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giovedì 18 giugno 2026

AZZURRO – “Un giro per Napoli” – Sei storie di strade vuote, cuori inquieti e sogni accesi

 

“Un giro per Napoli”, il nuovo EP di AZZURRO, non è una semplice cartolina della città. È il racconto sincero di una notte che sembra non finire mai: lunga, sudata, romantica e imperfetta. Tra il rumore dei motorini che attraversano le strade deserte, sigarette spente in fretta e parole rimaste sospese troppo a lungo, ogni brano cattura frammenti di vita vissuta, emozioni che si rincorrono e pensieri che trovano spazio solo quando il resto del mondo rallenta.

Questo disco attraversa Napoli senza mai fermarsi davvero, seguendo lo sguardo di chi cerca qualcosa senza sapere esattamente cosa. Forse un amore che sfugge, forse un po’ di pace in mezzo al caos, forse semplicemente un luogo in cui sentirsi a casa fino all’alba. Tra malinconia e speranza, luci al neon e vicoli silenziosi, “Un giro per Napoli” diventa un viaggio intimo e notturno, una colonna sonora per chi si è perso almeno una volta e ha continuato a camminare, confidando che la notte, prima o poi, gli avrebbe indicato la strada.

TRACKLIST

UN GIRO PER NAPOLI

Un brano collettivo, spontaneo e pieno di energia. Tra funk, amicizia e nostalgia, racconta il desiderio di tornare in un luogo che continua a chiamarti. Una canzone fatta per muoversi, cantare e stare insieme.

BRUCIAMO TUTTI I DISCHI

Una canzone che parla di consumarsi insieme senza trattenere niente. Tra romanticismo impulsivo e autodistruzione condivisa. L’idea di restare soli contro tutto, anche contro sé stessi.

FOTOGRAFÍA

Un incontro tra due sensibilità diverse che convivono nello stesso immaginario. Il brano parla dei ricordi e delle immagini che restano addosso. Romanticismo e distanza si alternano continuamente.

TIFO

Una dichiarazione romantica raccontata attraverso il linguaggio del tifo. L’amore visto come sostegno cieco, presenza e partecipazione emotiva. Un brano diretto, emotivo e istintivo.

SCUSA AMORE

Un pezzo più scuro e impulsivo, tra malinconia e tensione emotiva. Parla del tempo perso e della difficoltà di capire dove qualcosa si sia rotto. Un equilibrio tra sonorità più dure e vulnerabilità personale.

PIACERE

Un racconto notturno fatto di desiderio, leggerezza e piccoli eccessi. Sensazioni brevi che sembrano durare molto più del previsto. Una Napoli serale, lenta e sospesa, fa da sfondo al brano.

AZZURRO è un musicista e produttore italiano con base a Barcellona.

Dopo anni di lavoro nella scena locale, all’interno della comunità artistica di Praliné House, dà forma a un progetto solista intimo e personale.

Le sue canzoni nascono da stanze poco illuminate, viaggi notturni e relazioni sospese. Cantando in italiano, mescola pop alternativo, scrittura cantautorale e sonorità calde ed essenziali.

La sua voce, ruvida e fragile, accompagna testi che raccontano romanticismo imperfetto, edonismo discreto e ironia sottile.

Canzoni che non cercano risposte, ma restano dentro le domande.

ASCOLTA “UN GIRO PER NAPOLI”!

https://orcd.co/azzurro-ungiropernapoli

Gli Stoned Turtle pubblicano il nuovo singolo “Beheaded”

 

Gli Stoned Turtle pubblicano il nuovo singolo “Beheaded”, traccia che apre l’EP “Nothing left but silence”, con un impatto forte e immediato.

Il brano ha un’atmosfera aggressiva e inquietante, e mette subito al centro uno dei temi principali del progetto: l’effetto che i videogiochi possono avere sulla percezione della realtà e sull’identità. “Beheaded” racconta la discesa in un mondo virtuale in cui la violenza diventa normale e i confini tra reale e digitale iniziano a confondersi.

Il protagonista trova in questa dimensione una forma distorta di fuga e di potere, ma allo stesso tempo si allontana sempre di più dalla realtà, fino a perdere la percezione di ciò che è giusto o sbagliato, e persino del confine tra vita e morte.

Con questo singolo, gli Stoned Turtle aprono il loro lavoro con un’immersione diretta e disturbante, che introduce fin da subito le atmosfere e i concetti dell’EP.

Gli Stoned Turtle nascono a Genova nel 2018 con i piedi nel grunge e la testa in sonorità più sperimentali e pesanti.

Dopo il debutto con il primo disco omonimo registrato al Blackwave Studio di Fabio Palombi (Nerve, Burn The Ocean), la band ha intrapreso un percorso di crescita e nel 2024 ha integrato un nuovo cantante e chitarrista, spingendo il sound verso una dimensione più densa e compatta, alzando l’asticella senza mai tradire l’energia viscerale degli esordi.

Questa nuova maturità è esplosa nell’EP “Nothing Left But Silence” (ottobre 2025), dove il rock d’impatto di brani come Beheaded ha confermato un’attitudine autentica che non ha paura di sporcarsi le mani con influenze metal.

