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mercoledì 27 dicembre 2017

Joe Perrino’s Grog – Bomba w w La Guerra


"Il progetto dei Grog è capitanato dal rocker Nicola Macciò alias Joe Perrino che con le sue performance vocali e fisiche riesce a coinvolgere il pubblico in uno spettacolo a tutto tondo. Dopo aver affiancato i Litfiba nel tour di "17 Re" negli anni '80, con i quali condivideva management e etichetta discografica (IRA Records) ha continuato a reinterpretare il rock, e quindi se stesso senza perdere identità con stili musicali differenti fra loro.

Con i Grog, Joe Perrino torna alle origini e stupisce ancora. I Grog nascono nel giugno 2009 dalle ceneri del mitico gruppo di Joe Perrino ELEFANTE BIANCO, con un nuovo groove, miscela tra ciò che ha caratterizzato il sound dei Joe Perrino & The Mellowtones e degli Elefante Bianco.

Dopo l’album di debutto “L’esercito del Male” del 2015 , ritornano finalmente con questa nuova attesa produzione dove vede la partecipazione di G.L.Perotti (Extrema), Ergobeat e Gianni Maroccolo ( CCCP-C.S.I-Litfiba )". Tralasciamo tanti altri dettagli della biografia del musicista, ma diciamo solo che si capisce perfettamente che Joe Perrino non è il primo arrivato…

La sua collaborazione con i Grog dà alla luce quindi due album, il primo intitolato "L'esercito del male" e il qui presente "Bomba w w la guerra!", titolo sicuramente ironico ma allo stesso polemico, che insomma incarna lo spirito del momento e tanti fatti di cronaca. Joe perrino rivisita assieme ai Grog la concezione di rock (ma anche metal) in una chiave oseremmo dire originale, perché crea un ponte tra il rock anni Sessanta, di cui il musicista è grande estimatore e ci aggiunge anche il rock anni Settanta e attualizza tutto questo apportando alla sua musica elementi di alternative rock/metal che hanno cominciato a spargersi a partire dagli anni Novanta.

Sei episodi di media-lunga durata in cui i Joe Perrino's Grog esplorano, senza conoscere limiti, vari aspetti della musica pesante, e il tutto arricchito dal carisma della voce di Perrino, ovvero una voce da bluesman/rocker di classe, consumata sui palchi e nella vita di tutti i giorni. Testi che sono rappresentazioni della realtà che ci circonda, parole che fanno riflettere, esposte a volte con più sarcasmo e a volte meno, ma che nascondono comunque una certa inquietudine di fondo, dovuta probabilmente ad attente riflessioni che questo artista fa su quello che lo circonda. La musica a volte accarezza l'anima, ma molte volte è carica di adrenalina e potenza; il tutto comunque è suonato ed arrangiato in maniera ottima, da musicisti che probabilmente hanno attraversato già diverse spiagge nel panorama rock.

Non avrete mai quindi la sensazione di ascoltare qualcosa di poco messo a fuoco o di incompiuto. Il tutto suona maturo e ficcante, dritto al punto e danntamente convincente. E lo ripeto, il magnetismo della voce di Joe è un qualcosa che non si può comprare ovunque, e bisogna rendersi conto che personalità come la sua sono sempre un valore aggiunto nel rock, proprio come questo album, che va ad arricchire uno stuolo di band davvero poco convincenti che hanno invaso il mercato negli ultimi anni. Musica vera per gente vera. Caldamente consigliato.

Tracklist:

1. Bomba (Feat G. L. Perotti)

2. La piu' grande delusione

3. La giostra di momotti

4. La mia piccola Hiroshima (Feat. Ergobeat)

5. Oltre il dolore dell'incomprensione

6. Madre rmx (Feat. Gianni Gianni Maroccolo)

martedì 20 settembre 2016

Ascolta Baed, primo singolo estratto dall'ultimo disco degli Obscure Paths


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“Baed. Distanza. Perdita e riavvicinamento, arrivo e partenza. Nostalgia e vertigine di libertà, ben voluta e odiata.” Così recita lo slogan associato a Baed, il primo singolo tratto da “META“, l’ultimo disco degli Obscure Paths (Psych-Post Rock) in uscita alla fine del 2016. Un obiettivo raggiunto, una meta, ma anche un passaggio verso il futuro e verso tanta musica ancora da scrivere. Baed (termine arabo che indica “Distanza”) è stato rilasciato il 3 settembre in formato digitale sul profilo Bandcamp del gruppo. Le parole del gruppo:“È un disco molto importante per noi perché arriva a 10 anni dalla nostra formazione. Per festeggiare al meglio questa ricorrenza abbiamo pensato di offrire il nostro prodotto più completo e maturo, dove il nostro sound più ‘tipicamente’ Stoner\post si coniuga ad atmosfere elettroniche”
Credits del Videoclip:
Realizzazione: Obscure Paths Animazioni & Grafica: Slowly Take Shape

Credits del Disco:
Registrato c\o O.P. Studios di Molfetta (BA) e “Il Preludio” Studio Musica di Trani (BT)
Produzione: Obscure Paths
Grafica: Obscure Paths & Slowly Take Shape
Mixing & Mastering: Nico Caldarulo – Tunnel Studio

BIOGRAFIA
OBSCURE PATHS, quartetto strumentale nato ufficialmente il 5 agosto 2006. Punto di convergenza di pensieri e passioni spesso estremamente diversi, diversi come i modi di guardare la realtà di ogni singolo elemento della band. L’evoluzione condivisa di gusti e passioni musicali nate da ascolti spesso occasionali ma sentiti vicini e continuamente reinterpretati. Perfezionamento continuo partito dai primi risultati impressi nelle registrazioni del 2007 (OBSCURE PATHS IN THE LIGHT) dopo un anno passato a imparare cosa significa suonare in gruppo ma anche semplicemente ad imparare a suonare. Nel 2008 il secondo passo che ha portato la band alla coscienza di poter vedere le proprie idee realizzate in ogni singola nota di “NIPIOS”. Arrivano al 2009 arricchiti dal bagaglio dell’esperienza del concerto dal vivo, coscienti del bisogno di una diversa coerenza interna alla produzione, verso un nuovo modo di rielaborare i singoli gusti personali verso una nuova apertura diretta all’esterno delle singole menti.

Il 2009 è l’anno di “ON A DRY SEASON”, quattro pezzi (3 nuovi 1 ristrutturato) dai suoni taglienti e secchi ma spesso attraversati da un vento lontano e diluito che tenta di conciliare momenti improvvisi con atmosfere più distanti, sempre nella massima spontaneità. Dopo una gestazione di quasi 4 anni, il 15 febbraio 2013 esce il primo album ufficiale “AT A LOSS”, una coraggiosa introspezione musicale nel concetto di Perdita. Il disco si presenta già ad un primo ascolto come più compatto e maturo rispetto ai lavori precedenti.


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