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Ultime news di Musica e Discografia

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venerdì 5 giugno 2026

“Burnout”, il nuovo singolo degli Awake Tomorrow

 

Ci sono giornate che sembrano identiche alla precedente e altre che finiscono senza lasciare traccia.

“Burnout”, il nuovo singolo degli Awake Tomorrow, nasce proprio da quella sensazione di consumo lento, quando la routine smette di essere un’abitudine e diventa una gabbia mentale.

Il brano racconta il momento in cui ci si accorge che qualcosa si è incrinato da tempo. Non c’è un evento preciso, né un responsabile da individuare: c’è soltanto la consapevolezza di un disagio che continua a crescere fino a occupare ogni spazio. Frasi come “I don’t want to be wasted” e “Feel like wanna quit but I can’t, I’m caged in my head” fotografano questa condizione di stallo, appesa tra il desiderio di cambiare e l’incapacità di trovare una via d’uscita immediata.

“Burnout” è una constatazione. Una presa di coscienza del logoramento quotidiano che arriva a una conclusione semplice quanto difficile: accettare la propria condizione è spesso il primo passo per comprenderla davvero. Le sequenze di immagini del videoclip ritraggono l’inizio di un’ordinaria giornata che parte esausta ed esasperata, mentre la band costruisce un alternative metal compatto e nervoso, in cui nell’impatto ritmico e vocale di Korn e Mudvayne si inseriscono interferenze melodiche che guardano agli Alter Bridge. Riff acidi, dinamiche serrate e una struttura vocale che prima accelera nei registri estremi e poi tira il freno a mano nella vulnerabilità, accompagnano le immagini del videoclip. Fino alla fine, in cui un cervello che non si ferma mai, pressato dalla routine, ne subisce le conseguenze.

Formati nel 2023 tra Milano e provincia, gli Awake Tomorrow sono un gruppo di cinque ragazzi, Matteo (voce), Alberto (chitarra solista), Riccardo (Basso, seconda voce e pianista), Davide (batteria) e Samuel (chitarra ritmica) che hanno preso a schiaffi la monotonia a colpi di metal e hard rock. Riff pesanti, sudore in sala prova e un’ironia che li tiene ancora (più o meno) sani, sono gli espedienti che permettono di convogliare caos, frustrazione e giornate storte in un suono tagliente e senza filtri. Sul palco il loro unico obiettivo è di farsi sentire davvero. Non salveranno il mondo, ma di sicuro alzeranno il volume, e magari sveglieranno anche qualcuno lungo la strada.

ASCOLTA “BURNOUT”!

https://orcd.co/awaketomorrow-burnout

giovedì 4 giugno 2026

Gli Eczema tornano con “Metadone”

 

Gli Eczema tornano con “Metadone”, un brano dal forte impatto sonoro e lirico che affonda le radici nel punk rock reinterpretato in chiave postmoderna, cifra stilistica già riconoscibile nella produzione della band.

Attraverso riferimenti a personaggi, luoghi ed eventi, “Metadone” costruisce un immaginario frammentato e contemporaneo, capace di raccontare il disorientamento di un’intera generazione. Sul piano musicale, il pezzo si sviluppa con energia e tensione costante: una batteria dritta e potente accompagna chitarre graffianti e dinamiche serrate, mentre un bridge strumentale più lento e riflessivo interrompe momentaneamente la corsa del brano, amplificandone il contrasto emotivo.

Al centro del testo emerge il senso di disillusione sociale e politica vissuto dai trentenni e quarantenni di oggi, la cosiddetta Generazione Millennial.“Metadone” diventa così il racconto lucido di una resa collettiva, della consapevolezza di promesse mancate e di un futuro immaginato che non si è mai realmente compiuto.

Gli ECZEMA sono un gruppo punk postmoderno italiano formatosi in Sardegna nella prima metà del 2022.

Nel giugno 2023 pubblicano il loro primo singolo, Insulina, seguito da Diarrea nel luglio 2024. Nell’agosto dello stesso anno esce il debut album Diagnosi, un lavoro che mette al centro la corporeità — anche nei suoi aspetti più viscerali — e il tema della malattia come strumento per raccontare le contraddizioni della società contemporanea. Accanto a queste tematiche trovano spazio brani di ispirazione più letteraria, come Sulla spiaggia, influenzato dal romanzo Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami.

Dal punto di vista sonoro, Diagnosi rappresenta la sintesi delle diverse esperienze musicali dei membri della band: il disco attraversa il post punk di Un dio e Pagliaccio, il punk rock classico di Diarrea, fino ad arrivare a incursioni hardcore in Malattia, con influenze hard rock e pop punk.

Il 2 giugno 2025 è uscito il singolo Diagnosi e a maggio 2026 esce Metadone, il nuovo singolo.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=WmgB8Ks1qxk

“Beaten” è il nuovo singolo delle Rougenoire

 

“Beaten” è il nuovo singolo delle Rougenoire, un brano hard rock costruito attorno a quella fase in cui rabbia, frustrazione e lucidità iniziano a scontrarsi tra loro dopo una delusione difficile da assorbire.

Quando il pensiero ossessivo del desiderio di vendetta toglie il sonno, l’impulso di reagire rischia di trasformarsi in qualcosa di corrosivo. Invece di alimentare vendetta o autocommiserazione, “Beaten” sceglie di incanalare il senso di sconfitta nel movimento.

“I feel beaten / But I’ll use it to break all the pain”: non lasciare che il dolore continui a circolare sottopelle, ma usare la delusione come carburante per sbriciolarlo.

La rabbia rimane, ma perde progressivamente il controllo dello stato d’animo: “Rage can’t win the race”, perché l’obiettivo è non lasciarsi definire da un errore o da una ferita.

Dal punto di vista sonoro, “Beaten” recupera l’impatto dell’hard rock anni Ottanta senza diventare un esercizio nostalgico. Se i piedi sono ben piantati nelle radici di Judas Priest, Europe e Warlock, lo sguardo punta a una direzione più contemporanea con arrangiamento e produzione firmati da Michele Luppi.

Un sound compatto e dalle idee chiare, esattamente come l’armatura scintillante che cresce intorno alle cicatrici quando l’antidoto ha sconfitto il veleno.

Le Rougenoire sono una band alternative/hard rock nata a Milano nel 2005. Cinque personalità diverse danno vita a un sound diretto e senza filtri, con l’intenzione di mettere in musica esperienze e tensioni quotidiane.

All’attivo hanno due album: “The Show”, “MILF” e un EP di prossima uscita prodotto da Michele Luppi.

ASCOLTA “BEATEN”!

https://bit.ly/4fJwSe7

NeroFuoco pubblica il nuovo singolo "In Tutti I Sensi (Luglio)"


In Tutti I Sensi (Luglio) “In Tutti I Sensi (Luglio)” è il capitolo più caldo e viscerale del progetto “La Vita In Un Anno”. Pensato per il mese più intenso dell’estate, il brano racconta la passione allo stato puro: quella che nasce quando due persone sanno di dover restare lontane, ma non riescono a farlo. 

Prima gli sguardi, poi il contatto, fino a lasciarsi trascinare in qualcosa che sfugge al controllo. 
È un racconto di attrazione inevitabile, di desiderio che supera i limiti e sfocia nel tradimento, in un turbine emotivo e fisico che cresce senza fermarsi. 

“In Tutti I Sensi (Luglio)” è energia, tensione e istinto: un’esplosione di emozioni che vive tra il proibito e l’irrefrenabile. Biografia NeroFuoco è un autore e artista italiano che unisce pop contemporaneo, elettronica emotiva e influenze rock a una scrittura diretta e narrativa, fortemente orientata alla costruzione di un’identità artistica riconoscibile. 

Il suo progetto musicale si sviluppa attorno al concept album “La Vita In Un Anno”: un percorso articolato in dodici brani, uno per ogni mese, che raccontano le diverse fasi della vita attraverso un linguaggio emotivo e cinematografico. Un approccio che fonde storytelling e produzione moderna, con l’obiettivo di creare connessione immediata con l’ascoltatore. 
Il primo singolo, “Tutto Il Resto È Niente (Maggio)”, ha registrato una crescita organica significativa già nel primo mese dalla pubblicazione, superando i 5.000 ascolti su Spotify, entrando in playlist e radio algoritmiche della piattaforma e sviluppando un pubblico internazionale, con particolare riscontro negli Stati Uniti e nel Nord Europa. 

Il brano ha inoltre ottenuto passaggi radio e visibilità su circuiti come Amazon On Air. Il percorso prosegue con il secondo singolo, “In Tutti I Sensi (Luglio)”, un brano che rappresenta una fase più intensa e viscerale del concept, ampliando ulteriormente l’identità artistica del progetto e rafforzandone la coerenza narrativa. 

Il progetto NeroFuoco si posiziona come una realtà emergente con una visione chiara e un potenziale che punta su un equilibrio tra accessibilità Rock e profondità narrativa. 
La sua musica è pensata per trasformare esperienze personali in contenuti universali, mantenendo al centro autenticità, identità e connessione emotiva. 