Il 2026 segna il momento della spinta definitiva: l’ingresso nel roster di Sorry Mom!(Marco Biondi, Luca Bernardoni) e l’uscita del singolo “Human” (aprile 2026) consolidano un progetto ormai totalmente a fuoco e consapevole.

Il videoclip ufficiale di Human esce ad aprile 2026 in anteprima per TuttoRock Magazine.

Attualmente in fase di pre-produzione, la band si prepara a tornare in studio a luglio 2026 per dare forma a un nuovo album con un suono ancora più potente e viscerale.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=EEDOU051oo0

Con “Cyberware” i PlayHz inaugurano il proprio universo narrativo e musicale

 

Con “Cyberware” i PlayHz inaugurano il proprio universo narrativo e musicale dando vita a un’esperienza immersiva che trasporta l’ascoltatore in un futuro inquietante e affascinante, sospeso tra innovazione tecnologica e perdita delle libertà individuali.

Costruito su una tensione sonora crescente e su atmosfere cariche di aspettativa, il brano trasmette la sensazione che qualcosa di inevitabile e imminente stia per accadere. Cyberware non è soltanto una canzone, ma un vero e proprio portale d’accesso a una dimensione narrativa più ampia, in cui il progresso tecnologico si intreccia con il tema del controllo sociale, dando forma a uno scenario distopico che invita alla riflessione.

Attraverso il linguaggio della musica, i PlayHz delineano i contorni di un mondo in cui il confine tra libertà e sorveglianza si fa sempre più sottile. L’ascoltatore viene accompagnato all’interno di una realtà dominata da tensioni e contraddizioni, dove l’individuo è chiamato a confrontarsi con sistemi di potere sempre più invasivi e con le conseguenze delle proprie scelte.

Cyberware rappresenta il primo capitolo di una narrazione destinata a svilupparsi nel tempo, introducendo i temi, le atmosfere e la visione artistica che caratterizzano il progetto PlayHz. Un viaggio sonoro che guarda al futuro per interrogare il presente, esplorando le sfide di una società sempre più interconnessa e tecnologicamente dipendente.

Il progetto musicale PlayHz (Players) nasce nel 2020 dall’incontro tra due amici appassionati di musica, già coinvolti da anni in diversi progetti artistici, che decidono di unire le proprie esperienze. Il background musicale maturato nel tempo attraversa la scena underground (metal, rock, blues, punk, industrial e pop), permettendo la creazione di un’identità sonora originale e distante dai precedenti percorsi.

La produzione è orientata al mondo dell’intrattenimento digitale, con particolare riferimento a videogiochi, creator su YouTube e canali Twitch. Le prime composizioni si ispirano alle colonne sonore dei videogiochi indie, con forti influenze synthwave anni ’80 ed elettronica anni ’90, mantenendo al tempo stesso una sensibilità contemporanea.

Nel 2024 il progetto evolve verso un sound più aggressivo, con l’ingresso di un chitarrista storico collaboratore.

Il trio, riconosciuto per la capacità di creare paesaggi sonori immersivi per videogiochi indie e contenuti digitali, entra così in una nuova fase artistica. Dopo un lungo percorso tra synthwave retro-futuristico e influenze elettroniche anni ’90, il progetto abbraccia le sonorità darksynth, segnando un’evoluzione significativa della propria identità musicale.

Radicato nella scena metal e orientato alla narrazione digitale, il nuovo corso introduce una palette sonora più intensa e viscerale. L’inserimento della chitarra elettrica contribuisce a definire un suono più diretto e potente, caratterizzato da riff incisivi, linee di basso pulsanti e synth cinematografici, dando vita a un’atmosfera oscura ed energica.

ASCOLTA “CYBERWARE”!

https://linktr.ee/PlayHz

LOST REFLECTION – è uscito “INTO THE SOCIAL NETWORK”

 

Molto prima che la dipendenza dai social media diventasse uno degli argomenti più discussi del presente, i Lost Reflection avevano già scelto di osservarne le conseguenze da vicino. “Into the Social Network”, uno dei brani centrali del concept album “Trapped in The Net”, torna oggi con una veste sonora rinnovata che ne amplifica il significato e l’attualità.

Il brano racconta un mondo in cui la connessione permanente produce l’effetto opposto: persone sempre più esposte e sempre più distanti. Schermi, profili e identità digitali costruiscono una realtà parallela che promette visibilità, approvazione e appartenenza, lasciando spesso spazio a isolamento, dipendenza e smarrimento.

I Lost Reflection affrontano questo scenario senza imporre lezioni morali, ma descrivendone semplicemente i meccanismi e le contraddizioni dall’interno.

Musicalmente, “Into the Social Network” conserva il DNA della band, che rivisita il sound di Alice Cooper e Ratt, ma con una spinta più contemporanea e diretta. L’hard rock classico che ha plasmato l’identità del gruppo incontra una produzione più compatta, pulita e aggressiva, capace di dare nuova forza a un messaggio che continua a parlare al presente.

