CorrieredelWeb.it Arredo&Design Arte&Cultura Cinema&Teatro Eco-Sostenibilità Editoria Fiere&Sagre Formazione&Lavoro Fotografia


IltuoComunicatoStampa ICTechnology Marketing&Comunicazione MilanoNotizie Mostre Musica Normativa TuttoDonna Salute Turismo




Ultime news di Musica e Discografia

Cerca nel blog

lunedì 22 giugno 2026

DAVIDE PEPE – il nuovo singolo “Fermoimmagine”

 

Esce Fermoimmagine, il nuovo brano scritto, composto e arrangiato da Davide Pepe, una riflessione intensa e attuale sul senso di paralisi emotiva che caratterizza sempre più spesso la società contemporanea.

Attraverso una scrittura autentica, il brano esplora la difficoltà di instaurare relazioni profonde in un contesto in cui i rapporti umani vengono frequentemente mediati dagli schermi e dalla comunicazione digitale. Quel sentirsi sospesi, bloccati in un “fermo immagine”, diventa la metafora di una condizione esistenziale condivisa: l’incapacità di avanzare, la paura del futuro e il peso di un’ansia che immobilizza.

Nel testo emerge con forza il contrasto tra questa immobilità forzata e il desiderio urgente di liberarsi dai propri limiti per tornare a vivere pienamente, a respirare, a riconnettersi con gli altri in modo autentico. La vertigine dell’incertezza si intreccia così con una ricerca profonda di stabilità, di verità e di contatto umano.

Fermoimmagine è una fotografia sonora del nostro tempo, che racconta le fragilità e le contraddizioni di una generazione che, pur immersa in una connessione costante, continua a cercare relazioni vere e punti di riferimento concreti. Un brano che invita a fermarsi, riflettere e ritrovare il coraggio di vivere oltre ogni schermo.

Davide Pepe è un cantautore chitarrista pugliese; nel 2005 partecipa al Cornetto Free Music Festival; il brano “Fermoimmagine” è nella compilation “My Band” prodotta da MTV Italia. Al “Brindisi Live” condivide il palco con Giusy Ferreri, Aram Quartet, Paola e Chiara, Simone Cristicchi, Dj Francesco, Pago, Le Vibrazioni, Sonohra, Micol Barsanti, Litfiba, Marco Ligabue, Goran Kuzminac, Erica Mou, Ameba 4, suona sul Red Bull Tour Bus. Vince MUSIC FLASH ed il brano “Dove ci sei tu” viene scelto da BANCA INTESA per usi promozionali.

Nel 2014 collabora con il produttore Luca Rustici e partecipa a “Area Sanremo”. Nel 2016, con i Camera 133 è nell’album “Trent’anni di 17 RE” prodotto dai LITFIBA, con il brano “Ballata”.

Nel 2018 collabora con il produttore Luigi Rana. (Selma Hernandez, Mario Rosini, Lollipop).

Nel 2024/2025 con i Camera 133 live in apertura Gianluca Grignani e live per un festival teatro Petruzzelli.

Nel 2020 inizia la collaborazione con Sorry Mom! e Be Next Music con cui pubblica 12 singoli.

Attualmente è in studio con la band Camera 133 per la lavorazione e rinnovo costante del live.

Nella band, oltre Davide Pepe (voce e chitarre) ci sono Rinald Meta (batteria) e Giuseppe De Mola (basso).

Oltre al suo impegno artistico, Davide Pepe è anche psicologo e psicoterapeuta professionista nella città in cui vive.

ASCOLTA “FERMOIMMAGINE”!

https://benext.lnk.to/fermoimmagine

sabato 20 giugno 2026

“Connessioni”, il nuovo singolo di rosewood e Minimal

 

È uscito “Connessioni”, il nuovo singolo di rosewood e Minimal, un brano nato in modo del tutto spontaneo e sincero nel giro di poche ore. Il pezzo cattura il momento preciso in cui identità artistiche diverse si incontrano davvero, senza filtri né costruzioni.

A dare vita a “Connessioni” sono le idee di Minimal, rosewood e Diego Ruco, che insieme fondono chitarre pop punk/emo, melodie pop e una produzione upbeat, fresca e dance-friendly. Il risultato è un brano che ha il respiro dell’estate ma anche il peso emotivo delle cose non dette.

Tra confessioni, complessi, euforia e malinconia, “Connessioni” parla il linguaggio di chi vive i rapporti in modo istintivo, caotico e totalizzante, trasformando quel disordine emotivo in qualcosa di immediato e condivisibile.

rosewood è musica per chi si sente fuori fuoco ma continua a cercare un senso.

Classe 1996, mescola chitarre, beat, elettronica e parole dritte in faccia, raccontando il disagio di una generazione cresciuta tra precarietà, ansia, rabbia sociale e bisogno di restare umana, usando i generi come possibilità e non come confini. Nel 2025 pubblica disordine, EP di cinque tracce. Dal vivo rosewood diventa un trio con due chitarre, batteria e sequenze: essenziale, rumoroso, fisico.

Negli anni ha suonato e partecipato a realtà come Musicultura, _resetfestival, Musica da Bere, Musica Contro le Mafie, Controradio Rock Contest e Futures Italian Scouting, condividendo il palco con nomi come Baustelle, Marco Castello, Willie Peyote, Mobrici, Nitro, Nerone, Giuse The Lizia e Klaus Noir.

ASCOLTA “CONNESSIONI”!

Spotify: https://short-url.cc/1xvQP

Gli IDK’s annunciano l’uscita di “I Don’t Know”

 

Gli IDK’s annunciano l’uscita di “I Don’t Know”, un lavoro intenso e diretto che affronta le contraddizioni del mondo contemporaneo attraverso testi profondi e sonorità cariche di energia ed emozione.

Le canzoni del disco raccontano una realtà segnata da dolore, alienazione, guerra e perdita, esplorando sia le ferite individuali sia quelle collettive. Ogni brano si trasforma in una riflessione critica sulla società attuale, denunciando l’indifferenza, gli abusi di potere, le illusioni e il vuoto che allontanano le persone dalla propria umanità.

“I Don’t Know” non si limita a descrivere il disagio del presente, ma invita all’azione e alla consapevolezza. Di fronte a un mondo sempre più frammentato, il disco afferma con forza che resistere, lottare e indignarsi per ciò che siamo diventati rappresentano gli strumenti necessari per immaginare e costruire un cambiamento reale.

Con questo nuovo lavoro, gli IDK’s offrono una testimonianza sincera del proprio tempo, trasformando rabbia, inquietudine e speranza in musica capace di coinvolgere e far riflettere.

TRACKLIST

All Against All

“All Against All” parla di una società dominata dall’egoismo e dal consumismo, dove le persone hanno perso la compassione e il rispetto dell’altro pur di avere qualcosa in più; un mondo diviso, senza solidarietà, dove ognuno è lasciato solo contro gli altri. L’essere umano come ingranaggio di un sistema il cui fine è produrre e consumare.

Alone

In “Alone” il centro è l’abbandono emotivo e la dipendenza affettiva in una relazione che lentamente si consuma nell’indifferenza. La fine come unica liberazione possibile.

Saved

“Saved” è l’accettarsi per quello che si è. Riconosciamo i nostri errori, ma rifiutiamo il giudizio e la falsa compassione degli altri, scegliendo in maniera consapevole di vivere ai margini invece di cercare redenzione.

They Live

“They Live” trae ispirazione dal racconto Alle otto del mattino di Ray Nelson e dal film Essi Vivono di John Carpenter. Viviamo in una società addormentata dove pochi controllano tutto e tutti e dove la vita quotidiana diventa una forma di schiavitù involontaria.

I Don’t Know

“I Don’t Know” racconta la sensazione di smarrimento che ci circonda e della nostra incapacità di comunicare, non solo verbalmente, che ci fa perdere la direzione e i legami con gli altri fino a farci diventare emotivamente aridi e indifferenti tanto da non saper più provare sentimenti veri.

Change or Die

“Change or Die” parla dell’urgenza di cambiare, sia a livello personale che collettivo, prima che sia troppo tardi e denuncia l’indifferenza, l’oppressione e le illusioni che alimentano la sofferenza e distruggono il mondo intorno a noi. Il messaggio centrale è un avvertimento: evolversi, prendere coscienza e reagire, oppure andare incontro alla rovina.

Don’t Believe

“Don’t Believe” descrive l’orrore della guerra attraverso immagini di paura, morte e distruzione vissute dalla popolazione civile ed è un grido di condanna verso quei leader, quei poteri e quelle ideologie che alimentano odio e conflitti sacrificando vite innocenti.

Awakening

La canzone racconta una condizione di sconfitta, dolore e perdita, in un mondo devastato dove la speranza sembra svanita. Nonostante il caos e la distruzione, emerge però una volontà di rialzarsi, unirsi e continuare a combattere per un futuro diverso. Il messaggio centrale è che, anche quando tutto sembra perduto, la battaglia non è ancora finita finché esiste la forza di resistere.

My Way

In “My Way” il messaggio è semplice: non si può fuggire dalla propria verità interiore. Prima o poi bisogna trovare la strada alla cui fine ci confronteremo con noi stessi nonostante i tanti tentativi di nascondersi dietro una falsa identità.

