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mercoledì 27 maggio 2026

I Pimples Marmalade tornano con “Balordo (The Wild Rover)”

 

Con “Balordo (The Wild Rover)”, i Pimples Marmalade proseguono la loro incursione nella lingua italiana reinterpretando in chiave originale un grande classico della tradizione musicale irlandese.

Il brano non si propone come una traduzione letterale, ma come una vera e propria riscrittura contemporanea, capace di mantenere intatto il nucleo emotivo e l’andamento incalzante e corale dell’originale. Con la loro inconfondibile ironia, i Pimples Marmalade spostano il vagabondo irlandese nei contesti quotidiani dei baretti italiani, dove la promessa di redenzione si scontra con un più familiare e disilluso spirito “da domani”.

Il risultato è un equilibrio tra energia collettiva e leggerezza narrativa, in cui il ritornello si trasforma in un momento corale pensato per essere cantato insieme, quasi come se il pubblico condividesse la stessa natura errante e imperfetta del protagonista.

Già testato dal vivo in due concerti di apertura ai The Rumjacks, “Balordo (The Wild Rover)” si presenta come un brano capace di coinvolgere e travolgere il pubblico, trasformando ogni esibizione in un coro collettivo.

“Che la vita è breve, troppo breve perciò,
non farò più il balordo, prometto, però…”

Formati nel lontano 1996 in un soleggiato parco di Cambridge, UK, i Pimples Marmalade cominciano subito a farsi notare nella scena underground milanese per il loro stile spensierato e l’energia delle loro canzoni, mescolate a una frizzante presenza scenica.

Dopo essersi esibiti sui migliori palcoscenici e partecipato alle competizioni più importanti dell’epoca, stanchi e con la pancia piena, decidono di dedicarsi a nuovi progetti.

Nel 2021 la scintilla mai sopita nei loro cuori li porta a ricominciare a creare e, tra uno spaghetto alla carbonara e una robusta grigliata, vino rosso e liquori di scarsa qualità, i due hanno riacceso i motori con l’intenzione di tenerli su di giri molto a lungo. Nel 2025, con l’ingresso in formazione del Rag.La Rana e di Jack’O’Pimple, rispettivamente a basso e pelli, la band ha lucidato anche le cromature ed è pronta per sgommare!

ASCOLTA “BALORDO (THE WILD ROVER)”!

https://orcd.co/pimplesmarmalade-balordothewildrover

“Oltre la fine”, nuovo intenso lavoro visivo de La Corte Marziana


 Fuori il videoclip di “Oltre la fine”, nuovo intenso lavoro visivo de La Corte Marziana, un viaggio immersivo che esplora lo smarrimento esistenziale e la tensione dell’uomo verso ciò che si trova oltre i confini della realtà tangibile.

Ambientato in un’oscurità quasi assoluta, il video è attraversato da potenti fasci di luce bianca che emergono come fari nel buio, accompagnando la band lungo un percorso notturno carico di significati simbolici. La dimensione visiva si trasforma così nella metafora di un cammino interiore incerto e tormentato, dove convivono dubbio, fede e desiderio di redenzione.

La regia alterna intensi primi piani del frontman — impegnato in un’interpretazione fortemente teatrale — a sequenze dinamiche e volutamente sfocate della band in performance, enfatizzando il senso di urgenza e disorientamento evocato dal brano. Il protagonista appare come un uomo “disperso di notte”, “avvolto in un manto di illusioni”, alla continua ricerca di una verità capace di andare oltre l’apparenza.

Il contrasto tra il nero profondo dello sfondo e la luce artificiale onnipresente diventa il fulcro estetico del videoclip, rappresentando la lotta costante dell’essere umano per “scoprire di non essere solo” in un universo che sembra estendersi oltre le stelle.

La Corte Marziana è un progetto Alternative Rock di origine bresciana. La band si distingue per la proposta di musica inedita cantata in italiano, fondendo diverse influenze musicali in uno stile personale.
Il nucleo originario del progetto si è formato dall’incontro tra il bassista Alberto Tosoni e il chitarrista Paolo Giannini, le cui radici musicali spaziano dal britpop all’underground. A questa base si è unito il cantante Giovanni Tona, portando un approccio più cantautorale. L’ingresso del batterista Emanuele Danesi (la formazione attuale è a quattro elementi) ha ulteriormente definito il sound verso un Alternative Rock viscerale e incalzante.

La Corte Marziana si caratterizza per l’intento di unire ritmiche energiche a testi attenti e consapevoli, cercando di mantenersi lontana dai cliché del genere. Il loro lavoro si concentra sulla ricerca di uno stile originale che mantenga la tensione emotiva e l’impatto sonoro tipici del rock alternativo.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=nYUfkn4HpxQ

“Seeds of Poison” è il nuovo singolo di Quadrozero

 

“Seeds of Poison” è il nuovo singolo dei Quadrozero, una discesa dentro quei rapporti in cui il bisogno di vicinanza finisce per confondersi con dipendenza, paura e logoramento emotivo.

Il brano racconta il momento in cui un legame continua a esistere anche dopo aver perso ogni equilibrio, trascinando chi lo vive in un meccanismo fatto di attrazione, ferite e continui ritorni.

Le immagini presenti nel testo amplificano questo senso di smarrimento: un lupo ferito che continua ad attaccare, stanze buie che assorbono ogni via d’uscita, un treno lanciato verso una direzione sconosciuta. Tutto contribuisce a costruire un immaginario cupo e viscerale, in cui il desiderio di sentirsi indispensabili per qualcuno sopravvive persino dentro relazioni ormai compromesse.