I Lost Reflection nascono nel 1996 e prendono il nome da un brano dei Crimson Glory, pur sviluppando fin da subito un percorso artistico autonomo basato esclusivamente su musica originale. Nel 2005 il fondatore Fabrizio Fulco si trasferisce in Florida per entrare come bassista nel Ben Jackson Group, progetto guidato da Ben Jackson, storico chitarrista dei Crimson Glory. L’esperienza americana rappresenta una tappa importante del suo percorso musicale e precede il ritorno in Italia, dove riprende l’attività della band.

Tra le influenze che hanno contribuito a definire il linguaggio dei Lost Reflection convivono l’attitudine di Alice Cooper e Kiss, l’impatto abrasivo dei Ratt, lo spirito dei Ramones, il gusto melodico di Bon Jovi e ovviamente l’eredità dei Crimson Glory. Elementi diversi che nel tempo hanno trovato una sintesi personale e riconoscibile.

Nel corso degli anni i Lost Reflection pubblicano gli album “Florida” (2011), “Scarecrowd” (2014) e “Trapped in The Net” (2018), consolidando una proposta che unisce hard rock melodico, energia live e attenzione ai temi affrontati nei testi.

La band ha condiviso il palco con numerosi artisti della scena internazionale, tra cui Gilby Clarke (Guns’n’Roses), Avenging Benji (CRIMSON GLORY), Geoff Tate’s Operation:Mindcrime (Queensrÿche), Rowan Robertson (Dio), David Ellefson (Megadeth), Axel Rudy Pell, Enuff’z’nuff, Anvil, Vicious Rumors, Marky Ramone (Ramones, Misfits), Thomas Silver (Hardcore Superstar), Adam Bomb, Tygers of Pan Tang, Kissin’ Dynamite, Nashville Pussy oltre a realtà storiche del rock italiano come Pino Scotto, Strana Officina, Rain ed Elektradrive.

Oggi la formazione è composta da Fabrizio Fulco alla voce e chitarra, Simone Curatola al basso e Luca Pragliola alla batteria.

ASCOLTA “INTO THE SOCIAL NETWORK”!

Spotify: https://shortlink.uk/1xlkY

martedì 16 giugno 2026

FLASHBACK OF ANGER – è uscito “MEANINGLESS WORDS”

 

Draghi alati, spade leggendarie, profezie scolpite nella pietra e guerrieri dal destino ineluttabile.

I Flashback of Anger prendono l’intero arsenale dell’immaginario power metal, lo rovesciano sul tavolo e si divertono a osservarlo da una prospettiva decisamente meno solenne.

Con “Meaningless Words”, la band sforna uno dei brani più schietti e irriverenti del suo repertorio: doppia cassa, chitarre veloci e un ritornello catchy che prendono di mira i cliché del genere.

Ironia affilata e satira d’acciaio mettono a nudo re, giullari e creature fantastiche narrate con toni altisonanti, esasperandoli fino a renderli una caricatura. I riferimenti fantasy, le immagini eroiche e la retorica epica vengono spinti all’eccesso per smascherarne l’assurdità e per scherzare con il linguaggio del power e del symphonic metal, usando le stesse armi che quei mondi hanno reso celebri. Una sarcastica e divertente dichiarazione d’affetto insomma, dedicata al genere a cui la band è sempre stata fedele.

“Meaningless Words” gioca infatti con una domanda semplice: cosa rimane quando si svuotano le grandi narrazioni di tutta la loro enfasi? A volte soltanto parole altisonanti, castelli immaginari e personaggi che si prendono molto sul serio. Ed è proprio qui che i Flashback of Anger decidono di farsi una risata, con l’aiuto del lyric video a supporto del brano.

La chiusura del brano riserva inoltre un omaggio per gli appassionati di cinema, con una delle battute più celebri di Bruce Campbell nel film cult “L’Armata delle Tenebre”. Una scelta colma di gratitudine e di solidarietà verso la sua battaglia con la malattia, con l’augurio che possa combatterla epicamente e con coraggio.

I Flashback of Anger nascono nel giugno 2003 come progetto power metal dalle forti influenze melodiche e neoclassiche.

Dopo i primi riscontri nella scena underground, la band ottiene un’importante opportunità registrando l’album d’esordio “Splinters of Life” presso gli High Gain Studios, sotto la direzione artistica di Dirk Schlächter dei Gamma Ray.

Nello stesso periodo Alessio Gori entra a far parte della line-up live dei Gamma Ray come tastierista ufficiale durante l’Hellish Rock Tour 2007/2008 insieme agli Helloween.

Pubblicato nel 2009 dall’etichetta Limb Music, “Splinters of Life” segna l’inizio del percorso discografico della band. Dopo un periodo di pausa dovuto alla scomparsa del bassista Francesco Masini, nel 2012 entra in formazione Andrea Torricini dei Vision Divine, contribuendo alla realizzazione del secondo album “T.S.R. (Terminate And Stay Resident)”, pubblicato nel 2014 dalla tedesca IceWarrior Records. Nel brano “Black Prince” compare come ospite speciale Fabio Lione, noto per il suo lavoro con Vision Divine, Rhapsody of Fire e Angra.