The Party is Over

”The Party is Over” descrive il senso di alienazione, di vuoto e di confusione che si prova quando tutto finisce. In quel preciso momento, solo e circondato dalle conseguenze delle tue azioni, non ti resta che il confronto con proprio vuoto interiore.

Gli IDKs nascono nell’estate del 2023 dalla volontà di Edu, Matteo e Gianluca di dare continuità a un progetto precedente giunto al termine per motivi diversi.

All’inizio del 2024, con l’ingresso di una nuova bassista, la band avvia l’attività live, esibendosi in diversi locali e contesti tra Milano e provincia.

Nel giugno 2024 pubblicano il primo EP, I’m Not Dead, composto da cinque tracce. Oltre alla distribuzione sulle principali piattaforme di streaming, l’EP viene pubblicato anche in formato audiocassetta.

Nel luglio dello stesso anno, il singolo I Hate You viene trasmesso da Punk Rock Demonstration Radio Station, web radio americana specializzata nella scena punk rock internazionale.

All’inizio del 2025 la formazione cambia: Edu passa al basso e gli IDKs diventano ufficialmente un trio.

Nel giugno 2025 esce il nuovo singolo Propaganda, seguito poche settimane dopo dalla pubblicazione del video ufficiale. Anche questo brano viene trasmesso da Punk Rock Demonstration Radio Station.

Nel settembre 2025 gli IDKs firmano con Sorry Mom! e iniziano la registrazione di nuovi brani, così a novembre pubblicano il singolo Far from Home, anch’esso trasmesso da Punk Rock Demonstration Radio Station. A febbraio 2026 esce invece il singolo Face the Truth, confermando il percorso della band tra sonorità punk rock dirette ed energia live.

ASCOLTA “I DON’T KNOW”!

https://orcd.co/idks-idontknow

giovedì 18 giugno 2026

AZZURRO – “Un giro per Napoli” – Sei storie di strade vuote, cuori inquieti e sogni accesi

 

“Un giro per Napoli”, il nuovo EP di AZZURRO, non è una semplice cartolina della città. È il racconto sincero di una notte che sembra non finire mai: lunga, sudata, romantica e imperfetta. Tra il rumore dei motorini che attraversano le strade deserte, sigarette spente in fretta e parole rimaste sospese troppo a lungo, ogni brano cattura frammenti di vita vissuta, emozioni che si rincorrono e pensieri che trovano spazio solo quando il resto del mondo rallenta.

Questo disco attraversa Napoli senza mai fermarsi davvero, seguendo lo sguardo di chi cerca qualcosa senza sapere esattamente cosa. Forse un amore che sfugge, forse un po’ di pace in mezzo al caos, forse semplicemente un luogo in cui sentirsi a casa fino all’alba. Tra malinconia e speranza, luci al neon e vicoli silenziosi, “Un giro per Napoli” diventa un viaggio intimo e notturno, una colonna sonora per chi si è perso almeno una volta e ha continuato a camminare, confidando che la notte, prima o poi, gli avrebbe indicato la strada.

TRACKLIST

UN GIRO PER NAPOLI

Un brano collettivo, spontaneo e pieno di energia. Tra funk, amicizia e nostalgia, racconta il desiderio di tornare in un luogo che continua a chiamarti. Una canzone fatta per muoversi, cantare e stare insieme.

BRUCIAMO TUTTI I DISCHI

Una canzone che parla di consumarsi insieme senza trattenere niente. Tra romanticismo impulsivo e autodistruzione condivisa. L’idea di restare soli contro tutto, anche contro sé stessi.

FOTOGRAFÍA

Un incontro tra due sensibilità diverse che convivono nello stesso immaginario. Il brano parla dei ricordi e delle immagini che restano addosso. Romanticismo e distanza si alternano continuamente.

TIFO

Una dichiarazione romantica raccontata attraverso il linguaggio del tifo. L’amore visto come sostegno cieco, presenza e partecipazione emotiva. Un brano diretto, emotivo e istintivo.

SCUSA AMORE

Un pezzo più scuro e impulsivo, tra malinconia e tensione emotiva. Parla del tempo perso e della difficoltà di capire dove qualcosa si sia rotto. Un equilibrio tra sonorità più dure e vulnerabilità personale.

PIACERE

Un racconto notturno fatto di desiderio, leggerezza e piccoli eccessi. Sensazioni brevi che sembrano durare molto più del previsto. Una Napoli serale, lenta e sospesa, fa da sfondo al brano.

AZZURRO è un musicista e produttore italiano con base a Barcellona.

Dopo anni di lavoro nella scena locale, all’interno della comunità artistica di Praliné House, dà forma a un progetto solista intimo e personale.

Le sue canzoni nascono da stanze poco illuminate, viaggi notturni e relazioni sospese. Cantando in italiano, mescola pop alternativo, scrittura cantautorale e sonorità calde ed essenziali.

La sua voce, ruvida e fragile, accompagna testi che raccontano romanticismo imperfetto, edonismo discreto e ironia sottile.

Canzoni che non cercano risposte, ma restano dentro le domande.

ASCOLTA “UN GIRO PER NAPOLI”!

https://orcd.co/azzurro-ungiropernapoli

Gli Stoned Turtle pubblicano il nuovo singolo “Beheaded”

 

Gli Stoned Turtle pubblicano il nuovo singolo “Beheaded”, traccia che apre l’EP “Nothing left but silence”, con un impatto forte e immediato.

Il brano ha un’atmosfera aggressiva e inquietante, e mette subito al centro uno dei temi principali del progetto: l’effetto che i videogiochi possono avere sulla percezione della realtà e sull’identità. “Beheaded” racconta la discesa in un mondo virtuale in cui la violenza diventa normale e i confini tra reale e digitale iniziano a confondersi.

Il protagonista trova in questa dimensione una forma distorta di fuga e di potere, ma allo stesso tempo si allontana sempre di più dalla realtà, fino a perdere la percezione di ciò che è giusto o sbagliato, e persino del confine tra vita e morte.

Con questo singolo, gli Stoned Turtle aprono il loro lavoro con un’immersione diretta e disturbante, che introduce fin da subito le atmosfere e i concetti dell’EP.

Gli Stoned Turtle nascono a Genova nel 2018 con i piedi nel grunge e la testa in sonorità più sperimentali e pesanti.

Dopo il debutto con il primo disco omonimo registrato al Blackwave Studio di Fabio Palombi (Nerve, Burn The Ocean), la band ha intrapreso un percorso di crescita e nel 2024 ha integrato un nuovo cantante e chitarrista, spingendo il sound verso una dimensione più densa e compatta, alzando l’asticella senza mai tradire l’energia viscerale degli esordi.

Questa nuova maturità è esplosa nell’EP “Nothing Left But Silence” (ottobre 2025), dove il rock d’impatto di brani come Beheaded ha confermato un’attitudine autentica che non ha paura di sporcarsi le mani con influenze metal.

Il 2026 segna il momento della spinta definitiva: l’ingresso nel roster di Sorry Mom!(Marco Biondi, Luca Bernardoni) e l’uscita del singolo “Human” (aprile 2026) consolidano un progetto ormai totalmente a fuoco e consapevole.

Il videoclip ufficiale di Human esce ad aprile 2026 in anteprima per TuttoRock Magazine.

Attualmente in fase di pre-produzione, la band si prepara a tornare in studio a luglio 2026 per dare forma a un nuovo album con un suono ancora più potente e viscerale.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=EEDOU051oo0

Con “Cyberware” i PlayHz inaugurano il proprio universo narrativo e musicale

 

Con “Cyberware” i PlayHz inaugurano il proprio universo narrativo e musicale dando vita a un’esperienza immersiva che trasporta l’ascoltatore in un futuro inquietante e affascinante, sospeso tra innovazione tecnologica e perdita delle libertà individuali.

Costruito su una tensione sonora crescente e su atmosfere cariche di aspettativa, il brano trasmette la sensazione che qualcosa di inevitabile e imminente stia per accadere. Cyberware non è soltanto una canzone, ma un vero e proprio portale d’accesso a una dimensione narrativa più ampia, in cui il progresso tecnologico si intreccia con il tema del controllo sociale, dando forma a uno scenario distopico che invita alla riflessione.

Attraverso il linguaggio della musica, i PlayHz delineano i contorni di un mondo in cui il confine tra libertà e sorveglianza si fa sempre più sottile. L’ascoltatore viene accompagnato all’interno di una realtà dominata da tensioni e contraddizioni, dove l’individuo è chiamato a confrontarsi con sistemi di potere sempre più invasivi e con le conseguenze delle proprie scelte.

Cyberware rappresenta il primo capitolo di una narrazione destinata a svilupparsi nel tempo, introducendo i temi, le atmosfere e la visione artistica che caratterizzano il progetto PlayHz. Un viaggio sonoro che guarda al futuro per interrogare il presente, esplorando le sfide di una società sempre più interconnessa e tecnologicamente dipendente.

