contrasti marcati e una regia attenta alla dimensione simbolica accompagnano la crescita emotiva della canzone, seguendone il percorso fino al momento decisivo: quello in cui la protagonista comprende che alcune storie non chiedono di essere salvate, ma comprese.

Pubblicato dopo l’uscita del singolo, il videoclip restituisce una nuova prospettiva a “Il Filo Rosso Mi ha Sfiorata”, rafforzandone il nucleo narrativo. Dove la canzone racconta il passaggio dall’illusione alla consapevolezza, le immagini mostrano il costo emotivo di quel cambiamento e la possibilità di trasformarlo in una scelta. Non un racconto di rimpianto, ma il momento esatto in cui si smette di aspettare che qualcosa accada e si decide di riprendersi il proprio spazio.

Lady Nemesis è un progetto artistico fondato sulla scrittura come atto di consapevolezza. Attraverso testi intensi e diretti, racconta relazioni sbilanciate, risvegli interiori e processi di liberazione emotiva. Le canzoni non celebrano l’amore idealizzato, ma la verità che emerge quando si smette di confondere il destino con il bisogno. Lady Nemesis non è un alter ego, ma un impianto narrativo coerente che dà forma e senso ai testi, mantenendo la scrittura al centro del progetto.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=Ki_Q4RiYaSk

 

mercoledì 24 giugno 2026

EMOSYA – il nuovo singolo “FORSAKEN”

 

Con “Forsaken”, gli Emosya riportano alla luce una delle prime scintille da cui è nato il progetto. Un brano che accompagna la band fin dagli esordi e che oggi conserva intatto il suo peso emotivo.

Protagonista del racconto è l’assenza di una persona cara, osservata da chi resta a fare i conti con ciò che continua a esistere anche dopo l’addio.

“The only thing I want back now is you” racchiude una mancanza che non cerca scorciatoie né consolazioni facili. Il vuoto rimane, cambia soltanto il modo di abitarlo.

“Forsaken me, in silence, you walked away” è la fotografia di un distacco che arriva senza spiegazioni, mentre il ritornello apre lentamente un’altra prospettiva: quella della guarigione. Non come cancellazione del dolore, ma come capacità di convivere con ciò che lascia un segno. “Learning how to heal” diventa così il filo conduttore dell’intero brano.

Il sound guarda all’alternative dei primi anni Duemila e immagina l’incontro tra l’espressività spontanea dei Linkin Park e l’approccio oscuro alle linee melodiche dei Ghost.

Il risultato è un brano malinconico, dove ogni passaggio abbraccia sia la memoria che lo sforzo per arrivare all’accettazione del lutto.

“Forsaken” non parla della fine di qualcosa. Parla di ciò che rimane quando il rumore si spegne e si inizia, un respiro alla volta, a trovare un nuovo equilibrio.

Emosya è una band italiana nata nel 2022. Il gruppo affonda le radici nell’alternative rock, integrando influenze che ne ampliano il suono. Il progetto ruota attorno al frontman YOU, la cui sfera emotiva prende forma attraverso una serie di maschere legate a emozioni primarie: rabbia, paura, gioia, disgusto e tristezza, che sul palco diventano veri e propri personaggi.

Ognuna possiede un nome e un colore distintivo: Bliss, gioia (giallo); Snare, rabbia (rosso); Bleuh, disgusto (verde); Scared, paura (viola); Elims, tristezza (blu).

Le canzoni esplorano conflitti interiori, catarsi e relazioni complesse, dando voce a ciò che spesso rimane nascosto.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=1TGe85TsznI

ROSE – ecco il singolo “Nevrosi”

 

Con il nuovo singolo “Nevrosi”, Rose mette in musica una conversazione difficile da interrompere: quella con la parte di sé che ferisce, seduce e torna sempre a bussare quando si crede di averla lasciata alle spalle. La nevrosi prende forma e voce, diventando una presenza familiare con cui la protagonista si confronta lungo tutto il brano.

Il racconto attraversa relazioni consumate dall’instabilità emotiva, attrazioni che sembrano nascere proprio nelle crepe degli altri e il desiderio quasi istintivo di farsi carico di ciò che è fragile. «Amo i cuori stanchi e rotti, quelli che parlano coi singhiozzi» non è soltanto una dichiarazione d’affetto, ma il ritratto di una tendenza a cercare negli altri le stesse ferite che si portano dentro.

Le immagini che attraversano il testo trasformano il conflitto interiore in materia poetica: «sai trovare ogni ferita e ci scivoli dentro dolce come lama» descrive una sofferenza che conosce perfettamente la strada per tornare a galla, mentre il fuoco, il vuoto e l’arcobaleno diventano simboli di un equilibrio sempre precario tra abbandono e resistenza.

Nella parte finale il dialogo cambia direzione. La nevrosi non è più un’ombra da inseguire o da combattere, ma una presenza riconosciuta e finalmente osservata senza paura: «ora mia nevrosi io ti vedo, ballo sui dolori senza più segreto». È qui che il brano trova il suo punto di svolta, sostituendo il senso di prigionia con una nuova consapevolezza.

“Nevrosi” nasce da un intenso rapporto di amicizia e condivisione artistica. L’ispirazione prende forma da un pensiero scritto da Nadine Viretto, amica francese dell’artista, successivamente trasformato in canzone da Rose con la collaborazione del compositore Luciano D’Addetta, vincitore del Premio Leone di Vetro al Festival del Cinema di Venezia nel 2025 e nel 2026. Un incontro umano e creativo che ha dato vita a un brano capace di raccontare la fragilità senza nasconderla e la crescita senza proclamarla.

Rose nasce a Bergamo nell’estate del 1978.

Fin da piccola, ama cantare e ogni occasione è buona per esibirsi. Una volta cresciuta, il suo carattere ribelle e sopra le righe la porta a vivere all’estero, nel sud della Francia, dove ha assorbito l’influsso della spensieratezza della musica gitana e la raffinatezza della lingua francese.

Rose ha studiato canto e pianoforte trasferendosi in Toscana. Oltre al canto, Rose ha fatto parte del mondo dello spettacolo come presentatrice.

Dopo qualche anno lontana dalla musica per via dell’amore per la famiglia, riprende a dedicarsi alla sua passione, con il tempo ritornata ancor più forte, infatti partecipa vincendo a due importanti Talent.
Attualmente Rose sta portando la raffinatezza della musica francese di Edith Piaf nei locali della Lombardia e ha debuttato in discografia con il supporto della label Sorry Mom!, con la quale continua a collaborare pubblicando inediti. “Nevrosi” è il suo quinto singolo.

ASCOLTA “NEVROSI”!

https://orcd.co/rose-nevrosi

I Loud Mother presentano “Make Brain”

 

I Loud Mother presentano “Make Brain”, il loro nuovo singolo, un brano che esplora il tema dell’amore incondizionato nelle sue forme più autentiche e universali.

La canzone descrive un legame profondo che non si limita necessariamente alla dimensione di coppia, ma che può manifestarsi in qualsiasi relazione umana significativa. Attraverso una scrittura essenziale e volutamente criptica, “Make Brain” suggerisce immagini e significati che vanno oltre le parole, lasciando all’ascoltatore lo spazio per una personale interpretazione.

Al centro del brano emerge un messaggio semplice ma potente: nei momenti più difficili, anche un piccolo gesto di vicinanza, comprensione o sostegno può diventare una forza capace di superare quasi ogni ostacolo.

“Make Brain” si presenta così come una riflessione sulla connessione tra le persone, sull’empatia e sul valore di quei gesti che, pur nella loro semplicità, possono fare la differenza.

La band inoltre presenterà dal vivo il singolo il 28 giugno in apertura ad Omar Pedrini durante la terza serata del Music Village 2026 di Pozzolengo (BS).

I LoudMother nascono nel 2022 dalle ceneri dei Guinea Pig, storico power trio bresciano attivo dal 2004 con tre album all’attivo. Nel 2023 pubblicano il primo LP “Falling Apart”, che definisce la loro cifra stilistica: un mix di heavy blues e funk rock dal sapore moderno ma profondamente radicato nelle sonorità vintage.

Le influenze, varie e diversificate, sfociano in un equilibrio di potenza, groove e autenticità.

La formazione vede Stefano Reboli alla voce e chitarra, Francesco Verrone al basso e Andrea Sabatti alla batteria: tre musicisti che sul palco sprigionano tutta la forza del rock suonato, vero, vivo.

ASCOLTA “MAKE BRAIN”!

https://orcd.co/loudmother-makebrain

The Remedy – il nuovo singolo “Take Me Away”

 

Con il nuovo singolo “Take Me Away”, i The Remedy raccontano la sensazione di vivere dentro una vita che sembra già scritta da qualcun altro.

Una quotidianità che dall’esterno appare stabile, persino desiderabile, ma che all’interno lascia poco spazio all’aria, ai desideri e alla possibilità di scegliere davvero.

Il protagonista osserva la propria condizione con lucidità crescente. La “small golden cage” del testo rappresenta proprio questa contraddizione: una prigione elegante, rassicurante in apparenza, capace però di consumare lentamente ciò che conta. Attorno si accumulano paure, obblighi, dipendenze affettive e aspettative che diventano “catene fredde”, invisibili agli altri eppure dolorosamente reali per chi le porta ogni giorno.

“Take Me Away” segue un percorso che parte dalla frustrazione e dalla stanchezza per arrivare a una nuova consapevolezza.