Sul piano sonoro, “Seeds of Poison” intreccia dark rock, elettronica industriale e aperture post-rock in una scrittura densa e cinematografica. Sequencer, sintetizzatori e chitarre stratificate convivono in un flusso compatto e notturno che richiama l’estetica di Garbage, le atmosfere elettroniche dei Depeche Mode e il lato più malinconico dei The Cure, mantenendo una forte identità personale.

Nati ufficialmente nel 2022, i Quadrozero sviluppano il proprio linguaggio partendo da percorsi musicali differenti confluiti in un progetto comune. Il nome rappresenta uno spazio iniziale da riempire, una superficie aperta alla sperimentazione e alla costruzione di scenari sonori capaci di coinvolgere l’ascoltatore in modi sempre diversi.

La formazione comprende Francesco Colletto alla voce e alle chitarre, Roberto Ballesio al basso e Roberto Bertuolo alla batteria e alle percussioni. A completare il suono del progetto contribuisce Angelo Russo, presente alle tastiere, ai sintetizzatori e ai cori. Il risultato prende forma attraverso un equilibrio tra strutture pop rock, elettronica pulsante e atmosfere immersive, alternando impatto diretto e aperture più morbide senza perdere intensità.

ASCOLTA “SEEDS OF POISON”!

https://orcd.co/quadrozero-seedsofpoison

martedì 26 maggio 2026

I Side 74 tornano con “Tutto Ok”, il nuovo singolo

 

I Side 74 tornano con “Tutto Ok”, il nuovo singolo estratto dall’omonimo album, un brano che racconta la libertà che nasce nel momento in cui si smette di interpretare un ruolo che non ci appartiene più.

Attraverso sonorità che mescolano pop, rock ed elettronica, “Tutto Ok” accompagna l’ascoltatore in un percorso emotivo intenso e autentico: quello di chi, dopo essersi smarrito in una relazione fatta di compromessi e rinunce, riesce finalmente a ritrovare sé stesso e la forza di riprendere in mano la propria vita.

Il singolo non si presenta come un racconto nostalgico o segnato dal rancore, ma come una vera e propria presa di coscienza. Il messaggio centrale del brano è chiaro: la felicità passa anche attraverso il tempo necessario per guarire, fare tesoro delle esperienze vissute e riscoprire il proprio valore.

I Side 74 uniscono così energia sonora e profondità emotiva, dando voce a una rinascita personale in cui molti potranno riconoscersi.

I SIDE74 nascono nel 2012 come band punk-rock composta da quattro elementi: voce, basso, chitarra e batteria. Fin dal primo anno iniziano a scrivere brani inediti in inglese, registrandone tre — “Anne”, “Feelin’ Naked” e “Don’t Test My Rage” — che entrano a far parte della compilation “Nuove Proposte” della celebre collana HitMania.

Nel 2014, spinti dalla ricerca di nuove sonorità, ampliano la formazione con l’ingresso delle tastiere, proseguendo parallelamente un’intensa attività live tra Milano e l’hinterland. In questo periodo la band intraprende un nuovo percorso artistico iniziando a scrivere testi in italiano. Nel 2016 partecipa al Tour Music Fest, sfiorando le fasi finali.

Il 2017 segna un passaggio fondamentale: i SIDE74 registrano il loro primo album, “L’Ultimo Entusiasta”, presentato in anteprima al Legend Club di Milano. Nello stesso periodo, con l’uscita dei videoclip di “Se ti fermi hai perso” e della ballata “Solo cenere”, la band prende parte alle selezioni di Sanremo Giovani, raggiungendo le fasi finali.

Negli anni successivi affiancano all’attività live la partecipazione a importanti contest nazionali, tra cui Sanremo Rock (32ª edizione), dove conquistano le semifinali su oltre 1800 band provenienti da tutta Italia, ottenendo l’opportunità di esibirsi sul palco dell’Ariston di Sanremo.

Tra il 2019 e il 2021, nonostante le difficoltà legate alla pandemia, la band continua a scrivere nuova musica e, grazie anche alla collaborazione con Davide Maggioni, pubblica tre nuovi brani. Nel 2021 vince il primo premio come miglior inedito al contest “Promuovi la tua musica”, risultato replicato nel 2023 con la vittoria del contest “Moda & Musica”.

Nel 2024 i SIDE74 tornano in studio per registrare il brano “Meladia”, presentato alle selezioni di “Una Voce per San Marino” con l’obiettivo di accedere all’Eurovision Song Contest.

Il 2025 segna un nuovo capitolo: la band entra a far parte della famiglia Sorry Mom!, che ne cura le pubblicazioni, e avvia una collaborazione artistica con Vincenzo Mario Cristi (ex frontman dei Vanilla Sky) come produttore.

Nel 2026 pubblicano il loro secondo album, “Tutto Ok”, confermando un percorso in continua evoluzione tra energia rock, scrittura diretta e identità sempre più definita.

ASCOLTA “TUTTO OK”!

https://orcd.co/side74-tuttook

I SOMEWHERE tornano con “We Suck”

 

I SOMEWHERE tornano con “We Suck”, il nuovo singolo che trasforma insicurezze, fragilità e senso di inadeguatezza in un manifesto sonoro diretto e senza filtri.

“We Suck”, ovvero “facciamo schifo”: una provocazione? Forse.

Oppure semplicemente un modo sincero di guardarsi allo specchio in un panorama musicale sempre più affollato di personaggi costruiti e sicurezze ostentate.

I SOMEWHERE scelgono invece l’autoironia e l’ammissione delle proprie imperfezioni, dando voce a una mediocrità autentica che oggi sembra quasi rivoluzionaria.

Il brano si sviluppa su un basso funky trascinante, sostenuto dal groove compatto di batteria e chitarra, mentre la tastiera aggiunge un sound acido e imprevedibile che accompagna l’ascoltatore attraverso passaggi spigolosi ma perfettamente intenzionali. La voce si muove tra cantato e rap, seguendo le continue variazioni dinamiche del pezzo: un brano che nasce “carne” e finisce “brodo”, mantenendo fino all’ultimo la propria identità irriverente e fuori dagli schemi.

