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giovedì 20 settembre 2018

Mihail, il fenomeno electro pop che sta conquistando l'Italia dal vivo a Roma e Milano

Mihail, il fenomeno electro pop che sta conquistando l'Italia dal vivo a Roma e Milano

 

"Who You Are" è il singolo di debutto internazionale di Mihail, considerato uno tra i fenomeni musicali dell'anno. In Italia ha raggiunto il primo posto nelle classifiche Airplay italiane (attualmente e dopo 7 mesi dall'uscita discografica, ancora in top 30), numero 1 nelle classifiche indie italiane, 11° posto nelle classifiche TV italiane, #7 in Shazam Italia con oltre 7,5 milioni di Spotify stream e certificazione disco d'oro FIMI, nell'agosto 2018. Le date italiane sono previste per giovedì 4 ottobre Largo Venue Roma e sabato 6 ottobre Magazzini Generali Milano.

Mihail è un artista eclettico nato in Russia e cresciuto musicalmente in Romania, polistrumentista, autore e produttore di spiccato talento. Con tutto sé stesso si è dedicato alla creazione di varie forme d'arte: dalla musica alla pittura, dalla fotografia al design. Suona il piano e la chitarra da quando aveva sette anni, ed entra presto a far parte di diverse band come cantante e musicista; i suoi riferimenti artistici si collocano tra Radiohead, FKJ e Asaf Avidan. Raggiunge il successo in Romania con la hit "Ma Ucide Ea" (tra i brani più trasmessi in quel Paese nel 2015, con oltre 50 milioni di views), e ora è pronto a conquistare le classifiche globali grazie a "Who You Are" che combina influenze funk, blues, e indie pop, con un messaggio emotivo importante, e un ritornello indelebile dopo il primo ascolto.  Il videoclip della canzone è stato girato in un villaggio fiabesco in Transilvania, Cluj-Napoca, e non è basato su alcun copione; Mihail, infatti, ha preferito lasciarsi ispirare dalla canzone, e dalla bellezza naturale del Lago Tarnita e dei suoi paesaggi, provando a ricordare le lezioni di ballo ricevute da bambino.

Durante il concerto si alternerà con il musicista Dan con strumenti e loop creando sessioni multi strumentali. Oltre un'ora di show per presentare, al di là naturalmente del singolo, anche numerose tracce inedite in un mix di pop, electro e alternative.

Sul palco Mihail (voce, piano, synth, pad) e Dan (chitarra, basso, pad).



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sabato 8 settembre 2018

Max Deste: “Dove finisce il giorno” è su tutti gli stores online


“Dove finisce il giorno”, nuovo singolo del cantautore Max Deste, è su tutti gli stores online. Con tale singolo Max Deste partecipa alle selezioni di Eurovison song contest 2019, singolo che anticipa l’uscita dell’album “Ok Silenzio” il 24 novembre (in prevendita sul suo sito).

Dove finisce il giorno è un invito a vivere il presente con meno disattenzione, in un’epoca nella quale la tecnologia ha preso ormai il sopravvento, tecnologia che tende ad allontanarci da noi stessi e dagli altri.

“Non va certamente condannato il progresso, anzi, ma dovremmo ricordarci costantemente che la tecnologia è un mezzo, e non un fine, che purtroppo crea sempre più dipendenza, alienazione e analfabetismo emozionale. Se vivessimo il quotidiano con meno distrazioni e più presenza mentale nelle cose che facciamo e più consapevolezza nei confronti di tutto ciò che ci ruota attorno, la nostra esistenza risulterebbe certamente più piena, serena e amorevole”, secondo l’artista.

La canzone inizia con piano poi seguito da arpeggiatori. Poi abbiamo sonorità dance a tratti industrial e ancora arpeggiatori. Il tutto spesso assume un sapore dream pop. Come non notare il ritornello molto orecchiabile che rappresenta il fulcro della canzone.

giovedì 6 settembre 2018

Zic in radio da Venerdi 7 Settembre con il nuovo singolo “Stavo apparecchiando”