L’urlo “Look at me! I want to run away!” rompe gli argini della rabbia trattenuta, mentre il finale apre uno spiraglio diverso: stringere i propri sogni, rialzarsi, compiere un altro passo, concedersi finalmente la possibilità di esistere secondo le proprie regole.

Sul piano musicale, il brano esplora coordinate alternative metal attraverso riff quadrati, spigolosi e paludosi che scandiscono un percorso irregolare. Come accade addentrandosi in una zona selvaggia, il passo cambia continuamente: ci sono tratti in cui si corre e altri in cui il terreno costringe a rallentare, seguendo le svolte emotive della narrazione. La voce è il camaleonte che accompagna il cammino, alterna inglese e italiano, tanto agile sul pulito quanto brutale e liberatoria quando strizza l’occhio al death metal con un’incursione nel growl.

“Take Me Away” graffia come i rovi ai margini di un sentiero boschivo. Le chitarre lasciano segni sulla pelle del brano, mentre la nebbia ne avvolge il paesaggio sonoro e qualche apertura melodica affiora come una radura inattesa. Ne emerge il ritratto di chi soffre in silenzio, riconosce finalmente la propria prigione e trova dentro di sé la forza necessaria per cercare un varco verso la libertà.

I The Remedy nascono nel 2021 nelle nebbiose terre alessandrine, un periodo segnato da pandemie, crisi sociali e un rinnovato bisogno di ribellione.

La band è il frutto dell’incontro tra cinque musicisti provenienti da esperienze differenti: Andrea “Rust” (Generical Disorder, Matermachina, Sylpheed, Infection Code) ed Enrico “Jack” (Sunset Shadows, Snakes, Black Ram, Sylpheed) alle chitarre, Andrea Moretti (Hellterror League, A Thousand Winters, Animhate) al basso, Ale “The Sword” (Dr. Cyclops) alla batteria e la voce di “Fenis” Ilenia (Lucky Star, Sylpheed).

Dopo l’uscita di Andrea per motivi lavorativi, la band trova in Daniele “Dany” un degno sostituto con il quale continuare a scrivere materiale nuovo.

Difficile racchiudere i The Remedy in una sola etichetta: il loro suono non è solo classic, heavy, prog o death, ma un ibrido che attinge a tutti questi mondi per creare qualcosa di personale e imprevedibile.

Tra throaty screaming e clean vocals, aperture melodiche e groovy e tempi dispari, la band costruisce un’identità sonora che sfugge alle catalogazioni rigide, ma trova coerenza in arrangiamenti ricercati e ambientazioni non scontate, che richiedono un ascolto curioso e senza preconcetti: come la band stessa dice, “alla fine per tutto c’è un rimedio”.
ASCOLTA “TAKE ME AWAY”!

https://orcd.co/theremedy-takemeaway

martedì 23 giugno 2026

The NUV feat. Go Go Ponies – “I AM ALL” – Il nuovo singolo

 

Liberarsi dal peso degli errori, recuperare la memoria e riscoprire il valore dell’amicizia. Dire basta alle guerre civili e tornare a cercare semplicità e verità.

È da queste riflessioni che nasce “I am all” il nuovo brano dei The NUV, una canzone che guarda al passato per parlare con forza al presente.

In un’epoca che disincentiva il pensiero autonomo e indipendente, la band richiama simbolicamente la figura di Giordano Bruno, la cui visione fu considerata pericolosa. Un riferimento che diventa dichiarazione d’intenti: non fare un passo indietro davanti alla necessità di pensare, ricordare e scegliere liberamente.

Chitarra, basso e batteria costruiscono una trama sonora diretta ed essenziale, sostenuta dalla voce ruvida e incisiva di Carol (GO GO PONIES). Il risultato è un brano dal ritmo serrato e dalla melodia immediata, capace di unire energia e coinvolgimento. Una canzone semplice e impulsiva, da ballare, pogare o condividere davanti a una birra.

“I am all” rappresenta il secondo estratto dal quarto album dei THE NUV in uscita nell’inverno 2026.

Per celebrare il lancio, la band ha avviato una collaborazione con il birrificio brianzolo Menaresta, dando vita a una speciale lattina in edizione limitata. Presentata il 20 giugno, la birra sarà caratterizzata da una grafica dedicata, un QR code per ascoltare il brano e una profumatissima IPA pensata per soddisfare tanto l’anima quanto il palato.

Musica e artigianalità si incontrano così in un progetto che celebra condivisione, identità e passione, trasformando una canzone in un’esperienza da ascoltare e gustare.

THE NUV è una band alternative rock caratterizzata da un suono deciso e potente, nata alle porte della Brianza nel 2003. Formata da Demis Maloy Tripodi (voce e chitarra), Andrea Caristo (batteria) e Dante Brin (basso), ha realizzato vari EP e due LP (“Top Model Super Fashion” – 2010; “The Nuv Sucks [No, Really!]” – 2014) ai quali sono seguiti numerosi concerti in Italia e all’estero (Belgio, Germania, Austria, USA, Liechtenstein).

Dopo alcuni anni di inattività, i tre tornano con il terzo album “Belgian Hop[e]”pubblicato il 23 ottobre 2021 in collaborazione con Moquette Records (ITA) e Mottow Soundz (BEL). Questo lavoro ha segnato per il trio una forte evoluzione, sia per il sound che per la maturità compositiva, e ha rafforzato il legame con la scena europea.

Ad aprile 2026 hanno pubblicato il singolo “Atomic” che anticipa l’uscita del nuovo album previsto per la fine dell’anno. Si tratta del quarto capitolo in studio interamente autoprodotto dalla band e vedrà la collaborazione con I Dischi del Minollo (ITA), Waddafuzz Recors (ITA), Araki Records (FRA) e l’agenzia Sorry Mom!.

ASCOLTA “I AM ALL”!

https://orcd.co/thenuv-iamallfeatgogoponies

Alan Michael – il nuovo singolo “Bilboa”

 

Ci sono estati che finiscono con settembre e altre che restano intrappolate nei dettagli. Con il nuovo singolo “Bilboa”, Alan Michael sceglie di raccontare proprio quelle: le estati che sopravvivono nei profumi, nelle sensazioni e nei ricordi che riaffiorano all’improvviso.

Al centro del brano c’è una storia d’amore vissuta attraverso i sensi prima ancora che attraverso le parole. Il sole sulla pelle, la sabbia tra le dita, il sale del mare e il profumo della crema solare diventano coordinate emotive di un ricordo che continua a riaffacciarsi anche quando tutto sembra ormai lontano.

Con “Bilboa”, Alan Michael firma una fotografia musicale fatta di luce, pelle e nostalgia leggera: una canzone che non rincorre l’estate, ma la conserva.

Alan Michael, nato a Torino, sviluppa il proprio percorso artistico fin da giovanissimo, alternando musica, televisione, cinema e teatro. Negli anni prende parte a produzioni cinematografiche, programmi Rai e campagne pubblicitarie internazionali, costruendo un’esperienza trasversale nel mondo dello spettacolo.

Autore dei propri testi e delle proprie canzoni, inizia a pubblicare musica a partire dal 2006, periodo in cui partecipa anche al reality “Vite Spiate”. Successivamente ottiene la vittoria al concorso “Voci Nuove” con il singolo “Istruzioni”.

Nel 2024 inaugura una nuova fase artistica con l’uscita di “Uragani”, avviando un percorso che lo porta a pubblicare nuova musica con continuità. I risultati ottenuti sulle piattaforme digitali, con oltre 100.000 ascolti su Spotify in pochi mesi e milioni di visualizzazioni legate alle campagne promozionali, consolidano la crescita del progetto.

Dal 2026 collabora con Sorry Mom!, realtà che accompagna lo sviluppo del nuovo capitolo discografico inaugurato dal singolo “Caffè”. “Bilboa” prosegue questo percorso, confermando la volontà di Alan Michael di raccontare emozioni quotidiane attraverso una scrittura diretta e immediata.

ASCOLTA “BILBOA”!

https://orcd.co/alanmichaelsimonoize-bilboa

lunedì 22 giugno 2026

DAVIDE PEPE – il nuovo singolo “Fermoimmagine”

 

Esce Fermoimmagine, il nuovo brano scritto, composto e arrangiato da Davide Pepe, una riflessione intensa e attuale sul senso di paralisi emotiva che caratterizza sempre più spesso la società contemporanea.

Attraverso una scrittura autentica, il brano esplora la difficoltà di instaurare relazioni profonde in un contesto in cui i rapporti umani vengono frequentemente mediati dagli schermi e dalla comunicazione digitale. Quel sentirsi sospesi, bloccati in un “fermo immagine”, diventa la metafora di una condizione esistenziale condivisa: l’incapacità di avanzare, la paura del futuro e il peso di un’ansia che immobilizza.

Nel testo emerge con forza il contrasto tra questa immobilità forzata e il desiderio urgente di liberarsi dai propri limiti per tornare a vivere pienamente, a respirare, a riconnettersi con gli altri in modo autentico. La vertigine dell’incertezza si intreccia così con una ricerca profonda di stabilità, di verità e di contatto umano.

Fermoimmagine è una fotografia sonora del nostro tempo, che racconta le fragilità e le contraddizioni di una generazione che, pur immersa in una connessione costante, continua a cercare relazioni vere e punti di riferimento concreti. Un brano che invita a fermarsi, riflettere e ritrovare il coraggio di vivere oltre ogni schermo.