I SOMEWHERE sono una band indie-rock italiana che scrive e produce brani originali in lingua inglese.

Il progetto nasce dall’idea di “Somewhere” come non luogo: uno spazio creativo in cui rock, funk e sonorità dance si fondono, dando vita a un ambiente sonoro dinamico e immersivo, capace di trasformare ogni brano in un’esperienza musicale coinvolgente.

Attiva dal 2022 nella scena indie funk rock, la band si distingue fin da subito per un’intensa attività live che la porta a esibirsi su numerosi palchi del circuito locale.

Nel 2023 i SOMEWHERE conquistano il Pordenone Rock Contest, affermandosi come una delle realtà emergenti più interessanti della scena indipendente. Negli anni successivi il progetto consolida la propria identità artistica attraverso la pubblicazione di quattro singoli, che anticipano l’uscita dell’EP AWAY, pubblicato nel novembre 2024.

Nel giugno 2025 esce il singolo “We Suck”, distribuito in collaborazione con CDF Distribution. Il brano Kick entra in rotazione su circa 200 radio locali italiane, accompagnato da oltre 20 interviste radiofoniche promozionali nei primi mesi del 2025.

Nel 2026 il percorso della band prosegue con la vittoria del Veneto Rock Contest e con l’inizio della collaborazione, da maggio dello stesso anno, con l’etichetta indipendente Sorry Mom!, consolidando ulteriormente il posizionamento del progetto nella scena indipendente italiana.

ASCOLTA “WE SUCK”!

Spotify: https://bit.ly/4u5grMI

Jey, dalla lirica al rap passando per rock e reggaeton: esce il primo disco “Dies Irae”

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Jey, dalla lirica al rap passando per rock e reggaeton: esce il primo disco “Dies Irae”

Dies Irae è il primo EP di Jey, disponibile da venerdì 22 maggio su tutte le piattaforme digitali, pubblicato da Redgoldgreen Label.
Anticipato dal singolo Echi d’ombra, dove sulla produzione drill di da Dr. Testo, aveva in qualche modo cristallizzato il suo dualismo artistico tra rap e canto lirico, arriva ora il disco di debutto.
Il progetto di Jey nasce dal bisogno di raccontare l’essere umano nella sua tensione costante tra luce e oscurità. Non il buio come semplice estetica, ma come esperienza emotiva e collettiva: dolore, perdita, senso di inadeguatezza, il peso di una società che impone la forza come unica forma di legittimità. Allo stesso tempo, il progetto cerca uno spazio di leggerezza autentica, intesa non come fuga, ma come fase necessaria del processo di guarigione e rinascita. La musica attraversa la fragilità senza vergogna, unendo introspezione e sensualità, vulnerabilità e potenza espressiva. Essere donna, in questo progetto, significa rivendicare la complessità: essere luminosa senza superficialità, leggera senza rinunciare alla profondità. Il linguaggio di Jey è ibrido, moderno ed emotivo: un equilibrio instabile con l’essere umano sempre al centro della narrazione.
Il Dies irae (latino per "Giorno dell'ira") è una celebre sequenza medievale, attribuita a Tommaso da Celano, che descrive il Giudizio Universale. Significa il giorno in cui, secondo la fede cristiana, Dio giudicherà le anime, separando i salvati dai condannati al fuoco eterno. È noto per il suo tono solenne e cupo, ampiamente usato nella musica funebre.
Il progetto fonde lirica, rap, rock, pop urbano, trap e contaminazioni dancehall/reggaeton, creando una nuova identità definita dall’artista come lyrical rap. Le influenze spaziano dal canto operistico e colto allo stile Hip-Hop italiano, dal rock emotivo al cantautorato urbano contemporaneo. La voce diventa così quell’indispensabile filo narrativo che attraversa tutte le tracce.
Jey è il nome d’arte del soprano Jennifer Turri, artista faentina classe 1998. Dopo la formazione al Conservatorio Rossini di Pesaro (PU), dove si laurea in Canto Lirico con lode, si specializza all’Accademia Lirica di Osimo (AN). Canta nei cori del Rossini Opera Festival, del Teatro della Fortuna di Fano, del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, e nel Coro Cherubini, diretto dal Maestro Riccardo Muti. Approfondisce la tecnica con masterclass di rilievo, tra cui quella con il tenore José Carreras, e nel 2021 riceve il prestigioso Premio Maria Callas all’Arena di Verona, per il talento vocale dimostrato nel panorama lirico italiano.
Se il canto lirico costituisce il suo percorso professionale e accademico, da sempre ha nutrito una parallela passione per la musica rap e per tutte le sonorità urban e black.
 
Dies Irae è un viaggio emotivo che attraversa oscurità, rabbia, dolore, catarsi e liberazione. Gli arrangiamenti alternano momenti essenziali e sospesi a esplosioni rock e rap, con la voce lirica come elemento centrale e simbolico: un ponte tra vulnerabilità e potenza. Le produzioni mescolano atmosfere cinematiche, underground e viscerali, mantenendo una forte identità emotiva e narrativa. Le produzioni vedono la collaborazione con Rick Freak, VirtuS, Dr. Testo, Ed Mars e Simon Bayle. Ogni producer contribuisce con una sensibilità diversa, dando all’EP sfumature che spaziano tra urban oscuro, impatto emotivo, energia contemporanea e ricerca sonora.
L’approccio produttivo resta cinematografico e narrativo: ogni brano è concepito come un capitolo di un racconto, con sound design e dinamiche pensate per accompagnare l’evoluzione emotiva del concept.
Si passa così da “Echi d’ombra” e “Fili di lacrime” che rappresentano il più caratteristico crossover tra il mondo classico e quello rap, a “Basta Amore” che si sposta verso un verso pop rock diretto e liberatorio. Se “Metropoli” mescola rap, soul e lirica, la ritmata “Diavolo” mette a fuoco una combo di rap e R&B. Chiude l’EP “Kick ‘n’ Shine”, un brano reggaeton che fa leva su un potente ritornello pop rap.
Dies Irae è un viaggio sonoro e spirituale attraverso le molte forme dell’animo umano. Ogni brano racchiude un frammento di identità e un passo verso la ricostruzione: dalla presa di coscienza alla discesa nell’ombra, dal dolore alla rabbia, fino all’accettazione e alla liberazione. La lirica, il rap e il rock convivono in un’unica narrazione, dove la voce diventa simbolo di fragilità e potenza, e il corpo diventa spazio di rinascita.
                         

