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mercoledì 15 aprile 2026

GABRIELE GENTILE – “#TUSEICHARLIE” – Provocazione, ironia e libertà di espressione


Con “#TuSeiCharlie”, Gabriele Gentile firma un brano che si distingue per la sua capacità di unire provocazione e immediatezza comunicativa, trasformando un simbolo collettivo legato alla libertà di espressione in una riflessione ironica sulle contraddizioni del nostro tempo.

Il brano si sviluppa tra tensione e liberazione: le strofe, più cupe e riflessive, lasciano progressivamente spazio a un ritornello potente, energico e di forte impatto, pensato per essere cantato e condiviso dal pubblico.

L’identità sonora del pezzo si muove in un universo pop rock, arricchito da chitarre distorte, synth e aperture melodiche ampie e coinvolgenti, che contribuiscono a rendere il messaggio diretto ma accessibile.

Più che una presa di posizione, “#TuSeiCharlie” si propone come uno specchio della contemporaneità: non un attacco, ma uno stimolo alla riflessione. Il brano invita infatti a riscoprire leggerezza e spirito critico, ribadendo come la satira non rappresenti un punto di vista rigido, ma una sfumatura, un colore capace di arricchire la lettura della realtà.

Nato a Roma nel 1986, Gabriele Gentile si appassiona alla musica fin dall’infanzia, affascinato a quattro anni dal capolavoro d’animazione dei Beatles Yellow Submarine. Cresce tra ascolti eterogenei — dalla musica classica alla musica leggera, dai Pink Floyd a Michael Jackson, da Fabrizio De André a Lucio Dalla e Litfiba — che contribuiscono a formare il suo immaginario e la sua sensibilità musicale.

Inizia a studiare chitarra a 15 anni, avvicinandosi successivamente al theremin, al canto e alla tecnica del suono. Nei primi anni Duemila suona con diverse band romane, fino a intraprendere nel 2015 il percorso cantautorale solista.

Nel 2017 è semifinalista ad Area Sanremo. Nel 2019 pubblica l’album d’esordio Carpe Diem, auto-prodotto.

Nel 2023 firma con Sorry Mom!/Artist First, con cui pubblica i singoli “Come un veleno”, “Orizzonti” e “#TuSeiCharlie”, mixati e masterizzati da Francesco Luzzi.

Nel corso degli anni condivide il palco, tra set con band e performance soliste, con artisti come Thegiornalisti, Martina Attili, Sergio Caputo, Pino Scotto, Angela Baraldi e Andy dei Bluevertigo.

Nel 2025 lavora come tecnico del suono per Laurie Anderson in occasione di un live al Palazzo delle Esposizioni. Nello stesso anno cura il restauro e la masterizzazione di materiale audio di Pier Paolo Pasolini mai pubblicato in cinquant’anni, presentato il 1º novembre 2025.

Attualmente è al lavoro sul secondo album.

ASCOLTA “#TUSEICHARLIE”!

https://ffm.to/gabrielegentile-tuseicharlie

DUSTY EYES – “WE ARE ONE” – Il nuovo EP in cui diversi mondi sonori diventano uno solo

“We Are One” è il nuovo EP dei Dusty Eyes, un lavoro che alterna un mood allegro ed energico a sonorità e testi decisamente più oscuri e intimi, riconducibili alla corrente new wave/post-punk tipica degli anni ’80.

I brani richiamano senza dubbio gruppi storici come The Cure, The Smiths e Joy Division, ma cercano al tempo stesso di mantenere una propria identità, legata alla personalità e al background musicale dei quattro membri della band.

L’unione di gusti differenti, come suggerisce il titolo dell’EP, mira a offrire all’ascoltatore un’esperienza coesa e unica nel suo genere.

TRACKLIST:

Meeting Twice

Il singolo, che accompagna l’uscita dell’EP, racconta di una persona alla ricerca della propria anima gemella che scopre, all’improvviso, quanto sia limitante credere che esista un’unica occasione nella vita per trovare l’amore autentico.

La vera sfida è innanzitutto con sé stessi: cercare, giorno dopo giorno, ciò che si può amare in un’altra persona, con un’intensità pari — se non maggiore — a quella che si credeva possibile in passato.

Gatherer

Un invito a non scoraggiarsi mai e a raccogliere, passo dopo passo, i pezzi di sé disseminati, persi o sottratti lungo il proprio cammino.