Davide Pepe è un cantautore chitarrista pugliese; nel 2005 partecipa al Cornetto Free Music Festival; il brano “Fermoimmagine” è nella compilation “My Band” prodotta da MTV Italia. Al “Brindisi Live” condivide il palco con Giusy Ferreri, Aram Quartet, Paola e Chiara, Simone Cristicchi, Dj Francesco, Pago, Le Vibrazioni, Sonohra, Micol Barsanti, Litfiba, Marco Ligabue, Goran Kuzminac, Erica Mou, Ameba 4, suona sul Red Bull Tour Bus. Vince MUSIC FLASH ed il brano “Dove ci sei tu” viene scelto da BANCA INTESA per usi promozionali.

Nel 2014 collabora con il produttore Luca Rustici e partecipa a “Area Sanremo”. Nel 2016, con i Camera 133 è nell’album “Trent’anni di 17 RE” prodotto dai LITFIBA, con il brano “Ballata”.

Nel 2018 collabora con il produttore Luigi Rana. (Selma Hernandez, Mario Rosini, Lollipop).

Nel 2024/2025 con i Camera 133 live in apertura Gianluca Grignani e live per un festival teatro Petruzzelli.

Nel 2020 inizia la collaborazione con Sorry Mom! e Be Next Music con cui pubblica 12 singoli.

Attualmente è in studio con la band Camera 133 per la lavorazione e rinnovo costante del live.

Nella band, oltre Davide Pepe (voce e chitarre) ci sono Rinald Meta (batteria) e Giuseppe De Mola (basso).

Oltre al suo impegno artistico, Davide Pepe è anche psicologo e psicoterapeuta professionista nella città in cui vive.

ASCOLTA “FERMOIMMAGINE”!

https://benext.lnk.to/fermoimmagine

sabato 20 giugno 2026

“Connessioni”, il nuovo singolo di rosewood e Minimal

 

È uscito “Connessioni”, il nuovo singolo di rosewood e Minimal, un brano nato in modo del tutto spontaneo e sincero nel giro di poche ore. Il pezzo cattura il momento preciso in cui identità artistiche diverse si incontrano davvero, senza filtri né costruzioni.

A dare vita a “Connessioni” sono le idee di Minimal, rosewood e Diego Ruco, che insieme fondono chitarre pop punk/emo, melodie pop e una produzione upbeat, fresca e dance-friendly. Il risultato è un brano che ha il respiro dell’estate ma anche il peso emotivo delle cose non dette.

Tra confessioni, complessi, euforia e malinconia, “Connessioni” parla il linguaggio di chi vive i rapporti in modo istintivo, caotico e totalizzante, trasformando quel disordine emotivo in qualcosa di immediato e condivisibile.

rosewood è musica per chi si sente fuori fuoco ma continua a cercare un senso.

Classe 1996, mescola chitarre, beat, elettronica e parole dritte in faccia, raccontando il disagio di una generazione cresciuta tra precarietà, ansia, rabbia sociale e bisogno di restare umana, usando i generi come possibilità e non come confini. Nel 2025 pubblica disordine, EP di cinque tracce. Dal vivo rosewood diventa un trio con due chitarre, batteria e sequenze: essenziale, rumoroso, fisico.

Negli anni ha suonato e partecipato a realtà come Musicultura, _resetfestival, Musica da Bere, Musica Contro le Mafie, Controradio Rock Contest e Futures Italian Scouting, condividendo il palco con nomi come Baustelle, Marco Castello, Willie Peyote, Mobrici, Nitro, Nerone, Giuse The Lizia e Klaus Noir.

ASCOLTA “CONNESSIONI”!

Spotify: https://short-url.cc/1xvQP

Gli IDK’s annunciano l’uscita di “I Don’t Know”

 

Gli IDK’s annunciano l’uscita di “I Don’t Know”, un lavoro intenso e diretto che affronta le contraddizioni del mondo contemporaneo attraverso testi profondi e sonorità cariche di energia ed emozione.

Le canzoni del disco raccontano una realtà segnata da dolore, alienazione, guerra e perdita, esplorando sia le ferite individuali sia quelle collettive. Ogni brano si trasforma in una riflessione critica sulla società attuale, denunciando l’indifferenza, gli abusi di potere, le illusioni e il vuoto che allontanano le persone dalla propria umanità.

“I Don’t Know” non si limita a descrivere il disagio del presente, ma invita all’azione e alla consapevolezza. Di fronte a un mondo sempre più frammentato, il disco afferma con forza che resistere, lottare e indignarsi per ciò che siamo diventati rappresentano gli strumenti necessari per immaginare e costruire un cambiamento reale.

Con questo nuovo lavoro, gli IDK’s offrono una testimonianza sincera del proprio tempo, trasformando rabbia, inquietudine e speranza in musica capace di coinvolgere e far riflettere.

TRACKLIST

All Against All

“All Against All” parla di una società dominata dall’egoismo e dal consumismo, dove le persone hanno perso la compassione e il rispetto dell’altro pur di avere qualcosa in più; un mondo diviso, senza solidarietà, dove ognuno è lasciato solo contro gli altri. L’essere umano come ingranaggio di un sistema il cui fine è produrre e consumare.

Alone

In “Alone” il centro è l’abbandono emotivo e la dipendenza affettiva in una relazione che lentamente si consuma nell’indifferenza. La fine come unica liberazione possibile.

Saved

“Saved” è l’accettarsi per quello che si è. Riconosciamo i nostri errori, ma rifiutiamo il giudizio e la falsa compassione degli altri, scegliendo in maniera consapevole di vivere ai margini invece di cercare redenzione.

They Live

“They Live” trae ispirazione dal racconto Alle otto del mattino di Ray Nelson e dal film Essi Vivono di John Carpenter. Viviamo in una società addormentata dove pochi controllano tutto e tutti e dove la vita quotidiana diventa una forma di schiavitù involontaria.

I Don’t Know

“I Don’t Know” racconta la sensazione di smarrimento che ci circonda e della nostra incapacità di comunicare, non solo verbalmente, che ci fa perdere la direzione e i legami con gli altri fino a farci diventare emotivamente aridi e indifferenti tanto da non saper più provare sentimenti veri.

Change or Die

“Change or Die” parla dell’urgenza di cambiare, sia a livello personale che collettivo, prima che sia troppo tardi e denuncia l’indifferenza, l’oppressione e le illusioni che alimentano la sofferenza e distruggono il mondo intorno a noi. Il messaggio centrale è un avvertimento: evolversi, prendere coscienza e reagire, oppure andare incontro alla rovina.

Don’t Believe

“Don’t Believe” descrive l’orrore della guerra attraverso immagini di paura, morte e distruzione vissute dalla popolazione civile ed è un grido di condanna verso quei leader, quei poteri e quelle ideologie che alimentano odio e conflitti sacrificando vite innocenti.

Awakening

La canzone racconta una condizione di sconfitta, dolore e perdita, in un mondo devastato dove la speranza sembra svanita. Nonostante il caos e la distruzione, emerge però una volontà di rialzarsi, unirsi e continuare a combattere per un futuro diverso. Il messaggio centrale è che, anche quando tutto sembra perduto, la battaglia non è ancora finita finché esiste la forza di resistere.

My Way

In “My Way” il messaggio è semplice: non si può fuggire dalla propria verità interiore. Prima o poi bisogna trovare la strada alla cui fine ci confronteremo con noi stessi nonostante i tanti tentativi di nascondersi dietro una falsa identità.

The Party is Over

”The Party is Over” descrive il senso di alienazione, di vuoto e di confusione che si prova quando tutto finisce. In quel preciso momento, solo e circondato dalle conseguenze delle tue azioni, non ti resta che il confronto con proprio vuoto interiore.

Gli IDKs nascono nell’estate del 2023 dalla volontà di Edu, Matteo e Gianluca di dare continuità a un progetto precedente giunto al termine per motivi diversi.

All’inizio del 2024, con l’ingresso di una nuova bassista, la band avvia l’attività live, esibendosi in diversi locali e contesti tra Milano e provincia.

Nel giugno 2024 pubblicano il primo EP, I’m Not Dead, composto da cinque tracce. Oltre alla distribuzione sulle principali piattaforme di streaming, l’EP viene pubblicato anche in formato audiocassetta.

Nel luglio dello stesso anno, il singolo I Hate You viene trasmesso da Punk Rock Demonstration Radio Station, web radio americana specializzata nella scena punk rock internazionale.

All’inizio del 2025 la formazione cambia: Edu passa al basso e gli IDKs diventano ufficialmente un trio.

Nel giugno 2025 esce il nuovo singolo Propaganda, seguito poche settimane dopo dalla pubblicazione del video ufficiale. Anche questo brano viene trasmesso da Punk Rock Demonstration Radio Station.

Nel settembre 2025 gli IDKs firmano con Sorry Mom! e iniziano la registrazione di nuovi brani, così a novembre pubblicano il singolo Far from Home, anch’esso trasmesso da Punk Rock Demonstration Radio Station. A febbraio 2026 esce invece il singolo Face the Truth, confermando il percorso della band tra sonorità punk rock dirette ed energia live.