DJ Jad, Wlady e Shorty Shok raccontano l’estate che manda in crisi le coppie: “Colpa del Sole” è il nuovo singolo tra ironia, caldo, desiderio e relazioni al limite

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Un’icona del rap italiano, un producer multiplatino e una delle firme più trasversali della scrittura pop contemporanea uniscono tre percorsi diversi in una canzone estiva lontana dalla cartolina patinata, dove il sole diventa l’alibi perfetto per ogni deriva sentimentale


Esce venerdì 29 maggio “Colpa del Sole”, il nuovo singolo di DJ Jad, Shorty Shok e Wlady, una collaborazione nata in studio in modo spontaneo, dopo anni di incroci, intenzioni rimandate e la volontà di mettere insieme tre identità artistiche diverse dentro una canzone che racconta l’estate senza aderire alla sua immagine più patinata.

Il brano sarà presentato in anteprima nazionale il 26 maggio allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli, in occasione de “La Notte dei Leoni”, serata di sport, intrattenimento e solidarietà con le leggende del calcio e volti noti del mondo dello spettacolo. L’appuntamento sosterrà la ricostruzione del teatro del carcere minorile di Nisida e le attività della Fondazione Santobono Pausilipon, con un messaggio rivolto in particolare ai giovani, tra inclusione, legalità e contrasto alla violenza.

Qui la stagione calda non è la solita fotografia da spiaggia, aperitivo e libertà senza conseguenze. È una temperatura che sale anche dentro i rapporti, un accumulo di desiderio, stanchezza, attrazione, nervosismo, aspettative sociali e piccoli cedimenti quotidiani. Il sole diventa il grande alibi di tutto ciò che sfugge di mano: spoglia, confonde, espone, manda in crisi le coppie, altera le distanze, rende più nitido e visibile quello che durante il resto dell’anno rimane coperto, schermato dalla routine e tenuto sotto controllo.

Mentre ogni estate si riempie di brani pensati per accompagnare la stagione più consumata dell’anno, chiedendo alla musica di diventare colonna sonora, ritornello e corsa al tormentone, “Colpa del Sole” sceglie un’altra angolazione, raccontando il caldo come una condizione che abbassa le difese facendo saltare ogni filtro, il divertimento come territorio pieno di inciampi e la leggerezza come forma intelligente di lettura del presente.

Il ritornello, «Colpa del sole che ti fa spogliare e manda in crisi quelle coppie innamorate», fotografa un’estate ironica, fisica, un po’ scombinata, dove l’attrazione convive con il caos, la voglia di evasione con i rapporti che si complicano, la promessa di libertà con la sensazione che basti davvero poco per perdere equilibrio.

Con un testo ironico, pieno di dettagli e frasi che sembrano nate per restare addosso, “Colpa del Sole” mette in fila una serie di elementi — il mare, l’alta marea, le coppie in crisi, le zanzare, il tiramisù, Santa Claus che manca già sotto il sole — e li trasforma in una piccola commedia sentimentale estiva, dove tutto sembra sorridere ma niente è davvero innocuo.

«L’amore non finisce, ha solo finito i giga» è una delle immagini più efficaci del brano: una battuta che intercetta il modo in cui oggi anche i sentimenti sembrano passare attraverso connessione, disponibilità immediata, notifiche, attese, risposte, assenze. Una frase in un pezzo, certo, ma anche la fotografia di relazioni sempre accese eppure spesso instabili, condizionate dalla reperibilità continua e da quel bisogno di conferme immediate che spesso finisce per complicare anche ciò che sembrava semplice.

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Alla base di “Colpa del Sole” c’è l’incontro tra tre percorsi diversi ma comunicanti.

DJ Jad, nome centrale nella storia del rap italiano e membro fondatore degli Articolo 31, porta con sé un background che attraversa oltre trent’anni di musica, dagli esordi dell’hip hop nel Belpaese alla stagione dei grandi successi nazionali, fino al ritorno del duo sul palco del Festival di Sanremo nel 2023. La sua figura appartiene a quella generazione di artisti che ha contribuito a portare il rap fuori dalle nicchie, rendendolo un linguaggio popolare, capace di parlare a pubblici molto diversi senza perdere la propria matrice.

Accanto a lui c’è Wlady, suo fratello minore, DJ e producer dalla lunga esperienza, già presente nella storia degli Articolo 31 con scratch e collaborazioni, poi autore di un percorso che lo ha portato a firmare produzioni di grande impatto commerciale. Nel suo curriculum convivono club culture, pop, dance, rap e mainstream: da “Maria Salvador” di J-Ax, brano certificato multiplatino, fino a “Disco Paradise” con Articolo 31, Fedez e Annalisa, tra i successi più rilevanti degli ultimi anni.