 Link digital store: https://pmsstudio.lnk.to/intuttiisensi

mercoledì 3 giugno 2026

“Resentment and Wrath”, quarto EP dei Binge Drinkers

 

“Resentment and Wrath”, quarto EP dei Binge Drinkers, concentra in cinque tracce hard’n’heavy il momento più diretto, rabbioso e compatto della band.

Il titolo riassume perfettamente il clima del disco: risentimento e ira attraversano sia i testi che l’approccio musicale, dando forma a brani veloci, pesanti e immediati.

Le canzoni affrontano disagio, inadeguatezza, relazioni logorate, falsità quotidiane e la difficoltà di lasciarsi alle spalle errori e frustrazioni. Questa atmosfera si riflette anche nella copertina, che ingloba i membri del gruppo in un manifesto aggressivo e distopico.

TRACKLIST

WRONG
Brano di apertura dell’EP, “Wrong” introduce immediatamente il nucleo del disco. Essere nel posto sbagliato, nel momento sbagliato, continuando a compiere scelte sbagliate: il brano non prova a correggere questa condizione, ma la accetta come parte integrante della propria identità. L’errore diventa qualcosa in cui abitare, non da cui fuggire.

THE EMPIRE OF RAGE
Attraverso un mix di hard rock, speed e heavy metal, “The Empire of Rage” racconta l’accumulo lento e costante della rabbia durante i momenti più duri della propria vita. Il testo nasce da esperienze personali del cantante Simone Tepedino, che trova sfogo nella creazione di questo brano frontale, aggressivo e senza deviazioni.

UNTRUTH
“Untruth” ruota attorno all’idea di una falsità diffusa e ormai normalizzata. La “non verità” descritta nel testo non coincide con la menzogna esplicita, ma con un sistema di apparenze che attraversa lavoro, politica e relazioni virtuali, alterando continuamente il modo in cui le persone si mostrano e comunicano.

LEAP OF FAITH
Il brano affronta le difficoltà che emergono nel portare avanti una band costruita esclusivamente sulla passione per la musica. Il “salto nel vuoto” del titolo nasce da un’espressione usata da un ex membro del gruppo e diventa il simbolo della necessità di trovare persone realmente disposte a credere nel progetto e a sostenerlo fino in fondo.

FORGIVENESS
“Forgiveness” parte da una situazione di immobilità emotiva: l’incapacità di superare errori passati e concedersi la possibilità di cambiare. Il brano racconta gli ostacoli che spesso siamo noi stessi a costruire lungo il percorso verso una nuova direzione.

I Binge Drinkers nascono nel 2013 da un’idea di Simone Tepedino, con l’obiettivo di sviluppare un suono capace di mescolare hard rock, heavy metal e blues senza rigidità stilistiche.

Dopo i primi demo “Binge Drinkers” e “A Rock’n’roll Odyssey”, la formazione si consolida con l’ingresso del chitarrista Mattia Andreotti e del batterista Moreno Vicini.

Nel 2020 la band raggiunge le finali nazionali di Sanremo Rock esibendosi sul palco del Teatro Ariston.

Nel 2022 pubblica l’EP concept “Muerte – An Apology of V Acts”, dedicato alla rappresentazione della morte nella cultura spagnola.

Dal 2024 i Binge Drinkers collaborano con Sorry Mom!, periodo che coincide con l’uscita di nuovo materiale e con la lavorazione di “Resentment and Wrath”.In oltre dieci anni di attività la band ha portato il proprio live in club e festival italiani mantenendo un approccio essenziale, diretto e fortemente legato all’impatto del power trio.

ASCOLTA “RESENTMENT AND WRATH”!

https://orcd.co/bingedrinkers-resentmentandwrath

“Se continui a correre” è il nuovo singolo dei Nessuno Escluso

 

“Se continui a correre” è il nuovo singolo dei Nessuno Escluso, una fotografia lucida di giornate consumate rincorrendo impegni, notifiche, doveri e scadenze, mentre il tempo sembra sfuggire sempre un passo più avanti.

Il brano nasce da una sensazione precisa: quella di vivere costantemente in movimento senza riuscire davvero ad abitare ciò che accade.

La frase “follow the way” attraversa la canzone come una voce automatica che spinge ad andare avanti senza pause, senza deviazioni, senza il tempo necessario per capire dove si sta andando.

Dentro questo flusso si inserisce una domanda semplice e scomoda: quanto rimane di noi quando ogni spazio viene riempito per paura del vuoto? “Dare un senso non è facile se continui a correre” diventa così il centro emotivo del brano, il punto in cui la velocità smette di sembrare una scelta e diventa un riflesso quotidiano.

Anche il videoclip sviluppa questa idea attraverso immagini ripetitive e percorsi che ritornano sempre uguali, seguendo un protagonista intrappolato in movimenti ciclici, come se ogni giornata fosse la copia della precedente.

Sul piano sonoro, “Se continui a correre” sceglie una scrittura alternative rock immediata, nervosa e melodica, pensata per restare addosso senza perdere spontaneità. Un brano diretto, fatto per essere cantato in macchina, tra un semaforo e una fermata dell’autobus, mentre fuori tutto continua a scorrere troppo in fretta.

I Nessuno Escluso nascono nel 2022 dall’incontro tra Massimo Morelli, Marco Miai e Raffaele Polito, evolvendo rapidamente da una dimensione più acustica verso una forma essenziale e decisamente rock.

Dopo i primi singoli — Liberazione 64, Catene, Incontro di Boxe, Niente da te e Con rabbia ed amore — la band consolida un’identità costruita su arrangiamenti asciutti, impatto diretto e testi che osservano fragilità, relazioni e contraddizioni quotidiane senza filtri o sovrastrutture.

Nel 2026 il percorso confluisce nel primo EP della band, raccogliendo i brani pubblicati fino a oggi insieme a nuovi inediti.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=0no1Hy1QyAY

I FENTZ tornano con “A Thousand Suns”, un brano intenso ed evocativo

 

I FENTZ tornano con “A Thousand Suns”, un brano intenso ed evocativo che esplora il confine sottile tra attrazione e dipendenza emotiva, trasformando la luce in una metafora potente e destabilizzante.

L’introduzione malinconica apre le porte a una dimensione sospesa tra chiarore e oscurità, un dualismo che accompagna l’intera composizione. Le chitarre distorte e riverberate irrompono nell’atmosfera iniziale come un lampo improvviso, per poi lasciare spazio a momenti più intimi e riflessivi, fino a culminare in un’esplosione emotiva di grande impatto.

Al centro del brano si trova una riflessione sul lato più ambiguo dell’amore idealizzato: un sentimento tanto intenso da diventare accecante.

La metafora dei “mille soli” rappresenta infatti una luce irresistibile ma al tempo stesso distruttiva, capace di confondere, immobilizzare e consumare chi ne rimane affascinato.

Il protagonista della canzone vive una relazione in cui l’altra persona appare luminosa, magnetica e quasi irraggiungibile. In questa attrazione totalizzante, però, perde progressivamente lucidità e la capacità di distinguere la realtà dalle proprie proiezioni emotive. L’immagine della “gabbia” e la necessità di “voltare pagina” segnano il momento della presa di coscienza e della ricerca di una liberazione da un legame che seduce e ferisce allo stesso tempo.

Dietro la luce abbagliante dei “mille soli” si cela infatti un’oscurità interiore fatta di illusioni, dipendenza emotiva e promesse ormai prive di significato.

Attraverso un equilibrio costante tra tensione e vulnerabilità, “A Thousand Suns” sovverte il simbolismo tradizionalmente positivo della luce, trasformandolo in un elemento opprimente e destabilizzante.

I FENTZ nascono nel 2021, all’indomani della pandemia, quando il desiderio di tornare a suonare e condividere la musica dal vivo diventa irresistibile. È in questo contesto che Luigi Giannuzzi (chitarra) e Vito De Michele (basso), uniti da una lunga esperienza musicale e da una comune visione artistica, danno vita a un progetto capace di fondere atmosfere sognanti, profondità emotiva e potenti muri di distorsione.

Il nome della band rende omaggio a Rudolf Fentz, protagonista di una celebre leggenda metropolitana: un presunto viaggiatore nel tempo catapultato in un’epoca che non gli appartiene. Questo senso di disorientamento, ricerca e appartenenza permea profondamente l’identità del gruppo. In un panorama musicale sempre più dominato dalla tecnologia, i FENTZ scelgono infatti di riscoprire il fascino autentico delle chitarre elettriche, degli amplificatori valvolari e dei pedali analogici, privilegiando un approccio diretto ed emotivo alla composizione.

Dopo anni di militanza in realtà che spaziano dal Metal all’Alternative Rock — tra cui Bio-Eraser e No Broken Bottom — Luigi e Vito intraprendono questa nuova avventura con l’obiettivo di esplorare territori sonori differenti. Le loro composizioni alternano momenti di forte impatto sonico a passaggi più eterei e contemplativi, dando vita a paesaggi musicali intrisi di malinconia, tensione e intensità.

