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mercoledì 10 giugno 2026

“Iran Iran”, nuovo brano di STENOX

 

“Iran Iran”, nuovo brano di STENOX, è un progetto artistico che unisce musica e immagini in un’opera intensa e profondamente umana. Composto da un brano musicale e da un cortometraggio della durata di otto minuti, il lavoro nasce dall’esperienza diretta di un viaggio e si configura come una dichiarazione d’affetto verso il popolo iraniano.

Lontano da ogni intento di denuncia politica, “Iran Iran” vuole restituire voce a una società troppo spesso raccontata esclusivamente attraverso la lente della cronaca e delle tensioni internazionali. L’opera mette al centro le persone incontrate lungo il percorso, evidenziandone la generosità, l’ospitalità e il desiderio sincero di instaurare relazioni autentiche, facendo emergere la loro umanità nonostante il peso della repressione quotidiana.

Concepito prima dell’attuale conflitto che coinvolge la regione, il progetto assume oggi un significato ancora più profondo. Ricorda come l’identità di un popolo e la ricchezza della sua cultura non possano essere ridotte alle dinamiche geopolitiche che ne segnano il presente.

Il cuore visivo del cortometraggio prende forma da una serie di fotografie realizzate nei mercati di Isfahan. Tra le immagini emergono i manichini delle vetrine, percepiti dall’autore come presenze inattese, quasi portatrici di una voce silenziosa. Attraverso questi frammenti di corpi inanimati, il film indaga il rapporto tra ciò che viene imposto e ciò che continua a resistere, mostrando come anche ciò che appare immobile possa custodire una potente traccia di umanità.

Dal punto di vista musicale, “Iran Iran” nasce da un arpeggio di chitarra composto da Beppe Piol e si sviluppa come un racconto intimo e contemplativo. La voce accompagna l’ascoltatore senza fretta, lasciando emergere impressioni e ricordi sedimentati nel tempo. Nel finale, un delicato intervento di sintetizzatori amplia ulteriormente l’orizzonte emotivo della composizione, accompagnando il viaggio verso una dimensione più universale.

La vera destinazione del percorso narrato da “Iran Iran” non è un luogo geografico, ma un’esperienza umana. Il titolo custodisce il ricordo di una parola persiana ricevuta in dono, simbolo di un incontro che ha lasciato un segno profondo. Il brano e il cortometraggio diventano così un omaggio alle persone che, attraverso la loro presenza, trasformano il viaggio in memoria e la memoria in racconto.

“Iran Iran” è un invito a guardare oltre gli stereotipi, a riconoscere la complessità e la bellezza di una cultura millenaria e, soprattutto, a ricordare che dietro ogni Paese esistono volti, storie e relazioni capaci di parlare un linguaggio universale.

Stefano Curto, in arte Stenox, è un autore sonoro e materico la cui ricerca artistica si sviluppa attraverso un linguaggio multidisciplinare che intreccia musica, cinema, arti visive, installazione, scultura e pratica di ricerca sul campo. Al centro del suo lavoro si trovano il viaggio, l’ascolto e la trasformazione come strumenti di indagine e creazione.

L’esperienza diretta di lunghi percorsi attraverso Europa, Asia, Medio Oriente e Africa rappresenta la principale fonte di ispirazione e materia viva della sua produzione. Da questi attraversamenti nascono opere che fondono dimensione sensibile e sperimentazione, oggi presenti in importanti collezioni private e istituzionali.

Nel suo percorso artistico, Stenox è parte del macro-progetto “Aframe”, dedicato alla relazione tra essere umano e natura. Tra i suoi lavori figurano inoltre “L’Om”, presentato all’India Art Fair presso l’Ambasciata Italiana a Nuova Delhi, e il cortometraggio “Honkey Donkey”, realizzato in India in collaborazione con l’artista Nitin Chauhan.

Il suo lavoro continua a evolversi attraverso nuove progettualità e collaborazioni internazionali. Il 9 ottobre 2026 presenterà alla Biennale Musica di Venezia “SONA”, un progetto sviluppato insieme a Sebastian Meyer e dedicato al tema dell’acqua e dell’ascolto profondo.

Attualmente Stefano Curto vive e lavora tra Venezia, le colline del Prosecco e i numerosi luoghi che continua ad attraversare, traducendo le esperienze vissute in opere sonore e visive che indagano la relazione tra spazio, memoria e percezione.

ASCOLTA “IRAN, IRAN”!

https://orcd.co/stenox-iraniran

“Un giorno qualunque” è il nuovo brano di Sargassi

“Un giorno qualunque” è il nuovo brano di Sargassi, un’esplosione di rock lucido e nervoso che trasforma la routine quotidiana in un vero e proprio campo di battaglia emotivo.

Il singolo racconta il risveglio di un’anima disillusa, intrappolata tra sogni rincorsi senza una direzione precisa e gesti ripetuti che sembrano non portare da nessuna parte. Tra ironia e amarezza, il brano indaga la difficoltà di continuare a credere in sé stessi quando anche le certezze più profonde iniziano a vacillare.