Il terzo asse del progetto è Shorty Shok, artista, autore e produttore classe 1992, fondatore del Nibiru Studio. Cresciuto tra rap, pop punk, reggaeton e scrittura melodica, nel corso degli anni ha lavorato come autore, producer e vocal producer accanto a nomi importanti della scena italiana, da Vegas Jones a Grido, J-Ax, Gemelli DiVersi e Mondo Marcio, affinando una cifra che connette immediatezza, produzione contemporanea e attenzione alla voce.

“Colpa del Sole” nasce proprio da questo punto di contatto: il bagaglio di chi ha attraversato stagioni decisive della musica italiana, la competenza produttiva di chi sa leggere il linguaggio pop senza appiattirlo, e lo sguardo di una generazione abituata a muoversi tra generi, formati e immaginari differenti.

«Era da tanto tempo che dicevamo di volerci beccare in studio, poi finalmente è successo in modo molto naturale - raccontano gli artisti -. Ci siamo trovati, abbiamo iniziato a confrontarci sulle sensazioni legate all’estate, e da lì è nata “Colpa del Sole”. Fin da subito ci interessava raccontare il lato meno patinato della bella stagione, quello fatto di caldo insopportabile, aspettative sociali e rapporti che sotto il sole sembrano complicarsi ancora di più, però con leggerezza e ironia.»

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Il brano lavora su una contraddizione specifica, quella per cui l’estate viene narrata da anni come il tempo del piacere, della spensieratezza obbligatoria, ma nella vita reale è spesso anche il momento in cui tutto si accentua. Le coppie litigano di più, le assenze pesano di più, il corpo viene esposto di più, il confronto sociale aumenta, il desiderio si confonde con il bisogno di fuga. “Colpa del Sole” trasforma questa dicotomia in una canzone dalla scrittura brillante e dal sound pensato per entrare sottopelle senza rinunciare al dettaglio.

«Per noi rappresenta qualcosa di molto vero e spontaneo - concludono DJ Jad, Shorty Shok e Wlady -. È una canzone che usa leggerezza e ironia per raccontare sensazioni reali, quelle piccole contraddizioni che spesso ci portiamo dietro, soprattutto d’estate.»

Il videoclip ufficiale, in uscita nel corso delle prossime settimane, vedrà la partecipazione di cameo importanti dal mondo dello spettacolo. La clip accompagnerà il progetto in una seconda fase, ampliandone l’immaginario visivo e rafforzando il carattere corale della release.

Il brano sarà inoltre accompagnato da un tour, le cui date verranno annunciate nel corso delle prossime settimane attraverso i canali social ufficiali degli artisti. Un ulteriore sviluppo live per una release pensata non solo come singolo estivo, ma come progetto capace di proseguire il proprio racconto anche sul palco, nel contatto diretto con il pubblico.

Con “Colpa del Sole”, DJ Jad, Shorty Shok e Wlady firmano una canzone estiva che non cerca la perfezione della stagione, ma il suo lato più disordinato e ironico: quello in cui il caldo diventa una scusa, il desiderio un incidente felice, l’amore una connessione che ogni tanto salta, e il sole il colpevole ideale di tutto ciò che non riusciamo più a controllare.

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Biografie.
DJ Jad. Appassionato di hip hop sin da bambino, DJ Jad è tra le figure che hanno contribuito in modo decisivo alla nascita e alla diffusione del rap in italiano. Con gli Articolo 31, insieme a J-Ax, ha segnato una stagione fondamentale della musica italiana, dagli esordi con “Strade di città” fino ai grandi successi di “Così com’è”, “Nessuno”, “Domani smetto” e “Italiano medio”, attraversando rap, pop, rock e street culture con un impatto capace di superare i confini di genere. Dopo la lunga esperienza con gli Articolo 31, ha portato avanti un percorso solista stratificato, tra produzioni, album, collaborazioni internazionali e progetti legati alla cultura hip hop, al vinile e alla ricerca sonora. Nel 2023 è tornato con gli Articolo 31 al Festival di Sanremo con “Un bel viaggio”, primo inedito del duo dopo circa vent’anni.


Wlady. DJ, producer e autore, Wlady muove i primi passi nella musica nei primi anni Novanta, partecipando a competizioni nazionali per DJ e distinguendosi per la tecnica dello scratch. Fratello minore di DJ Jad, collabora fin dagli esordi con gli Articolo 31, contribuendo con scratch e interventi musicali a diversi album del gruppo e prendendo parte anche all’attività live. Nel corso della sua carriera ha firmato produzioni e collaborazioni che attraversano dance, pop, rap e mainstream. Tra i lavori più rilevanti figurano “Maria Salvador” di J-Ax, brano certificato multiplatino, e “Disco Paradise” di Articolo 31, Fedez e Annalisa, che ha raggiunto numeri di grande rilievo sulle piattaforme e ottenuto importanti certificazioni. Nel 2016 ha ricevuto il Premio alla carriera ai Dance Music Awards.

Shorty Shok. Shorty Shok, nome d’arte di Gabriele D’Asaro, è un artista, autore e produttore musicale italiano. Cresciuto tra rap, pop punk e reggaeton, sviluppa fin da giovane un approccio trasversale alla scrittura e alla produzione. Nel 2009 fonda il duo DoppioStile, progetto autoprodotto che supera il milione di visualizzazioni complessive su YouTube, per poi avviare un percorso solista. È fondatore del Nibiru Studio, attivo dal 2009 nell’hinterland milanese, e negli anni ha collaborato come autore, producer e vocal producer con numerosi artisti della scena italiana, tra cui Vegas Jones, Grido, J-Ax, Gemelli DiVersi e Mondo Marcio. Parallelamente alla produzione musicale, ha firmato sigle e contenuti sonori per brand come McDonald’s e ScuolaZoo.