Il progetto musicale PlayHz (Players) nasce nel 2020 dall’incontro tra due amici appassionati di musica, già coinvolti da anni in diversi progetti artistici, che decidono di unire le proprie esperienze. Il background musicale maturato nel tempo attraversa la scena underground (metal, rock, blues, punk, industrial e pop), permettendo la creazione di un’identità sonora originale e distante dai precedenti percorsi.

La produzione è orientata al mondo dell’intrattenimento digitale, con particolare riferimento a videogiochi, creator su YouTube e canali Twitch. Le prime composizioni si ispirano alle colonne sonore dei videogiochi indie, con forti influenze synthwave anni ’80 ed elettronica anni ’90, mantenendo al tempo stesso una sensibilità contemporanea.

Nel 2024 il progetto evolve verso un sound più aggressivo, con l’ingresso di un chitarrista storico collaboratore.

Il trio, riconosciuto per la capacità di creare paesaggi sonori immersivi per videogiochi indie e contenuti digitali, entra così in una nuova fase artistica. Dopo un lungo percorso tra synthwave retro-futuristico e influenze elettroniche anni ’90, il progetto abbraccia le sonorità darksynth, segnando un’evoluzione significativa della propria identità musicale.

Radicato nella scena metal e orientato alla narrazione digitale, il nuovo corso introduce una palette sonora più intensa e viscerale. L’inserimento della chitarra elettrica contribuisce a definire un suono più diretto e potente, caratterizzato da riff incisivi, linee di basso pulsanti e synth cinematografici, dando vita a un’atmosfera oscura ed energica.

ASCOLTA “CYBERWARE”!

https://linktr.ee/PlayHz

LOST REFLECTION – è uscito “INTO THE SOCIAL NETWORK”

 

Molto prima che la dipendenza dai social media diventasse uno degli argomenti più discussi del presente, i Lost Reflection avevano già scelto di osservarne le conseguenze da vicino. “Into the Social Network”, uno dei brani centrali del concept album “Trapped in The Net”, torna oggi con una veste sonora rinnovata che ne amplifica il significato e l’attualità.

Il brano racconta un mondo in cui la connessione permanente produce l’effetto opposto: persone sempre più esposte e sempre più distanti. Schermi, profili e identità digitali costruiscono una realtà parallela che promette visibilità, approvazione e appartenenza, lasciando spesso spazio a isolamento, dipendenza e smarrimento.

I Lost Reflection affrontano questo scenario senza imporre lezioni morali, ma descrivendone semplicemente i meccanismi e le contraddizioni dall’interno.

Musicalmente, “Into the Social Network” conserva il DNA della band, che rivisita il sound di Alice Cooper e Ratt, ma con una spinta più contemporanea e diretta. L’hard rock classico che ha plasmato l’identità del gruppo incontra una produzione più compatta, pulita e aggressiva, capace di dare nuova forza a un messaggio che continua a parlare al presente.

I Lost Reflection nascono nel 1996 e prendono il nome da un brano dei Crimson Glory, pur sviluppando fin da subito un percorso artistico autonomo basato esclusivamente su musica originale. Nel 2005 il fondatore Fabrizio Fulco si trasferisce in Florida per entrare come bassista nel Ben Jackson Group, progetto guidato da Ben Jackson, storico chitarrista dei Crimson Glory. L’esperienza americana rappresenta una tappa importante del suo percorso musicale e precede il ritorno in Italia, dove riprende l’attività della band.

Tra le influenze che hanno contribuito a definire il linguaggio dei Lost Reflection convivono l’attitudine di Alice Cooper e Kiss, l’impatto abrasivo dei Ratt, lo spirito dei Ramones, il gusto melodico di Bon Jovi e ovviamente l’eredità dei Crimson Glory. Elementi diversi che nel tempo hanno trovato una sintesi personale e riconoscibile.

Nel corso degli anni i Lost Reflection pubblicano gli album “Florida” (2011), “Scarecrowd” (2014) e “Trapped in The Net” (2018), consolidando una proposta che unisce hard rock melodico, energia live e attenzione ai temi affrontati nei testi.

La band ha condiviso il palco con numerosi artisti della scena internazionale, tra cui Gilby Clarke (Guns’n’Roses), Avenging Benji (CRIMSON GLORY), Geoff Tate’s Operation:Mindcrime (Queensrÿche), Rowan Robertson (Dio), David Ellefson (Megadeth), Axel Rudy Pell, Enuff’z’nuff, Anvil, Vicious Rumors, Marky Ramone (Ramones, Misfits), Thomas Silver (Hardcore Superstar), Adam Bomb, Tygers of Pan Tang, Kissin’ Dynamite, Nashville Pussy oltre a realtà storiche del rock italiano come Pino Scotto, Strana Officina, Rain ed Elektradrive.

Oggi la formazione è composta da Fabrizio Fulco alla voce e chitarra, Simone Curatola al basso e Luca Pragliola alla batteria.

ASCOLTA “INTO THE SOCIAL NETWORK”!

Spotify: https://shortlink.uk/1xlkY

martedì 16 giugno 2026

FLASHBACK OF ANGER – è uscito “MEANINGLESS WORDS”

 

Draghi alati, spade leggendarie, profezie scolpite nella pietra e guerrieri dal destino ineluttabile.

I Flashback of Anger prendono l’intero arsenale dell’immaginario power metal, lo rovesciano sul tavolo e si divertono a osservarlo da una prospettiva decisamente meno solenne.

Con “Meaningless Words”, la band sforna uno dei brani più schietti e irriverenti del suo repertorio: doppia cassa, chitarre veloci e un ritornello catchy che prendono di mira i cliché del genere.

Ironia affilata e satira d’acciaio mettono a nudo re, giullari e creature fantastiche narrate con toni altisonanti, esasperandoli fino a renderli una caricatura. I riferimenti fantasy, le immagini eroiche e la retorica epica vengono spinti all’eccesso per smascherarne l’assurdità e per scherzare con il linguaggio del power e del symphonic metal, usando le stesse armi che quei mondi hanno reso celebri. Una sarcastica e divertente dichiarazione d’affetto insomma, dedicata al genere a cui la band è sempre stata fedele.

“Meaningless Words” gioca infatti con una domanda semplice: cosa rimane quando si svuotano le grandi narrazioni di tutta la loro enfasi? A volte soltanto parole altisonanti, castelli immaginari e personaggi che si prendono molto sul serio. Ed è proprio qui che i Flashback of Anger decidono di farsi una risata, con l’aiuto del lyric video a supporto del brano.

La chiusura del brano riserva inoltre un omaggio per gli appassionati di cinema, con una delle battute più celebri di Bruce Campbell nel film cult “L’Armata delle Tenebre”. Una scelta colma di gratitudine e di solidarietà verso la sua battaglia con la malattia, con l’augurio che possa combatterla epicamente e con coraggio.

I Flashback of Anger nascono nel giugno 2003 come progetto power metal dalle forti influenze melodiche e neoclassiche.

Dopo i primi riscontri nella scena underground, la band ottiene un’importante opportunità registrando l’album d’esordio “Splinters of Life” presso gli High Gain Studios, sotto la direzione artistica di Dirk Schlächter dei Gamma Ray.

Nello stesso periodo Alessio Gori entra a far parte della line-up live dei Gamma Ray come tastierista ufficiale durante l’Hellish Rock Tour 2007/2008 insieme agli Helloween.

Pubblicato nel 2009 dall’etichetta Limb Music, “Splinters of Life” segna l’inizio del percorso discografico della band. Dopo un periodo di pausa dovuto alla scomparsa del bassista Francesco Masini, nel 2012 entra in formazione Andrea Torricini dei Vision Divine, contribuendo alla realizzazione del secondo album “T.S.R. (Terminate And Stay Resident)”, pubblicato nel 2014 dalla tedesca IceWarrior Records. Nel brano “Black Prince” compare come ospite speciale Fabio Lione, noto per il suo lavoro con Vision Divine, Rhapsody of Fire e Angra.

Nel 2018 i Flashback of Anger pubblicano il terzo album “Shades”, ancora per IceWarrior Records, con una formazione composta da Alessio Gori alla voce e alle tastiere, Gianmarco Lotti alla chitarra, Marco Moroni al basso e Lorenzo Innocenti alla batteria.

Il quarto lavoro in studio, “Prisoner of War”, esce il 26 settembre 2024 in completa autoproduzione, sia in formato fisico che digitale. Si tratta di un concept album dedicato al tema della guerra, ispirato dagli eventi che segnano il presente.

Nel 2025 Matteo Bonini rientra nella formazione come seconda chitarra, contribuendo a rafforzare ulteriormente il sound della band.

Nel marzo 2026 i Flashback of Anger pubblicano il singolo “Shining Life”, nuovo capitolo di un percorso che continua a svilupparsi mantenendo salde le proprie radici nel power metal europeo.

ASCOLTA “MEANINGLESS WORDS”!

https://linktr.ee/flashback_of_anger

I Roman Krays tornano con “Sette Anni”

 

I Roman Krays tornano con Sette Anni, un brano ispirato da una storia reale e profondamente umana. La canzone infatti nasce dall’esperienza vissuta da una persona molto vicina alla band, che si è trovata ad affrontare la fine improvvisa e apparentemente inspiegabile di una relazione importante, vedendo crollare in un istante progetti, aspettative e anni di sacrifici condivisi.