Blossom

Primo singolo estratto, è una canzone che suggerisce che la fragilità non è sempre sinonimo di debolezza, ma può essere una materia viva, sottile e resistente.

Come un fiore che, nonostante il cemento e le crepe, riesce a farsi spazio e a sbocciare, un millimetro alla volta, sorretto dalla propria elasticità.

Perché è proprio da quella tensione invisibile e instancabile che nasce la bellezza.

Blinding It

Traccia che racconta la consapevolezza di chi, dopo aver concluso un’importante fase della propria vita, si rende finalmente conto di aver migliorato la propria condizione rispetto al passato e che, in fin dei conti, ciò che brillava ai suoi occhi non era altro che una malinconia accecante.

Echochamber

Un luogo in cui risulta impossibile distinguere ciò che è reale da ciò che è solo riflesso.

Ma, soprattutto, è un invito a fare spazio, a riconoscere le “catene d’eco” che avvolgono la nostra voce e a liberarsene, ritrovando un terreno più autentico da cui ripartire.

Glamour Holiday

Il disco si chiude con un elogio alla giovinezza e alle avventure fugaci che, proprio per la loro natura effimera, risultano al tempo stesso belle, malinconiche e crepuscolari, poiché se ne percepisce chiaramente la fine.

I Dusty Eyes sono una band post punk / alternative rock di Latina, formatasi nel 2021 dall’incontro tra Alessandro Duprè (voce) e Andrea Giovanetti (batteria).

Il progetto si arricchisce successivamente con l’ingresso del bassista Daniele Todino e del chitarrista Filippo Franzè. I diversi background musicali dei membri contribuiscono a contaminare e ampliare l’originaria struttura dei brani, mantenendo tuttavia un particolare richiamo a sonorità country e folk.

Il nome Dusty Eyes richiama l’immaginario dei cantautori americani e delle storie di frontiera, evocando la polvere negli occhi di chi scava nella terra alla ricerca dell’oro. Un’immagine che diventa metafora di una ricerca più profonda, fatta di suoni, identità e suggestioni musicali.

Dopo l’uscita dei brani “Blossom” ed “Echochamber”, nel 2026 la band pubblica l’ EP “We are one”, anticipato dal singolo “Meeting Twice”.

ASCOLTA “WE ARE ONE”!

https://orcd.co/dustyeyes-weareone

 

martedì 14 aprile 2026

“Aura” è il nuovo singolo degli Anførsyn

 

“Aura” è il nuovo singolo degli Anførsyn, un brano che segna un viaggio profondo nell’interiorità umana, dove il conflitto non si manifesta più nel mondo esterno ma dentro la mente e l’anima dell’individuo.

In questa nuova traccia, una mente che non riesce più a fidarsi di se stessa si trova improvvisamente di fronte all’irruzione dell’inspiegabile nella quotidianità. La lotta diventa così interiore: per raggiungere le stelle, l’individuo deve confrontarsi con una nuova parte di sé, con la propria ombra e con la propria oscurità.

“Aura” rappresenta la rivelazione improvvisa di un’identità frammentata, la presa di coscienza delle contraddizioni che definiscono la natura umana e del buio che ognuno porta dentro di sé. Un’oscurità che, solo una volta accettata e integrata, può condurre a una nuova completezza e a un senso di unità.

Il brano esplora il senso di colpa e la perdita di fiducia nei propri sensi, suggerendo che la caduta non è più quella dell’angelo di “Fallen Angel”, precipitato dal cielo sulla terra, ma un processo più sottile e profondo: una caduta interiore, che avviene dentro la coscienza stessa dell’individuo.

Gli Anførsyn sono un trio alternative rock italiano. Guidati dalla necessità condivisa di creare musica e da una forte determinazione, hanno fatto dell’imprevisto la loro forza – e il loro nome. La band, composta da Cleo, Save e Ronny, si è consolidata nel 2024 e ha perfezionato un sound in grado di bilanciare potenza e dolcezza.