Le immagini evocate dal testo sono concrete e spietate — il frigo vuoto, le cinque del mattino, le illusioni che cambiano forma — ma si trasformano in simboli universali di smarrimento, resistenza e fragilità contemporanea.

Sotto la superficie resta però una tensione vitale: la volontà ostinata di ricominciare, anche ripercorrendo gli stessi errori. Tra chitarre elettriche e un’energia trattenuta pronta a esplodere, “Un giorno qualunque” diventa così un inno imperfetto alla sopravvivenza quotidiana.

Sargassi è il progetto musicale del cantautore umbro Gabriele Martelloni e nasce nel 2020, con il lavoro al Bonsai Studio di Orvieto per registrare il disco d’esordio “Circolo Polare Catartico”, uscito nel maggio 2021.

Nel 2021, la partecipazione alla finale regionale di Sanremo Rock e al premio Tenco nella categoria miglior disco d’esordio.

Nel 2022 l’inizio della collaborazione con il management Sorry Mom! A settembre del 2022, la finale nazionale di Sanremo Rock all’Ariston con il brano Vita di Prova. All’inizio del 2023, Sargassi diventa anche un fumetto, realizzato da Gabriele Martelloni, che ha per protagonisti un’anguilla e una band.

Nel giugno 2024, l’inizio delle registrazioni al Bonsai Studio del secondo album. A marzo 2025, l’uscita del singolo “Arsenali”. A luglio, è la volta di “Colpa dei Cure”, mentre il disco “Va’ dove t’importa, cuore” esce il 30 gennaio 2026 per Be Next Music con distribuzione Universal e ufficio stampa e management di Sorry Mom!.

ASCOLTA “UN GIORNO QUALUNQUE”!

https://benext.lnk.to/vadove

 

“Living for Tonight” è il disco d’esordio dei Rykën

 

“Living for Tonight” è il disco d’esordio dei Rykën, un lavoro che raccoglie brani scritti nell’arco di diversi anni e che fotografa la crescita della band dalle prime idee fino alla formazione definitiva.

Alcune tracce, come “Soul Catcher” e “Rebel”, risalgono ai primi passi del progetto nel 2022 e sono rimaste in attesa del contesto giusto per prendere forma. Con il consolidamento della line-up nel 2024, il gruppo ha trovato la propria direzione artistica e ha completato il materiale che oggi compone l’album.

Il disco affronta temi diversi: ribellione, identità, paura, emarginazione, desiderio di evasione e crisi personali. Accanto a racconti ispirati all’immaginario fantastico e oscuro convivono storie legate alla vita quotidiana, alla solitudine e alla ricerca di una via d’uscita dalle proprie condizioni.

Dal punto di vista musicale, “Living for Tonight” affonda le radici nella tradizione della NWOBHM, con riferimenti evidenti alle grandi band che hanno definito il genere. In alcuni episodi emergono anche influenze glam metal, soprattutto nell’approccio narrativo e nell’attitudine di brani come “City Streets” e “Rebel”. Il risultato è un album costruito attorno all’energia dell’heavy metal classico, alimentato dal desiderio di suonare insieme e condividere quella dimensione collettiva che da sempre appartiene al genere.

TRACKLIST

Heaven Gates

Introduzione strumentale dell’album, costruita attraverso sovraincisioni di chitarra che aprono le porte all’universo narrativo del disco.

Negated (Fallen from Heaven)

Il brano ripercorre il mito della caduta di Lucifero e della nascita del regno degli inferi. Un racconto ispirato alla tradizione religiosa e mitologica che trova nel linguaggio dell’heavy metal una naturale collocazione.

Living for Tonight

La title track racconta quelle ore in cui chi vive ai margini della quotidianità può finalmente liberarsi delle costrizioni che lo accompagnano durante il giorno. La notte diventa uno spazio in cui reinventarsi e cercare una diversa prospettiva.

Rebel

Protagonista del brano è un giovane deciso a sottrarsi alle aspettative imposte dall’ambiente che lo circonda. La scelta di seguire la propria strada e ignorare il giudizio degli altri diventa il motore dell’intera canzone.

Soul Catcher

Tra paralisi del sonno, paure infantili e presenze inquietanti, il brano esplora quel territorio indefinito che separa il sonno dalla veglia. Un racconto costruito attorno all’immagine di un’entità che si nutre delle anime e delle paure più profonde.

City Streets

Il lato più vicino al glam metal dell’album emerge in questo brano ambientato nelle strade di un quartiere difficile. La vita notturna, il senso di appartenenza e le regole imposte dall’ambiente definiscono il percorso dei suoi protagonisti.

Somewhere in the Dark

Uno dei temi più classici del disco: la fuga dopo una rapina in banca. La canzone segue la corsa dei protagonisti mentre cercano di lasciarsi alle spalle le conseguenze delle proprie azioni.