Nuovo disco di Albert Eno - "II" - (etichetta Filibusta Records / Romolo Dischi)



Albert Eno – “II”

il secondo album

Label: Filibusta Records / Romolo dischi

(distrib. digitale Altafonte Italia, distrib. fisica IRD)


Esce il secondo album di Albert Eno, “II”, per Filibusta Records / Romolo Dischi (distrib. digitale Altafonte Italia, distrib. fisica IRD).


L’album II (due) nasce da un’immagine semplice: due linee verticali, parallele.

Vicine, ma non sovrapposte. Per me quel segno grafico è già una storia. È la forma visiva della relazione, l’incontro tra due presenze che condividono uno spazio senza mai annullarsi. Questo disco abita proprio lì, in quello spazio sottile.

Mi interessava raccontare il “due” non come fusione, ma come tensione. Il momento in cui ci si riflette nell’altro e allo stesso tempo ci si scopre separati. Quando il respiro cambia perché qualcuno si avvicina. O perché si allontana. Quando una parola non detta pesa più di una dichiarazione.

Nella numerologia il due è un numero legato al principio femminile: accoglienza, intuizione, sensibilità profonda. È un’energia che non impone, ma ascolta; che tiene, che custodisce. Forse è anche per questo che molte delle mie canzoni hanno una presenza femminile al centro — non come simbolo fragile, ma come forza silenziosa che sostiene e trasforma.

In II non c’è una narrazione lineare, ma un movimento emotivo continuo. Stanze, paesaggi, silenzi. Una finestra aperta su un ritorno, una terrazza che diventa distanza, una voce che chiede di restare, un’eco che rimane anche quando il suono si interrompe. Tutto ruota attorno a quella dualità: presenza e assenza, desiderio e paura, trattenere e lasciare andare.

Non è un disco sulla perdita. È un disco sulla persistenza. Sul fatto che il legame non si dissolve semplicemente perché cambia forma. Il “due” continua a esistere anche quando non è più visibile nello stesso modo.

II è il mio modo di osservare quella linea invisibile che unisce due punti nel tempo. Non cerca una conclusione, non chiude il dialogo, ma rimane in bilico, come due linee parallele che continuano a camminare insieme, ognuna con la propria identità dentro lo stesso spazio emotivo.

 

Line Up:

Albert Eno voice, electric & acoustic guitar, synth bass -Additional musicians: Frida Bollani Magoni piano & vocals in “Stay” - Martlene vocals in “Lullaby” - Giada Marabese choir and “voice of soul” in “Forgotten” - Marco Dainese viola arrangements)- Crivez guitar in “Empty lung Apnea” - Otus bass in “Be Your World”

 

Tracklist:

Reflection / Hold me / To her Hometown / Empty Lung Apnea / Song to you / Forgotten / Stay / The Girl on the Terrace / Be Your World / Lullaby

 

Credits:

Testi & Musica: Albert Eno

Produced by Albert Eno & Ugo Bolzoni - Recorded at Moscow Mule Studio by Albert Eno - Mix & Master at Neven Records by Ugo Bolzoni - Lyrics & Music by Albert Eno

Copertina-artwork: Giorgia Faccin

 

 

Bio: Classe 1980, Albert Eno si avvicina alla musica fin da giovanissimo, iniziando a studiare canto all’età di 11 anni. Negli anni ‘90 fonda, insieme al fratello, i Kismet, alternative rock band con cui raggiunge importanti traguardi: cinque dischi pubblicati, numerosi tour in Italia e in Europa, e riconoscimenti prestigiosi – tra cui il premio come Miglior Band assegnato da Mogol nel 2012 nell’ambito del Tour Music Fest. La band si esibisce su palchi di rilievo internazionale, tra cui l’O2 Arena di Londra, e apre concerti per artisti come The Pretty Reckless e Omar Pedrini.

 

Nel 2018 Albert avvia la sua carriera solista, distinguendosi per uno stile personale, viscerale e autentico. Inizia a collaborare con Barley Arts come opening act per artisti internazionali in tour in Italia, tra cui Noah Gundersen, Stu Larsen e Charlie Winston. Proprio con Charlie Winston, nel 2020, nasce una collaborazione speciale che si concretizza in un tour in Belgio, in importanti live club come La Ferme du Biéreau (sold out), dove Albert non è solo supporter, ma partecipa attivamente allo show, duettando sul palco con Charlie in alcuni brani.

 

Da quel tour nasce anche un incontro chiave per il percorso di Albert: Frida Bollani Magoni, fan di Winston, lo scopre e rimane colpita dalla sua voce e dalla sua scrittura. Dopo l’uscita del disco solista Dark’n’Stormy (2021), Frida lo invita per un primo duetto sul palco nella rassegna Tra Ville e Giardini, a Costa di Rovigo. In quella serata nasce un’energia speciale, culminata nell’esecuzione del brano Dark’n’Stormy, in cui la frase "Nothing but you" – parte del testo – diventa un momento corale e partecipato con il pubblico.

Da lì prende il via una collaborazione artistica che, nel tempo, si intensifica: inizialmente come opening act in alcuni appuntamenti, Albert viene poi invitato a condividere il palco con Frida in importanti festival e rassegne, tra cui:

·        Festival della Bellezza (Anfiteatro del Vittoriale)

·        Camerino Festival

·        Sant’Elpidio Jazz Festival

·        Piacenza Jazz Festival

·        Segesta Teatro Festival

 

Parallelamente, Albert continua a portare avanti il proprio progetto solista. Con la sola forza della voce e delle sue chitarre – acustiche ed elettriche – costruisce uno spettacolo intimo, diretto e profondamente emotivo. Unisce brani inediti, il repertorio di Dark’n’Stormy e rivisitazioni personali di artisti che lo hanno influenzato: John Lennon, Jeff Buckley, Chris Cornell, Nirvana, Oasis.