ASCOLTA “I DON’T KNOW”!

https://orcd.co/idks-idontknow

giovedì 18 giugno 2026

AZZURRO – “Un giro per Napoli” – Sei storie di strade vuote, cuori inquieti e sogni accesi

 

“Un giro per Napoli”, il nuovo EP di AZZURRO, non è una semplice cartolina della città. È il racconto sincero di una notte che sembra non finire mai: lunga, sudata, romantica e imperfetta. Tra il rumore dei motorini che attraversano le strade deserte, sigarette spente in fretta e parole rimaste sospese troppo a lungo, ogni brano cattura frammenti di vita vissuta, emozioni che si rincorrono e pensieri che trovano spazio solo quando il resto del mondo rallenta.

Questo disco attraversa Napoli senza mai fermarsi davvero, seguendo lo sguardo di chi cerca qualcosa senza sapere esattamente cosa. Forse un amore che sfugge, forse un po’ di pace in mezzo al caos, forse semplicemente un luogo in cui sentirsi a casa fino all’alba. Tra malinconia e speranza, luci al neon e vicoli silenziosi, “Un giro per Napoli” diventa un viaggio intimo e notturno, una colonna sonora per chi si è perso almeno una volta e ha continuato a camminare, confidando che la notte, prima o poi, gli avrebbe indicato la strada.

TRACKLIST

UN GIRO PER NAPOLI

Un brano collettivo, spontaneo e pieno di energia. Tra funk, amicizia e nostalgia, racconta il desiderio di tornare in un luogo che continua a chiamarti. Una canzone fatta per muoversi, cantare e stare insieme.

BRUCIAMO TUTTI I DISCHI

Una canzone che parla di consumarsi insieme senza trattenere niente. Tra romanticismo impulsivo e autodistruzione condivisa. L’idea di restare soli contro tutto, anche contro sé stessi.

FOTOGRAFÍA

Un incontro tra due sensibilità diverse che convivono nello stesso immaginario. Il brano parla dei ricordi e delle immagini che restano addosso. Romanticismo e distanza si alternano continuamente.

TIFO

Una dichiarazione romantica raccontata attraverso il linguaggio del tifo. L’amore visto come sostegno cieco, presenza e partecipazione emotiva. Un brano diretto, emotivo e istintivo.

SCUSA AMORE

Un pezzo più scuro e impulsivo, tra malinconia e tensione emotiva. Parla del tempo perso e della difficoltà di capire dove qualcosa si sia rotto. Un equilibrio tra sonorità più dure e vulnerabilità personale.

PIACERE

Un racconto notturno fatto di desiderio, leggerezza e piccoli eccessi. Sensazioni brevi che sembrano durare molto più del previsto. Una Napoli serale, lenta e sospesa, fa da sfondo al brano.

AZZURRO è un musicista e produttore italiano con base a Barcellona.

Dopo anni di lavoro nella scena locale, all’interno della comunità artistica di Praliné House, dà forma a un progetto solista intimo e personale.

Le sue canzoni nascono da stanze poco illuminate, viaggi notturni e relazioni sospese. Cantando in italiano, mescola pop alternativo, scrittura cantautorale e sonorità calde ed essenziali.

La sua voce, ruvida e fragile, accompagna testi che raccontano romanticismo imperfetto, edonismo discreto e ironia sottile.

Canzoni che non cercano risposte, ma restano dentro le domande.

ASCOLTA “UN GIRO PER NAPOLI”!

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Gli Stoned Turtle pubblicano il nuovo singolo “Beheaded”

 

Gli Stoned Turtle pubblicano il nuovo singolo “Beheaded”, traccia che apre l’EP “Nothing left but silence”, con un impatto forte e immediato.

Il brano ha un’atmosfera aggressiva e inquietante, e mette subito al centro uno dei temi principali del progetto: l’effetto che i videogiochi possono avere sulla percezione della realtà e sull’identità. “Beheaded” racconta la discesa in un mondo virtuale in cui la violenza diventa normale e i confini tra reale e digitale iniziano a confondersi.

Il protagonista trova in questa dimensione una forma distorta di fuga e di potere, ma allo stesso tempo si allontana sempre di più dalla realtà, fino a perdere la percezione di ciò che è giusto o sbagliato, e persino del confine tra vita e morte.

Con questo singolo, gli Stoned Turtle aprono il loro lavoro con un’immersione diretta e disturbante, che introduce fin da subito le atmosfere e i concetti dell’EP.

Gli Stoned Turtle nascono a Genova nel 2018 con i piedi nel grunge e la testa in sonorità più sperimentali e pesanti.

Dopo il debutto con il primo disco omonimo registrato al Blackwave Studio di Fabio Palombi (Nerve, Burn The Ocean), la band ha intrapreso un percorso di crescita e nel 2024 ha integrato un nuovo cantante e chitarrista, spingendo il sound verso una dimensione più densa e compatta, alzando l’asticella senza mai tradire l’energia viscerale degli esordi.

Questa nuova maturità è esplosa nell’EP “Nothing Left But Silence” (ottobre 2025), dove il rock d’impatto di brani come Beheaded ha confermato un’attitudine autentica che non ha paura di sporcarsi le mani con influenze metal.

Il 2026 segna il momento della spinta definitiva: l’ingresso nel roster di Sorry Mom!(Marco Biondi, Luca Bernardoni) e l’uscita del singolo “Human” (aprile 2026) consolidano un progetto ormai totalmente a fuoco e consapevole.

Il videoclip ufficiale di Human esce ad aprile 2026 in anteprima per TuttoRock Magazine.

Attualmente in fase di pre-produzione, la band si prepara a tornare in studio a luglio 2026 per dare forma a un nuovo album con un suono ancora più potente e viscerale.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=EEDOU051oo0

Con “Cyberware” i PlayHz inaugurano il proprio universo narrativo e musicale

 

Con “Cyberware” i PlayHz inaugurano il proprio universo narrativo e musicale dando vita a un’esperienza immersiva che trasporta l’ascoltatore in un futuro inquietante e affascinante, sospeso tra innovazione tecnologica e perdita delle libertà individuali.

Costruito su una tensione sonora crescente e su atmosfere cariche di aspettativa, il brano trasmette la sensazione che qualcosa di inevitabile e imminente stia per accadere. Cyberware non è soltanto una canzone, ma un vero e proprio portale d’accesso a una dimensione narrativa più ampia, in cui il progresso tecnologico si intreccia con il tema del controllo sociale, dando forma a uno scenario distopico che invita alla riflessione.

Attraverso il linguaggio della musica, i PlayHz delineano i contorni di un mondo in cui il confine tra libertà e sorveglianza si fa sempre più sottile. L’ascoltatore viene accompagnato all’interno di una realtà dominata da tensioni e contraddizioni, dove l’individuo è chiamato a confrontarsi con sistemi di potere sempre più invasivi e con le conseguenze delle proprie scelte.

Cyberware rappresenta il primo capitolo di una narrazione destinata a svilupparsi nel tempo, introducendo i temi, le atmosfere e la visione artistica che caratterizzano il progetto PlayHz. Un viaggio sonoro che guarda al futuro per interrogare il presente, esplorando le sfide di una società sempre più interconnessa e tecnologicamente dipendente.

Il progetto musicale PlayHz (Players) nasce nel 2020 dall’incontro tra due amici appassionati di musica, già coinvolti da anni in diversi progetti artistici, che decidono di unire le proprie esperienze. Il background musicale maturato nel tempo attraversa la scena underground (metal, rock, blues, punk, industrial e pop), permettendo la creazione di un’identità sonora originale e distante dai precedenti percorsi.

La produzione è orientata al mondo dell’intrattenimento digitale, con particolare riferimento a videogiochi, creator su YouTube e canali Twitch. Le prime composizioni si ispirano alle colonne sonore dei videogiochi indie, con forti influenze synthwave anni ’80 ed elettronica anni ’90, mantenendo al tempo stesso una sensibilità contemporanea.

Nel 2024 il progetto evolve verso un sound più aggressivo, con l’ingresso di un chitarrista storico collaboratore.

Il trio, riconosciuto per la capacità di creare paesaggi sonori immersivi per videogiochi indie e contenuti digitali, entra così in una nuova fase artistica. Dopo un lungo percorso tra synthwave retro-futuristico e influenze elettroniche anni ’90, il progetto abbraccia le sonorità darksynth, segnando un’evoluzione significativa della propria identità musicale.

Radicato nella scena metal e orientato alla narrazione digitale, il nuovo corso introduce una palette sonora più intensa e viscerale. L’inserimento della chitarra elettrica contribuisce a definire un suono più diretto e potente, caratterizzato da riff incisivi, linee di basso pulsanti e synth cinematografici, dando vita a un’atmosfera oscura ed energica.

ASCOLTA “CYBERWARE”!

https://linktr.ee/PlayHz

LOST REFLECTION – è uscito “INTO THE SOCIAL NETWORK”

 

Molto prima che la dipendenza dai social media diventasse uno degli argomenti più discussi del presente, i Lost Reflection avevano già scelto di osservarne le conseguenze da vicino. “Into the Social Network”, uno dei brani centrali del concept album “Trapped in The Net”, torna oggi con una veste sonora rinnovata che ne amplifica il significato e l’attualità.

Il brano racconta un mondo in cui la connessione permanente produce l’effetto opposto: persone sempre più esposte e sempre più distanti. Schermi, profili e identità digitali costruiscono una realtà parallela che promette visibilità, approvazione e appartenenza, lasciando spesso spazio a isolamento, dipendenza e smarrimento.