Nuovo singolo per Lorenzo Ciolini, in arte Zic, cantautore classe '97, rivelazione nell'ultima edizione di Amici di Maria De Filippi, che dopo i brani "Capodanno", "Il fantasma del Sabato sera" e "Ti ho cercato", ci presenta "Stavo apparecchiando", già disponibile nei digital store. Prodotto da Zic e Pio Stefanini per l’etichetta Platinum Studio, su licenza Sony Music Italy, il nuovo singolo fa parte di un percorso iniziato a Marzo del 2016, che lo ha portato nel giro di poco tempo a farsi conoscere ed apprezzare dal grande pubblico. Quest' Estate in tour in molte piazza d'Italia e nei principali Centri Commerciali. Un pezzo spontaneo, scritto tutto d’un fiato senza farsi domande."Il titolo la dice lunga, molti accennano a un sorriso quando capiscono che non si tratta di uno scherzo, ma questo è il bello, quel momento è unico proprio perché, come tante cose che facciamo quando siamo in casa da soli, è un po' ridicolo, crediamo di non essere visti da nessuno, non temiamo giudizi e perciò non abbiamo niente da dimostrare. Quando ho scritto questa canzone ero solo a casa mia, stavo apparecchiando la tavola per mangiare una pasta al sugo che mi ero preparato, volevo dimostrare a me stesso che stavo benissimo anche da solo, che non avevo bisogno di nessuno, perciò quale titolo migliore della verità?"

lunedì 27 agosto 2018

IL NUOVO DIRETTORE ARTISTICO DI X FACTOR, SIMONE FERRARI, A GQ: «DOPO TOMMASSINI, UN IMMAGINARIO PIÙ ATTUALE. IL PALCO? UN ANIMALE CHE RESPIRA. GUEST STAR? PIÙ PESO AI CONCORRENTI. SIMBOLO DEL PROGRAMMA? I MÅNESKIN»

IL NUOVO DIRETTORE ARTISTICO DI X FACTOR, SIMONE FERRARI, A GQ: «DOPO TOMMASSINI, UN IMMAGINARIO PIÙ ATTUALE.

IL PALCO? UN ANIMALE CHE RESPIRA.

GUEST STAR? PIÙ PESO AI CONCORRENTI.

SIMBOLO DEL PROGRAMMA? I MÅNESKIN»

 

Milano, 27 agosto 2018 - «Luca Tommassini ha portato un linguaggio internazionale nella tv italiana, una capacità che hanno davvero in pochissimi. Lo stimo molto per questo. Oltre ad avere una grandissima esperienza, i suoi punti di riferimento sono tutt'altro che scontati, anche se non abbiamo gli stessi gusti: lui ha caratterizzato X Factor con un mondo che gli appartiene molto, riconducibile al pop degli Anni 90 e dei primi Duemila, che lui stesso ha contribuito a creare. Io cerco un immaginario più attuale».

 

Aspettatevi insomma un X Factor diverso da Simone Ferrari, nuovo direttore artistico dopo dieci anni di era Tommassini. 31 anni, Head of Creative Department e direttore creativo di Balich Worldwide Shows, più giovane regista della storia a vantare la realizzazione di una cerimonia olimpica (ad Ashgabat, Turkmenistan, per i Giochi d'Asia), nel numero di settembre di GQ, in edicola, racconta il futuro del programma alla vigilia del debutto televisivo (le selezioni su Sky Uno il 6 settembre, i live dal 25 ottobre).

 

A partire dal palco, che cambierà: «Moltissimo, ma tutto avverrà in modo graduale. Soprattutto all'inizio, il programma deve essere subito riconoscibile per non disorientare il pubblico. Dopodiché il palco evolverà, non rimarrà insomma identico a sé stesso dalla prima alla settima puntata. E potrà anche trasformarsi davanti ai nostri occhi, durante le performance. Me lo immagino come un animale che respira».

 

Al centro di tutto, spiega Simone Ferrari a GQ, ci saranno i concorrenti. «Vorrei iniziare la dodicesima edizione con una specie di dichiarazione: X Factor è lo show più figo della televisione. Sarà un'apertura in cui la musica avrà il ruolo di protagonista, anche fisicamente. Guest star? Vedremo. In realtà mi piacerebbe dare molto peso ai concorrenti. Vorrei che i primi minuti fossero dedicati a loro mentre prendono possesso del palco». Con Alessandro Cattelan «fulcro dei momenti-chiave, compreso questo della rivelazione del palco, durante la prima puntata».

 

A proposito di giudici, Ferrari dice che «c'è un prima e un dopo Morgan, nel bene e nel male». Considera i Måneskin i concorrenti-simbolo di X Factor: «Hanno portato la cazzimma. La narrazione prevede che i protagonisti non siano consapevoli del proprio talento, ma che lo scoprano via via. Loro, invece, sono stati strafottenti fin da subito. Rappresentano un nuovo corso del talent, e un nuovo modo di vivere il palco. Marco Mengoni ha avuto il racconto opposto: uno che balbettava fuori scena per poi dimostrare di avere, durante le esibizioni, un talento cristallino che molto probabilmente non si sarebbe manifestato così bene attraverso un percorso diverso».