Late at Night

Un uomo di mezza età si confronta con il fallimento delle proprie aspettative. Rimasto solo dopo la perdita degli affetti e delle certezze costruite negli anni, trascorre notti insonni interrogandosi sugli errori commessi e sul significato delle proprie scelte.

Tickets to Hell

Brano interamente strumentale, nato inizialmente con un testo e successivamente trasformato. La musica descrive una visione apocalittica che attraversa distruzione, violenza e rassegnazione, fino all’accettazione di un destino ormai inevitabile.

Rykën

Brano conclusivo e omonimo, racchiude lo spirito della band attraverso un concentrato di energia, entusiasmo e passione per l’heavy metal.

I Rykën nascono nelle Marche nel 2024 dall’incontro tra Lorenzo Sgariglia (batteria), Diego Minnucci (basso), Alessandro Tofoni (chitarra solista), Daniele Pignotti (chitarra ritmica) e Veronica Carlini (voce). Fin dai primi mesi di attività il gruppo lavora alla realizzazione di materiale originale, culminato nell’album di debutto “Living for Tonight”, presentato anche attraverso una serie di concerti che hanno contribuito a far conoscere la band nel territorio.

Ispirati dalla tradizione della New Wave of British Heavy Metal e da gruppi come Iron Maiden e Judas Priest, i Rykën sviluppano un linguaggio che combina elementi classici e una sensibilità contemporanea. Dal 2025 collaborano con Sorry Mom!, realtà che accompagna il percorso di crescita e promozione del progetto.

ASCOLTA “LIVING FOR TONIGHT”!

https://orcd.co/ryken-livingfortonightalbum

lunedì 8 giugno 2026

ANOMALIA è il nuovo singolo di LAPARTEINTOLLERANTE

 

ANOMALIA è il nuovo singolo dell’eclettico duo romano LAPARTEINTOLLERANTE, un brano che si configura come una preghiera distorta, un’invocazione rivolta a qualcosa che non ha nome né forma: un’entità indefinita, un errore nel sistema, forse l’unica possibilità di interrompere un ciclo che sembra inevitabile.

Nel ritornello, il bisogno diventa esplicito: fermare il mondo, spezzare la continuità di un meccanismo che obbliga a recitare per esistere. Il protagonista non finge per scelta, ma per sopravvivenza, fino a rimanere intrappolato nella propria costruzione, in una realtà dove identità e rappresentazione finiscono per confondersi.

La città diventa il teatro di questa alienazione: un loop senza colpi di scena, dove il vero orrore non è l’imprevisto, ma la ripetizione. Il grido “per questa città io non ho rispetto” rappresenta il rifiuto di un sistema che normalizza la finzione, trasforma ogni esperienza in performance e sacrifica persone e ambiente in nome del profitto.

In questo scenario, la preghiera all’anomalia assume il valore di un desiderio radicale: che qualcosa rompa l’equilibrio apparente, che la realtà si inceppi, che il mondo si fermi davvero per lasciare spazio a ciò che è stato soffocato.

Dal punto di vista musicale, ANOMALIA traduce questa tensione in una corsa rock serrata, febbrile e contagiosa. L’energia del brano è diretta e ruvida, attraversata da un’attitudine irriverente che ne amplifica la forza espressiva. I cori, cifra distintiva di LAPARTEINTOLLERANTE, trasformano la voce individuale in un grido collettivo, rendendo il brano un’esperienza tanto personale quanto condivisa.

Tra tensione e liberazione, tra umanità e straniamento, ANOMALIA è un pezzo che vive di contrasti e che racconta il disagio contemporaneo con un linguaggio immediato, potente e autentico, confermando ancora una volta la capacità di LAPARTEINTOLLERANTE di coniugare energia sonora e profondità di contenuto.

LAPARTEINTOLLERANTE (LPI) è un duo rock italiano composto da Agostino Mattei Cecere (voce, chitarra) e Leonardo Carfora (polistrumentista, voce).

La loro energia travolgente li ha portati a essere scelti da importanti organizzazioni che operano sul territorio nazionale, tra cui GREENPEACE, FRIDAYS FOR FUTURE, EXTINCTION REBELLION ed EMERGENCY, con le quali si sono esibiti in occasione di cortei e manifestazioni di rilievo, come gli Scioperi Globali per il Clima 2025 e 2026.

Il duo è stato intervistato dalla RAI in occasione del Festival di Sanremo 2025 e 2026 e ha aperto il concerto di Vasco Rossi alla Visarno Arena di Firenze il 6 giugno 2025.

LAPARTEINTOLLERANTE trasforma la propria musica in un grido generazionale, portato sul palco attraverso un sound crudo, viscerale e immediato. Il progetto nasce da una forte urgenza espressiva e dalla volontà di affrontare temi sociali centrali, come l’ambientalismo e i diritti civili e sociali.