Proprio da una frase pronunciata più volte durante quel difficile momento – “sono sette anni che faccio chilometri e sacrifici per starle accanto” – prende forma il concept del brano e il suo titolo.

“Sette Anni” si configura così come un potente sfogo emotivo contro il dolore di un amore perduto, nel quale era stato investito tutto se stessi, ma anche come il racconto della forza del legame fraterno e dell’importanza di avere accanto qualcuno disposto ad ascoltare e condividere il peso della sofferenza.Nella parte finale del testo emerge infatti il ruolo dell’amico, presenza fondamentale che invita a non chiudersi nel dolore e a trovare il coraggio di raccontarsi.

Dal punto di vista musicale, il brano presenta una ricerca sonora accurata che si inserisce nel percorso artistico tracciato dagli ultimi due singoli della band, introducendo però elementi più incisivi e diretti. Il basso assume una connotazione più hardcore, mentre i cori nei ritornelli conferiscono al pezzo un’anima street e coinvolgente.

La struttura ritmica è stata concepita per evocare simbolicamente il battito del cuore: una pulsazione energica e ben scandita che cresce progressivamente d’intensità, accompagnando l’ascoltatore verso una sezione finale più melodica ed emotiva.

Un crescendo che amplifica il messaggio di vulnerabilità, resilienza e vicinanza umana che costituisce il cuore di “Sette Anni”.

I Roman Krays nascono nel 2019 a Guspini, nella West Coast della Sardegna.Dopo diverse esperienze musicali individuali, prende forma il progetto Roman Krays, caratterizzato da un incontro di influenze personali che dà vita a un sound melodico ma al tempo stesso riconoscibile e distintivo.

Durante il periodo pandemico, il COVID non interrompe il percorso creativo della band, ma anzi ne rafforza la visione artistica. La volontà di trasformare la rabbia e il disagio in musica porta alla pubblicazione del primo singolo “Follia”, che racconta le contraddizioni e le distorsioni vissute durante l’emergenza sanitaria.

Successivamente, nel 2023, esce “Fumo”, brano che affronta una tematica sociale delicata e attuale come la depressione. I testi e la cura nella produzione diventano elementi centrali dell’identità del gruppo, contribuendo a definire una cifra stilistica sempre più precisa. Le prime esibizioni dal vivo e la partecipazione a diversi festival collocano i Roman Krays all’interno della scena punk rock sarda, distinguendosi per performance energiche e coinvolgenti. Nell’autunno dello stesso anno la band entra in studio di registrazione per realizzare il primo album, “Quanto Costa Sognare”, pubblicato il 10 maggio 2024 e anticipato dal singolo “Nicol”, brano di forte impatto tematico che ottiene un riscontro positivo anche a livello nazionale.

La collaborazione con Fix, cantante dei Madbeat, nel singolo “Sapore di Male”, rappresenta un ulteriore passo verso la scena nazionale, consolidando la presenza della band nel panorama alternativo e punk rock italiano.

Nel 2025 viene pubblicato “Lunedì”, ultimo singolo che affronta il tema dell’oppressione sul lavoro, confermando l’impegno dei Roman Krays nel raccontare attraverso la musica tematiche sociali e contemporanee.

ASCOLTA “SETTE ANNI”!

https://orcd.co/romankrays-setteanni

HUMANA – il nuovo singolo “Trovami un nome”

 

“Trovami un nome” è la quarta traccia di “Siamo solo umani”, il nuovo album degli Humana uscito a gennaio 2026.

Il brano è un’esplorazione dell’ansia e del senso di smarrimento che attraversa la vita nella città contemporanea, dove il rumore di fondo del quotidiano soffoca la voce dell’individuo. Il protagonista si muove come un’ombra tra le strade, alla ricerca di un’identità che lo definisca, di un nome capace di dare forma alla propria illusione di sé. È una lotta interiore combattuta su due fronti: i fantasmi del passato che riaffiorano e tormentano, e un presente che opprime e non lascia respirare.

La scrittura, diretta e viscerale, restituisce il senso di vertigine di chi si sente sospeso, in cerca di un punto fermo. Musicalmente il brano si inserisce pienamente nella nuova virata indie punk rock del disco, con chitarre distorte e batteria incalzante che amplificano la tensione emotiva del testo. È un grido di smarrimento ma anche di resistenza, il tentativo di dare un nome a ciò che fa paura per poterlo finalmente affrontare. Un brano che incarna perfettamente lo spirito ribelle e introspettivo dell’intero album.

Gli Humana nascono tra Latina e Rimini dall’incontro tra Daniele Iudicone (voce, testi) e Lorenzo Sebastiani (musiche, arrangiamenti). Il loro sound fonde rock ed elettronica, con radici punk.

Lorenzo Sebastiani, produttore anche per Celentano e Jovanotti, dà il timbro al progetto.

L’album d’esordio “Humana” (2012) contiene la cover Rock ‘N’ Roll Robot di Camerini, successo nei club. Seguono il concept “Karma” (2018) (stile Blade Runner), l’EP “Human Electro” (2020) rimasterizzato a New York, e “Un altro giorno” (2022).

Nel 2026 esce “Siamo solo umani” (16 inediti), distribuito da BeNEXT Music con Universal Music. La band collabora con il batterista Alex Reeves (Justin Timberlake, Nick Cave) e il tecnico Ted Jensen (Green Day, Rolling Stones), e ha lavorato con il regista Cosimo Alemà (Ligabue, Tiziano Ferro).

Il tour Electro Rock Experience del 2022-2023, con formazione allargata, ha registrato date sold out in tutta Italia (Roma, Firenze, Torino) ed ha portato la band a partecipazioni come Sanremo Rock e Sanremo Live in the City.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=Agmaed3gxZI

lunedì 15 giugno 2026

“INSECURE SOUL”, il nuovo brano firmato The Absolute

 

Durante una lezione di fisica, tra i banchi dell’università, prende forma “INSECURE SOUL”, il nuovo brano firmato The Absolute.

L’ispirazione arriva da un’osservazione apparentemente quotidiana: la figura di una professoressa, il suo sguardo distante e la ripetizione meccanica di concetti già espressi infinite volte. In quel contesto emerge un’immagine carica di significato, una malinconia silenziosa che diventa il punto di partenza creativo del brano.

Da questa percezione nasce una riflessione più ampia sull’accettazione e sulla fatica emotiva del vivere. Il brano si sviluppa come un percorso interiore, in cui l’autrice riconosce uno stato di distacco emotivo e anestesia personale, interrotto proprio da quella tristezza osservata e interiorizzata.

“INSECURE SOUL” diventa così un risveglio: la riscoperta della sensibilità come elemento essenziale dell’identità. Un ritorno alla consapevolezza di essere qualcosa di più della materia, una presenza capace ancora di sentire, reagire e accendersi.

Un lavoro intimo e riflessivo, che trasforma un momento ordinario in un’esperienza emotiva profonda e universale.

I The Absolute sono un quartetto milanese nato dall’incontro tra radici blues e attitudine hard rock.

Il loro sound unisce energia, groove e sonorità ispirate al rock degli anni ‘70, mantenendo una direzione musicale personale e riconoscibile.

La band trova il proprio equilibrio nell’identità dei suoi quattro membri: Salvo, voce graffiante ed intensa; Noemi, chitarrista dal timbro caldo e dal gusto fortemente “Seventies”; Carlotta, bassista dal groove solido e dinamico ed Antonio, punto fermo della sezione ritmica.

Sebbene il palco sia l’habitat naturale in cui l’impatto sonoro si esprime in tutta la sua forza, i The Absolute hanno trascorso gli ultimi mesi tra sala prove e studio di registrazione. Questo intenso lavoro di ricerca ha portato alla finalizzazione dei primi singoli, prossimamente in uscita!

Con un repertorio in continua evoluzione, la band porta avanti un percorso che fonde rock e blues in modo diretto, autentico e senza eccessi, guardando alla scena emergente con un’identità chiara e una forte impronta live.

ASCOLTA “INSECURE SOUL”!

https://shortlink.uk/1x6bE

“Sigma Circle Jerk”, il nuovo singolo di AUT!

 

È disponibile “Sigma Circle Jerk”, il nuovo singolo di AUT!, un brano diretto e provocatorio che punta il dito contro le derive tossiche del maschilismo contemporaneo e la crescente influenza della cosiddetta manosfera online.

Il brano denuncia i meccanismi con cui forum, meme e contenuti costruiti per alimentare rabbia e polarizzazione riescono a intercettare le fragilità di una generazione di giovani uomini spesso isolati e insicuri, trasformando il disagio in risentimento e odio.

“Sigma Circle Jerk” mette in discussione la narrazione seducente di chi promette risposte semplici a problemi complessi, vendendo l’illusione di poter comprendere il mondo attraverso il filtro distorto di una rete sempre più individualista e tossica. Un fenomeno che, dietro slogan accattivanti e dinamiche virali, rischia di alimentare visioni semplificate della realtà e relazioni basate sull’esclusione e sul conflitto.