Nel 2022 si unisce alla band Sante Corbacio, batterista e amico di lunga data. Il suo drumming energico e dinamico contribuisce a consolidare l’identità sonora del progetto, aggiungendo ulteriore profondità e coesione alle nuove composizioni.

L’anno successivo segna un’importante evoluzione artistica. Alla ricerca di sonorità ancora più ampie e stratificate, i FENTZ decidono di ampliare la formazione con una seconda chitarra. Danilo Rotolo, già membro degli Osian e compagno di Vito e Sante nei No Broken Bottom, entra così a far parte della band. Poco dopo, Michele Scagliusi, già voce dei Leland Did It, completa la line-up definitiva portando al progetto la propria sensibilità interpretativa.

Il 2024 rappresenta una tappa fondamentale nel percorso della band. I FENTZ completano infatti la scrittura e la produzione del loro album d’esordio,registrato presso il Death Star Studio con il supporto di Marco Fischetti. Le tracce che compongono il disco raccontano un viaggio emotivo intenso e catartico, sospeso tra memoria e trasformazione, smarrimento e rinascita: un percorso che richiama simbolicamente la storia di Rudolf Fentz e il suo eterno vagare tra tempi e dimensioni.

Attraverso un sound che unisce suggestioni Alternative Rock, Shoegaze e Post-Rock, i FENTZ trasformano esperienze personali in narrazioni universali, costruendo un immaginario sonoro capace di intrecciare nostalgia e modernità, fragilità e forza, introspezione ed esplosione emotiva.

ASCOLTA “A THOUSAND SUNS”!

Spotify: https://bit.ly/4u5PLLL

Dalla Piaga del Ballo del 1518 alla pista di Pianura: Eric Mormile torna con “Int’ ’o Quadrato” e unisce synth-pop nordeuropeo, sound d'epoca ed estasi rituale contro le logiche usa e getta del mercato attuale

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Tra la Napoli suburbana e il synth-pop di MTV, il nuovo singolo di Eric Mormile nel segno del groove e del diritto alla leggerezza

A volte basta un quadrato per cambiare la fisionomia e la percezione di un corpo. Non quello geometrico, ma quello della pista da ballo: il perimetro in cui l’imbarazzo perde autorità, la timidezza arretra e il movimento diventa un linguaggio più rapido e accessibile rispetto alle parole. E oggi, in un mercato musicale che spesso consuma la musica da club riducendola a un algoritmo usa e getta, privo di storia e di identità culturale, il cantautore, polistrumentista e insegnante partenopeo Eric Mormile sceglie di rivendicare il valore della danza libera con “Int’ ’o Quadrato”, il suo nuovo singolo pensato come secondo tassello delle atmosfere notturne di “ÆSTHETICA pt. II”. Dopo l’immaginario spaziale di “Gravità Zero”, Mormile sposta il viaggio dentro la pista: una zona franca in cui il ballo diventa disinibizione, energia catartica e possibilità di liberarsi, almeno per qualche minuto, dal peso dei pensieri quotidiani.

Il brano si pone come un’alternativa netta alle logiche prevedibili delle attuali classifiche, compiendo una scommessa complessa: unire un pop leggero, solare e danzereccio ad una rigorosa architettura lirica. Il testo affronta il progressivo abbandono del corpo al groove, descrivendo quella scossa che parte dalle ossa, dilata le pupille e costringe la testa a muoversi prima ancora che la coscienza se ne renda conto.

Ma la scrittura di Mormile, stratificata e da sempre attenta ai giochi fonetici del vernacolo, inserisce tra le pieghe del testo un contrappunto storico del tutto inatteso: il riferimento alla Piaga del Ballo del 1518, il celebre episodio di isteria collettiva avvenuto a Strasburgo, dove centinaia di cittadini danzarono ininterrottamente per giorni fino allo sfinimento. Un parallelismo ipnotico che unisce la trance rituale al potere sociale e psicofisico della cassa in quattro.

La cura millimetrica dei versi è garantita, ancora una volta, da un sodalizio che nobilita la canzone napoletana moderna: il testo è passato sotto la supervisione del Maestro Salvatore Palomba, firma di rilievo della cultura partenopea e autore di Carmela”. Le parole si muovono su un impianto ritmico curato dalla produzione artistica del Maestro Nino Pomidoro, capace di tessere una tela sonora che flirta apertamente con l'estetica MTV Pop dei primi anni Ottanta e Novanta.

Se l’idea di scrivere un brano concepito per la pista da ballo affonda le proprie radici nella grande tradizione della Black Music – dialogando idealmente con l'eredità di giganti come Kool & The Gang, Earth, Wind & Fire e Michael Jackson –, sul piano puramente compositivo il progetto prende una direzione differente. L'ispirazione sonora e le soluzioni armoniche si smarcano dai canoni più battuti oltreoceano per sintonizzarsi, invece, sulle frequenze pop-wave e synth-pop di Phil Collins, Go West, Level 42 e Giraffe.

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«“Int’ ‘o Quadrato” - dichiara Mormile - è un brano che celebra il piacere del ballo, pur nascendo da una confessione molto personale: non sono mai stato un frequentatore assiduo di discoteche, né tantomeno un ballerino disciplinato. I balli con passi prestabiliti mi rendono goffo, impacciato. Eppure, la volontà di misurarmi con questo territorio nasce da esperimenti passati come “Anema ‘e Lione” e “Animale ‘e Città”, canzoni che ho scritto per quel contesto. Mi sono chiesto: perché non proporre un brano che celebri la danza completamente libera, invitando le persone a perdersi? Il quadrato non è altro che la pista, un luogo in cui lasciarsi andare. Nel testo ho voluto sottrarre, usare meno parole possibili per lasciare spazio al movimento, inserendo però dinamiche fonetiche precise e un richiamo storico alla Piaga del Ballo del 1518, per raccontare l’estasi di un corpo che non può fare a meno di muoversi.»

Dal punto di vista tecnico, il pezzo è animato da un’energia sintetica guidata da bpm più alti, Synth Bass e Arpeggiator martellanti, immersi in Pad profondi e riverberati, sorretti da una drum machine aggressiva e penetrante. Per le chitarre, Eric Mormile ha rispolverato il leggendario amplificatore Rockman di Tom Scholz (Boston), lo storico processore che ha definito il sound di capolavori epocali como “Hysteria” dei Def Leppard.

Questa volta non c'è spazio per assoli virtuosi e divagazioni solistiche; la sei corde è posta al servizio di un’intelaiatura ritmica pura, un omaggio filologico al lavoro interpretativo che David Williams realizzò per Michael Jackson in pietre miliari come “Billie Jean” e “Smooth Criminal”.

Il videoclip ufficiale, diretto da Michele De Angelis per Midea Video, è stato girato a Pianura, il quartiere napoletano in cui Mormile affonda le proprie radici e il proprio sguardo artistico. Le riprese, effettuate all’interno della Vi. Ba. Dance Eventi di Vittorio Gammieri e Barbara Russo, non si affidano a coreografie geometriche o a figuranti algidi, ma mettono in scena la verità di una stanza vissuta, affollata di vita: una comunità di amici reali dell'artista (tra cui Sara di Marzo, Antonietta di Marzo, Giuseppe Toscano, Gianluca Mazzi, Nicoletta Boccardi, Ettore Mariotti, Manuela Mari ed Enrico Rolfi) che si abbandona al groove in totale naturalezza. La fotografia interna comunica con l'artwork del singolo, uno scatto del cielo stellato firmato dalla stessa Sara di Marzo, a ribadire la connessione intima tra microcosmo di quartiere e macrocosmo celeste.

«La cellula musicale di questa canzone – conclude Mormile - risale al giugno del 2019. Il mio cervello lavora h24, crea concetti e strutture che spesso non coincidono con il presente discografico di quel momento. Così ho protetto questa idea, custodendola per il futuro mentre registravo il primo album. Nel 2025 l'ho ripresa in mano ed è stata una vera e propria battaglia interiore: inizialmente il brano non riusciva a convincermi, non trovavo la quadra estetica. Ricordo una sessione decisiva, dieci ore consecutive chiuso in studio, dalle due del pomeriggio a mezzanotte. Quando sono uscito, scompigliato ma finalmente appagato, ho capito che avevamo tirato fuori una traccia veramente mia, un pezzo “alla Eric Mormile”. La più grande conferma è arrivata sul set del video, a Pianura: vedere i miei amici ballare e divertirsi sinceramente su queste frequenze, senza aver mai ascoltato la canzone prima, è stata la mia prima, vera vittoria.»

Se i capitoli precedenti della sua discografia avevano abituato pubblico e critica a un forte e dichiarato impegno sociale, Mormile dimostra oggi che la vera sovversione può risiedere anche in un invito alla danza libera e che il disimpegno può essere una scelta conscia, nobile e squisitamente colta. La pista, nel suo caso, non è vuoto intrattenimento, ma un luogo di trasformazione immediata, dove per qualche minuto il corpo sabota le regole, si libera dei pesi e detta il proprio ritmo.