Con i singoli “ADESSO”, “TRAGEDIA POP” e “DISOBBEDIENZA”, LPI si distingue nell’attuale scena pop-rock italiana per una cifra stilistica riconoscibile e una forte identità artistica, confermandosi come una delle realtà emergenti più interessanti e in crescita anche a livello internazionale.

ASCOLTA “ANOMALIA”!

https://benext.lnk.to/anomalia

LATITUDINE 45 – “PARLA PARLA” è il nuovo singolo

“Parla Parla” è il nuovo singolo dei Latitudine 45, un brano che racconta con ironia e lucidità la difficoltà di godersi un momento di pausa senza essere continuamente interrotti dal caos della quotidianità.

Il pezzo prende vita attorno a una scena semplice e universale: una birra al bar che diventa rapidamente il punto di incontro (e scontro) tra nostalgia, conversazioni inattese e presenze improvvise. Tra “bei tempi andati” evocati dai nostalgici e amici che riemergono dal passato, la quiete si dissolve lasciando spazio a un flusso continuo di stimoli e distrazioni.

Dal punto di vista sonoro, “Parla Parla” si muove tra due registri complementari: una prima parte caratterizzata da chitarra e basso in equilibrio quasi all’unisono, dal suono fresco e rilassato, che progressivamente si apre a un rock più pungente e nervoso, in cui riaffiorano pensieri legati a impegni, responsabilità e incombenze quotidiane.

Il brano riflette così una serata qualunque vista attraverso lo sguardo di chi cerca evasione dal lavoro, dalle spese e da una routine sempre più soffocante.Le voci si sovrappongono, la percezione si frammenta e il bisogno di leggerezza si scontra con una realtà che continua a inseguire il protagonista.

Tra ironia e disillusione, “Parla Parla” restituisce un ritratto autentico della contemporaneità, trasformando un momento ordinario in una fotografia lucida del senso di alienazione moderna.

Il progetto LTD45 nasce da un incontro quasi casuale durante una festa di compleanno, dall’intuizione di Andreino che riunisce Dj Ego e Bulby, dando vita a una nuova direzione musicale. Da questo primo nucleo prende forma un sound originale che fonde hard rock, reggae, dub e hip hop, caratterizzato da forte impatto sonoro e grande libertà espressiva. Dopo un periodo di ricerca e selezione, la formazione si completa con l’ingresso di Phobia alla voce e Dj Raiz alle scratch, elementi che contribuiscono a definire l’identità della band.

Con il tempo, la band affronta alcuni cambi di formazione: Dj Ego prosegue anche il suo percorso solista, continuando però a partecipare attivamente al progetto con idee e contributi creativi, mentre la chitarra solista passa nelle mani di Marco, che porta con sé esperienza, nuove idee e una forte personalità musicale, rafforzando ulteriormente il sound del gruppo.

Attraverso prove, sperimentazioni e un primo demo, i Latitudine 45 iniziano a farsi conoscere come una realtà in crescita nella scena. Nonostante le evoluzioni, il gruppo mantiene coesione, energia e una forte attitudine live, evolvendosi senza perdere la propria identità. Oggi i Latitudine 45 stanno lavorando a un nuovo disco previsto per il 2026, con l’obiettivo di rinnovare e spingere ancora più in là il proprio sound, mantenendo intatta l’energia che li contraddistingue fin dagli inizi.

ASCOLTA “PARLA PARLA”!

https://benext.lnk.to/parlaparla

 

PIANO 9 – è uscito “Elettrodi per cuori spenti”

Nel nuovo album Elettrodi per cuori spenti, i PIANO 9 raccontano storie che nascono talvolta dall’esperienza diretta, altre volte da sogni, immagini, suggestioni cinematografiche, fatti di cronaca o riflessioni sul sociale e sul mondo che ci circonda.

Ogni brano custodisce al proprio interno un “cuore spento”, immobile come la batteria scarica di un’automobile in panne. L’elettrodo diventa allora lo strumento che, come una scintilla, restituisce a quel cuore la possibilità di ripartire. Verso dove, nessuno può saperlo. Una ripartenza che non sempre conduce a un esito positivo e che non sempre rappresenta un bene.

A volte ciò che riaccende il cuore è la semplice consapevolezza del proprio dolore; altre volte è una reazione, un impulso a rialzarsi. In altri casi, si riparte con la rabbia come compagna di viaggio e valvola di sfogo.

Amore, odio, introspezione, rassegnazione, le storie degli ultimi e la forza del sogno: sono questi gli elementi che i PIANO 9 hanno intrecciato per dare vita a Elettrodi per cuori spenti. Un album fatto di suoni ruvidi e abrasivi che si alternano a momenti più fluttuanti e delicati; passaggi brutali lasciano spazio a urla di disperazione e a improvvise tregue di apparente calma.