I Lost Reflection affrontano questo scenario senza imporre lezioni morali, ma descrivendone semplicemente i meccanismi e le contraddizioni dall’interno.

Musicalmente, “Into the Social Network” conserva il DNA della band, che rivisita il sound di Alice Cooper e Ratt, ma con una spinta più contemporanea e diretta. L’hard rock classico che ha plasmato l’identità del gruppo incontra una produzione più compatta, pulita e aggressiva, capace di dare nuova forza a un messaggio che continua a parlare al presente.

I Lost Reflection nascono nel 1996 e prendono il nome da un brano dei Crimson Glory, pur sviluppando fin da subito un percorso artistico autonomo basato esclusivamente su musica originale. Nel 2005 il fondatore Fabrizio Fulco si trasferisce in Florida per entrare come bassista nel Ben Jackson Group, progetto guidato da Ben Jackson, storico chitarrista dei Crimson Glory. L’esperienza americana rappresenta una tappa importante del suo percorso musicale e precede il ritorno in Italia, dove riprende l’attività della band.

Tra le influenze che hanno contribuito a definire il linguaggio dei Lost Reflection convivono l’attitudine di Alice Cooper e Kiss, l’impatto abrasivo dei Ratt, lo spirito dei Ramones, il gusto melodico di Bon Jovi e ovviamente l’eredità dei Crimson Glory. Elementi diversi che nel tempo hanno trovato una sintesi personale e riconoscibile.

Nel corso degli anni i Lost Reflection pubblicano gli album “Florida” (2011), “Scarecrowd” (2014) e “Trapped in The Net” (2018), consolidando una proposta che unisce hard rock melodico, energia live e attenzione ai temi affrontati nei testi.

La band ha condiviso il palco con numerosi artisti della scena internazionale, tra cui Gilby Clarke (Guns’n’Roses), Avenging Benji (CRIMSON GLORY), Geoff Tate’s Operation:Mindcrime (Queensrÿche), Rowan Robertson (Dio), David Ellefson (Megadeth), Axel Rudy Pell, Enuff’z’nuff, Anvil, Vicious Rumors, Marky Ramone (Ramones, Misfits), Thomas Silver (Hardcore Superstar), Adam Bomb, Tygers of Pan Tang, Kissin’ Dynamite, Nashville Pussy oltre a realtà storiche del rock italiano come Pino Scotto, Strana Officina, Rain ed Elektradrive.

Oggi la formazione è composta da Fabrizio Fulco alla voce e chitarra, Simone Curatola al basso e Luca Pragliola alla batteria.

ASCOLTA “INTO THE SOCIAL NETWORK”!

Spotify: https://shortlink.uk/1xlkY

martedì 16 giugno 2026

FLASHBACK OF ANGER – è uscito “MEANINGLESS WORDS”

 

Draghi alati, spade leggendarie, profezie scolpite nella pietra e guerrieri dal destino ineluttabile.

I Flashback of Anger prendono l’intero arsenale dell’immaginario power metal, lo rovesciano sul tavolo e si divertono a osservarlo da una prospettiva decisamente meno solenne.

Con “Meaningless Words”, la band sforna uno dei brani più schietti e irriverenti del suo repertorio: doppia cassa, chitarre veloci e un ritornello catchy che prendono di mira i cliché del genere.

Ironia affilata e satira d’acciaio mettono a nudo re, giullari e creature fantastiche narrate con toni altisonanti, esasperandoli fino a renderli una caricatura. I riferimenti fantasy, le immagini eroiche e la retorica epica vengono spinti all’eccesso per smascherarne l’assurdità e per scherzare con il linguaggio del power e del symphonic metal, usando le stesse armi che quei mondi hanno reso celebri. Una sarcastica e divertente dichiarazione d’affetto insomma, dedicata al genere a cui la band è sempre stata fedele.

“Meaningless Words” gioca infatti con una domanda semplice: cosa rimane quando si svuotano le grandi narrazioni di tutta la loro enfasi? A volte soltanto parole altisonanti, castelli immaginari e personaggi che si prendono molto sul serio. Ed è proprio qui che i Flashback of Anger decidono di farsi una risata, con l’aiuto del lyric video a supporto del brano.

La chiusura del brano riserva inoltre un omaggio per gli appassionati di cinema, con una delle battute più celebri di Bruce Campbell nel film cult “L’Armata delle Tenebre”. Una scelta colma di gratitudine e di solidarietà verso la sua battaglia con la malattia, con l’augurio che possa combatterla epicamente e con coraggio.

I Flashback of Anger nascono nel giugno 2003 come progetto power metal dalle forti influenze melodiche e neoclassiche.

Dopo i primi riscontri nella scena underground, la band ottiene un’importante opportunità registrando l’album d’esordio “Splinters of Life” presso gli High Gain Studios, sotto la direzione artistica di Dirk Schlächter dei Gamma Ray.

Nello stesso periodo Alessio Gori entra a far parte della line-up live dei Gamma Ray come tastierista ufficiale durante l’Hellish Rock Tour 2007/2008 insieme agli Helloween.

Pubblicato nel 2009 dall’etichetta Limb Music, “Splinters of Life” segna l’inizio del percorso discografico della band. Dopo un periodo di pausa dovuto alla scomparsa del bassista Francesco Masini, nel 2012 entra in formazione Andrea Torricini dei Vision Divine, contribuendo alla realizzazione del secondo album “T.S.R. (Terminate And Stay Resident)”, pubblicato nel 2014 dalla tedesca IceWarrior Records. Nel brano “Black Prince” compare come ospite speciale Fabio Lione, noto per il suo lavoro con Vision Divine, Rhapsody of Fire e Angra.

Nel 2018 i Flashback of Anger pubblicano il terzo album “Shades”, ancora per IceWarrior Records, con una formazione composta da Alessio Gori alla voce e alle tastiere, Gianmarco Lotti alla chitarra, Marco Moroni al basso e Lorenzo Innocenti alla batteria.

Il quarto lavoro in studio, “Prisoner of War”, esce il 26 settembre 2024 in completa autoproduzione, sia in formato fisico che digitale. Si tratta di un concept album dedicato al tema della guerra, ispirato dagli eventi che segnano il presente.

Nel 2025 Matteo Bonini rientra nella formazione come seconda chitarra, contribuendo a rafforzare ulteriormente il sound della band.

Nel marzo 2026 i Flashback of Anger pubblicano il singolo “Shining Life”, nuovo capitolo di un percorso che continua a svilupparsi mantenendo salde le proprie radici nel power metal europeo.

ASCOLTA “MEANINGLESS WORDS”!

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I Roman Krays tornano con “Sette Anni”

 

I Roman Krays tornano con Sette Anni, un brano ispirato da una storia reale e profondamente umana. La canzone infatti nasce dall’esperienza vissuta da una persona molto vicina alla band, che si è trovata ad affrontare la fine improvvisa e apparentemente inspiegabile di una relazione importante, vedendo crollare in un istante progetti, aspettative e anni di sacrifici condivisi.

Proprio da una frase pronunciata più volte durante quel difficile momento – “sono sette anni che faccio chilometri e sacrifici per starle accanto” – prende forma il concept del brano e il suo titolo.

“Sette Anni” si configura così come un potente sfogo emotivo contro il dolore di un amore perduto, nel quale era stato investito tutto se stessi, ma anche come il racconto della forza del legame fraterno e dell’importanza di avere accanto qualcuno disposto ad ascoltare e condividere il peso della sofferenza.Nella parte finale del testo emerge infatti il ruolo dell’amico, presenza fondamentale che invita a non chiudersi nel dolore e a trovare il coraggio di raccontarsi.

Dal punto di vista musicale, il brano presenta una ricerca sonora accurata che si inserisce nel percorso artistico tracciato dagli ultimi due singoli della band, introducendo però elementi più incisivi e diretti. Il basso assume una connotazione più hardcore, mentre i cori nei ritornelli conferiscono al pezzo un’anima street e coinvolgente.

La struttura ritmica è stata concepita per evocare simbolicamente il battito del cuore: una pulsazione energica e ben scandita che cresce progressivamente d’intensità, accompagnando l’ascoltatore verso una sezione finale più melodica ed emotiva.

Un crescendo che amplifica il messaggio di vulnerabilità, resilienza e vicinanza umana che costituisce il cuore di “Sette Anni”.

I Roman Krays nascono nel 2019 a Guspini, nella West Coast della Sardegna.Dopo diverse esperienze musicali individuali, prende forma il progetto Roman Krays, caratterizzato da un incontro di influenze personali che dà vita a un sound melodico ma al tempo stesso riconoscibile e distintivo.

Durante il periodo pandemico, il COVID non interrompe il percorso creativo della band, ma anzi ne rafforza la visione artistica. La volontà di trasformare la rabbia e il disagio in musica porta alla pubblicazione del primo singolo “Follia”, che racconta le contraddizioni e le distorsioni vissute durante l’emergenza sanitaria.