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È uscito il nuovo album di inediti di Francesca Tandoi

La jazzista e pianista internazionale Francesca Tandoi annuncia l’uscita del nuovo disco di inediti la cui pubblicazione è prevista per il 2 Giugno su etichetta Fresh Sound. Il nuovo album è composto interamente da pezzi inediti ed il titolo è SongBook Vol.1.

martedì 2 giugno 2026

“Confused”, il nuovo singolo degli After Midnight 00.01

“Confused”, il nuovo singolo degli After Midnight 00.01, racconta la spirale ossessiva di buio e caos in cui si affoga quando ansia, isolamento e dolore sfumano i confini tra realtà e identità.

Immagini sfocate come “Another shadow in a mirror? / Another dream behind a wall”alimentano la percezione distorta di una mente smarrita, che corre in un labirinto di pensieri senza quiete cercando una via d’uscita. Le prova tutte per sottrarsi alla corsa contro il tempo che la farebbe sprofondare nella palude del proprio vuoto interiore.

Alcol e farmaci non risolvono nulla, sono soltanto anestetici temporanei; l’unica fiammella in grado di sciogliere questo ghiaccio è una figura che potrebbe offrire salvezza: “Through the darkness you are the light in my days”.

Dal punto di vista sonoro, “Confused” sceglie un hard rock dalle sfumature blues, costruito attorno a una voce intensa e fortemente espressiva. La sezione ritmica compatta e rocciosa e un interessante dialogo tra chitarra e basso enfatizzano il senso di instabilità che attraversa tutto il brano, per giungere a una chiusura catartica e liberatoria.

“Confused” è l’ultimo singolo estratto dall’album eponimo, già disponibile su tutte le piattaforme.

Gli After Midnight 00.01 nascono nel 2017 tra Nuoro e Dorgali dall’incontro tra Andrea Ledda e Mario Fancello, musicisti accomunati da una forte passione per il rock legato alla strada, al viaggio e alla dimensione live. Insieme a loro prendono parte al progetto Antonio Senette al basso e Francesco Masuri alla batteria, contribuendo alla costruzione delle prime basi sonore della band.

Dopo un primo periodo dedicato anche alle cover, il gruppo concentra progressivamente il proprio lavoro sulla scrittura di brani originali, sviluppando un’identità costruita attorno a hard rock, blues ed energia dal vivo. Il nome After Midnight 00.01 nasce dalle prove notturne della band, ma col tempo assume un significato più simbolico: il momento esatto in cui qualcosa si mette in moto e il viaggio comincia.

Nel 2024 esce il primo singolo ufficiale, “Dirty Blues”, che inaugura il percorso discografico della band. Nello stesso periodo la formazione cambia volto con l’ingresso di Andrea Burattin e Nicola Ceccato, musicisti già attivi nei Panorama Kaiser e nel progetto elettronico Ekreep.

Il 2025 porta i nuovi singoli “Broken Bones”, “Scent”, “Golden Wheels” e “You”, insieme alla pubblicazione fisica dell’album “After Midnight 00:01” in una limited edition di 100 copie numerate contenente il brano esclusivo “After Midnight”.

A gennaio 2026 il disco arriva finalmente sulle piattaforme digitali, accompagnato dal singolo “This Song Is a Lie”, dall’edizione in CD e dalla stampa in vinile. La band porta il progetto in tour tra Sardegna e penisola italiana con il “Rock in Progress Tour”, mentre prosegue il lavoro sul nuovo materiale in studio.
Oggi gli After Midnight 00.01 collaborano con Sorry Mom! per management, promozione e sviluppo del progetto.

ASCOLTA “CONFUSED”!
https://ffm.to/aftermidnight0001-aftermidnight0001

 

lunedì 1 giugno 2026

“Elder Seers” è il nuovo singolo dei Green Fudge

 

“Elder Seers” è il nuovo singolo dei Green Fudge, un brano che osserva il rapporto tra uomo e natura partendo da una prospettiva quasi spirituale, dove montagne, alberi e animali diventano presenze antiche capaci di custodire memoria, equilibrio e avvertimenti.

Fin dall’apertura, la canzone suggerisce un senso di piccolezza davanti a qualcosa di immensamente più grande: “Only a fool with his childish mind / Will not follow what’s in rhyme” suona come un richiamo rivolto a chi continua a ignorare i segnali evidenti del mondo naturale. Il cambiamento climatico resta sullo sfondo di tutto il brano, non come slogan, ma come realtà concreta che attraversa ogni immagine del testo.

Con l’ingresso delle due batterie e di una sezione ritmica più aperta, “Elder Seers” cambia direzione e si trasforma in una richiesta di ascolto e redenzione. “Oh big mountains, green and wise / Let me stay by your side” diventa il centro emotivo del pezzo: un dialogo con la natura visto come tentativo di ritrovare misura, lucidità e responsabilità personale.

Sul piano sonoro, il brano alterna passaggi più ombrosi a esplosioni Disco-Funk dal sapore anni Settanta, costruite attraverso tastiere, synth analogici e chitarre elettriche che ampliano continuamente il respiro della canzone.

L’atmosfera conserva il gusto delle lunghe jam psichedeliche e di certa produzione americana legata alla cultura live, lasciando spazio a dinamiche che cambiano in modo naturale lungo tutto il pezzo.

I Green Fudge nascono nella baia di Trieste dall’incontro tra amicizia, improvvisazione e passione per il rock psichedelico. La loro scrittura prende elementi dal blues, dal cantautorato americano e dalle sonorità degli anni Sessanta e Settanta, sviluppando una forte attenzione per il suono e per la dimensione dal vivo. Tra le influenze più evidenti compaiono Grateful Dead, The Allman Brothers Band, The Doors e The Beatles.

Dopo i singoli “Mary Jane” e “Fly High”, la band continua il percorso verso il primo album previsto nel 2026. Nel frattempo, i Green Fudge hanno portato il loro set dal vivo allo Stoner Kras Festival e sul palco del Castello di San Giusto come opening act di Fantastic Negrito.

ASCOLTA “ELDER SEERS”!

https://orcd.co/greenfudge-elderseers

venerdì 29 maggio 2026

“Let’s Get What We Got”, il nuovo singolo dei Notes ’n’ Roll

 

“Let’s Get What We Got”, il nuovo singolo dei Notes ’n’ Roll, una coinvolgente miscela di Rock’n’Roll classico e sonorità rock moderne.

Il brano nasce da una struttura tradizionale in 12 battute, arricchita da un arrangiamento energico e da un chorus con variazione di tonalità che dona dinamismo e intensità all’ascolto. Il cantato richiama chiaramente l’atmosfera e lo stile vocale degli anni ’50, omaggiando le radici autentiche del Rock’n’Roll.

“Let’s Get What We Got” racconta la storia di un uomo disoccupato che trova conforto e complicità nell’amicizia con una donna straniera già impegnata sentimentalmente. Tra incontri, corse quotidiane e momenti condivisi, nasce nella mente del protagonista il sogno di una nuova vita insieme. Dopo un anno, quel desiderio si trasforma in una semplice ma intensa proposta: “Prendiamo quel che abbiamo” — “Let’s Get What We Got”.

I Notes’n’Roll nascono a Torino nel 2014 dall’incontro di musicisti uniti dalla stessa passione per la musica e per il Rock in tutte le sue sfumature.

La band propone un sound energico e creativo, capace di trascinare il pubblico attraverso influenze che spaziano dal rock classico al rock blues, dal pop rock al funky rock, fino all’hard rock e al più autentico Rock’n’Roll degli anni ’70 e ’80.

Con una formazione in trio composta da basso, batteria e chitarra, i Notes’n’Roll si dedicano principalmente alla realizzazione di brani originali di propria produzione, caratterizzati da ritmo, melodia ed energia dal vivo.

Il nome della band nasce da un gioco di parole ispirato al termine “Rock’n’Roll”, trasformato in “Notes’n’Roll” per sottolineare l’importanza delle note come cellule vitali della musica. Unione tra “notes” e “roll”, il nome rappresenta il movimento, il ritmo e l’anima stessa della loro identità musicale. Da qui nasce anche il soprannome abbreviato della band: “Nots”.

ASCOLTA “LETS GET WHAT WE GOT”!

https://orcd.co/thenotesnroll-letsgetwhatwegot

“Wapakoneta” – i MaveriX presentano una ballata cowpunk dalle sfumature folk

 

Con “Wapakoneta”, i MaveriX presentano una ballata cowpunk dalle sfumature folk che trasforma in musica il racconto di crescita, distanza e desiderio di fuga. Il brano si muove su un equilibrio essenziale ma incisivo: un groove asciutto, un banjo tagliente e una voce diretta, più interessata alla verità emotiva che alla perfezione tecnica.

“Wapakoneta” racconta la condizione di chi cresce in una realtà troppo stretta per contenere i propri sogni, ma allo stesso tempo troppo radicata per poter essere semplicemente abbandonata. È una canzone che parla di appartenenza e distanza, di ciò che si lascia e di ciò che inevitabilmente resta.