Un disco che, già nelle sue sonorità, profondamente radicate nell’alternative rock e nel grunge, porta con sé un forte senso di disagio, rabbia e frustrazione nei confronti di un mondo che, giorno dopo giorno, sembra scavarsi la fossa con le proprie mani.

TRACKLIST

BSD: ispirata più al Dracula di Coppola che al romanzo di Bram Stoker, è un viaggio nelle disperazioni e nei tormenti del cuore, di un amore impossibile, perduto e maledetto, una riflessione sul diverso, sul mostruoso, sull’ipocrisia e l’intolleranza del senso comune dei cosiddetti “normali”.

Oblomov: Oblomov, ispirato al classico di Gončarov, racconta una vita di procrastinazione, di auto-sabotaggio e disconnessione dalla realtà. Non è solo indolenza, ma anche astio verso un mondo fatto di scadenze, impegni, responsabilità verso gli altri e verso se stessi. L’oblomovismo è ciò che ne scaturisce: una sorta di ozio dello spirito, una inerzia cosciente eppure dolorosa, l’incapacità di muovere quel passo che porterebbe nella direzione giusta (forse), per indolenza, per paura, per fastidio, per non essere parte di una realtà scandita da ritmi frenetici e burocrazie claustrofobiche che coinvolgono società e sentimenti.

Tossicomania: brano dalle sonorità care al grunge e all’alternative rock con tappeti sonori inizialmente onirici, preludio di una esplosione disperata e rabbiosa. È una canzone che esplora i lati oscuri e imperscrutabili dell’animo umano, che affronta in maniera consapevole la sofferenza, poiché la dipendenza di cui si parla, sia essa legata a una relazione, una sostanza, o a uno stato del proprio essere, ci blocca, incapaci di reagire pur coscienti di cosa sarebbe giusto fare, pur avendo la soluzione a pochi passi da noi.

Anarcolettica: pezzo che catapulta l’ascoltatore in un viaggio contrastante tra la realtà vissuta e quella immaginata, tra un mondo pieno di bruttezze e ingiustizie ed uno ideale, dove tutto ciò che si desidera, può succedere, magicamente. Anarcolettica è uno sconfinamento onirico e anarchico per chi non riesce a trovare il proprio posto nello schifo del reale. Una riflessione su sogno e libertà, sempre più spesso frustrati e mortificati, ancor prima di spiccare il volo.

Canile: è un brano che urla tutta la sua rabbia per la dignità degli ultimi, per chi, pur avendo sbagliato, non avrà possibilità di redenzione, osteggiato da un sistema che brutalizza e non aiuta. Il pezzo analizza e riflette sulle aberrazioni dell’istituzione carceraria, vista non come possibilità di riscatto, di cambiamento e reinserimento nella collettività, bensì come svilimento, brutalizzazione e disprezzo della vita umana. Il parallelo tra il penitenziario e il canile è rappresentato proprio dallo stato di abbandono che molti detenuti vivono, senza speranza, senza futuro, senza più un mondo pronto ad accoglierli ancora.

Interno noia: giocando e parafrasando il termine tecnico legato al cinema (interno giorno/notte), Interno noia, è una sceneggiatura introspettiva, una sorta di autoanalisi che trova nella noia per la vita e per il reale una costante, il soggetto è vulnerabile, insensibile agli stimoli esterni eppure qualcuno o qualcosa potrà salvarlo. Supportata da un impianto sonoro che cambia intensità e dinamiche, Interno Noia è l’invito a mettersi a nudo e ad analizzarsi, cercando in una coltre di nebbia fatta di dubbi, insicurezze e paure, una scintilla per ricominciare.

M: ispirata al capolavoro omonimo di Fritz Lang, M racconta le ambivalenze e le soggettività multiple in conflitto, che albergano nel protagonista del film, Hans Beckert terribile serial killer di bambine eppure uomo mite e rispettabile nella vita di tutti i giorni, La tentazione irresistibile, il desiderio di uccidere, ma allo stesso tempo la consapevolezza dell’orrore delle proprie azioni, costruiscono un’impalcatura tenuta in piedi da suoni oscillanti, quasi dolci, ad altri assai più brutali, a segnare ancora una volta le ambiguità e le conflittualità nella mente di un serial killer.

Cinghie: la vera storia di George Stinney Jr. messa in musica. Le sofferenze atroci patite dal più giovane condannato a morte nel Novecento negli Stati Uniti. La pena alla sedia elettrica di un ragazzino afroamericano innocente, messo alla gogna negli anni’40 per il duplice omicidio di due bambine, giudicato in un solo giorno da una giuria composta interamente da bianchi. Una vicenda intrisa di razzismo e suprematismo bianco, una ingiustizia che ha fatto i conti con la verità, solo 70 anni dopo. Stupore, paura, suoni taglienti e urla disperate, gli ingredienti di un brano che invita a fare i conti con chi, ancora oggi, comanda il mondo a danno degli ultimi e dei più deboli.