Gli Anførsyn hanno cominciato il loro viaggio con l’EP “De Sidera” (uscito nell’aprile 2025 e anticipato dall’uscita del singolo “Fallen Angel”), trattando temi quali il destino e la lotta per raggiungere le stelle. Forti di una grande sintonia e instancabile energia nei live, hanno calcato palchi come quello del Milano Film Fest, del Rock’n’Roll e del Legend Club, guadagnando anche la vittoria del premio Stefano Ronzani al prestigioso contest Rock Targato Italia. E adesso sono pronti a conquistare chiunque cerchi musica che abbia cuore e fame.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=0I_KplyKo7s

MILDRED – esce “Se il mondo finisse domani”

 

“Se il mondo finisse domani” è un brano che esplora con profondità l’urgenza dei sentimenti in un’epoca in cui tutto appare fragile e provvisorio. Al centro della narrazione del nuovo singolo dei Mildred emerge una relazione intensa e irrisolta, costruita tra silenzi, distanza e desiderio.

Il pezzo restituisce un ritratto emotivo autentico, in cui l’amore si configura come qualcosa di fluido e mutevole: difficile da trattenere, ma al tempo stesso impossibile da dimenticare. Attraverso immagini evocative e una forte carica emotiva, il brano invita l’ascoltatore a confrontarsi con ciò che resta non detto e con la vulnerabilità dei legami umani.

“Se il mondo finisse domani” trasforma così l’incertezza in poesia, offrendo uno sguardo intimo e universale sull’amore contemporaneo.

I Mildred nascono nel 2016 e si affermano fin da subito con l’album d’esordio “Il Primo”, che regala da subito alla band importanti riconoscimenti. Il singolo “Mostro” entra in rotazione esclusiva su Sky e RockTv e, mentre intraprende un tour nel Nord Italia, il gruppo ottiene sia la nomina di “band del mese” su diverse webzine, sia spazio in emittenti di rilievo come Radio Lombardia nel programma “Linea Rock”.

Nel 2018 i Mildred tornano in studio e, a novembre, pubblicano il secondo album “Il Colore Degli Inverni”, accolto positivamente da pubblico e critica, con recensioni su magazine nazionali come Rumore e Rockerilla. Il disco raggiunge la 12ª posizione della Rock Chart di iTunes.

Nel corso degli anni, la band ha calcato numerosi palchi italiani, aprendo i concerti di artisti di primo piano come Lacuna Coil, Eugenio Finardi, Rezophonic, Shandon, Piotta e Phil Campbell.

Importanti anche i risultati ottenuti nei contest: finalisti ad Arezzo Wave 2019 e tra le prime 8 band selezionate per la finalissima di Sanremo Rock al Teatro Ariston, su oltre 1500 partecipanti.

Attualmente i Mildred sono al lavoro su un nuovo album, previsto in uscita nel 2026.

ASCOLTA “SE IL MONDO FINISSE DOMANI”!

https://benext.lnk.to/simfd

BIG BOSS MAN – “Acida” – UN OMAGGIO ALL’ICONICO BRANO DEI PROZAC +

 

I Big Boss Man pubblicano il loro nuovo singolo: una reinterpretazione di uno dei brani più iconici dei Prozac+, simbolo di un’intera generazione cresciuta tra gli anni ’90 e la scoperta del punk.

Per la band non si tratta semplicemente di una cover, ma di un ritorno alle origini, a quell’immaginario fatto di cassette doppiate, nastri riavvolti con una penna e pomeriggi passati ad ascoltare musica in cameretta. Un periodo in cui inquietudine, spontaneità e urgenza espressiva definivano l’identità musicale di molti giovani.

Con questo nuovo singolo, i Big Boss Man scelgono di mantenere intatto quello spirito: un suono essenziale, diretto e senza filtri. La reinterpretazione è costruita su una formula volutamente minimale — basso e batteria — per restituire tutta l’energia e l’immediatezza dell’attitudine punk.

«Per noi non è solo una canzone», racconta la band. «È infanzia, anni ’90, inquietudine, cassette doppiate riavvolte con la penna e la scoperta del punk. Noi lo abbiamo fatto così: ingenuo, da cameretta. Basso e batteria. Nessun compromesso.»

Il risultato è una versione personale e autentica che rende omaggio a un classico, riportandolo a una dimensione intima e viscerale, fedele allo spirito DIY che ha sempre caratterizzato il punk.

Nati nel 2015 in una piccola città della costa toscana, i BIG BOSS MAN sono un duo punk con un approccio minimalista: basso/voce e batteria, senza chitarra, ma con l’impatto di una band al completo.