AUT! è il progetto di un giovane operaio mantovano che trasforma il rumore della provincia in post-punk ruvido, abrasivo e pulsante.

Debutta a ottobre 2024 con due EP che gli valgono l’apertura agli Afterhours a Firenze, l’inserimento nelle compilation Carne Fresca e Tribal Cabaret n°12 e live tra Milano, Veneto ed Emilia.

Tra grida, chitarre, campionamenti e drum machine, AUT! dà voce alla frustrazione e alle nevrosi della nuova provincia italiana, un luogo dove produzione, mercato e divertimento diventano ossessioni quotidiane.

A marzo 2026 esce il full lenght “No Attitude”, seguito a giugno dello stesso anno dal singolo “Sigma Circle Jerk”.

ASCOLTA “SIGMA CIRCLE JERK”!

https://benext.lnk.to/scj

MAGAZZINI MUSICALI – è uscito “Di Necessità Virtù”

 

Dopo poco più di due anni dal primo lavoro (Lost in The Grandi Magazzini), i Magazzini Musicali tornano con la nuova fatica discografica: “Di necessità Virtù”.

Il titolo, che riprende un motto di antica tradizione e di larga diffusione popolare, incuriosisce già l’ascoltatore ancor prima di “accedere” alla musica stessa.

Anche la presentazione delle tracce è a dir poco curiosa e tutt’altro che usuale: la band ha infatti deciso di raccogliere e rendere fruibili le 11 canzoni dell’album tramite dei QR code collocati all’interno di un fumetto, dove vengono raccontate le avventure del leader del gruppo, Zino il manichino, che insieme ai quattro musicisti scapestrati attraversa in lungo e in largo l’intero globo terracqueo affrontando mille avventure e peripezie.

Il tutto è magistralmente illustrato da Giorgio Credaro — grafico ormai onnipresente nei lavori dei Magazzini Musicali — e piacevolmente raccontato, con spirito, anche in forma di prosa all’interno del fumetto stesso.

Si può quindi parlare di un concept album in cui il viaggio fa da filo conduttore alle 11 tracce.

TRACKLIST

Eurovision

Il viaggio inizia dalla Svizzera e, più precisamente, da Basilea. Il brano, di chiara matrice funk/rock dal groove incisivo e ritmato, è costruito attorno a un riff incalzante. Il pezzo cattura fin da subito per la sua energia e il suo impatto sonoro. Il brano cresce dinamicamente fino ad arrivare a una sezione quasi caotica, dove brevi frasi di chitarra si rincorrono e si sovrappongono su un tappeto ritmico ipnotico, creando una tensione che cattura e trasporta l’ascoltatore oltre l’ignoto.

Polonia

La seconda tappa è la Polonia, con l’omonimo brano. Qui la matrice funk esce ancor più allo scoperto. Sopra il solido groove intessuto dalla batteria, dal basso e dalle tastiere, la chitarra “saltella” folleggiando allegramente. Anche in questo caso l’uso delle dinamiche, dei piano, dei forti e dei fortissimo è ben bilanciato e muove parecchio il brano.

Tundra Blues

Nella Tundra, tra muschi, licheni e, come raccontato nel fumetto, lemmings mannari, il brano inizia con un’atmosfera quasi tetra, con effetti sonori che sembrano simulare il vento gelido e le nebbie di quelle terre. Poi, invece, partono repentinamente batteria e percussioni, le nebbie si diradano, il groove porta di primo acchito allegria. Poi, però, le cose cambiano nuovamente: il tutto diventa “affannoso” sino alla fine.

Come stile, il brano si distacca decisamente dai primi due: qui sono presenti sfumature più etniche legate alla world music.

Male male, molto male, anzi malissimo

Si ritorna in pompa magna in un territorio funk/rock. Brano senza dubbio elaborato, con degli unisono “scoppiettanti” tra i vari strumenti. Il pezzo è “frenetico” e sincopato e non lascia l’ascoltatore inerme e “senza vita”. Il famoso “piedino che batte” è quasi inevitabile. Insomma, brano tenero e spregiudicato allo stesso tempo. Finale al fulmicotone!

Tendenza Africana

Il quinto brano catapulta direttamente nel “Continente nero”: l’intro caratterizzato dal dialogo tra varie percussioni è di chiaro sapore afro, come anche il magnetico groove che segue, accarezzato dal suono del vento del deserto, seguito dall’incedere maestoso del basso e dalla chitarra che tesse immediatamente melodie “antiche”. L’entrata delle tastiere, con un suono somigliante a una marimba, è la ciliegina sulla torta Afrika. Anche questo brano pare trasportare all’interno di un viaggio all’interno del viaggio.

Peach Hoot

Eccoci al giro di boa di questo interessantissimo viaggio di Zino e della sua band. Si va negli Stati Uniti con Peach Hoot. Brano che naviga tra sonorità slow funk, medium rock e jazzy.

Fermo The fionk

Il viaggio prosegue con un excursus nel trash/metal “vecchia scuola” con tappetone di doppia cassa in unisono col basso. Così si apre Fermo the Monk, con una chitarra “crunch” leggera.

Ziguevara

Si va verso il Sud America con un brano dove la tastiera la fa da padrona con riff in stile “montuno” che fa muovere il sedere anche ai più reticenti. Il tutto è farcito da batteria, percussioni, ammennicoli vari che, “sposati” con una linea di basso lontana dall’essere banale, supportano egregiamente il lavoro di tastiera e chitarra, la quale, nella parte dell’assolo a lei dedicata, sprigiona un sound assolutamente in stile e di pregevole fattura. Anche in questo caso unisoni e uso delle dinamiche sono assolutamente presenti e ben calibrati.

Il Surf Non è Per Tutti

Quasi alla fine del percorso i 4 portano l’ascoltatore col surf sull’onda più alta e fanno sentire il momento del “point break” con un fragoroso riff di tastiera, l’incedere sicuro della parte ritmica e con la chitarra che fa da legante “riempiendo” gli spazi vuoti, cucendo addosso la muta per una cavalcata dell’onda di tutto rispetto. Il brano è “frenetico”, ma con momenti di break (in questo caso non point, n.d.r.) che fanno riprendere aria dopo la divertente caduta in acqua.

La fiorra Jam

Penultima tappa e, come in un cerchio che si chiude, si ritorna a parlare di funk. In questo caso le atmosfere funkeggianti anni ’60 si intersecano sinergicamente con sonorità più moderne, ma sempre rispettando quel canone “storico” che caratterizza il genere.

Di Necessità Virtù

Il disco si chiude con questa suggestiva ballad che dà anche il titolo al lavoro dei Magazzini Musicali. Qui le atmosfere sono eteree, gli arrangiamenti sono curati, i “piano” e i “crescendo” sono i punti cardine del brano, come anche gli spazi che si creano. Un bel modo “rilassato” per finire un percorso pieno di “esperienze” molto diverse le une dalle altre, anche se tenute assieme dal filo conduttore del viaggio.

Nati nel 2022, i Magazzini Musicali sono un collettivo eclettico formato da Andrea Bona (chitarra), Mirco Franchetti (tastiere), Ivan Romeri (batteria) ed Emanuele Rusconi (basso), con il carismatico Zino come portavoce e voce narrante del gruppo. Le loro composizioni, ispirate da artisti come Calibro 35, Delvon Lamarr, Mark Lettieri, The Meters, Frank Zappa e Oz Noy, mescolano groove funk, potenza rock e influenze world, in un continuo processo di ricerca e sperimentazione.
Nel 2024 la band ha pubblicato il primo album in studio, “Lost in the Grandi Magazzini”, presentato con uno spettacolo teatrale multisensoriale che ha coinvolto attori e ballerini.

Dopo le esibizioni in festival come il B.EST Rock Festival, l’Openair Cavaglia e la Festa della Musica di Mendrisio, i Magazzini Musicali hanno partecipato a format radio e TV tra cui “We Have a Dream” di Red Ronnie e “Fatti Scoprire” di Rocker TV.

Nel 2025 fanno uscire i singoli “Eurovision” e “Polonia” e nel febbraio 2026 esce “Male Male Molto Male… Anzi, Malissimo”, seguito a giugno dello stesso anno dall’album “Di necessità Virtù”.

ASCOLTA “DI NECESSITÁ VIRTÚ”!

https://orcd.co/magazzinimusicali-dinecessitavirtu

sabato 13 giugno 2026

“Concordia”, il nuovo singolo dei Mystic Alma

 

Il nuovo singolo dei Mystic Alma, “Concordia”, racconta l’incontro di due anime che si riconoscono oltre il tempo e oltre la materia. È una storia di corrispondenze profonde, in cui musica e poesia diventano linguaggi complementari capaci di condurre i protagonisti verso la propria essenza più autentica.

In questo legame, l’arte assume il ruolo di forza creatrice e rinnovatrice.

Le melodie dell’uno e le parole dell’altra si cercano, si completano, generando uno spazio condiviso in cui ogni frammento trova il proprio posto e la rinascita interiore che ne consegue diventa un patto silenzioso, destinato a lasciare traccia ben oltre la dimensione terrena.