I PIANO 9 nascono nel 2011 a Roma, e sono attivi sulla scena alternative grunge italiana da tempo, il nome della band prende spunto dal film di Ed Wood intitolato “Plan 9 From Outer Space”, considerato dalla critica, il peggiore di tutti i tempi.

Dopo diversi live nella capitale esordiscono discograficamente nel 2019 con “Overboooking”, disco che è una voce nel silenzio di un mondo che spesso ignora chi si mette di traverso.

Nel 2025, dopo un cambio di formazione, la band si ritrova in studio con nuovo materiale ma soprattutto, con un approccio più maturo e consapevole che li porta verso suoni e riflessioni diverse rispetto al passato, con uno sguardo attento verso sé stessi e verso il mondo in cui viviamo.

Con la guida di Valerio Fisik in fase di registrazione, mix e mastering, i nuovi brani rispecchiano in maniera fedele atmosfere acide, torbide, ma allo stesso tempo dense di melodie che scuotono l’animo umano, pervadendolo di una sensazione di disagio fascinoso, in cui testi e suoni si fondono.

Cinque musicisti uniti dalla passione per sonorità e concept oscillanti tra disadattamento, introspezione e impegno, cinque sensibilità diverse eppure convergenti in un fuoco che brucia e si alimenta ogni giorno di più.

Nel 2026, la band ha dato alla luce un nuovo album intitolato “Elettrodi per cuori spenti”, lavoro che è un manifesto di intenzioni, suoni graffianti, urla ed esistenziale disagio, in perfetto stile PIANO 9.

ASCOLTA “ELETTRODI PER CUORI SPENTI”!

https://benext.lnk.to/elettrodi

 

domenica 7 giugno 2026

“Drugs & Death”, il nuovo singolo dei The Roowens

 

“Drugs & Death”, il nuovo singolo dei The Roowens, è un brano intenso e carico di emozione che affronta il tema della sofferenza familiare di fronte alla dipendenza e alla perdita di sé.

La canzone racconta le vicissitudini di una famiglia costretta a confrontarsi con il male e il dolore, attraverso lo sguardo di un padre che assiste impotente allo smarrimento del proprio figlio nel più oscuro dei labirinti. Un racconto diretto e autentico, privo di giudizi o prese di posizione, che lascia spazio alla complessità delle esperienze umane e alla difficile ricerca di una via d’uscita.

Da questa lotta per riconquistare la propria vita nasce indirettamente “Drugs & Death”, un brano caratterizzato da chitarre aperte, un basso potente e un ritornello malinconico che amplifica la carica emotiva del racconto.

Dal punto di vista sonoro, il singolo richiama le atmosfere del rock alternativo californiano, evocando il fascino oscuro e decadente della Los Angeles underground: una città notturna, inquieta e viziosa che fa da sfondo ideale a una storia di dolore, resistenza e speranza.

Con “Drugs & Death”, i The Roowens confermano la loro capacità di trasformare temi profondi e attuali in musica intensa e coinvolgente, capace di colpire l’ascoltatore tanto per la forza del messaggio quanto per l’impatto delle sue sonorità.

I The Roowens, attivi dal 2022, nascono con un forte legame alle sonorità punk rock, che rappresentano la base identitaria del progetto. Nel corso del tempo, la band ha sentito l’esigenza di ampliare il proprio linguaggio musicale, aprendo la propria ricerca a sonorità più mature, curate e sfaccettate.

Anche il songwriting si è evoluto, orientandosi verso un rock diretto e immediato, pensato per un ascolto accessibile ma mai semplificato, mantenendo intatta l’energia delle chitarre distorte e un immaginario ben definito: il sound californiano, la strada e le motociclette, elementi che continuano a rappresentare l’universo estetico e narrativo della band.

ASCOLTA “DRUGS & DEATH”!

https://orcd.co/theroowens-drugsdeath

sabato 6 giugno 2026

Love Ghost – è uscito il singolo “Make Me Stay Tonight” con la collaborazione di Reverie

 

Make Me Stay Tonight è un inno rock nostalgico e rilassato dei nativi di Los Angeles Reverie e Love Ghost. Unendo le atmosfere solari dei Sublime con l'audace sperimentalismo di Jean Dawson questo brano cattura l'essenza dell'evasione giovanile e dello stile cool della West Coast. Con chitarre sognanti, una linea di basso groovy ed una voce ipnotica trasporta gli ascoltatori in un nebbioso pomeriggio estivo dove realtà e fantasia si confondono.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=ZKOO6wsiC8g