Nel 2018 i Flashback of Anger pubblicano il terzo album “Shades”, ancora per IceWarrior Records, con una formazione composta da Alessio Gori alla voce e alle tastiere, Gianmarco Lotti alla chitarra, Marco Moroni al basso e Lorenzo Innocenti alla batteria.

Il quarto lavoro in studio, “Prisoner of War”, esce il 26 settembre 2024 in completa autoproduzione, sia in formato fisico che digitale. Si tratta di un concept album dedicato al tema della guerra, ispirato dagli eventi che segnano il presente.

Nel 2025 Matteo Bonini rientra nella formazione come seconda chitarra, contribuendo a rafforzare ulteriormente il sound della band.

Nel marzo 2026 i Flashback of Anger pubblicano il singolo “Shining Life”, nuovo capitolo di un percorso che continua a svilupparsi mantenendo salde le proprie radici nel power metal europeo.

ASCOLTA “MEANINGLESS WORDS”!

https://linktr.ee/flashback_of_anger

I Roman Krays tornano con “Sette Anni”

 

I Roman Krays tornano con Sette Anni, un brano ispirato da una storia reale e profondamente umana. La canzone infatti nasce dall’esperienza vissuta da una persona molto vicina alla band, che si è trovata ad affrontare la fine improvvisa e apparentemente inspiegabile di una relazione importante, vedendo crollare in un istante progetti, aspettative e anni di sacrifici condivisi.

Proprio da una frase pronunciata più volte durante quel difficile momento – “sono sette anni che faccio chilometri e sacrifici per starle accanto” – prende forma il concept del brano e il suo titolo.

“Sette Anni” si configura così come un potente sfogo emotivo contro il dolore di un amore perduto, nel quale era stato investito tutto se stessi, ma anche come il racconto della forza del legame fraterno e dell’importanza di avere accanto qualcuno disposto ad ascoltare e condividere il peso della sofferenza.Nella parte finale del testo emerge infatti il ruolo dell’amico, presenza fondamentale che invita a non chiudersi nel dolore e a trovare il coraggio di raccontarsi.

Dal punto di vista musicale, il brano presenta una ricerca sonora accurata che si inserisce nel percorso artistico tracciato dagli ultimi due singoli della band, introducendo però elementi più incisivi e diretti. Il basso assume una connotazione più hardcore, mentre i cori nei ritornelli conferiscono al pezzo un’anima street e coinvolgente.

La struttura ritmica è stata concepita per evocare simbolicamente il battito del cuore: una pulsazione energica e ben scandita che cresce progressivamente d’intensità, accompagnando l’ascoltatore verso una sezione finale più melodica ed emotiva.

Un crescendo che amplifica il messaggio di vulnerabilità, resilienza e vicinanza umana che costituisce il cuore di “Sette Anni”.

I Roman Krays nascono nel 2019 a Guspini, nella West Coast della Sardegna.Dopo diverse esperienze musicali individuali, prende forma il progetto Roman Krays, caratterizzato da un incontro di influenze personali che dà vita a un sound melodico ma al tempo stesso riconoscibile e distintivo.

Durante il periodo pandemico, il COVID non interrompe il percorso creativo della band, ma anzi ne rafforza la visione artistica. La volontà di trasformare la rabbia e il disagio in musica porta alla pubblicazione del primo singolo “Follia”, che racconta le contraddizioni e le distorsioni vissute durante l’emergenza sanitaria.

Successivamente, nel 2023, esce “Fumo”, brano che affronta una tematica sociale delicata e attuale come la depressione. I testi e la cura nella produzione diventano elementi centrali dell’identità del gruppo, contribuendo a definire una cifra stilistica sempre più precisa. Le prime esibizioni dal vivo e la partecipazione a diversi festival collocano i Roman Krays all’interno della scena punk rock sarda, distinguendosi per performance energiche e coinvolgenti. Nell’autunno dello stesso anno la band entra in studio di registrazione per realizzare il primo album, “Quanto Costa Sognare”, pubblicato il 10 maggio 2024 e anticipato dal singolo “Nicol”, brano di forte impatto tematico che ottiene un riscontro positivo anche a livello nazionale.

La collaborazione con Fix, cantante dei Madbeat, nel singolo “Sapore di Male”, rappresenta un ulteriore passo verso la scena nazionale, consolidando la presenza della band nel panorama alternativo e punk rock italiano.

Nel 2025 viene pubblicato “Lunedì”, ultimo singolo che affronta il tema dell’oppressione sul lavoro, confermando l’impegno dei Roman Krays nel raccontare attraverso la musica tematiche sociali e contemporanee.

ASCOLTA “SETTE ANNI”!

https://orcd.co/romankrays-setteanni

HUMANA – il nuovo singolo “Trovami un nome”

 

“Trovami un nome” è la quarta traccia di “Siamo solo umani”, il nuovo album degli Humana uscito a gennaio 2026.