Nel maggio del 2026 esce il suo secondo album dal titolo “II” che sarà anticipato da uno spettacolo in solo: un viaggio sonoro sincero, potente e senza filtri, pensato per entrare in connessione autentica con il pubblico.

lunedì 25 maggio 2026

“Never Had” è il nuovo singolo dei biovoid

 

“Never Had” è il nuovo singolo dei biovoid, un brano che entra dentro il punto in cui identità, paura e autodistruzione finiscono per sovrapporsi.

Al centro della canzone c’è la consapevolezza di essere parte del proprio stesso crollo: “I know I’m the damage” diventa il momento in cui il conflitto smette di avere un nemico esterno e si trasforma in qualcosa di inevitabilmente personale.

Il testo procede per frammenti emotivi, oscillazioni improvvise, pensieri che si rincorrono senza trovare stabilità. “I just realized I won’t wear that mask again” segna invece il rifiuto di continuare a nascondersi dietro una versione accettabile di sé, anche quando esporsi significa perdere protezione, equilibrio o appartenenza.

Il videoclip traduce questo stato mentale attraverso la figura di un robot umanoide che tenta di mimetizzarsi tra gli altri indossando una maschera, salvo poi fallire nel tentativo di reprimere ciò che lo attraversa davvero. L’immagine artificiale del corpo contrasta così con una componente emotiva incontrollabile, creando un cortocircuito continuo tra controllo e cedimento.

Sul piano sonoro, “Never Had” sviluppa una scrittura alternative dal carattere diretto e irregolare, attraversata da chitarre abrasive, aperture melodiche e un’aura elettronica a foderare il sound. Le influenze della scena rock americana — da Queens of the Stone Age a Stone Temple Pilots fino a Alter Bridge — vengono assorbite in una forma personale, costruita più sull’urgenza emotiva che sull’appartenenza a un genere preciso.

Nati nel 2017 dall’incontro tra Massimiliano Guida e Domenico Giordano, i biovoid hanno sviluppato negli anni un percorso fondato sulla contaminazione tra musica, produzione e immaginario visivo. L’ingresso di Fortunato Serranò ha ampliato ulteriormente il lavoro sulle sonorità e sugli arrangiamenti, mentre le collaborazioni artistiche con Francesco “Deddì” Calendini, Giampiero Wallnofer e Roberto Recchioni hanno contribuito a definire l’identità estetica del progetto.

Nel 2025 il singolo “Invincible” porta i biovoid anche nel circuito cinematografico internazionale: il videoclip ufficiale viene selezionato e premiato sia al Festival Internazionale del Cinema di Salerno sia al The Hague Film Festival. Con “Never Had”, il progetto continua ad approfondire una ricerca che mette in relazione suono, immagine e fragilità emotiva senza cercare scorciatoie narrative o soluzioni rassicuranti.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=vDYewLJKgC8

domenica 24 maggio 2026

LAÏOUNG, esce il nuovo album di inediti ASANTE

Uploaded Image

RRR RECORDS presenta ASANTE
Il nuovo disco di LAÏOUNG


 

ASANTE è il titolo del nuovo album di inediti di LAÏOUNG.


Disponibile da Venerdì 22 Maggio in tutti gli store digitali pubblicato su etichetta RRR Records e distribuito da Teorema Music by ADA Music.

 

ASANTE - parola swahili che vuol dire “grazie” - è il frutto di tre anni di vita vissuta su tre continenti. Laïoung ha attraversato Europa, Americhe e Africa ridefinendo se stesso, circondato da un nuovo team e da una crescita umana e spirituale. 


Da qui nasce la sua Urban Happy Fusion, un mix genuino di hiphop, R&B, afrobeat, dancehall, gospel, sound di Detroit, amapiano e soul. Non c’è nessun compromesso: l’album è uscito in totale indipendenza su RRR Records, a testimonianza della libertà creativa a cui l’artista non vuole rinunciare. Il titolo è un ringraziamento: alla famiglia, al team, ai fan e a Dio. Asante è una rinascita e l’inizio di un nuovo movimento.

 

Anticipato dal singolo in attuale rotazione radiofonica WOOH 2 con il videoclip ideato da Laïoung e diretto da Johnny Lopopolo.

 

WOOH 2 è il filo che certifica il legame con il passato: a novembre 2017 il collettivo THE RRR MOB pubblicava con Sony Music l'album dal titolo NUOVO IMPERO. Il singolo dell'album era WOOH, che fu all'epoca un grande successo ed una sorta di manifesto nel genere. La Mob fu un caso particolare nella nostra scena: un collettivo di ragazzi meticci, di seconda generazione, africano-italiani. Di loro si è iniziato a parlare seriamente quando Laïoung, l’ultimo membro a unirsi al collettivo, ha sfondato le porte della fama con Giovane Giovane, collaborazione killer con Izi e Tedua che gli ha permesso di introdursi a un pubblico ampio sia come MC che come beatmaker.

 

TRACKLIST

Servirà (feat. L’Elfo) è un pezzo intenso dove Laïoung ed Elfo parlano di meritocrazia, sacrificio e discriminazione. Tutti i giorni è il classico sound di Laïoung con cui rivendica il suo ruolo nell’evoluzione della trap e dell’hiphop italiano. Con Cose mai viste debutta il suo DSG sound, un blend di GFunk, R&B, trap e gospel. Leale è una dedica alla sua fanbase. Mulatto a ritmo amapiano (originario del Sudafrica) e inflessioni azonto/R&B per celebra le sue radici africane ed italiane con una vena romantica.

Wooh 2: sequel di un classico della RRR Mob e celebra l’impatto dell’artista sulla scena urban e i traguardi della comunità afrodiscendente.