Biografia

Le canzoni dei Love Ghost hanno un tocco emo e poetico, affrontando spesso di petto traumi e problemi di salute mentale. Selezionati per Rockpalast (trasmesso in tutta la Germania), si sono esibiti dal vivo in 4 continenti. Si sono esibiti al Warp Tour di Los Angeles con Wiplash nel 2025. In Messico, hanno collaborato con artisti come Wiplash, Adan Cruz, Ritorukai, Blnko e altri. A livello globale hanno collaborato con The Skinner Brothers (Regno Unito), Rico Nasty e un intero album con SKOLD. Hanno ottenuto il plauso di riviste prestigiose come Rolling Stone (oltre 10 volte), Sonic Seducer, Playboy, Time-Out Mexico, Clash magazine, Alternative Press e molte altre. Hanno recentemente concluso la tappa europea del loro tour da head-liner per supportare l'album "Anarchy and Ashes", esibendosi in Austria, Polonia, Svizzera, Germania e Regno Unito.

venerdì 5 giugno 2026

“Burnout”, il nuovo singolo degli Awake Tomorrow

 

Ci sono giornate che sembrano identiche alla precedente e altre che finiscono senza lasciare traccia.

“Burnout”, il nuovo singolo degli Awake Tomorrow, nasce proprio da quella sensazione di consumo lento, quando la routine smette di essere un’abitudine e diventa una gabbia mentale.

Il brano racconta il momento in cui ci si accorge che qualcosa si è incrinato da tempo. Non c’è un evento preciso, né un responsabile da individuare: c’è soltanto la consapevolezza di un disagio che continua a crescere fino a occupare ogni spazio. Frasi come “I don’t want to be wasted” e “Feel like wanna quit but I can’t, I’m caged in my head” fotografano questa condizione di stallo, appesa tra il desiderio di cambiare e l’incapacità di trovare una via d’uscita immediata.

“Burnout” è una constatazione. Una presa di coscienza del logoramento quotidiano che arriva a una conclusione semplice quanto difficile: accettare la propria condizione è spesso il primo passo per comprenderla davvero. Le sequenze di immagini del videoclip ritraggono l’inizio di un’ordinaria giornata che parte esausta ed esasperata, mentre la band costruisce un alternative metal compatto e nervoso, in cui nell’impatto ritmico e vocale di Korn e Mudvayne si inseriscono interferenze melodiche che guardano agli Alter Bridge. Riff acidi, dinamiche serrate e una struttura vocale che prima accelera nei registri estremi e poi tira il freno a mano nella vulnerabilità, accompagnano le immagini del videoclip. Fino alla fine, in cui un cervello che non si ferma mai, pressato dalla routine, ne subisce le conseguenze.

Formati nel 2023 tra Milano e provincia, gli Awake Tomorrow sono un gruppo di cinque ragazzi, Matteo (voce), Alberto (chitarra solista), Riccardo (Basso, seconda voce e pianista), Davide (batteria) e Samuel (chitarra ritmica) che hanno preso a schiaffi la monotonia a colpi di metal e hard rock. Riff pesanti, sudore in sala prova e un’ironia che li tiene ancora (più o meno) sani, sono gli espedienti che permettono di convogliare caos, frustrazione e giornate storte in un suono tagliente e senza filtri. Sul palco il loro unico obiettivo è di farsi sentire davvero. Non salveranno il mondo, ma di sicuro alzeranno il volume, e magari sveglieranno anche qualcuno lungo la strada.

ASCOLTA “BURNOUT”!

https://orcd.co/awaketomorrow-burnout

giovedì 4 giugno 2026

Gli Eczema tornano con “Metadone”

 

Gli Eczema tornano con “Metadone”, un brano dal forte impatto sonoro e lirico che affonda le radici nel punk rock reinterpretato in chiave postmoderna, cifra stilistica già riconoscibile nella produzione della band.

Attraverso riferimenti a personaggi, luoghi ed eventi, “Metadone” costruisce un immaginario frammentato e contemporaneo, capace di raccontare il disorientamento di un’intera generazione. Sul piano musicale, il pezzo si sviluppa con energia e tensione costante: una batteria dritta e potente accompagna chitarre graffianti e dinamiche serrate, mentre un bridge strumentale più lento e riflessivo interrompe momentaneamente la corsa del brano, amplificandone il contrasto emotivo.

Al centro del testo emerge il senso di disillusione sociale e politica vissuto dai trentenni e quarantenni di oggi, la cosiddetta Generazione Millennial.“Metadone” diventa così il racconto lucido di una resa collettiva, della consapevolezza di promesse mancate e di un futuro immaginato che non si è mai realmente compiuto.

Gli ECZEMA sono un gruppo punk postmoderno italiano formatosi in Sardegna nella prima metà del 2022.

Nel giugno 2023 pubblicano il loro primo singolo, Insulina, seguito da Diarrea nel luglio 2024. Nell’agosto dello stesso anno esce il debut album Diagnosi, un lavoro che mette al centro la corporeità — anche nei suoi aspetti più viscerali — e il tema della malattia come strumento per raccontare le contraddizioni della società contemporanea. Accanto a queste tematiche trovano spazio brani di ispirazione più letteraria, come Sulla spiaggia, influenzato dal romanzo Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami.