La struttura del brano segue un andamento narrativo cinematografico: si apre in modo ruvido e quasi parlato, per poi evolversi in un ritornello luminoso e sincero. Il finale si amplia in una chiusura solenne, dove cori e strumenti si stratificano fino a evocare un cielo notturno che si distende sull’Ohio.

“Wapakoneta” è un piccolo viaggio musicale e umano: un racconto di cadute e ripartenze, dedicato a chi continua a inseguire i propri sogni nonostante tutto. Un “mini film” in tre minuti fatto di polvere, stelle e ritorni a casa che pesano più di qualsiasi conquista.

I MaveriX propongono un’esplosiva miscela di punk rock melodico e ruvida grinta country, un sound inconfondibile che è valso loro la definizione di “Social Distortion italiani”.

Il trio del Sud Milano, formato da musicisti di lunga esperienza, ha costruito in soli due anni un’identità sonora forte e immediatamente riconoscibile.

L’album di debutto, COWPUNK!, pubblicato da Rocketman Records, ha raccolto consensi entusiastici da parte di webzine e fanzine del settore. L’attività live ha portato la band a esibirsi su numerosi palchi in tutto il Nord e Centro Italia, oltre che in Sardegna, Svizzera e Belgio, fino all’apertura per i leggendari Punkreas nel luglio 2024.

Nel 2026 la band è tornata con nuova musica e una serie di live che li ha riportati sui palchi italiani ed europei, con tappe in Paesi Bassi, Germania e Belgio. In arrivo un nuovo EP e un tour estivo che li vedrà sul palco del SUMMERSIDE FESTIVAL, tra gli appuntamenti rock/metal più rilevanti in Svizzera e in Europa, prima del ritorno in Sardegna insieme a Pino Scotto.

Per settembre, intanto, circolano indiscrezioni su un possibile capitolo oltreoceano.

ASCOLTA “WAPAKONETA”!

https://benext.lnk.to/wapakoneta

“Gonna Love It”, il nuovo singolo degli Hogans Alley

 

“Gonna Love It”, il nuovo singolo degli Hogans Alley, non ti lascia il tempo di decidere se vuoi dargli retta o no, parte senza troppi giri e ti porta di peso alla festa.

“Hey, you gonna love it! Feel the rhythm and set your soul!” canta il tuo compagno di avventure mentre con il clacson ti incita a sbrigarti a uscire di casa.

La situazione precisa è facile da intuire: sudore, volume alto, gente che inizia a muoversi e quella sensazione collettiva che si crea quando il locale intero smette di trattenersi. Divertirsi è anche una forma di appartenenza, un modo istintivo di riconoscersi negli altri anche solo per una serata.

Non a caso il pezzo è stato il primo scritto dall’attuale formazione della band ed è diventato un manifesto spontaneo del loro approccio: diretto, fisico e immediato. L’obiettivo dichiarato è semplice quanto difficile da evitare: il ritornello vuole rimanere incastrato in testa.

Sul piano sonoro, “Gonna Love It” sfodera il più efficace poker d’assi: un hard rock aperto al groove e alla componente funky, con chitarre esplosive su una sezione ritmica frizzante e cori costruiti per restare addosso fin dal primo ascolto. Il brano si abbevera alle atmosfere degli Aerosmith e degli Extreme, lasciando da parte la nostalgia da repertorio ed estraendone l’essenza pulsante e danzereccia, per essere suonato forte, cantato in gruppo e restituito al pubblico senza filtri.

Hogans Alley è un progetto che si forma alla fine del 2021.

Una grande passione ed affinità per l’hard rock; influenze prettamente 80s con colori sleaze, metal e glam, coronano il tutto con solidi groove e ritmiche funk. Un sound selvaggio, melodico e festaiolo, caratterizzato da live infuocati che trasudano energia e rock’n’roll allo stato brado. Sin da subito si concentrano principalmente sulla composizione di materiale originale.

Negli anni successivi rodano il progetto suonando principalmente in Toscana in locali come Megik Cult, Santomato, Circus Rock Club, Freesound e VHS Retro Club. Tra le esperienze più significative, l’apertura agli Enuff Z’Nuff al Borderline Club insieme ai Jolly Rox e la condivisione del palco con gli Speed Stroke, amici di vecchie date e scorribande, al Monteloud Rock Fest.

Conclusa la fase di pre-produzione dei brani originali, la band si prepara ora a rientrare in studio per completare l’album, che uscirà in autunno.

ASCOLTA “GONNA LOVE IT”!

https://orcd.co/hogansalley-gonnaloveit

giovedì 28 maggio 2026

“Che Stress”, il nuovo singolo degli Stonale

 

È uscito “Che Stress”, il nuovo singolo degli Stonale, un brano che racconta una giornata qualunque vissuta dall’interno di una mente sovraccarica, tra ansia, tensione e bisogno di evasione.

“Che Stress” descrive il contrasto tra l’apparente normalità della routine quotidiana e il peso invisibile del disagio interiore. Il sole che sorge e la nebbia che si dissolve sembrano annunciare un nuovo inizio, ma la sensazione che emerge è quella di un nervosismo costante, fisico e mentale, che accompagna ogni momento della giornata.

Anche i gesti più semplici assumono un significato simbolico: vestirsi in fretta, il cappello che stringe, la barba che punge, il profumo che unge. Elementi quotidiani che diventano invasivi e restituiscono il senso di un corpo sempre in tensione, incapace di trovare tregua.

Nel brano, la routine lavorativa e il movimento continuo della città si intrecciano a una corsa frenetica fatta di aspettative, pressione e affanno. Anche quando arriva la concentrazione, il malessere rimane: lo stress è qualcosa di interno, difficile da allontanare.

Nella parte finale del singolo emerge però un cambio di prospettiva: nasce il desiderio di fuga. La vacanza diventa una necessità mentale prima ancora che fisica, un tentativo di allontanarsi dalle preoccupazioni e ritrovare silenzi ormai assenti nella quotidianità.

STONALE è una band nata a Reggio Emilia dall’incontro di musicisti con percorsi diversi ma con la stessa urgenza di esprimersi. Chitarra, basso, tastiere, batteria e voce: un’unica energia che prende forma in un sound pop/rock e testi cantati rigorosamente in italiano, diretti, viscerali e senza filtri.

Il progetto prende vita qualche anno fa da Filippo (tastiere) che contatta Emanuele (chitarre) che era una sua vecchia conoscenza e poi rintracciano Fausto (basso).

I tre cercano poi batterista e cantante e trovano rispettivamente in Ivan e Fabio gli elementi giusti per dare forma al progetto STONALE che inizia subito la sua attività live in locali ed eventi della città natale ed in quelle limitrofe.

Contemporaneamente iniziano a partecipare a concorsi nazionali (Sanremo Rock, Tour Music Fest, Rexer! House of Music, Via Emilia – La strada dei cantautori, Vicenza Rock Contest, …), con ottimi risultati che li hanno fatti conoscere e portati a lavorare con discografici, manager ed addetti ai lavori famosi in tutta Italia e non solo.

Gli elementi della band scrivono, arrangiano e portano sul palco brani inediti rigorosamente in italiano che nascono dalla comune volontà di dare voce alle loro storie, alle loro emozioni ed alle loro vicissitudini forti della loro onestà e del loro essere genuini, il che li fa apprezzare da chiunque capiti “a tiro”.

Quello che fanno nasce da cuore, stomaco e cervello, entusiasmo e da una passione per la vita e la musica che non conosce freni né pause.

STONALE non è solo una band: è un’esperienza da vedere, ascoltare, cantare e vivere.

ASCOLTA “CHE STRESS”!

https://bit.ly/4dOxdcv

mercoledì 27 maggio 2026

I Pimples Marmalade tornano con “Balordo (The Wild Rover)”

 

Con “Balordo (The Wild Rover)”, i Pimples Marmalade proseguono la loro incursione nella lingua italiana reinterpretando in chiave originale un grande classico della tradizione musicale irlandese.

Il brano non si propone come una traduzione letterale, ma come una vera e propria riscrittura contemporanea, capace di mantenere intatto il nucleo emotivo e l’andamento incalzante e corale dell’originale. Con la loro inconfondibile ironia, i Pimples Marmalade spostano il vagabondo irlandese nei contesti quotidiani dei baretti italiani, dove la promessa di redenzione si scontra con un più familiare e disilluso spirito “da domani”.

Il risultato è un equilibrio tra energia collettiva e leggerezza narrativa, in cui il ritornello si trasforma in un momento corale pensato per essere cantato insieme, quasi come se il pubblico condividesse la stessa natura errante e imperfetta del protagonista.

Già testato dal vivo in due concerti di apertura ai The Rumjacks, “Balordo (The Wild Rover)” si presenta come un brano capace di coinvolgere e travolgere il pubblico, trasformando ogni esibizione in un coro collettivo.