A seguire Dolce vita (feat. Fishball)Non tardare (sexy drill), Era da tempo che volevo farlo (feat. Buebos) costruito su due beat (dancehall/R&B per lui, Detroit/R&B per Buebos).

Vita e miracoli nasce dalla fusione tra sound di Detroit e R&B, invita a imparare dagli errori e crescere continuamente. Abbiamo anime è un brano reggaeton con soul e afro, che celebra condivisione e convivenza in una società multiculturaleAsante, la title track, profonda e soul, mostra il lato vulnerabile di Laïoung: si confida su isolamento, scontri con l’industria e bisogno di comprensione.

 

Laïoung è un artista che ha scritto pagine importanti nella storia della musica hip hop italiana.

Nel 2016 un gruppo di ragazzi sdoganò anche in Italia un nuovo genere, modificando la fonetica e il linguaggio musicale. Il 2016 fu l’anno della Trap. Laioung fu tra i protagonisti. Insieme ad altri artisti come Maruego, Ghali, Izi, Tedua e Sfera Ebbasta, ha contribuito a portare la musica Urban al centro della scena musicale italiana.

 

Nato da madre sierraleonese e padre italiano, Laïoung (Giuseppe Bockarie Consoli) incarna la fusione perfetta tra culture diverse. Cresciuto tra Europa, Africa e Canada, porta con sé un bagaglio di esperienze che si riflette nelle sue produzioni musicali.

venerdì 22 maggio 2026

“Ali di carta”, il nuovo singolo dei Remedy

 

Nasce durante un’afosa sera di luglio, tra cemento, luci soffuse e il rumore delle tavole di uno skatepark, “Ali di carta”, il nuovo singolo dei Remedy. Un brano nato quasi per caso, da un momento di noia condivisa dalla band e trasformato spontaneamente in musica.

Fin dalle prime note, “Ali di carta” si distingue per un sound intenso e inquieto, capace di evocare l’arrivo imminente di una tempesta. Le strofe, caratterizzate da sonorità cupe e profonde, raccontano la fragilità dei sogni e quanto sia facile vederli incrinarsi davanti alle difficoltà della realtà.

Il ritornello, invece, si apre con forza ed energia, rappresentando simbolicamente l’apice della tempesta: un momento di esplosione emotiva che vuole trasmettere un messaggio chiaro e universale.

Nonostante le cadute, i dubbi e le paure, avere dei sogni resta fondamentale, così come continuare a lottare per realizzarli senza lasciarsi abbattere.

I Remedy nascono nel 2023 dall’incontro tra Carolina e Samuele che, dopo varie peripezie, conoscono prima Leonardo e successivamente Lorenzo. Con la formazione finalmente al completo, la band può dare vita al progetto che da tempo aveva immaginato.

I primi passi portano i Remedy a collezionare live, partecipare a contest e cogliere ogni occasione per suonare dal vivo, maturando esperienza come cover band. A un certo punto, però, emerge la necessità di andare oltre: interpretare la musica degli altri non basta più. È il momento di creare qualcosa di autenticamente loro.

Nasce così un sound ampio e personale, capace di spaziare dall’energia degli anni ’80 all’introspezione tipica degli anni ’90 e dei primi Duemila. Un’identità musicale che riflette con chiarezza la volontà della band di lasciare un segno deciso e riconoscibile attraverso la propria musica.

ASCOLTA “ALI DI CARTA”!

https://ffm.to/remedy-alidicarta

“4 Mura” è il titolo del nuovo singolo dei VAREGO

“4 Mura” è il titolo del nuovo singolo dei VAREGO, un brano rock dal ritmo incalzante, caratterizzato da un sound che richiama, in modo velato, le sonorità degli anni ’80, arricchito dall’inserimento di leggere componenti synth che ne ampliano la profondità atmosferica.

Il testo offre uno spaccato di vita quotidiana, in cui si alternano ironia e momenti di riflessione più profonda. Al centro del brano emerge un’analisi del conflitto interiore e della sensazione di essere una voce fuori dal coro in un contesto contemporaneo sempre più frenetico e disorientante. Questa condizione porta spesso a un progressivo isolamento, che trova nella musica — o in altre passioni personali — una possibile forma di rifugio e di espressione autentica.

Un elemento centrale del brano è il concetto di “guerra”, declinato su più livelli. Non solo come riferimento alle tensioni e ai conflitti reali che segnano l’attualità, ma anche come metafora della quotidianità digitale. In particolare, i social media vengono descritti come un campo di battaglia virtuale, dove lo scontro tra individui diventa spesso uno sfogo collettivo di frustrazioni personali.

“4 Mura” trasforma la dimensione rock in uno strumento di osservazione del presente e delle sue contraddizioni.

Nati ad Arenzano (Genova) nel 2009, i VAREGO fondono sludge, grunge, stoner, post metal e progressive in un suono viscerale e in continua evoluzione. Il nome della band deriva da una pianta locale dalle proprietà curative o venefiche, metafora perfetta di una musica che alterna caos e catarsi.

Dopo l’esordio con l’album “TUMULTUM” (2012, Argonauta Records), prodotto da Billy Anderson (Melvins, Sleep, Mr. Bungle), la band consolida la propria identità prima con l’EP con “Blindness Of The Sun” (feat. Jarboe degli Swans) e poi con il disco “Epoch” (2016). Dal 2018 inizia la collaborazione con Mattia Cominotto (Greenfog Studio), che segna lavori come “I, Prophetic” (2019) e l’omonimo “Varego”(2021), punto di svolta artistico e sonoro.

Nel 2024 pubblicano “Denti di Cane”, primo album interamente in italiano, confermando una scrittura ancora più diretta e identitaria. Nel 2025 tornano in studio per un nuovo capitolo, proseguendo un percorso coerente, potente e senza compromessi.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=ngKQhbBXI7o

 

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