L’atmosfera del brano si sviluppa come una fiaba dalle tinte sinfoniche, attraversata da immagini celesti e da un sentimento che sembra espandersi insieme al respiro dell’universo. La “concordia” evocata dal titolo diventa così un principio vitale, una presenza che continua a vibrare tra le stelle e nella memoria del mondo.

Il cuore del racconto emerge nel ritornello, quando la protagonista celebra l’incontro con la sua anima gemella attraverso una dedica che racchiude l’intero significato del brano: «Quando tu, la tua arte, donavi assorto in armoniche note, il mio cuore la esternava in frasi sublimi». Un dialogo tra musica e parola che custodisce la promessa di un legame destinato a durare oltre ogni confine.

Il progetto Mystic Alma nasce dall’incontro artistico tra Salvatore Lucchesi – musicista e produttore eclettico, polistrumentista dalla vasta esperienza – ed Elisa Fortuna, soprano lirico con una brillante carriera in Italia e all’estero, animata da una forte passione per il rock e la contaminazione tra generi. Da questo incontro nasce un percorso di sperimentazione audace, che fonde voce lirica e sonorità rock e metal orchestrali in una formula tanto personale quanto affascinante.

I testi, scritti da Elisa, trasmettono messaggi di positività e bellezza, ispirati dalla natura, dalla vita e da una visione profonda del mondo. Le musiche, composte da Salvatore, spaziano con grande maestria dal gotico al sinfonico, dal celtico al metal, con soluzioni armoniche complesse e coinvolgenti.

Dopo una lunga fase creativa, il duo ha ampliato la formazione coinvolgendo altri musicisti provenienti da background diversi, dando vita alla band Mystic Alma. Il progetto, già apprezzato in importanti eventi e festival internazionali, si distingue oggi come una proposta musicale notevole nel panorama attuale, capace di emozionare e sorprendere attraverso la sua carica evocativa e la sua identità fuori dagli schemi.

ASCOLTA “CONCORDIA”!

https://orcd.co/mysticalma-concordia

giovedì 11 giugno 2026

Club Privé – è uscito “Luci Statiche Dimensionali”

 

“Luci Statiche Dimensionali” è uno dei brani più rappresentativi del primo album dei Club Privé, “Delenda Mundi”, e ne sintetizza pienamente l’immaginario estetico e concettuale.

Il singolo si inserisce nel nucleo tematico che attraversa l’intero progetto: la ricerca di una possibile liberazione da ciò che limita l’essere umano e la sua espressione artistica, fino all’idea di un “reset” dell’umanità attraverso un processo di progressiva alienazione dalla tecnologia e dai suoi effetti disumanizzanti.

Anche sul piano sonoro, il brano si distingue per un’atmosfera rarefatta e avvolgente, che agisce come vero e proprio attivatore emotivo del concept. La struttura musicale accompagna l’ascoltatore in una dimensione sospesa, in cui percezione e realtà tendono a confondersi.

Il ritornello, costruito attorno a una singola frase ripetuta e incisiva, rafforza il messaggio centrale del brano: il desiderio di allontanarsi dalle “luci del giorno”, simbolo di una realtà apparentemente chiara ma ingannevole, per lasciarsi avvolgere dalla notte. Quest’ultima diventa metafora di introspezione, mistero e possibilità creativa.

Il videoclip di “Luci Statiche Dimensionali” traduce in immagini il concept del brano e dell’album “Delenda Mundi” attraverso una sequenza di visioni evocative e frammentate. Le atmosfere visive alternano astrazione e suggestioni immersive, restituendo un senso di spaesamento e sospensione che riflette la ricerca di distacco dalla realtà contemporanea e dalla sua componente tecnologica disumanizzante. Il risultato è un viaggio visivo rarefatto e ipnotico, in perfetta continuità con la dimensione sonora del brano.

Con “Luci Statiche Dimensionali”, i Club Privé confermano la propria identità artistica, costruita su un equilibrio tra tensione concettuale e ricerca sonora, delineando un universo musicale coerente e profondamente visionario.

Sono i primi mesi del 2025 quando tre componenti di una storica band veronese si ritrovano quasi casualmente dopo la fine del vecchio progetto artistico.

Il cantante chitarrista Antonio Bombara sta lavorando su pezzi con una deriva rock più alternativa rispetto alle passate esperienze musicali, insieme ad altri musicisti coinvolge nelle registrazioni di una demo due vecchi compagni di viaggio. Il suono è caratterizzato fin da subito da un utilizzo misurato ma determinante dell’elettronica.

Il resto è storia, le demo diventano un disco firmato da Carlo Canteri, al basso, Damiano Vendramini, ai synth ed il già citato Antonio Bombara. Nascono così i Club Privé.

Il nome della band sottolinea questa coesione ed intimità musicale tra i suoi componenti che intraprendono una strada artistica evoluta e ricercata.

Il disco d’esordio del 2026 si intitola “Delenda Mundi” ed è un vero e proprio manifesto di una poetica musicale volta ad eliminare dalla propria esistenza e dal mondo, ciò che in qualche modo impedisce la libera espressione umana ed artistica, o ciò che si frappone come verità mediata allo sviluppo di un’arte libera dai condizionamenti. Le canzoni dal sapore vagamente cinematografico sviluppano la tematica attraverso metafore o situazioni di vita urbana.

A metà del 2026 l’incontro con Luca Bernardoni e Marco Biondi dell’etichetta discografica Sorry Mom! sposta il progetto su più ampia scala ed il futuro è tutto da scrivere.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=UcudZM1n3V4

Drop Circles – il nuovo singolo “Slegami”


Con il nuovo singolo “Slegami”, i Drop Circles mettono in campo la componente più riconoscibile del loro linguaggio musicale: il crossover.

Dieci gocce di nu metal e dieci di grunge danno origine a un’ebollizione controllata in provetta, che finisce per scoppiare in meno di due minuti. Il finale è un’esplosione fumosa dominata da chitarre ingombranti e voce pungente.

“Slegami” è un invito a spezzare quei meccanismi che deformano il rapporto con la realtà. Convinzioni accettate senza interrogarsi, maschere costruite per convenienza e verità tenute a distanza sono le sbarre della gabbia da cui, prima o poi, si sente l’urgenza di scappare. Per riuscirci diventa fondamentale cambiare il modo in cui l’individuo osserva sé stesso e ciò che lo circonda.

Mentre il tempo si limita a nascondere le crepe invece di risolverle, la ricerca di autenticità passa attraverso il coraggio di guardare oltre le proprie certezze. Umiltà, rispetto e umanità diventano così punti di riferimento concreti in un contesto dominato dall’apparenza, gli unici a cui puntare per la crescita personale.

Anche sul piano sonoro il brano è un fiume in piena. La matrice legata al Seattle sound resta ben presente, assumendo però una forma più nervosa e tagliente. La sezione ritmica sostiene con passo serrato le chitarre che amplificano l’urgenza, mentre le aperture melodiche concedono brevi boccate d’aria prima di essere nuovamente risucchiati dalla corrente.

I Drop Circles nascono nella primavera del 2011 dalle ceneri di alcune band della scena rock fiorentina. Fin dagli esordi sviluppano una proposta radicata nelle sonorità di Seattle, arricchita nel tempo da influenze che spaziano dal nu metal all’indie rock, mantenendo una forte coerenza stilistica e una chiara identità compositiva.

Dopo diversi cambi di formazione, il gruppo raggiunge una line-up stabile che permette di consolidare il lavoro in studio e l’attività dal vivo. Nel corso degli anni i Drop Circles si esibiscono su numerosi palchi tra Toscana, Emilia-Romagna e Lazio, costruendo un percorso fondato soprattutto sulla produzione di materiale originale.

Tra le esperienze più significative figurano la finale nazionale di Sanremo Rock 2021 al Teatro Ariston e le aperture per Marlene Kuntz, Manuel Agnelli, Punkreas e Sick Tamburo.

ASCOLTA “SLEGAMI”!

https://orcd.co/dropcircles-slegami


mercoledì 10 giugno 2026

“Iran Iran”, nuovo brano di STENOX

 

“Iran Iran”, nuovo brano di STENOX, è un progetto artistico che unisce musica e immagini in un’opera intensa e profondamente umana. Composto da un brano musicale e da un cortometraggio della durata di otto minuti, il lavoro nasce dall’esperienza diretta di un viaggio e si configura come una dichiarazione d’affetto verso il popolo iraniano.

Lontano da ogni intento di denuncia politica, “Iran Iran” vuole restituire voce a una società troppo spesso raccontata esclusivamente attraverso la lente della cronaca e delle tensioni internazionali. L’opera mette al centro le persone incontrate lungo il percorso, evidenziandone la generosità, l’ospitalità e il desiderio sincero di instaurare relazioni autentiche, facendo emergere la loro umanità nonostante il peso della repressione quotidiana.

Concepito prima dell’attuale conflitto che coinvolge la regione, il progetto assume oggi un significato ancora più profondo. Ricorda come l’identità di un popolo e la ricchezza della sua cultura non possano essere ridotte alle dinamiche geopolitiche che ne segnano il presente.