“Che la vita è breve, troppo breve perciò,
non farò più il balordo, prometto, però…”

Formati nel lontano 1996 in un soleggiato parco di Cambridge, UK, i Pimples Marmalade cominciano subito a farsi notare nella scena underground milanese per il loro stile spensierato e l’energia delle loro canzoni, mescolate a una frizzante presenza scenica.

Dopo essersi esibiti sui migliori palcoscenici e partecipato alle competizioni più importanti dell’epoca, stanchi e con la pancia piena, decidono di dedicarsi a nuovi progetti.

Nel 2021 la scintilla mai sopita nei loro cuori li porta a ricominciare a creare e, tra uno spaghetto alla carbonara e una robusta grigliata, vino rosso e liquori di scarsa qualità, i due hanno riacceso i motori con l’intenzione di tenerli su di giri molto a lungo. Nel 2025, con l’ingresso in formazione del Rag.La Rana e di Jack’O’Pimple, rispettivamente a basso e pelli, la band ha lucidato anche le cromature ed è pronta per sgommare!

ASCOLTA “BALORDO (THE WILD ROVER)”!

https://orcd.co/pimplesmarmalade-balordothewildrover

“Oltre la fine”, nuovo intenso lavoro visivo de La Corte Marziana


 Fuori il videoclip di “Oltre la fine”, nuovo intenso lavoro visivo de La Corte Marziana, un viaggio immersivo che esplora lo smarrimento esistenziale e la tensione dell’uomo verso ciò che si trova oltre i confini della realtà tangibile.

Ambientato in un’oscurità quasi assoluta, il video è attraversato da potenti fasci di luce bianca che emergono come fari nel buio, accompagnando la band lungo un percorso notturno carico di significati simbolici. La dimensione visiva si trasforma così nella metafora di un cammino interiore incerto e tormentato, dove convivono dubbio, fede e desiderio di redenzione.

La regia alterna intensi primi piani del frontman — impegnato in un’interpretazione fortemente teatrale — a sequenze dinamiche e volutamente sfocate della band in performance, enfatizzando il senso di urgenza e disorientamento evocato dal brano. Il protagonista appare come un uomo “disperso di notte”, “avvolto in un manto di illusioni”, alla continua ricerca di una verità capace di andare oltre l’apparenza.

Il contrasto tra il nero profondo dello sfondo e la luce artificiale onnipresente diventa il fulcro estetico del videoclip, rappresentando la lotta costante dell’essere umano per “scoprire di non essere solo” in un universo che sembra estendersi oltre le stelle.

La Corte Marziana è un progetto Alternative Rock di origine bresciana. La band si distingue per la proposta di musica inedita cantata in italiano, fondendo diverse influenze musicali in uno stile personale.
Il nucleo originario del progetto si è formato dall’incontro tra il bassista Alberto Tosoni e il chitarrista Paolo Giannini, le cui radici musicali spaziano dal britpop all’underground. A questa base si è unito il cantante Giovanni Tona, portando un approccio più cantautorale. L’ingresso del batterista Emanuele Danesi (la formazione attuale è a quattro elementi) ha ulteriormente definito il sound verso un Alternative Rock viscerale e incalzante.

La Corte Marziana si caratterizza per l’intento di unire ritmiche energiche a testi attenti e consapevoli, cercando di mantenersi lontana dai cliché del genere. Il loro lavoro si concentra sulla ricerca di uno stile originale che mantenga la tensione emotiva e l’impatto sonoro tipici del rock alternativo.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=nYUfkn4HpxQ

“Seeds of Poison” è il nuovo singolo di Quadrozero

 

“Seeds of Poison” è il nuovo singolo dei Quadrozero, una discesa dentro quei rapporti in cui il bisogno di vicinanza finisce per confondersi con dipendenza, paura e logoramento emotivo.

Il brano racconta il momento in cui un legame continua a esistere anche dopo aver perso ogni equilibrio, trascinando chi lo vive in un meccanismo fatto di attrazione, ferite e continui ritorni.

Le immagini presenti nel testo amplificano questo senso di smarrimento: un lupo ferito che continua ad attaccare, stanze buie che assorbono ogni via d’uscita, un treno lanciato verso una direzione sconosciuta. Tutto contribuisce a costruire un immaginario cupo e viscerale, in cui il desiderio di sentirsi indispensabili per qualcuno sopravvive persino dentro relazioni ormai compromesse.

Sul piano sonoro, “Seeds of Poison” intreccia dark rock, elettronica industriale e aperture post-rock in una scrittura densa e cinematografica. Sequencer, sintetizzatori e chitarre stratificate convivono in un flusso compatto e notturno che richiama l’estetica di Garbage, le atmosfere elettroniche dei Depeche Mode e il lato più malinconico dei The Cure, mantenendo una forte identità personale.

Nati ufficialmente nel 2022, i Quadrozero sviluppano il proprio linguaggio partendo da percorsi musicali differenti confluiti in un progetto comune. Il nome rappresenta uno spazio iniziale da riempire, una superficie aperta alla sperimentazione e alla costruzione di scenari sonori capaci di coinvolgere l’ascoltatore in modi sempre diversi.

La formazione comprende Francesco Colletto alla voce e alle chitarre, Roberto Ballesio al basso e Roberto Bertuolo alla batteria e alle percussioni. A completare il suono del progetto contribuisce Angelo Russo, presente alle tastiere, ai sintetizzatori e ai cori. Il risultato prende forma attraverso un equilibrio tra strutture pop rock, elettronica pulsante e atmosfere immersive, alternando impatto diretto e aperture più morbide senza perdere intensità.

ASCOLTA “SEEDS OF POISON”!

https://orcd.co/quadrozero-seedsofpoison

martedì 26 maggio 2026

I Side 74 tornano con “Tutto Ok”, il nuovo singolo

 

I Side 74 tornano con “Tutto Ok”, il nuovo singolo estratto dall’omonimo album, un brano che racconta la libertà che nasce nel momento in cui si smette di interpretare un ruolo che non ci appartiene più.

Attraverso sonorità che mescolano pop, rock ed elettronica, “Tutto Ok” accompagna l’ascoltatore in un percorso emotivo intenso e autentico: quello di chi, dopo essersi smarrito in una relazione fatta di compromessi e rinunce, riesce finalmente a ritrovare sé stesso e la forza di riprendere in mano la propria vita.

Il singolo non si presenta come un racconto nostalgico o segnato dal rancore, ma come una vera e propria presa di coscienza. Il messaggio centrale del brano è chiaro: la felicità passa anche attraverso il tempo necessario per guarire, fare tesoro delle esperienze vissute e riscoprire il proprio valore.

I Side 74 uniscono così energia sonora e profondità emotiva, dando voce a una rinascita personale in cui molti potranno riconoscersi.

I SIDE74 nascono nel 2012 come band punk-rock composta da quattro elementi: voce, basso, chitarra e batteria. Fin dal primo anno iniziano a scrivere brani inediti in inglese, registrandone tre — “Anne”, “Feelin’ Naked” e “Don’t Test My Rage” — che entrano a far parte della compilation “Nuove Proposte” della celebre collana HitMania.

Nel 2014, spinti dalla ricerca di nuove sonorità, ampliano la formazione con l’ingresso delle tastiere, proseguendo parallelamente un’intensa attività live tra Milano e l’hinterland. In questo periodo la band intraprende un nuovo percorso artistico iniziando a scrivere testi in italiano. Nel 2016 partecipa al Tour Music Fest, sfiorando le fasi finali.

Il 2017 segna un passaggio fondamentale: i SIDE74 registrano il loro primo album, “L’Ultimo Entusiasta”, presentato in anteprima al Legend Club di Milano. Nello stesso periodo, con l’uscita dei videoclip di “Se ti fermi hai perso” e della ballata “Solo cenere”, la band prende parte alle selezioni di Sanremo Giovani, raggiungendo le fasi finali.

Negli anni successivi affiancano all’attività live la partecipazione a importanti contest nazionali, tra cui Sanremo Rock (32ª edizione), dove conquistano le semifinali su oltre 1800 band provenienti da tutta Italia, ottenendo l’opportunità di esibirsi sul palco dell’Ariston di Sanremo.

Tra il 2019 e il 2021, nonostante le difficoltà legate alla pandemia, la band continua a scrivere nuova musica e, grazie anche alla collaborazione con Davide Maggioni, pubblica tre nuovi brani. Nel 2021 vince il primo premio come miglior inedito al contest “Promuovi la tua musica”, risultato replicato nel 2023 con la vittoria del contest “Moda & Musica”.

Nel 2024 i SIDE74 tornano in studio per registrare il brano “Meladia”, presentato alle selezioni di “Una Voce per San Marino” con l’obiettivo di accedere all’Eurovision Song Contest.

Il 2025 segna un nuovo capitolo: la band entra a far parte della famiglia Sorry Mom!, che ne cura le pubblicazioni, e avvia una collaborazione artistica con Vincenzo Mario Cristi (ex frontman dei Vanilla Sky) come produttore.

Nel 2026 pubblicano il loro secondo album, “Tutto Ok”, confermando un percorso in continua evoluzione tra energia rock, scrittura diretta e identità sempre più definita.