Successivamente, nel 2023, esce “Fumo”, brano che affronta una tematica sociale delicata e attuale come la depressione. I testi e la cura nella produzione diventano elementi centrali dell’identità del gruppo, contribuendo a definire una cifra stilistica sempre più precisa. Le prime esibizioni dal vivo e la partecipazione a diversi festival collocano i Roman Krays all’interno della scena punk rock sarda, distinguendosi per performance energiche e coinvolgenti. Nell’autunno dello stesso anno la band entra in studio di registrazione per realizzare il primo album, “Quanto Costa Sognare”, pubblicato il 10 maggio 2024 e anticipato dal singolo “Nicol”, brano di forte impatto tematico che ottiene un riscontro positivo anche a livello nazionale.

La collaborazione con Fix, cantante dei Madbeat, nel singolo “Sapore di Male”, rappresenta un ulteriore passo verso la scena nazionale, consolidando la presenza della band nel panorama alternativo e punk rock italiano.

Nel 2025 viene pubblicato “Lunedì”, ultimo singolo che affronta il tema dell’oppressione sul lavoro, confermando l’impegno dei Roman Krays nel raccontare attraverso la musica tematiche sociali e contemporanee.

ASCOLTA “SETTE ANNI”!

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HUMANA – il nuovo singolo “Trovami un nome”

 

“Trovami un nome” è la quarta traccia di “Siamo solo umani”, il nuovo album degli Humana uscito a gennaio 2026.

Il brano è un’esplorazione dell’ansia e del senso di smarrimento che attraversa la vita nella città contemporanea, dove il rumore di fondo del quotidiano soffoca la voce dell’individuo. Il protagonista si muove come un’ombra tra le strade, alla ricerca di un’identità che lo definisca, di un nome capace di dare forma alla propria illusione di sé. È una lotta interiore combattuta su due fronti: i fantasmi del passato che riaffiorano e tormentano, e un presente che opprime e non lascia respirare.

La scrittura, diretta e viscerale, restituisce il senso di vertigine di chi si sente sospeso, in cerca di un punto fermo. Musicalmente il brano si inserisce pienamente nella nuova virata indie punk rock del disco, con chitarre distorte e batteria incalzante che amplificano la tensione emotiva del testo. È un grido di smarrimento ma anche di resistenza, il tentativo di dare un nome a ciò che fa paura per poterlo finalmente affrontare. Un brano che incarna perfettamente lo spirito ribelle e introspettivo dell’intero album.

Gli Humana nascono tra Latina e Rimini dall’incontro tra Daniele Iudicone (voce, testi) e Lorenzo Sebastiani (musiche, arrangiamenti). Il loro sound fonde rock ed elettronica, con radici punk.

Lorenzo Sebastiani, produttore anche per Celentano e Jovanotti, dà il timbro al progetto.

L’album d’esordio “Humana” (2012) contiene la cover Rock ‘N’ Roll Robot di Camerini, successo nei club. Seguono il concept “Karma” (2018) (stile Blade Runner), l’EP “Human Electro” (2020) rimasterizzato a New York, e “Un altro giorno” (2022).

Nel 2026 esce “Siamo solo umani” (16 inediti), distribuito da BeNEXT Music con Universal Music. La band collabora con il batterista Alex Reeves (Justin Timberlake, Nick Cave) e il tecnico Ted Jensen (Green Day, Rolling Stones), e ha lavorato con il regista Cosimo Alemà (Ligabue, Tiziano Ferro).

Il tour Electro Rock Experience del 2022-2023, con formazione allargata, ha registrato date sold out in tutta Italia (Roma, Firenze, Torino) ed ha portato la band a partecipazioni come Sanremo Rock e Sanremo Live in the City.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=Agmaed3gxZI

lunedì 15 giugno 2026

“INSECURE SOUL”, il nuovo brano firmato The Absolute

 

Durante una lezione di fisica, tra i banchi dell’università, prende forma “INSECURE SOUL”, il nuovo brano firmato The Absolute.

L’ispirazione arriva da un’osservazione apparentemente quotidiana: la figura di una professoressa, il suo sguardo distante e la ripetizione meccanica di concetti già espressi infinite volte. In quel contesto emerge un’immagine carica di significato, una malinconia silenziosa che diventa il punto di partenza creativo del brano.

Da questa percezione nasce una riflessione più ampia sull’accettazione e sulla fatica emotiva del vivere. Il brano si sviluppa come un percorso interiore, in cui l’autrice riconosce uno stato di distacco emotivo e anestesia personale, interrotto proprio da quella tristezza osservata e interiorizzata.

“INSECURE SOUL” diventa così un risveglio: la riscoperta della sensibilità come elemento essenziale dell’identità. Un ritorno alla consapevolezza di essere qualcosa di più della materia, una presenza capace ancora di sentire, reagire e accendersi.

Un lavoro intimo e riflessivo, che trasforma un momento ordinario in un’esperienza emotiva profonda e universale.

I The Absolute sono un quartetto milanese nato dall’incontro tra radici blues e attitudine hard rock.

Il loro sound unisce energia, groove e sonorità ispirate al rock degli anni ‘70, mantenendo una direzione musicale personale e riconoscibile.

La band trova il proprio equilibrio nell’identità dei suoi quattro membri: Salvo, voce graffiante ed intensa; Noemi, chitarrista dal timbro caldo e dal gusto fortemente “Seventies”; Carlotta, bassista dal groove solido e dinamico ed Antonio, punto fermo della sezione ritmica.

Sebbene il palco sia l’habitat naturale in cui l’impatto sonoro si esprime in tutta la sua forza, i The Absolute hanno trascorso gli ultimi mesi tra sala prove e studio di registrazione. Questo intenso lavoro di ricerca ha portato alla finalizzazione dei primi singoli, prossimamente in uscita!

Con un repertorio in continua evoluzione, la band porta avanti un percorso che fonde rock e blues in modo diretto, autentico e senza eccessi, guardando alla scena emergente con un’identità chiara e una forte impronta live.

ASCOLTA “INSECURE SOUL”!

https://shortlink.uk/1x6bE

“Sigma Circle Jerk”, il nuovo singolo di AUT!

 

È disponibile “Sigma Circle Jerk”, il nuovo singolo di AUT!, un brano diretto e provocatorio che punta il dito contro le derive tossiche del maschilismo contemporaneo e la crescente influenza della cosiddetta manosfera online.

Il brano denuncia i meccanismi con cui forum, meme e contenuti costruiti per alimentare rabbia e polarizzazione riescono a intercettare le fragilità di una generazione di giovani uomini spesso isolati e insicuri, trasformando il disagio in risentimento e odio.

“Sigma Circle Jerk” mette in discussione la narrazione seducente di chi promette risposte semplici a problemi complessi, vendendo l’illusione di poter comprendere il mondo attraverso il filtro distorto di una rete sempre più individualista e tossica. Un fenomeno che, dietro slogan accattivanti e dinamiche virali, rischia di alimentare visioni semplificate della realtà e relazioni basate sull’esclusione e sul conflitto.

AUT! è il progetto di un giovane operaio mantovano che trasforma il rumore della provincia in post-punk ruvido, abrasivo e pulsante.

Debutta a ottobre 2024 con due EP che gli valgono l’apertura agli Afterhours a Firenze, l’inserimento nelle compilation Carne Fresca e Tribal Cabaret n°12 e live tra Milano, Veneto ed Emilia.

Tra grida, chitarre, campionamenti e drum machine, AUT! dà voce alla frustrazione e alle nevrosi della nuova provincia italiana, un luogo dove produzione, mercato e divertimento diventano ossessioni quotidiane.

A marzo 2026 esce il full lenght “No Attitude”, seguito a giugno dello stesso anno dal singolo “Sigma Circle Jerk”.

ASCOLTA “SIGMA CIRCLE JERK”!

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MAGAZZINI MUSICALI – è uscito “Di Necessità Virtù”

 

Dopo poco più di due anni dal primo lavoro (Lost in The Grandi Magazzini), i Magazzini Musicali tornano con la nuova fatica discografica: "Di necessità Virtù".

Il titolo, che riprende un motto di antica tradizione e di larga diffusione popolare, incuriosisce già l'ascoltatore ancor prima di "accedere" alla musica stessa.

Anche la presentazione delle tracce è a dir poco curiosa e tutt'altro che usuale: la band ha infatti deciso di raccogliere e rendere fruibili le 11 canzoni dell'album tramite dei QR code collocati all'interno di un fumetto, dove vengono raccontate le avventure del leader del gruppo, Zino il manichino, che insieme ai quattro musicisti scapestrati attraversa in lungo e in largo l'intero globo terracqueo affrontando mille avventure e peripezie.

Il tutto è magistralmente illustrato da Giorgio Credaro — grafico ormai onnipresente nei lavori dei Magazzini Musicali — e piacevolmente raccontato, con spirito, anche in forma di prosa all'interno del fumetto stesso.

Si può quindi parlare di un concept album in cui il viaggio fa da filo conduttore alle 11 tracce.

TRACKLIST

Eurovision

Il viaggio inizia dalla Svizzera e, più precisamente, da Basilea. Il brano, di chiara matrice funk/rock dal groove incisivo e ritmato, è costruito attorno a un riff incalzante. Il pezzo cattura fin da subito per la sua energia e il suo impatto sonoro. Il brano cresce dinamicamente fino ad arrivare a una sezione quasi caotica, dove brevi frasi di chitarra si rincorrono e si sovrappongono su un tappeto ritmico ipnotico, creando una tensione che cattura e trasporta l'ascoltatore oltre l'ignoto.