Il cuore visivo del cortometraggio prende forma da una serie di fotografie realizzate nei mercati di Isfahan. Tra le immagini emergono i manichini delle vetrine, percepiti dall’autore come presenze inattese, quasi portatrici di una voce silenziosa. Attraverso questi frammenti di corpi inanimati, il film indaga il rapporto tra ciò che viene imposto e ciò che continua a resistere, mostrando come anche ciò che appare immobile possa custodire una potente traccia di umanità.

Dal punto di vista musicale, “Iran Iran” nasce da un arpeggio di chitarra composto da Beppe Piol e si sviluppa come un racconto intimo e contemplativo. La voce accompagna l’ascoltatore senza fretta, lasciando emergere impressioni e ricordi sedimentati nel tempo. Nel finale, un delicato intervento di sintetizzatori amplia ulteriormente l’orizzonte emotivo della composizione, accompagnando il viaggio verso una dimensione più universale.

La vera destinazione del percorso narrato da “Iran Iran” non è un luogo geografico, ma un’esperienza umana. Il titolo custodisce il ricordo di una parola persiana ricevuta in dono, simbolo di un incontro che ha lasciato un segno profondo. Il brano e il cortometraggio diventano così un omaggio alle persone che, attraverso la loro presenza, trasformano il viaggio in memoria e la memoria in racconto.

“Iran Iran” è un invito a guardare oltre gli stereotipi, a riconoscere la complessità e la bellezza di una cultura millenaria e, soprattutto, a ricordare che dietro ogni Paese esistono volti, storie e relazioni capaci di parlare un linguaggio universale.

Stefano Curto, in arte Stenox, è un autore sonoro e materico la cui ricerca artistica si sviluppa attraverso un linguaggio multidisciplinare che intreccia musica, cinema, arti visive, installazione, scultura e pratica di ricerca sul campo. Al centro del suo lavoro si trovano il viaggio, l’ascolto e la trasformazione come strumenti di indagine e creazione.

L’esperienza diretta di lunghi percorsi attraverso Europa, Asia, Medio Oriente e Africa rappresenta la principale fonte di ispirazione e materia viva della sua produzione. Da questi attraversamenti nascono opere che fondono dimensione sensibile e sperimentazione, oggi presenti in importanti collezioni private e istituzionali.

Nel suo percorso artistico, Stenox è parte del macro-progetto “Aframe”, dedicato alla relazione tra essere umano e natura. Tra i suoi lavori figurano inoltre “L’Om”, presentato all’India Art Fair presso l’Ambasciata Italiana a Nuova Delhi, e il cortometraggio “Honkey Donkey”, realizzato in India in collaborazione con l’artista Nitin Chauhan.

Il suo lavoro continua a evolversi attraverso nuove progettualità e collaborazioni internazionali. Il 9 ottobre 2026 presenterà alla Biennale Musica di Venezia “SONA”, un progetto sviluppato insieme a Sebastian Meyer e dedicato al tema dell’acqua e dell’ascolto profondo.

Attualmente Stefano Curto vive e lavora tra Venezia, le colline del Prosecco e i numerosi luoghi che continua ad attraversare, traducendo le esperienze vissute in opere sonore e visive che indagano la relazione tra spazio, memoria e percezione.

ASCOLTA “IRAN, IRAN”!

https://orcd.co/stenox-iraniran

“Un giorno qualunque” è il nuovo brano di Sargassi

“Un giorno qualunque” è il nuovo brano di Sargassi, un’esplosione di rock lucido e nervoso che trasforma la routine quotidiana in un vero e proprio campo di battaglia emotivo.

Il singolo racconta il risveglio di un’anima disillusa, intrappolata tra sogni rincorsi senza una direzione precisa e gesti ripetuti che sembrano non portare da nessuna parte. Tra ironia e amarezza, il brano indaga la difficoltà di continuare a credere in sé stessi quando anche le certezze più profonde iniziano a vacillare.

Le immagini evocate dal testo sono concrete e spietate — il frigo vuoto, le cinque del mattino, le illusioni che cambiano forma — ma si trasformano in simboli universali di smarrimento, resistenza e fragilità contemporanea.

Sotto la superficie resta però una tensione vitale: la volontà ostinata di ricominciare, anche ripercorrendo gli stessi errori. Tra chitarre elettriche e un’energia trattenuta pronta a esplodere, “Un giorno qualunque” diventa così un inno imperfetto alla sopravvivenza quotidiana.

Sargassi è il progetto musicale del cantautore umbro Gabriele Martelloni e nasce nel 2020, con il lavoro al Bonsai Studio di Orvieto per registrare il disco d’esordio “Circolo Polare Catartico”, uscito nel maggio 2021.

Nel 2021, la partecipazione alla finale regionale di Sanremo Rock e al premio Tenco nella categoria miglior disco d’esordio.

Nel 2022 l’inizio della collaborazione con il management Sorry Mom! A settembre del 2022, la finale nazionale di Sanremo Rock all’Ariston con il brano Vita di Prova. All’inizio del 2023, Sargassi diventa anche un fumetto, realizzato da Gabriele Martelloni, che ha per protagonisti un’anguilla e una band.

Nel giugno 2024, l’inizio delle registrazioni al Bonsai Studio del secondo album. A marzo 2025, l’uscita del singolo “Arsenali”. A luglio, è la volta di “Colpa dei Cure”, mentre il disco “Va’ dove t’importa, cuore” esce il 30 gennaio 2026 per Be Next Music con distribuzione Universal e ufficio stampa e management di Sorry Mom!.

ASCOLTA “UN GIORNO QUALUNQUE”!

https://benext.lnk.to/vadove

 

“Living for Tonight” è il disco d’esordio dei Rykën

 

“Living for Tonight” è il disco d’esordio dei Rykën, un lavoro che raccoglie brani scritti nell’arco di diversi anni e che fotografa la crescita della band dalle prime idee fino alla formazione definitiva.

Alcune tracce, come “Soul Catcher” e “Rebel”, risalgono ai primi passi del progetto nel 2022 e sono rimaste in attesa del contesto giusto per prendere forma. Con il consolidamento della line-up nel 2024, il gruppo ha trovato la propria direzione artistica e ha completato il materiale che oggi compone l’album.

Il disco affronta temi diversi: ribellione, identità, paura, emarginazione, desiderio di evasione e crisi personali. Accanto a racconti ispirati all’immaginario fantastico e oscuro convivono storie legate alla vita quotidiana, alla solitudine e alla ricerca di una via d’uscita dalle proprie condizioni.

Dal punto di vista musicale, “Living for Tonight” affonda le radici nella tradizione della NWOBHM, con riferimenti evidenti alle grandi band che hanno definito il genere. In alcuni episodi emergono anche influenze glam metal, soprattutto nell’approccio narrativo e nell’attitudine di brani come “City Streets” e “Rebel”. Il risultato è un album costruito attorno all’energia dell’heavy metal classico, alimentato dal desiderio di suonare insieme e condividere quella dimensione collettiva che da sempre appartiene al genere.

TRACKLIST

Heaven Gates

Introduzione strumentale dell’album, costruita attraverso sovraincisioni di chitarra che aprono le porte all’universo narrativo del disco.

Negated (Fallen from Heaven)

Il brano ripercorre il mito della caduta di Lucifero e della nascita del regno degli inferi. Un racconto ispirato alla tradizione religiosa e mitologica che trova nel linguaggio dell’heavy metal una naturale collocazione.

Living for Tonight

La title track racconta quelle ore in cui chi vive ai margini della quotidianità può finalmente liberarsi delle costrizioni che lo accompagnano durante il giorno. La notte diventa uno spazio in cui reinventarsi e cercare una diversa prospettiva.

Rebel

Protagonista del brano è un giovane deciso a sottrarsi alle aspettative imposte dall’ambiente che lo circonda. La scelta di seguire la propria strada e ignorare il giudizio degli altri diventa il motore dell’intera canzone.

Soul Catcher

Tra paralisi del sonno, paure infantili e presenze inquietanti, il brano esplora quel territorio indefinito che separa il sonno dalla veglia. Un racconto costruito attorno all’immagine di un’entità che si nutre delle anime e delle paure più profonde.

City Streets

Il lato più vicino al glam metal dell’album emerge in questo brano ambientato nelle strade di un quartiere difficile. La vita notturna, il senso di appartenenza e le regole imposte dall’ambiente definiscono il percorso dei suoi protagonisti.

Somewhere in the Dark

Uno dei temi più classici del disco: la fuga dopo una rapina in banca. La canzone segue la corsa dei protagonisti mentre cercano di lasciarsi alle spalle le conseguenze delle proprie azioni.

Late at Night

Un uomo di mezza età si confronta con il fallimento delle proprie aspettative. Rimasto solo dopo la perdita degli affetti e delle certezze costruite negli anni, trascorre notti insonni interrogandosi sugli errori commessi e sul significato delle proprie scelte.

Tickets to Hell

Brano interamente strumentale, nato inizialmente con un testo e successivamente trasformato. La musica descrive una visione apocalittica che attraversa distruzione, violenza e rassegnazione, fino all’accettazione di un destino ormai inevitabile.

Rykën

Brano conclusivo e omonimo, racchiude lo spirito della band attraverso un concentrato di energia, entusiasmo e passione per l’heavy metal.