ASCOLTA “TUTTO OK”!

https://orcd.co/side74-tuttook

I SOMEWHERE tornano con “We Suck”

 

I SOMEWHERE tornano con “We Suck”, il nuovo singolo che trasforma insicurezze, fragilità e senso di inadeguatezza in un manifesto sonoro diretto e senza filtri.

“We Suck”, ovvero “facciamo schifo”: una provocazione? Forse.

Oppure semplicemente un modo sincero di guardarsi allo specchio in un panorama musicale sempre più affollato di personaggi costruiti e sicurezze ostentate.

I SOMEWHERE scelgono invece l’autoironia e l’ammissione delle proprie imperfezioni, dando voce a una mediocrità autentica che oggi sembra quasi rivoluzionaria.

Il brano si sviluppa su un basso funky trascinante, sostenuto dal groove compatto di batteria e chitarra, mentre la tastiera aggiunge un sound acido e imprevedibile che accompagna l’ascoltatore attraverso passaggi spigolosi ma perfettamente intenzionali. La voce si muove tra cantato e rap, seguendo le continue variazioni dinamiche del pezzo: un brano che nasce “carne” e finisce “brodo”, mantenendo fino all’ultimo la propria identità irriverente e fuori dagli schemi.

I SOMEWHERE sono una band indie-rock italiana che scrive e produce brani originali in lingua inglese.

Il progetto nasce dall’idea di “Somewhere” come non luogo: uno spazio creativo in cui rock, funk e sonorità dance si fondono, dando vita a un ambiente sonoro dinamico e immersivo, capace di trasformare ogni brano in un’esperienza musicale coinvolgente.

Attiva dal 2022 nella scena indie funk rock, la band si distingue fin da subito per un’intensa attività live che la porta a esibirsi su numerosi palchi del circuito locale.

Nel 2023 i SOMEWHERE conquistano il Pordenone Rock Contest, affermandosi come una delle realtà emergenti più interessanti della scena indipendente. Negli anni successivi il progetto consolida la propria identità artistica attraverso la pubblicazione di quattro singoli, che anticipano l’uscita dell’EP AWAY, pubblicato nel novembre 2024.

Nel giugno 2025 esce il singolo “We Suck”, distribuito in collaborazione con CDF Distribution. Il brano Kick entra in rotazione su circa 200 radio locali italiane, accompagnato da oltre 20 interviste radiofoniche promozionali nei primi mesi del 2025.

Nel 2026 il percorso della band prosegue con la vittoria del Veneto Rock Contest e con l’inizio della collaborazione, da maggio dello stesso anno, con l’etichetta indipendente Sorry Mom!, consolidando ulteriormente il posizionamento del progetto nella scena indipendente italiana.

ASCOLTA “WE SUCK”!

Spotify: https://bit.ly/4u5grMI

Jey, dalla lirica al rap passando per rock e reggaeton: esce il primo disco “Dies Irae”

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Jey, dalla lirica al rap passando per rock e reggaeton: esce il primo disco “Dies Irae”

Dies Irae è il primo EP di Jey, disponibile da venerdì 22 maggio su tutte le piattaforme digitali, pubblicato da Redgoldgreen Label.
Anticipato dal singolo Echi d’ombra, dove sulla produzione drill di da Dr. Testo, aveva in qualche modo cristallizzato il suo dualismo artistico tra rap e canto lirico, arriva ora il disco di debutto.
Il progetto di Jey nasce dal bisogno di raccontare l’essere umano nella sua tensione costante tra luce e oscurità. Non il buio come semplice estetica, ma come esperienza emotiva e collettiva: dolore, perdita, senso di inadeguatezza, il peso di una società che impone la forza come unica forma di legittimità. Allo stesso tempo, il progetto cerca uno spazio di leggerezza autentica, intesa non come fuga, ma come fase necessaria del processo di guarigione e rinascita. La musica attraversa la fragilità senza vergogna, unendo introspezione e sensualità, vulnerabilità e potenza espressiva. Essere donna, in questo progetto, significa rivendicare la complessità: essere luminosa senza superficialità, leggera senza rinunciare alla profondità. Il linguaggio di Jey è ibrido, moderno ed emotivo: un equilibrio instabile con l’essere umano sempre al centro della narrazione.
Il Dies irae (latino per "Giorno dell'ira") è una celebre sequenza medievale, attribuita a Tommaso da Celano, che descrive il Giudizio Universale. Significa il giorno in cui, secondo la fede cristiana, Dio giudicherà le anime, separando i salvati dai condannati al fuoco eterno. È noto per il suo tono solenne e cupo, ampiamente usato nella musica funebre.
Il progetto fonde lirica, rap, rock, pop urbano, trap e contaminazioni dancehall/reggaeton, creando una nuova identità definita dall’artista come lyrical rap. Le influenze spaziano dal canto operistico e colto allo stile Hip-Hop italiano, dal rock emotivo al cantautorato urbano contemporaneo. La voce diventa così quell’indispensabile filo narrativo che attraversa tutte le tracce.
Jey è il nome d’arte del soprano Jennifer Turri, artista faentina classe 1998. Dopo la formazione al Conservatorio Rossini di Pesaro (PU), dove si laurea in Canto Lirico con lode, si specializza all’Accademia Lirica di Osimo (AN). Canta nei cori del Rossini Opera Festival, del Teatro della Fortuna di Fano, del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, e nel Coro Cherubini, diretto dal Maestro Riccardo Muti. Approfondisce la tecnica con masterclass di rilievo, tra cui quella con il tenore José Carreras, e nel 2021 riceve il prestigioso Premio Maria Callas all’Arena di Verona, per il talento vocale dimostrato nel panorama lirico italiano.
Se il canto lirico costituisce il suo percorso professionale e accademico, da sempre ha nutrito una parallela passione per la musica rap e per tutte le sonorità urban e black.
 
Dies Irae è un viaggio emotivo che attraversa oscurità, rabbia, dolore, catarsi e liberazione. Gli arrangiamenti alternano momenti essenziali e sospesi a esplosioni rock e rap, con la voce lirica come elemento centrale e simbolico: un ponte tra vulnerabilità e potenza. Le produzioni mescolano atmosfere cinematiche, underground e viscerali, mantenendo una forte identità emotiva e narrativa. Le produzioni vedono la collaborazione con Rick Freak, VirtuS, Dr. Testo, Ed Mars e Simon Bayle. Ogni producer contribuisce con una sensibilità diversa, dando all’EP sfumature che spaziano tra urban oscuro, impatto emotivo, energia contemporanea e ricerca sonora.
L’approccio produttivo resta cinematografico e narrativo: ogni brano è concepito come un capitolo di un racconto, con sound design e dinamiche pensate per accompagnare l’evoluzione emotiva del concept.
Si passa così da “Echi d’ombra” e “Fili di lacrime” che rappresentano il più caratteristico crossover tra il mondo classico e quello rap, a “Basta Amore” che si sposta verso un verso pop rock diretto e liberatorio. Se “Metropoli” mescola rap, soul e lirica, la ritmata “Diavolo” mette a fuoco una combo di rap e R&B. Chiude l’EP “Kick ‘n’ Shine”, un brano reggaeton che fa leva su un potente ritornello pop rap.
Dies Irae è un viaggio sonoro e spirituale attraverso le molte forme dell’animo umano. Ogni brano racchiude un frammento di identità e un passo verso la ricostruzione: dalla presa di coscienza alla discesa nell’ombra, dal dolore alla rabbia, fino all’accettazione e alla liberazione. La lirica, il rap e il rock convivono in un’unica narrazione, dove la voce diventa simbolo di fragilità e potenza, e il corpo diventa spazio di rinascita.
                         

DJ Jad, Wlady e Shorty Shok raccontano l’estate che manda in crisi le coppie: “Colpa del Sole” è il nuovo singolo tra ironia, caldo, desiderio e relazioni al limite

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Un’icona del rap italiano, un producer multiplatino e una delle firme più trasversali della scrittura pop contemporanea uniscono tre percorsi diversi in una canzone estiva lontana dalla cartolina patinata, dove il sole diventa l’alibi perfetto per ogni deriva sentimentale


Esce venerdì 29 maggio “Colpa del Sole”, il nuovo singolo di DJ Jad, Shorty Shok e Wlady, una collaborazione nata in studio in modo spontaneo, dopo anni di incroci, intenzioni rimandate e la volontà di mettere insieme tre identità artistiche diverse dentro una canzone che racconta l’estate senza aderire alla sua immagine più patinata.

Il brano sarà presentato in anteprima nazionale il 26 maggio allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli, in occasione de “La Notte dei Leoni”, serata di sport, intrattenimento e solidarietà con le leggende del calcio e volti noti del mondo dello spettacolo. L’appuntamento sosterrà la ricostruzione del teatro del carcere minorile di Nisida e le attività della Fondazione Santobono Pausilipon, con un messaggio rivolto in particolare ai giovani, tra inclusione, legalità e contrasto alla violenza.