Il brano è un’esplorazione dell’ansia e del senso di smarrimento che attraversa la vita nella città contemporanea, dove il rumore di fondo del quotidiano soffoca la voce dell’individuo. Il protagonista si muove come un’ombra tra le strade, alla ricerca di un’identità che lo definisca, di un nome capace di dare forma alla propria illusione di sé. È una lotta interiore combattuta su due fronti: i fantasmi del passato che riaffiorano e tormentano, e un presente che opprime e non lascia respirare.

La scrittura, diretta e viscerale, restituisce il senso di vertigine di chi si sente sospeso, in cerca di un punto fermo. Musicalmente il brano si inserisce pienamente nella nuova virata indie punk rock del disco, con chitarre distorte e batteria incalzante che amplificano la tensione emotiva del testo. È un grido di smarrimento ma anche di resistenza, il tentativo di dare un nome a ciò che fa paura per poterlo finalmente affrontare. Un brano che incarna perfettamente lo spirito ribelle e introspettivo dell’intero album.

Gli Humana nascono tra Latina e Rimini dall’incontro tra Daniele Iudicone (voce, testi) e Lorenzo Sebastiani (musiche, arrangiamenti). Il loro sound fonde rock ed elettronica, con radici punk.

Lorenzo Sebastiani, produttore anche per Celentano e Jovanotti, dà il timbro al progetto.

L’album d’esordio “Humana” (2012) contiene la cover Rock ‘N’ Roll Robot di Camerini, successo nei club. Seguono il concept “Karma” (2018) (stile Blade Runner), l’EP “Human Electro” (2020) rimasterizzato a New York, e “Un altro giorno” (2022).

Nel 2026 esce “Siamo solo umani” (16 inediti), distribuito da BeNEXT Music con Universal Music. La band collabora con il batterista Alex Reeves (Justin Timberlake, Nick Cave) e il tecnico Ted Jensen (Green Day, Rolling Stones), e ha lavorato con il regista Cosimo Alemà (Ligabue, Tiziano Ferro).

Il tour Electro Rock Experience del 2022-2023, con formazione allargata, ha registrato date sold out in tutta Italia (Roma, Firenze, Torino) ed ha portato la band a partecipazioni come Sanremo Rock e Sanremo Live in the City.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=Agmaed3gxZI

lunedì 15 giugno 2026

“INSECURE SOUL”, il nuovo brano firmato The Absolute

 

Durante una lezione di fisica, tra i banchi dell’università, prende forma “INSECURE SOUL”, il nuovo brano firmato The Absolute.

L’ispirazione arriva da un’osservazione apparentemente quotidiana: la figura di una professoressa, il suo sguardo distante e la ripetizione meccanica di concetti già espressi infinite volte. In quel contesto emerge un’immagine carica di significato, una malinconia silenziosa che diventa il punto di partenza creativo del brano.

Da questa percezione nasce una riflessione più ampia sull’accettazione e sulla fatica emotiva del vivere. Il brano si sviluppa come un percorso interiore, in cui l’autrice riconosce uno stato di distacco emotivo e anestesia personale, interrotto proprio da quella tristezza osservata e interiorizzata.

“INSECURE SOUL” diventa così un risveglio: la riscoperta della sensibilità come elemento essenziale dell’identità. Un ritorno alla consapevolezza di essere qualcosa di più della materia, una presenza capace ancora di sentire, reagire e accendersi.

Un lavoro intimo e riflessivo, che trasforma un momento ordinario in un’esperienza emotiva profonda e universale.

I The Absolute sono un quartetto milanese nato dall’incontro tra radici blues e attitudine hard rock.

Il loro sound unisce energia, groove e sonorità ispirate al rock degli anni ‘70, mantenendo una direzione musicale personale e riconoscibile.

La band trova il proprio equilibrio nell’identità dei suoi quattro membri: Salvo, voce graffiante ed intensa; Noemi, chitarrista dal timbro caldo e dal gusto fortemente “Seventies”; Carlotta, bassista dal groove solido e dinamico ed Antonio, punto fermo della sezione ritmica.

Sebbene il palco sia l’habitat naturale in cui l’impatto sonoro si esprime in tutta la sua forza, i The Absolute hanno trascorso gli ultimi mesi tra sala prove e studio di registrazione. Questo intenso lavoro di ricerca ha portato alla finalizzazione dei primi singoli, prossimamente in uscita!

Con un repertorio in continua evoluzione, la band porta avanti un percorso che fonde rock e blues in modo diretto, autentico e senza eccessi, guardando alla scena emergente con un’identità chiara e una forte impronta live.

ASCOLTA “INSECURE SOUL”!

https://shortlink.uk/1x6bE

“Sigma Circle Jerk”, il nuovo singolo di AUT!

 

È disponibile “Sigma Circle Jerk”, il nuovo singolo di AUT!, un brano diretto e provocatorio che punta il dito contro le derive tossiche del maschilismo contemporaneo e la crescente influenza della cosiddetta manosfera online.

Il brano denuncia i meccanismi con cui forum, meme e contenuti costruiti per alimentare rabbia e polarizzazione riescono a intercettare le fragilità di una generazione di giovani uomini spesso isolati e insicuri, trasformando il disagio in risentimento e odio.