Polonia

La seconda tappa è la Polonia, con l'omonimo brano. Qui la matrice funk esce ancor più allo scoperto. Sopra il solido groove intessuto dalla batteria, dal basso e dalle tastiere, la chitarra "saltella" folleggiando allegramente. Anche in questo caso l'uso delle dinamiche, dei piano, dei forti e dei fortissimo è ben bilanciato e muove parecchio il brano.

Tundra Blues

Nella Tundra, tra muschi, licheni e, come raccontato nel fumetto, lemmings mannari, il brano inizia con un'atmosfera quasi tetra, con effetti sonori che sembrano simulare il vento gelido e le nebbie di quelle terre. Poi, invece, partono repentinamente batteria e percussioni, le nebbie si diradano, il groove porta di primo acchito allegria. Poi, però, le cose cambiano nuovamente: il tutto diventa "affannoso" sino alla fine.

Come stile, il brano si distacca decisamente dai primi due: qui sono presenti sfumature più etniche legate alla world music.

Male male, molto male, anzi malissimo

Si ritorna in pompa magna in un territorio funk/rock. Brano senza dubbio elaborato, con degli unisono "scoppiettanti" tra i vari strumenti. Il pezzo è "frenetico" e sincopato e non lascia l'ascoltatore inerme e "senza vita". Il famoso "piedino che batte" è quasi inevitabile. Insomma, brano tenero e spregiudicato allo stesso tempo. Finale al fulmicotone!

Tendenza Africana

Il quinto brano catapulta direttamente nel “Continente nero”: l'intro caratterizzato dal dialogo tra varie percussioni è di chiaro sapore afro, come anche il magnetico groove che segue, accarezzato dal suono del vento del deserto, seguito dall'incedere maestoso del basso e dalla chitarra che tesse immediatamente melodie "antiche". L'entrata delle tastiere, con un suono somigliante a una marimba, è la ciliegina sulla torta Afrika. Anche questo brano pare trasportare all'interno di un viaggio all'interno del viaggio.

Peach Hoot

Eccoci al giro di boa di questo interessantissimo viaggio di Zino e della sua band. Si va negli Stati Uniti con Peach Hoot. Brano che naviga tra sonorità slow funk, medium rock e jazzy.

Fermo The Monk

Il viaggio prosegue con un excursus nel trash/metal "vecchia scuola" con tappetone di doppia cassa in unisono col basso. Così si apre Fermo the Monk, con una chitarra "crunch" leggera.

Ziguevara

Si va verso il Sud America con un brano dove la tastiera la fa da padrona con riff in stile "montuno" che fa muovere il sedere anche ai più reticenti. Il tutto è farcito da batteria, percussioni, ammennicoli vari che, "sposati" con una linea di basso lontana dall'essere banale, supportano egregiamente il lavoro di tastiera e chitarra, la quale, nella parte dell'assolo a lei dedicata, sprigiona un sound assolutamente in stile e di pregevole fattura. Anche in questo caso unisoni e uso delle dinamiche sono assolutamente presenti e ben calibrati.

Il Surf Non è Per Tutti

Quasi alla fine del percorso i 4 portano l’ascoltatore col surf sull'onda più alta e fanno sentire il momento del "point break" con un fragoroso riff di tastiera, l'incedere sicuro della parte ritmica e con la chitarra che fa da legante "riempiendo" gli spazi vuoti, cucendo addosso la muta per una cavalcata dell'onda di tutto rispetto. Il brano è "frenetico", ma con momenti di break (in questo caso non point, n.d.r.) che fanno riprendere aria dopo la divertente caduta in acqua.

La Morra Jam

Penultima tappa e, come in un cerchio che si chiude, si ritorna a parlare di funk. In questo caso le atmosfere funkeggianti anni '60 si intersecano sinergicamente con sonorità più moderne, ma sempre rispettando quel canone "storico" che caratterizza il genere.

Di Necessità Virtù

Il disco si chiude con questa suggestiva ballad che dà anche il titolo al lavoro dei Magazzini Musicali. Qui le atmosfere sono eteree, gli arrangiamenti sono curati, i "piano" e i "crescendo" sono i punti cardine del brano, come anche gli spazi che si creano. Un bel modo "rilassato" per finire un percorso pieno di "esperienze" molto diverse le une dalle altre, anche se tenute assieme dal filo conduttore del viaggio.

Nati nel 2022, i Magazzini Musicali sono un collettivo eclettico formato da Andrea Bona (chitarra), Mirco Franchetti (tastiere), Ivan Romeri (batteria) ed Emanuele Rusconi (basso), con il carismatico Zino come portavoce e voce narrante del gruppo. Le loro composizioni, ispirate da artisti come Calibro 35, Delvon Lamarr, Mark Lettieri, The Meters, Frank Zappa e Oz Noy, mescolano groove funk, potenza rock e influenze world, in un continuo processo di ricerca e sperimentazione.
Nel 2024 la band ha pubblicato il primo album in studio, "Lost in the Grandi Magazzini", presentato con uno spettacolo teatrale multisensoriale che ha coinvolto attori e ballerini.

Dopo le esibizioni in festival come il B.EST Rock Festival, l'Openair Cavaglia e la Festa della Musica di Mendrisio, i Magazzini Musicali hanno partecipato a format radio e TV tra cui "We Have a Dream" di Red Ronnie e "Fatti Scoprire" di Rocker TV.

Nel 2025 fanno uscire i singoli "Eurovision" e "Polonia" e nel febbraio 2026 esce "Male Male Molto Male... Anzi, Malissimo", seguito a giugno dello stesso anno dall’album “Di necessità Virtù”.

ASCOLTA "DI NECESSITÁ VIRTÚ”!

https://orcd.co/magazzinimusicali-dinecessitavirtu

sabato 13 giugno 2026

“Concordia”, il nuovo singolo dei Mystic Alma

 

Il nuovo singolo dei Mystic Alma, “Concordia”, racconta l’incontro di due anime che si riconoscono oltre il tempo e oltre la materia. È una storia di corrispondenze profonde, in cui musica e poesia diventano linguaggi complementari capaci di condurre i protagonisti verso la propria essenza più autentica.

In questo legame, l’arte assume il ruolo di forza creatrice e rinnovatrice.

Le melodie dell’uno e le parole dell’altra si cercano, si completano, generando uno spazio condiviso in cui ogni frammento trova il proprio posto e la rinascita interiore che ne consegue diventa un patto silenzioso, destinato a lasciare traccia ben oltre la dimensione terrena.

L’atmosfera del brano si sviluppa come una fiaba dalle tinte sinfoniche, attraversata da immagini celesti e da un sentimento che sembra espandersi insieme al respiro dell’universo. La “concordia” evocata dal titolo diventa così un principio vitale, una presenza che continua a vibrare tra le stelle e nella memoria del mondo.

Il cuore del racconto emerge nel ritornello, quando la protagonista celebra l’incontro con la sua anima gemella attraverso una dedica che racchiude l’intero significato del brano: «Quando tu, la tua arte, donavi assorto in armoniche note, il mio cuore la esternava in frasi sublimi». Un dialogo tra musica e parola che custodisce la promessa di un legame destinato a durare oltre ogni confine.

Il progetto Mystic Alma nasce dall’incontro artistico tra Salvatore Lucchesi – musicista e produttore eclettico, polistrumentista dalla vasta esperienza – ed Elisa Fortuna, soprano lirico con una brillante carriera in Italia e all’estero, animata da una forte passione per il rock e la contaminazione tra generi. Da questo incontro nasce un percorso di sperimentazione audace, che fonde voce lirica e sonorità rock e metal orchestrali in una formula tanto personale quanto affascinante.

I testi, scritti da Elisa, trasmettono messaggi di positività e bellezza, ispirati dalla natura, dalla vita e da una visione profonda del mondo. Le musiche, composte da Salvatore, spaziano con grande maestria dal gotico al sinfonico, dal celtico al metal, con soluzioni armoniche complesse e coinvolgenti.

Dopo una lunga fase creativa, il duo ha ampliato la formazione coinvolgendo altri musicisti provenienti da background diversi, dando vita alla band Mystic Alma. Il progetto, già apprezzato in importanti eventi e festival internazionali, si distingue oggi come una proposta musicale notevole nel panorama attuale, capace di emozionare e sorprendere attraverso la sua carica evocativa e la sua identità fuori dagli schemi.

ASCOLTA “CONCORDIA”!

https://orcd.co/mysticalma-concordia

giovedì 11 giugno 2026

Club Privé – è uscito “Luci Statiche Dimensionali”

 

“Luci Statiche Dimensionali” è uno dei brani più rappresentativi del primo album dei Club Privé, “Delenda Mundi”, e ne sintetizza pienamente l’immaginario estetico e concettuale.

Il singolo si inserisce nel nucleo tematico che attraversa l’intero progetto: la ricerca di una possibile liberazione da ciò che limita l’essere umano e la sua espressione artistica, fino all’idea di un “reset” dell’umanità attraverso un processo di progressiva alienazione dalla tecnologia e dai suoi effetti disumanizzanti.

Anche sul piano sonoro, il brano si distingue per un’atmosfera rarefatta e avvolgente, che agisce come vero e proprio attivatore emotivo del concept. La struttura musicale accompagna l’ascoltatore in una dimensione sospesa, in cui percezione e realtà tendono a confondersi.