Qui la stagione calda non è la solita fotografia da spiaggia, aperitivo e libertà senza conseguenze. È una temperatura che sale anche dentro i rapporti, un accumulo di desiderio, stanchezza, attrazione, nervosismo, aspettative sociali e piccoli cedimenti quotidiani. Il sole diventa il grande alibi di tutto ciò che sfugge di mano: spoglia, confonde, espone, manda in crisi le coppie, altera le distanze, rende più nitido e visibile quello che durante il resto dell’anno rimane coperto, schermato dalla routine e tenuto sotto controllo.

Mentre ogni estate si riempie di brani pensati per accompagnare la stagione più consumata dell’anno, chiedendo alla musica di diventare colonna sonora, ritornello e corsa al tormentone, “Colpa del Sole” sceglie un’altra angolazione, raccontando il caldo come una condizione che abbassa le difese facendo saltare ogni filtro, il divertimento come territorio pieno di inciampi e la leggerezza come forma intelligente di lettura del presente.

Il ritornello, «Colpa del sole che ti fa spogliare e manda in crisi quelle coppie innamorate», fotografa un’estate ironica, fisica, un po’ scombinata, dove l’attrazione convive con il caos, la voglia di evasione con i rapporti che si complicano, la promessa di libertà con la sensazione che basti davvero poco per perdere equilibrio.

Con un testo ironico, pieno di dettagli e frasi che sembrano nate per restare addosso, “Colpa del Sole” mette in fila una serie di elementi — il mare, l’alta marea, le coppie in crisi, le zanzare, il tiramisù, Santa Claus che manca già sotto il sole — e li trasforma in una piccola commedia sentimentale estiva, dove tutto sembra sorridere ma niente è davvero innocuo.

«L’amore non finisce, ha solo finito i giga» è una delle immagini più efficaci del brano: una battuta che intercetta il modo in cui oggi anche i sentimenti sembrano passare attraverso connessione, disponibilità immediata, notifiche, attese, risposte, assenze. Una frase in un pezzo, certo, ma anche la fotografia di relazioni sempre accese eppure spesso instabili, condizionate dalla reperibilità continua e da quel bisogno di conferme immediate che spesso finisce per complicare anche ciò che sembrava semplice.

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Alla base di “Colpa del Sole” c’è l’incontro tra tre percorsi diversi ma comunicanti.

DJ Jad, nome centrale nella storia del rap italiano e membro fondatore degli Articolo 31, porta con sé un background che attraversa oltre trent’anni di musica, dagli esordi dell’hip hop nel Belpaese alla stagione dei grandi successi nazionali, fino al ritorno del duo sul palco del Festival di Sanremo nel 2023. La sua figura appartiene a quella generazione di artisti che ha contribuito a portare il rap fuori dalle nicchie, rendendolo un linguaggio popolare, capace di parlare a pubblici molto diversi senza perdere la propria matrice.

Accanto a lui c’è Wlady, suo fratello minore, DJ e producer dalla lunga esperienza, già presente nella storia degli Articolo 31 con scratch e collaborazioni, poi autore di un percorso che lo ha portato a firmare produzioni di grande impatto commerciale. Nel suo curriculum convivono club culture, pop, dance, rap e mainstream: da “Maria Salvador” di J-Ax, brano certificato multiplatino, fino a “Disco Paradise” con Articolo 31, Fedez e Annalisa, tra i successi più rilevanti degli ultimi anni.

Il terzo asse del progetto è Shorty Shok, artista, autore e produttore classe 1992, fondatore del Nibiru Studio. Cresciuto tra rap, pop punk, reggaeton e scrittura melodica, nel corso degli anni ha lavorato come autore, producer e vocal producer accanto a nomi importanti della scena italiana, da Vegas Jones a Grido, J-Ax, Gemelli DiVersi e Mondo Marcio, affinando una cifra che connette immediatezza, produzione contemporanea e attenzione alla voce.

“Colpa del Sole” nasce proprio da questo punto di contatto: il bagaglio di chi ha attraversato stagioni decisive della musica italiana, la competenza produttiva di chi sa leggere il linguaggio pop senza appiattirlo, e lo sguardo di una generazione abituata a muoversi tra generi, formati e immaginari differenti.

«Era da tanto tempo che dicevamo di volerci beccare in studio, poi finalmente è successo in modo molto naturale - raccontano gli artisti -. Ci siamo trovati, abbiamo iniziato a confrontarci sulle sensazioni legate all’estate, e da lì è nata “Colpa del Sole”. Fin da subito ci interessava raccontare il lato meno patinato della bella stagione, quello fatto di caldo insopportabile, aspettative sociali e rapporti che sotto il sole sembrano complicarsi ancora di più, però con leggerezza e ironia.»

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Il brano lavora su una contraddizione specifica, quella per cui l’estate viene narrata da anni come il tempo del piacere, della spensieratezza obbligatoria, ma nella vita reale è spesso anche il momento in cui tutto si accentua. Le coppie litigano di più, le assenze pesano di più, il corpo viene esposto di più, il confronto sociale aumenta, il desiderio si confonde con il bisogno di fuga. “Colpa del Sole” trasforma questa dicotomia in una canzone dalla scrittura brillante e dal sound pensato per entrare sottopelle senza rinunciare al dettaglio.

«Per noi rappresenta qualcosa di molto vero e spontaneo - concludono DJ Jad, Shorty Shok e Wlady -. È una canzone che usa leggerezza e ironia per raccontare sensazioni reali, quelle piccole contraddizioni che spesso ci portiamo dietro, soprattutto d’estate.»

Il videoclip ufficiale, in uscita nel corso delle prossime settimane, vedrà la partecipazione di cameo importanti dal mondo dello spettacolo. La clip accompagnerà il progetto in una seconda fase, ampliandone l’immaginario visivo e rafforzando il carattere corale della release.

Il brano sarà inoltre accompagnato da un tour, le cui date verranno annunciate nel corso delle prossime settimane attraverso i canali social ufficiali degli artisti. Un ulteriore sviluppo live per una release pensata non solo come singolo estivo, ma come progetto capace di proseguire il proprio racconto anche sul palco, nel contatto diretto con il pubblico.

Con “Colpa del Sole”, DJ Jad, Shorty Shok e Wlady firmano una canzone estiva che non cerca la perfezione della stagione, ma il suo lato più disordinato e ironico: quello in cui il caldo diventa una scusa, il desiderio un incidente felice, l’amore una connessione che ogni tanto salta, e il sole il colpevole ideale di tutto ciò che non riusciamo più a controllare.

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Biografie.
DJ Jad. Appassionato di hip hop sin da bambino, DJ Jad è tra le figure che hanno contribuito in modo decisivo alla nascita e alla diffusione del rap in italiano. Con gli Articolo 31, insieme a J-Ax, ha segnato una stagione fondamentale della musica italiana, dagli esordi con “Strade di città” fino ai grandi successi di “Così com’è”, “Nessuno”, “Domani smetto” e “Italiano medio”, attraversando rap, pop, rock e street culture con un impatto capace di superare i confini di genere. Dopo la lunga esperienza con gli Articolo 31, ha portato avanti un percorso solista stratificato, tra produzioni, album, collaborazioni internazionali e progetti legati alla cultura hip hop, al vinile e alla ricerca sonora. Nel 2023 è tornato con gli Articolo 31 al Festival di Sanremo con “Un bel viaggio”, primo inedito del duo dopo circa vent’anni.


Wlady. DJ, producer e autore, Wlady muove i primi passi nella musica nei primi anni Novanta, partecipando a competizioni nazionali per DJ e distinguendosi per la tecnica dello scratch. Fratello minore di DJ Jad, collabora fin dagli esordi con gli Articolo 31, contribuendo con scratch e interventi musicali a diversi album del gruppo e prendendo parte anche all’attività live. Nel corso della sua carriera ha firmato produzioni e collaborazioni che attraversano dance, pop, rap e mainstream. Tra i lavori più rilevanti figurano “Maria Salvador” di J-Ax, brano certificato multiplatino, e “Disco Paradise” di Articolo 31, Fedez e Annalisa, che ha raggiunto numeri di grande rilievo sulle piattaforme e ottenuto importanti certificazioni. Nel 2016 ha ricevuto il Premio alla carriera ai Dance Music Awards.

Shorty Shok. Shorty Shok, nome d’arte di Gabriele D’Asaro, è un artista, autore e produttore musicale italiano. Cresciuto tra rap, pop punk e reggaeton, sviluppa fin da giovane un approccio trasversale alla scrittura e alla produzione. Nel 2009 fonda il duo DoppioStile, progetto autoprodotto che supera il milione di visualizzazioni complessive su YouTube, per poi avviare un percorso solista. È fondatore del Nibiru Studio, attivo dal 2009 nell’hinterland milanese, e negli anni ha collaborato come autore, producer e vocal producer con numerosi artisti della scena italiana, tra cui Vegas Jones, Grido, J-Ax, Gemelli DiVersi e Mondo Marcio. Parallelamente alla produzione musicale, ha firmato sigle e contenuti sonori per brand come McDonald’s e ScuolaZoo.

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