“Sigma Circle Jerk” mette in discussione la narrazione seducente di chi promette risposte semplici a problemi complessi, vendendo l’illusione di poter comprendere il mondo attraverso il filtro distorto di una rete sempre più individualista e tossica. Un fenomeno che, dietro slogan accattivanti e dinamiche virali, rischia di alimentare visioni semplificate della realtà e relazioni basate sull’esclusione e sul conflitto.

AUT! è il progetto di un giovane operaio mantovano che trasforma il rumore della provincia in post-punk ruvido, abrasivo e pulsante.

Debutta a ottobre 2024 con due EP che gli valgono l’apertura agli Afterhours a Firenze, l’inserimento nelle compilation Carne Fresca e Tribal Cabaret n°12 e live tra Milano, Veneto ed Emilia.

Tra grida, chitarre, campionamenti e drum machine, AUT! dà voce alla frustrazione e alle nevrosi della nuova provincia italiana, un luogo dove produzione, mercato e divertimento diventano ossessioni quotidiane.

A marzo 2026 esce il full lenght “No Attitude”, seguito a giugno dello stesso anno dal singolo “Sigma Circle Jerk”.

ASCOLTA “SIGMA CIRCLE JERK”!

https://benext.lnk.to/scj

MAGAZZINI MUSICALI – è uscito “Di Necessità Virtù”

 

Dopo poco più di due anni dal primo lavoro (Lost in The Grandi Magazzini), i Magazzini Musicali tornano con la nuova fatica discografica: “Di necessità Virtù”.

Il titolo, che riprende un motto di antica tradizione e di larga diffusione popolare, incuriosisce già l’ascoltatore ancor prima di “accedere” alla musica stessa.

Anche la presentazione delle tracce è a dir poco curiosa e tutt’altro che usuale: la band ha infatti deciso di raccogliere e rendere fruibili le 11 canzoni dell’album tramite dei QR code collocati all’interno di un fumetto, dove vengono raccontate le avventure del leader del gruppo, Zino il manichino, che insieme ai quattro musicisti scapestrati attraversa in lungo e in largo l’intero globo terracqueo affrontando mille avventure e peripezie.

Il tutto è magistralmente illustrato da Giorgio Credaro — grafico ormai onnipresente nei lavori dei Magazzini Musicali — e piacevolmente raccontato, con spirito, anche in forma di prosa all’interno del fumetto stesso.

Si può quindi parlare di un concept album in cui il viaggio fa da filo conduttore alle 11 tracce.

TRACKLIST

Eurovision

Il viaggio inizia dalla Svizzera e, più precisamente, da Basilea. Il brano, di chiara matrice funk/rock dal groove incisivo e ritmato, è costruito attorno a un riff incalzante. Il pezzo cattura fin da subito per la sua energia e il suo impatto sonoro. Il brano cresce dinamicamente fino ad arrivare a una sezione quasi caotica, dove brevi frasi di chitarra si rincorrono e si sovrappongono su un tappeto ritmico ipnotico, creando una tensione che cattura e trasporta l’ascoltatore oltre l’ignoto.

Polonia

La seconda tappa è la Polonia, con l’omonimo brano. Qui la matrice funk esce ancor più allo scoperto. Sopra il solido groove intessuto dalla batteria, dal basso e dalle tastiere, la chitarra “saltella” folleggiando allegramente. Anche in questo caso l’uso delle dinamiche, dei piano, dei forti e dei fortissimo è ben bilanciato e muove parecchio il brano.

Tundra Blues

Nella Tundra, tra muschi, licheni e, come raccontato nel fumetto, lemmings mannari, il brano inizia con un’atmosfera quasi tetra, con effetti sonori che sembrano simulare il vento gelido e le nebbie di quelle terre. Poi, invece, partono repentinamente batteria e percussioni, le nebbie si diradano, il groove porta di primo acchito allegria. Poi, però, le cose cambiano nuovamente: il tutto diventa “affannoso” sino alla fine.

Come stile, il brano si distacca decisamente dai primi due: qui sono presenti sfumature più etniche legate alla world music.

Male male, molto male, anzi malissimo

Si ritorna in pompa magna in un territorio funk/rock. Brano senza dubbio elaborato, con degli unisono “scoppiettanti” tra i vari strumenti. Il pezzo è “frenetico” e sincopato e non lascia l’ascoltatore inerme e “senza vita”. Il famoso “piedino che batte” è quasi inevitabile. Insomma, brano tenero e spregiudicato allo stesso tempo. Finale al fulmicotone!

Tendenza Africana

Il quinto brano catapulta direttamente nel “Continente nero”: l’intro caratterizzato dal dialogo tra varie percussioni è di chiaro sapore afro, come anche il magnetico groove che segue, accarezzato dal suono del vento del deserto, seguito dall’incedere maestoso del basso e dalla chitarra che tesse immediatamente melodie “antiche”. L’entrata delle tastiere, con un suono somigliante a una marimba, è la ciliegina sulla torta Afrika. Anche questo brano pare trasportare all’interno di un viaggio all’interno del viaggio.