Dal punto di vista sonoro, Diagnosi rappresenta la sintesi delle diverse esperienze musicali dei membri della band: il disco attraversa il post punk di Un dio e Pagliaccio, il punk rock classico di Diarrea, fino ad arrivare a incursioni hardcore in Malattia, con influenze hard rock e pop punk.

Il 2 giugno 2025 è uscito il singolo Diagnosi e a maggio 2026 esce Metadone, il nuovo singolo.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=WmgB8Ks1qxk

“Beaten” è il nuovo singolo delle Rougenoire

 

“Beaten” è il nuovo singolo delle Rougenoire, un brano hard rock costruito attorno a quella fase in cui rabbia, frustrazione e lucidità iniziano a scontrarsi tra loro dopo una delusione difficile da assorbire.

Quando il pensiero ossessivo del desiderio di vendetta toglie il sonno, l’impulso di reagire rischia di trasformarsi in qualcosa di corrosivo. Invece di alimentare vendetta o autocommiserazione, “Beaten” sceglie di incanalare il senso di sconfitta nel movimento.

“I feel beaten / But I’ll use it to break all the pain”: non lasciare che il dolore continui a circolare sottopelle, ma usare la delusione come carburante per sbriciolarlo.

La rabbia rimane, ma perde progressivamente il controllo dello stato d’animo: “Rage can’t win the race”, perché l’obiettivo è non lasciarsi definire da un errore o da una ferita.

Dal punto di vista sonoro, “Beaten” recupera l’impatto dell’hard rock anni Ottanta senza diventare un esercizio nostalgico. Se i piedi sono ben piantati nelle radici di Judas Priest, Europe e Warlock, lo sguardo punta a una direzione più contemporanea con arrangiamento e produzione firmati da Michele Luppi.

Un sound compatto e dalle idee chiare, esattamente come l’armatura scintillante che cresce intorno alle cicatrici quando l’antidoto ha sconfitto il veleno.

Le Rougenoire sono una band alternative/hard rock nata a Milano nel 2005. Cinque personalità diverse danno vita a un sound diretto e senza filtri, con l’intenzione di mettere in musica esperienze e tensioni quotidiane.

All’attivo hanno due album: “The Show”, “MILF” e un EP di prossima uscita prodotto da Michele Luppi.

ASCOLTA “BEATEN”!

https://bit.ly/4fJwSe7

NeroFuoco pubblica il nuovo singolo "In Tutti I Sensi (Luglio)"


In Tutti I Sensi (Luglio) “In Tutti I Sensi (Luglio)” è il capitolo più caldo e viscerale del progetto “La Vita In Un Anno”. Pensato per il mese più intenso dell’estate, il brano racconta la passione allo stato puro: quella che nasce quando due persone sanno di dover restare lontane, ma non riescono a farlo. 

Prima gli sguardi, poi il contatto, fino a lasciarsi trascinare in qualcosa che sfugge al controllo. 
È un racconto di attrazione inevitabile, di desiderio che supera i limiti e sfocia nel tradimento, in un turbine emotivo e fisico che cresce senza fermarsi. 

“In Tutti I Sensi (Luglio)” è energia, tensione e istinto: un’esplosione di emozioni che vive tra il proibito e l’irrefrenabile. Biografia NeroFuoco è un autore e artista italiano che unisce pop contemporaneo, elettronica emotiva e influenze rock a una scrittura diretta e narrativa, fortemente orientata alla costruzione di un’identità artistica riconoscibile. 

Il suo progetto musicale si sviluppa attorno al concept album “La Vita In Un Anno”: un percorso articolato in dodici brani, uno per ogni mese, che raccontano le diverse fasi della vita attraverso un linguaggio emotivo e cinematografico. Un approccio che fonde storytelling e produzione moderna, con l’obiettivo di creare connessione immediata con l’ascoltatore. 
Il primo singolo, “Tutto Il Resto È Niente (Maggio)”, ha registrato una crescita organica significativa già nel primo mese dalla pubblicazione, superando i 5.000 ascolti su Spotify, entrando in playlist e radio algoritmiche della piattaforma e sviluppando un pubblico internazionale, con particolare riscontro negli Stati Uniti e nel Nord Europa. 

Il brano ha inoltre ottenuto passaggi radio e visibilità su circuiti come Amazon On Air. Il percorso prosegue con il secondo singolo, “In Tutti I Sensi (Luglio)”, un brano che rappresenta una fase più intensa e viscerale del concept, ampliando ulteriormente l’identità artistica del progetto e rafforzandone la coerenza narrativa. 

Il progetto NeroFuoco si posiziona come una realtà emergente con una visione chiara e un potenziale che punta su un equilibrio tra accessibilità Rock e profondità narrativa. 
La sua musica è pensata per trasformare esperienze personali in contenuti universali, mantenendo al centro autenticità, identità e connessione emotiva. 

 Link digital store: https://pmsstudio.lnk.to/intuttiisensi

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