Il risultato è un suono che sembra quello di un quartetto rock: un muro di rumore sporco, potente e diretto in faccia.

Il bassista suona un improbabile basso rosa a forma di margherita, ma il suono è tutto fuorché delicato: ruggisce distorto mentre la batteria pesta senza tregua, come un’intera sezione ritmica in rivolta.

Ad aprile 2025 esce il loro primo album self-titled, un full length di 9 tracce che arriva diretto e senza filtri, mescolando furia punk e vibrazioni dance-punk.

Con una formazione ridotta all’osso e una produzione grezza ma efficace, i BIG BOSS MAN fanno della semplicità la loro arma più potente.

Il suono è diretto, urgente e trascinante. Niente riempitivi: basso distorto, batteria tirata al limite e un’attitudine che riporta al DIY più autentico.

Zero fronzoli. Solo energia pura.

Punk lives. No Guitar. No Compromise.

ASCOLTA “ACIDA”!

https://orcd.co/bigbossman-acida

lunedì 13 aprile 2026

Gli Zona presentano “L’Ottavo Gioco”

 

Gli Zona presentano “L’Ottavo Gioco”, il loro quarto lavoro in studio che consiste in un full length da dieci tracce.

L’album è un assalto sonoro che mastica il fango del post-hardcore svedese di Breach e Cult of Luna per sputarlo fuori con l’urgenza teatrale del Teatro degli Orrori. In un mondo asettico e frenetico che corre a velocità folle verso lo schianto, l’album attinge alla violenza dei Sick of it All e al nichilismo degli Entombed, descrivendo una realtà di “preti senza croce” e alienazione tecnologica.

Dai testi emerge una fame rabbiosa: non si tratta di bere, ma di vomitare il sale di un’esistenza che non ci appartiene. Tra il demone Asmodeo che scava dall’interno e uno stress che non lascia scampo, gli Zona invitano a scappare da ciò che non approviamo. È un disco di pugni chiusi e scelte radicali, dove l’unica salvezza è mordere la vita prima che l’orizzonte inghiottisca tutto.

Citando la band: “benvenuti nella Zona: qui nevica nero”.

“L’Ottavo Gioco” è stato registrato e mixato presso gli Ivory Tears Music Works Studio da Alessandro Del Vecchio e Andrea Seveso.

TRACKLIST

SDN
Una fuga continua da una realtà che non concede tregua. Il mondo diventa un luogo inabitabile per chi non trova pace.

AMICO FRAGILE
Una fiamma breve, intensa, destinata a spegnersi. Un pensiero rivolto a chi non c’è più e a ciò che resta dopo.

PRETI SENZA CROCE
Un paesaggio apocalittico in cui i riferimenti crollano e nuove divinità pagane emergono dal letame. Un ordine diverso prende spazio senza chiedere legittimazione.

LO STRESS DELLA SICCITÀ
La menzogna nei rapporti umani si deposita come una siccità che consuma il terreno: tutto si svuota, nulla riesce più a crescere. Resta la sensazione di non riconoscere chi si ha accanto e di perdere ogni punto fermo.

DESERTO
La malattia cronica entra come un chiodo fisso, altera il ritmo sonno-veglia e deforma la percezione. Anche i gesti più semplici diventano ostacoli continui.

200 ALL’ORA
Due amici si ritrovano dopo anni e si riconoscono in un istante. La musica diventa un punto di contatto prima dell’impatto, mentre scorrono bilanci e traiettorie finite contro un muro.

ASMODEO
Il confronto con ciò che non si può evitare. Incontrare il maligno è la prova decisiva, di fronte alla quale siamo tutti impotenti.

L’OTTAVO GIOCO
Arriva il momento in cui non è più possibile rimandare: una scelta che pesa tutta insieme. L’idea di tenere tutto sotto controllo si incrina, lasciando emergere ciò che non regge.

IN FONDO AL MONDO
Quando tutto sembra perduto, un gesto inatteso può cambiare direzione. Una presenza che arriva inaspettata può fare la differenza.

ZONA
Un ingresso diretto, senza mediazioni. Un invito che ha il tono di una sfida, sporco e frontale.