Peach Hoot

Eccoci al giro di boa di questo interessantissimo viaggio di Zino e della sua band. Si va negli Stati Uniti con Peach Hoot. Brano che naviga tra sonorità slow funk, medium rock e jazzy.

Fermo The fionk

Il viaggio prosegue con un excursus nel trash/metal “vecchia scuola” con tappetone di doppia cassa in unisono col basso. Così si apre Fermo the Monk, con una chitarra “crunch” leggera.

Ziguevara

Si va verso il Sud America con un brano dove la tastiera la fa da padrona con riff in stile “montuno” che fa muovere il sedere anche ai più reticenti. Il tutto è farcito da batteria, percussioni, ammennicoli vari che, “sposati” con una linea di basso lontana dall’essere banale, supportano egregiamente il lavoro di tastiera e chitarra, la quale, nella parte dell’assolo a lei dedicata, sprigiona un sound assolutamente in stile e di pregevole fattura. Anche in questo caso unisoni e uso delle dinamiche sono assolutamente presenti e ben calibrati.

Il Surf Non è Per Tutti

Quasi alla fine del percorso i 4 portano l’ascoltatore col surf sull’onda più alta e fanno sentire il momento del “point break” con un fragoroso riff di tastiera, l’incedere sicuro della parte ritmica e con la chitarra che fa da legante “riempiendo” gli spazi vuoti, cucendo addosso la muta per una cavalcata dell’onda di tutto rispetto. Il brano è “frenetico”, ma con momenti di break (in questo caso non point, n.d.r.) che fanno riprendere aria dopo la divertente caduta in acqua.

La fiorra Jam

Penultima tappa e, come in un cerchio che si chiude, si ritorna a parlare di funk. In questo caso le atmosfere funkeggianti anni ’60 si intersecano sinergicamente con sonorità più moderne, ma sempre rispettando quel canone “storico” che caratterizza il genere.

Di Necessità Virtù

Il disco si chiude con questa suggestiva ballad che dà anche il titolo al lavoro dei Magazzini Musicali. Qui le atmosfere sono eteree, gli arrangiamenti sono curati, i “piano” e i “crescendo” sono i punti cardine del brano, come anche gli spazi che si creano. Un bel modo “rilassato” per finire un percorso pieno di “esperienze” molto diverse le une dalle altre, anche se tenute assieme dal filo conduttore del viaggio.

Nati nel 2022, i Magazzini Musicali sono un collettivo eclettico formato da Andrea Bona (chitarra), Mirco Franchetti (tastiere), Ivan Romeri (batteria) ed Emanuele Rusconi (basso), con il carismatico Zino come portavoce e voce narrante del gruppo. Le loro composizioni, ispirate da artisti come Calibro 35, Delvon Lamarr, Mark Lettieri, The Meters, Frank Zappa e Oz Noy, mescolano groove funk, potenza rock e influenze world, in un continuo processo di ricerca e sperimentazione.
Nel 2024 la band ha pubblicato il primo album in studio, “Lost in the Grandi Magazzini”, presentato con uno spettacolo teatrale multisensoriale che ha coinvolto attori e ballerini.

Dopo le esibizioni in festival come il B.EST Rock Festival, l’Openair Cavaglia e la Festa della Musica di Mendrisio, i Magazzini Musicali hanno partecipato a format radio e TV tra cui “We Have a Dream” di Red Ronnie e “Fatti Scoprire” di Rocker TV.

Nel 2025 fanno uscire i singoli “Eurovision” e “Polonia” e nel febbraio 2026 esce “Male Male Molto Male… Anzi, Malissimo”, seguito a giugno dello stesso anno dall’album “Di necessità Virtù”.

ASCOLTA “DI NECESSITÁ VIRTÚ”!

https://orcd.co/magazzinimusicali-dinecessitavirtu

sabato 13 giugno 2026

“Concordia”, il nuovo singolo dei Mystic Alma

 

Il nuovo singolo dei Mystic Alma, “Concordia”, racconta l’incontro di due anime che si riconoscono oltre il tempo e oltre la materia. È una storia di corrispondenze profonde, in cui musica e poesia diventano linguaggi complementari capaci di condurre i protagonisti verso la propria essenza più autentica.

In questo legame, l’arte assume il ruolo di forza creatrice e rinnovatrice.

Le melodie dell’uno e le parole dell’altra si cercano, si completano, generando uno spazio condiviso in cui ogni frammento trova il proprio posto e la rinascita interiore che ne consegue diventa un patto silenzioso, destinato a lasciare traccia ben oltre la dimensione terrena.

L’atmosfera del brano si sviluppa come una fiaba dalle tinte sinfoniche, attraversata da immagini celesti e da un sentimento che sembra espandersi insieme al respiro dell’universo. La “concordia” evocata dal titolo diventa così un principio vitale, una presenza che continua a vibrare tra le stelle e nella memoria del mondo.