Il ritornello, costruito attorno a una singola frase ripetuta e incisiva, rafforza il messaggio centrale del brano: il desiderio di allontanarsi dalle “luci del giorno”, simbolo di una realtà apparentemente chiara ma ingannevole, per lasciarsi avvolgere dalla notte. Quest’ultima diventa metafora di introspezione, mistero e possibilità creativa.

Il videoclip di “Luci Statiche Dimensionali” traduce in immagini il concept del brano e dell’album “Delenda Mundi” attraverso una sequenza di visioni evocative e frammentate. Le atmosfere visive alternano astrazione e suggestioni immersive, restituendo un senso di spaesamento e sospensione che riflette la ricerca di distacco dalla realtà contemporanea e dalla sua componente tecnologica disumanizzante. Il risultato è un viaggio visivo rarefatto e ipnotico, in perfetta continuità con la dimensione sonora del brano.

Con “Luci Statiche Dimensionali”, i Club Privé confermano la propria identità artistica, costruita su un equilibrio tra tensione concettuale e ricerca sonora, delineando un universo musicale coerente e profondamente visionario.

Sono i primi mesi del 2025 quando tre componenti di una storica band veronese si ritrovano quasi casualmente dopo la fine del vecchio progetto artistico.

Il cantante chitarrista Antonio Bombara sta lavorando su pezzi con una deriva rock più alternativa rispetto alle passate esperienze musicali, insieme ad altri musicisti coinvolge nelle registrazioni di una demo due vecchi compagni di viaggio. Il suono è caratterizzato fin da subito da un utilizzo misurato ma determinante dell’elettronica.

Il resto è storia, le demo diventano un disco firmato da Carlo Canteri, al basso, Damiano Vendramini, ai synth ed il già citato Antonio Bombara. Nascono così i Club Privé.

Il nome della band sottolinea questa coesione ed intimità musicale tra i suoi componenti che intraprendono una strada artistica evoluta e ricercata.

Il disco d’esordio del 2026 si intitola “Delenda Mundi” ed è un vero e proprio manifesto di una poetica musicale volta ad eliminare dalla propria esistenza e dal mondo, ciò che in qualche modo impedisce la libera espressione umana ed artistica, o ciò che si frappone come verità mediata allo sviluppo di un’arte libera dai condizionamenti. Le canzoni dal sapore vagamente cinematografico sviluppano la tematica attraverso metafore o situazioni di vita urbana.

A metà del 2026 l’incontro con Luca Bernardoni e Marco Biondi dell’etichetta discografica Sorry Mom! sposta il progetto su più ampia scala ed il futuro è tutto da scrivere.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=UcudZM1n3V4

Drop Circles – il nuovo singolo “Slegami”


Con il nuovo singolo “Slegami”, i Drop Circles mettono in campo la componente più riconoscibile del loro linguaggio musicale: il crossover.

Dieci gocce di nu metal e dieci di grunge danno origine a un’ebollizione controllata in provetta, che finisce per scoppiare in meno di due minuti. Il finale è un’esplosione fumosa dominata da chitarre ingombranti e voce pungente.

“Slegami” è un invito a spezzare quei meccanismi che deformano il rapporto con la realtà. Convinzioni accettate senza interrogarsi, maschere costruite per convenienza e verità tenute a distanza sono le sbarre della gabbia da cui, prima o poi, si sente l’urgenza di scappare. Per riuscirci diventa fondamentale cambiare il modo in cui l’individuo osserva sé stesso e ciò che lo circonda.

Mentre il tempo si limita a nascondere le crepe invece di risolverle, la ricerca di autenticità passa attraverso il coraggio di guardare oltre le proprie certezze. Umiltà, rispetto e umanità diventano così punti di riferimento concreti in un contesto dominato dall’apparenza, gli unici a cui puntare per la crescita personale.

Anche sul piano sonoro il brano è un fiume in piena. La matrice legata al Seattle sound resta ben presente, assumendo però una forma più nervosa e tagliente. La sezione ritmica sostiene con passo serrato le chitarre che amplificano l’urgenza, mentre le aperture melodiche concedono brevi boccate d’aria prima di essere nuovamente risucchiati dalla corrente.

I Drop Circles nascono nella primavera del 2011 dalle ceneri di alcune band della scena rock fiorentina. Fin dagli esordi sviluppano una proposta radicata nelle sonorità di Seattle, arricchita nel tempo da influenze che spaziano dal nu metal all’indie rock, mantenendo una forte coerenza stilistica e una chiara identità compositiva.

Dopo diversi cambi di formazione, il gruppo raggiunge una line-up stabile che permette di consolidare il lavoro in studio e l’attività dal vivo. Nel corso degli anni i Drop Circles si esibiscono su numerosi palchi tra Toscana, Emilia-Romagna e Lazio, costruendo un percorso fondato soprattutto sulla produzione di materiale originale.

Tra le esperienze più significative figurano la finale nazionale di Sanremo Rock 2021 al Teatro Ariston e le aperture per Marlene Kuntz, Manuel Agnelli, Punkreas e Sick Tamburo.

ASCOLTA “SLEGAMI”!

https://orcd.co/dropcircles-slegami


mercoledì 10 giugno 2026

“Iran Iran”, nuovo brano di STENOX

 

“Iran Iran”, nuovo brano di STENOX, è un progetto artistico che unisce musica e immagini in un’opera intensa e profondamente umana. Composto da un brano musicale e da un cortometraggio della durata di otto minuti, il lavoro nasce dall’esperienza diretta di un viaggio e si configura come una dichiarazione d’affetto verso il popolo iraniano.

Lontano da ogni intento di denuncia politica, “Iran Iran” vuole restituire voce a una società troppo spesso raccontata esclusivamente attraverso la lente della cronaca e delle tensioni internazionali. L’opera mette al centro le persone incontrate lungo il percorso, evidenziandone la generosità, l’ospitalità e il desiderio sincero di instaurare relazioni autentiche, facendo emergere la loro umanità nonostante il peso della repressione quotidiana.

Concepito prima dell’attuale conflitto che coinvolge la regione, il progetto assume oggi un significato ancora più profondo. Ricorda come l’identità di un popolo e la ricchezza della sua cultura non possano essere ridotte alle dinamiche geopolitiche che ne segnano il presente.

Il cuore visivo del cortometraggio prende forma da una serie di fotografie realizzate nei mercati di Isfahan. Tra le immagini emergono i manichini delle vetrine, percepiti dall’autore come presenze inattese, quasi portatrici di una voce silenziosa. Attraverso questi frammenti di corpi inanimati, il film indaga il rapporto tra ciò che viene imposto e ciò che continua a resistere, mostrando come anche ciò che appare immobile possa custodire una potente traccia di umanità.

Dal punto di vista musicale, “Iran Iran” nasce da un arpeggio di chitarra composto da Beppe Piol e si sviluppa come un racconto intimo e contemplativo. La voce accompagna l’ascoltatore senza fretta, lasciando emergere impressioni e ricordi sedimentati nel tempo. Nel finale, un delicato intervento di sintetizzatori amplia ulteriormente l’orizzonte emotivo della composizione, accompagnando il viaggio verso una dimensione più universale.

La vera destinazione del percorso narrato da “Iran Iran” non è un luogo geografico, ma un’esperienza umana. Il titolo custodisce il ricordo di una parola persiana ricevuta in dono, simbolo di un incontro che ha lasciato un segno profondo. Il brano e il cortometraggio diventano così un omaggio alle persone che, attraverso la loro presenza, trasformano il viaggio in memoria e la memoria in racconto.

“Iran Iran” è un invito a guardare oltre gli stereotipi, a riconoscere la complessità e la bellezza di una cultura millenaria e, soprattutto, a ricordare che dietro ogni Paese esistono volti, storie e relazioni capaci di parlare un linguaggio universale.

Stefano Curto, in arte Stenox, è un autore sonoro e materico la cui ricerca artistica si sviluppa attraverso un linguaggio multidisciplinare che intreccia musica, cinema, arti visive, installazione, scultura e pratica di ricerca sul campo. Al centro del suo lavoro si trovano il viaggio, l’ascolto e la trasformazione come strumenti di indagine e creazione.

L’esperienza diretta di lunghi percorsi attraverso Europa, Asia, Medio Oriente e Africa rappresenta la principale fonte di ispirazione e materia viva della sua produzione. Da questi attraversamenti nascono opere che fondono dimensione sensibile e sperimentazione, oggi presenti in importanti collezioni private e istituzionali.

Nel suo percorso artistico, Stenox è parte del macro-progetto “Aframe”, dedicato alla relazione tra essere umano e natura. Tra i suoi lavori figurano inoltre “L’Om”, presentato all’India Art Fair presso l’Ambasciata Italiana a Nuova Delhi, e il cortometraggio “Honkey Donkey”, realizzato in India in collaborazione con l’artista Nitin Chauhan.

Il suo lavoro continua a evolversi attraverso nuove progettualità e collaborazioni internazionali. Il 9 ottobre 2026 presenterà alla Biennale Musica di Venezia “SONA”, un progetto sviluppato insieme a Sebastian Meyer e dedicato al tema dell’acqua e dell’ascolto profondo.

Attualmente Stefano Curto vive e lavora tra Venezia, le colline del Prosecco e i numerosi luoghi che continua ad attraversare, traducendo le esperienze vissute in opere sonore e visive che indagano la relazione tra spazio, memoria e percezione.

ASCOLTA “IRAN, IRAN”!

https://orcd.co/stenox-iraniran

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