La band nasce a Vigevano alla fine del 1994 per iniziativa di Francesco Capasso (Edda, Alligator, Septic Project, Miura, Adam Carpet) e Diego Quartara (Node, Merkel Market, Matra). Fin dagli inizi costruisce un percorso autonomo di genuino hardcore/crossover arricchito da un pungente cantato in italiano, portando dal vivo brani propri e condividendo il palco con realtà internazionali e italiane come Alice Cooper, Madball, NOFX e Timoria. Tra il 1994 e il 2000 pubblica due album in studio per la Omar Gru di Omar Pedrini e un disco dal vivo, accompagnati da un’attività live continua.

Dopo una lunga pausa, il progetto riprende con l’ingresso di Marco Di Salvia (Yak, Node, Merkel Market, Pino Scotto, Edge of Forever, Hardline) e Luigi Modugno aka Lo Slavo (Yak, Merkel Market, Bultaco DC). Il nuovo corso prende forma con “Anormalità”, presentato alle Laroomlive Sessions 2020 e pubblicato da Laroom Records. Negli anni successivi la band lavora a nuovo materiale, sviluppando una serie di brani che confluiscono nel percorso attuale, registrati ancora presso Ivory Tears Music Works Studio con la produzione curata internamente.

ASCOLTA “L’OTTAVO GIOCO”!

https://orcd.co/zona-lottavogioco

venerdì 10 aprile 2026

“Restare a guardare”, il nuovo singolo dei Nakhash

 

Il nuovo singolo dei Nakhash “Restare a guardare” è una riflessione lucida e disturbante sulla condizione dello spettatore contemporaneo. In un mondo iperconnesso e costantemente bombardato da immagini, notizie e emergenze, l’informazione perde progressivamente il suo peso specifico e si trasforma in intrattenimento. Guerre, crisi climatiche, violenza politica e collassi sociali scorrono sullo stesso piano: tutto diventa simultaneo, consumabile, e noi sempre più anestetizzati.

Il brano mette in scena questa paralisi morale. “Restare” non è una scelta eroica, ma una condanna: chi resta è chiamato a guardare, a subire, a contemplare senza intervenire. È il ritratto di una società che ha smarrito la capacità di reagire, intrappolata in un flusso continuo di stimoli che genera assuefazione invece che consapevolezza.

Il testo alterna immagini surreali e crudezza quotidiana, creando un cortocircuito emotivo che riflette la confusione del presente. La ripetizione ossessiva diventa un elemento centrale: il ritornello che si incastra su sé stesso richiama il loop informativo dei media e dei social, un eterno presente che non produce memoria né cambiamento.

Musicalmente, la contaminazione tra indie, pop, alternative rock e sporcature dance rafforza il senso di ambiguità del brano: il corpo è invitato a muoversi mentre il testo racconta l’immobilità, la festa convive con il disastro. È una contraddizione voluta, che rispecchia la nostra capacità di ballare mentre tutto crolla.

“Restare a guardare” non offre soluzioni né proclami. È una fotografia scomoda, un atto di accusa silenzioso che costringe l’ascoltatore a riconoscersi nello sguardo che osserva senza intervenire.

I Nakhash nascono nel 2014, con l’obiettivo di produrre inediti. La formazione vede Elisabetta Rosso alla voce, synth e chitarra ritmica, Riccardo D’Urso, come chitarra solista e seconde voci, Davide Manzocco come seconda chitarra e seconde voci, Simone Bussa al basso e Andrea Mastroberardino alla batteria.

Nel 2015 vincono il San Jorio Festival con il singolo Crossroads e cominciano il primo tour, ospiti di palchi come Asti Musica, Collisioni, Hiroshima Mon Amour e Viper.

Attraverso l’Emergenza Festival si presentano sul palco dell’Alcatraz come una delle migliori quattro band italiane nella musica emergente. Seguono collaborazioni con musicisti e produttori di calibro nazionale mantenendo un sound grezzo, con l’anima rock ma sporcato da contaminazioni pop, indie, alt e grunge.

Nel 2023 è uscito l’album “Cosa Resta”, e l’ultimo singolo dell’album “Romantica”è stato nominato il mio miglior singolo di gennaio 2023 da SkyTg24.

Nel 2025 i Nakhash sono stati selezionati come finalisti di Musicultura e stanno attualmente lavorando al nuovo progetto in uscita.

ASCOLTA “RESTARE A GUARDARE”!

https://ffm.to/nakhash-restareaguardare

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