 

E ammette che la sua poltrona «scotta. Tommassini ha fatto X Factor per dieci anni, mentre in Inghilterra il direttore artistico cambia ogni due o tre, quindi il talent si è evoluto con lui, e viceversa. Conto di non tradire il pubblico di Sky stravolgendo ciò a cui è abituato, ma ovviamente risponderò alla mia visione personale. E comunque, non ci sarà alcuna competizione con Luca: alla fine, sarò io stesso a giudicare il mio lavoro».

 

 

Edizioni Condé Nast

Edizioni Condé Nast Spa, proprietà di Condé Nast International, è in Italia l'azienda leader nel settore dei prodotti editoriali di alta qualità. La casa editrice pubblica 9 periodici: Vanity Fair, Vogue Italia, Glamour, GQ, Wired, AD.Architectural Digest, Condé Nast Traveller, La Cucina Italiana, Accessory_VogueVanity.  




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23.7: la “violence wave” del giovanissimo collettivo. Il nuovo video.




Esce oggi il video di "Brucomela", il nuovo singolo dei 23.7, giovanissimo collettivo leccese formato da Welo, Symon e Ankhay. La pubblicazione, in questo ultimo anno, dei primi due singoli, "Baby Plug" e "Fight" (in esclusiva per STO Magazine), e di altri due brani extra, ha attirato presto le attenzioni dei media e dell'ambiente urban per l'originalità, l'impatto estetico e l'urgenza del progetto: tratti distintivi di uno stile che i tre definiscono "violence wave".  

I 23.7 ora si rifanno avanti con questo terzo singolo e un video, diretto da Mattia Rubino e Giorgio Gabe, che conferma e rilancia tutto quanto dimostrato finora. La produzione musicale del brano è di Ankhay. 


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sabato 25 agosto 2018

Online il nuovo videoclip di Linda d “Bye bye”




Ideato dal regista Alfonso Alfieri, ispirato dal brano scritto da Enzo Rossi, poi remixato da Devote Production, infine il testo adeguato da Linda d per il ritornello del Remake, il video, che parla un amore confuso, quasi impossibile per mille ragioni, narra di un viaggio alla ricerca della libertà da tutto ciò che è opprimente, gente nuova, sorrisi, in posti lontani per una vacanza senza fine. Linda, con uno zaino come unico bagaglio, e qualche ricordo da conservare, lascia dietro di sé ciò che non vuole più incontrare. 

Il destino vuole che lungo il suo cammino incontri due sue amiche, anche loro motivate da storie simili e si mettono in viaggio sulla loro auto decappottabile in cerca di allegria. 
Girato nel litorale di Spineta, Baia dei Delfini, Battipaglia, nella costa tirrenica, ospitati 
in un bellissimo resort sul mare, con l’intero staff piacevolmente coinvolto in questo grande progetto.

“Maio” - L’amore in tempo di crisi


Enrico “Maio” Maiorca pubblica il suo primo album da solista: L’amore in tempo di crisi. Front man e cantante della band Il Vile, Maio si mette a nudo nella sua ultima fatica. Il cantante piemontese si separa momentaneamente dal suo gruppo, per poter esprimere un’interiorità che da troppo preme per emergere. L’amore in tempo di crisi è un album introspettivo, quasi intimo, in cui Maio racconta se stesso e alcuni frammenti della sua vita.

Nelle otto tracce dell’album, Maio ripercorre un sentiero all’interno del suo mondo personale e privato, mettendosi spesso a nudo. I testi delle canzoni sono nati dall’esigenza di raccontare e immortalare una determinata fase di vita. Grazie a questo lavoro, perpetuato negli anni, Enrico Maiorca ha potuto ripercorrere le tappe fondamentali della sua vita, per poi donarle e narrarle al suo pubblico. Le sonorità, che accompagnano parole tanto caratteristiche, sono malinconiche e a tratti cupe. Ispirate da artisti come Nick Cave, Tom Waits e Mark Lanegan, le melodie dell’album non potevano essere altrimenti. A queste influenze, il duo Maio-Mick ha aggiunto sfumature garage-punk, creando armonie decisamente innovative.

“Questo disco è una raccolta di canzoni rimaste nel cassetto per anni”, commenta Maio. “Ognuna di esse fotografa un preciso momento della mia vita, frammenti che necessitavano di un lavoro di rifinitura per essere terminati e pubblicati. Tenuto conto che le canzoni risalgono a epoche differenti, è stato opportuno scegliere quelle che potevano essere ricondotte ad un medesimo filone musicale”. Così L’amore in tempo di crisi ha avuto genesi, grazie anche all’aiuto di Michele “Mick” Anelli.

Il chitarrista ha aiutato Maio a scremare, rifinire e delineare le canzoni che ora compongono le tracce dell’album. Revisionate dal punto di vista musicale, ma anche testuale, l’inedita coppia artistica ha perfezionato tutte le canzoni di L’amore in tempo di crisi.

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