Il cuore del racconto emerge nel ritornello, quando la protagonista celebra l’incontro con la sua anima gemella attraverso una dedica che racchiude l’intero significato del brano: «Quando tu, la tua arte, donavi assorto in armoniche note, il mio cuore la esternava in frasi sublimi». Un dialogo tra musica e parola che custodisce la promessa di un legame destinato a durare oltre ogni confine.

Il progetto Mystic Alma nasce dall’incontro artistico tra Salvatore Lucchesi – musicista e produttore eclettico, polistrumentista dalla vasta esperienza – ed Elisa Fortuna, soprano lirico con una brillante carriera in Italia e all’estero, animata da una forte passione per il rock e la contaminazione tra generi. Da questo incontro nasce un percorso di sperimentazione audace, che fonde voce lirica e sonorità rock e metal orchestrali in una formula tanto personale quanto affascinante.

I testi, scritti da Elisa, trasmettono messaggi di positività e bellezza, ispirati dalla natura, dalla vita e da una visione profonda del mondo. Le musiche, composte da Salvatore, spaziano con grande maestria dal gotico al sinfonico, dal celtico al metal, con soluzioni armoniche complesse e coinvolgenti.

Dopo una lunga fase creativa, il duo ha ampliato la formazione coinvolgendo altri musicisti provenienti da background diversi, dando vita alla band Mystic Alma. Il progetto, già apprezzato in importanti eventi e festival internazionali, si distingue oggi come una proposta musicale notevole nel panorama attuale, capace di emozionare e sorprendere attraverso la sua carica evocativa e la sua identità fuori dagli schemi.

ASCOLTA “CONCORDIA”!

https://orcd.co/mysticalma-concordia

giovedì 11 giugno 2026

Club Privé – è uscito “Luci Statiche Dimensionali”

 

“Luci Statiche Dimensionali” è uno dei brani più rappresentativi del primo album dei Club Privé, “Delenda Mundi”, e ne sintetizza pienamente l’immaginario estetico e concettuale.

Il singolo si inserisce nel nucleo tematico che attraversa l’intero progetto: la ricerca di una possibile liberazione da ciò che limita l’essere umano e la sua espressione artistica, fino all’idea di un “reset” dell’umanità attraverso un processo di progressiva alienazione dalla tecnologia e dai suoi effetti disumanizzanti.

Anche sul piano sonoro, il brano si distingue per un’atmosfera rarefatta e avvolgente, che agisce come vero e proprio attivatore emotivo del concept. La struttura musicale accompagna l’ascoltatore in una dimensione sospesa, in cui percezione e realtà tendono a confondersi.

Il ritornello, costruito attorno a una singola frase ripetuta e incisiva, rafforza il messaggio centrale del brano: il desiderio di allontanarsi dalle “luci del giorno”, simbolo di una realtà apparentemente chiara ma ingannevole, per lasciarsi avvolgere dalla notte. Quest’ultima diventa metafora di introspezione, mistero e possibilità creativa.

Il videoclip di “Luci Statiche Dimensionali” traduce in immagini il concept del brano e dell’album “Delenda Mundi” attraverso una sequenza di visioni evocative e frammentate. Le atmosfere visive alternano astrazione e suggestioni immersive, restituendo un senso di spaesamento e sospensione che riflette la ricerca di distacco dalla realtà contemporanea e dalla sua componente tecnologica disumanizzante. Il risultato è un viaggio visivo rarefatto e ipnotico, in perfetta continuità con la dimensione sonora del brano.

Con “Luci Statiche Dimensionali”, i Club Privé confermano la propria identità artistica, costruita su un equilibrio tra tensione concettuale e ricerca sonora, delineando un universo musicale coerente e profondamente visionario.

Sono i primi mesi del 2025 quando tre componenti di una storica band veronese si ritrovano quasi casualmente dopo la fine del vecchio progetto artistico.

Il cantante chitarrista Antonio Bombara sta lavorando su pezzi con una deriva rock più alternativa rispetto alle passate esperienze musicali, insieme ad altri musicisti coinvolge nelle registrazioni di una demo due vecchi compagni di viaggio. Il suono è caratterizzato fin da subito da un utilizzo misurato ma determinante dell’elettronica.

Il resto è storia, le demo diventano un disco firmato da Carlo Canteri, al basso, Damiano Vendramini, ai synth ed il già citato Antonio Bombara. Nascono così i Club Privé.

Il nome della band sottolinea questa coesione ed intimità musicale tra i suoi componenti che intraprendono una strada artistica evoluta e ricercata.

Il disco d’esordio del 2026 si intitola “Delenda Mundi” ed è un vero e proprio manifesto di una poetica musicale volta ad eliminare dalla propria esistenza e dal mondo, ciò che in qualche modo impedisce la libera espressione umana ed artistica, o ciò che si frappone come verità mediata allo sviluppo di un’arte libera dai condizionamenti. Le canzoni dal sapore vagamente cinematografico sviluppano la tematica attraverso metafore o situazioni di vita urbana.

A metà del 2026 l’incontro con Luca Bernardoni e Marco Biondi dell’etichetta discografica Sorry Mom! sposta il progetto su più ampia scala ed il futuro è tutto da scrivere.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=UcudZM1n3V4

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