I Rykën nascono nelle Marche nel 2024 dall’incontro tra Lorenzo Sgariglia (batteria), Diego Minnucci (basso), Alessandro Tofoni (chitarra solista), Daniele Pignotti (chitarra ritmica) e Veronica Carlini (voce). Fin dai primi mesi di attività il gruppo lavora alla realizzazione di materiale originale, culminato nell’album di debutto “Living for Tonight”, presentato anche attraverso una serie di concerti che hanno contribuito a far conoscere la band nel territorio.

Ispirati dalla tradizione della New Wave of British Heavy Metal e da gruppi come Iron Maiden e Judas Priest, i Rykën sviluppano un linguaggio che combina elementi classici e una sensibilità contemporanea. Dal 2025 collaborano con Sorry Mom!, realtà che accompagna il percorso di crescita e promozione del progetto.

ASCOLTA “LIVING FOR TONIGHT”!

https://orcd.co/ryken-livingfortonightalbum

lunedì 8 giugno 2026

ANOMALIA è il nuovo singolo di LAPARTEINTOLLERANTE

 

ANOMALIA è il nuovo singolo dell’eclettico duo romano LAPARTEINTOLLERANTE, un brano che si configura come una preghiera distorta, un’invocazione rivolta a qualcosa che non ha nome né forma: un’entità indefinita, un errore nel sistema, forse l’unica possibilità di interrompere un ciclo che sembra inevitabile.

Nel ritornello, il bisogno diventa esplicito: fermare il mondo, spezzare la continuità di un meccanismo che obbliga a recitare per esistere. Il protagonista non finge per scelta, ma per sopravvivenza, fino a rimanere intrappolato nella propria costruzione, in una realtà dove identità e rappresentazione finiscono per confondersi.

La città diventa il teatro di questa alienazione: un loop senza colpi di scena, dove il vero orrore non è l’imprevisto, ma la ripetizione. Il grido “per questa città io non ho rispetto” rappresenta il rifiuto di un sistema che normalizza la finzione, trasforma ogni esperienza in performance e sacrifica persone e ambiente in nome del profitto.

In questo scenario, la preghiera all’anomalia assume il valore di un desiderio radicale: che qualcosa rompa l’equilibrio apparente, che la realtà si inceppi, che il mondo si fermi davvero per lasciare spazio a ciò che è stato soffocato.

Dal punto di vista musicale, ANOMALIA traduce questa tensione in una corsa rock serrata, febbrile e contagiosa. L’energia del brano è diretta e ruvida, attraversata da un’attitudine irriverente che ne amplifica la forza espressiva. I cori, cifra distintiva di LAPARTEINTOLLERANTE, trasformano la voce individuale in un grido collettivo, rendendo il brano un’esperienza tanto personale quanto condivisa.

Tra tensione e liberazione, tra umanità e straniamento, ANOMALIA è un pezzo che vive di contrasti e che racconta il disagio contemporaneo con un linguaggio immediato, potente e autentico, confermando ancora una volta la capacità di LAPARTEINTOLLERANTE di coniugare energia sonora e profondità di contenuto.

LAPARTEINTOLLERANTE (LPI) è un duo rock italiano composto da Agostino Mattei Cecere (voce, chitarra) e Leonardo Carfora (polistrumentista, voce).

La loro energia travolgente li ha portati a essere scelti da importanti organizzazioni che operano sul territorio nazionale, tra cui GREENPEACE, FRIDAYS FOR FUTURE, EXTINCTION REBELLION ed EMERGENCY, con le quali si sono esibiti in occasione di cortei e manifestazioni di rilievo, come gli Scioperi Globali per il Clima 2025 e 2026.

Il duo è stato intervistato dalla RAI in occasione del Festival di Sanremo 2025 e 2026 e ha aperto il concerto di Vasco Rossi alla Visarno Arena di Firenze il 6 giugno 2025.

LAPARTEINTOLLERANTE trasforma la propria musica in un grido generazionale, portato sul palco attraverso un sound crudo, viscerale e immediato. Il progetto nasce da una forte urgenza espressiva e dalla volontà di affrontare temi sociali centrali, come l’ambientalismo e i diritti civili e sociali.

Con i singoli “ADESSO”, “TRAGEDIA POP” e “DISOBBEDIENZA”, LPI si distingue nell’attuale scena pop-rock italiana per una cifra stilistica riconoscibile e una forte identità artistica, confermandosi come una delle realtà emergenti più interessanti e in crescita anche a livello internazionale.

ASCOLTA “ANOMALIA”!

https://benext.lnk.to/anomalia

LATITUDINE 45 – “PARLA PARLA” è il nuovo singolo

“Parla Parla” è il nuovo singolo dei Latitudine 45, un brano che racconta con ironia e lucidità la difficoltà di godersi un momento di pausa senza essere continuamente interrotti dal caos della quotidianità.

Il pezzo prende vita attorno a una scena semplice e universale: una birra al bar che diventa rapidamente il punto di incontro (e scontro) tra nostalgia, conversazioni inattese e presenze improvvise. Tra “bei tempi andati” evocati dai nostalgici e amici che riemergono dal passato, la quiete si dissolve lasciando spazio a un flusso continuo di stimoli e distrazioni.

Dal punto di vista sonoro, “Parla Parla” si muove tra due registri complementari: una prima parte caratterizzata da chitarra e basso in equilibrio quasi all’unisono, dal suono fresco e rilassato, che progressivamente si apre a un rock più pungente e nervoso, in cui riaffiorano pensieri legati a impegni, responsabilità e incombenze quotidiane.

Il brano riflette così una serata qualunque vista attraverso lo sguardo di chi cerca evasione dal lavoro, dalle spese e da una routine sempre più soffocante.Le voci si sovrappongono, la percezione si frammenta e il bisogno di leggerezza si scontra con una realtà che continua a inseguire il protagonista.

Tra ironia e disillusione, “Parla Parla” restituisce un ritratto autentico della contemporaneità, trasformando un momento ordinario in una fotografia lucida del senso di alienazione moderna.

Il progetto LTD45 nasce da un incontro quasi casuale durante una festa di compleanno, dall’intuizione di Andreino che riunisce Dj Ego e Bulby, dando vita a una nuova direzione musicale. Da questo primo nucleo prende forma un sound originale che fonde hard rock, reggae, dub e hip hop, caratterizzato da forte impatto sonoro e grande libertà espressiva. Dopo un periodo di ricerca e selezione, la formazione si completa con l’ingresso di Phobia alla voce e Dj Raiz alle scratch, elementi che contribuiscono a definire l’identità della band.

Con il tempo, la band affronta alcuni cambi di formazione: Dj Ego prosegue anche il suo percorso solista, continuando però a partecipare attivamente al progetto con idee e contributi creativi, mentre la chitarra solista passa nelle mani di Marco, che porta con sé esperienza, nuove idee e una forte personalità musicale, rafforzando ulteriormente il sound del gruppo.

Attraverso prove, sperimentazioni e un primo demo, i Latitudine 45 iniziano a farsi conoscere come una realtà in crescita nella scena. Nonostante le evoluzioni, il gruppo mantiene coesione, energia e una forte attitudine live, evolvendosi senza perdere la propria identità. Oggi i Latitudine 45 stanno lavorando a un nuovo disco previsto per il 2026, con l’obiettivo di rinnovare e spingere ancora più in là il proprio sound, mantenendo intatta l’energia che li contraddistingue fin dagli inizi.

ASCOLTA “PARLA PARLA”!

https://benext.lnk.to/parlaparla

 

PIANO 9 – è uscito “Elettrodi per cuori spenti”

Nel nuovo album Elettrodi per cuori spenti, i PIANO 9 raccontano storie che nascono talvolta dall’esperienza diretta, altre volte da sogni, immagini, suggestioni cinematografiche, fatti di cronaca o riflessioni sul sociale e sul mondo che ci circonda.

Ogni brano custodisce al proprio interno un “cuore spento”, immobile come la batteria scarica di un’automobile in panne. L’elettrodo diventa allora lo strumento che, come una scintilla, restituisce a quel cuore la possibilità di ripartire. Verso dove, nessuno può saperlo. Una ripartenza che non sempre conduce a un esito positivo e che non sempre rappresenta un bene.

A volte ciò che riaccende il cuore è la semplice consapevolezza del proprio dolore; altre volte è una reazione, un impulso a rialzarsi. In altri casi, si riparte con la rabbia come compagna di viaggio e valvola di sfogo.

Amore, odio, introspezione, rassegnazione, le storie degli ultimi e la forza del sogno: sono questi gli elementi che i PIANO 9 hanno intrecciato per dare vita a Elettrodi per cuori spenti. Un album fatto di suoni ruvidi e abrasivi che si alternano a momenti più fluttuanti e delicati; passaggi brutali lasciano spazio a urla di disperazione e a improvvise tregue di apparente calma.

Un disco che, già nelle sue sonorità, profondamente radicate nell’alternative rock e nel grunge, porta con sé un forte senso di disagio, rabbia e frustrazione nei confronti di un mondo che, giorno dopo giorno, sembra scavarsi la fossa con le proprie mani.

TRACKLIST

BSD: ispirata più al Dracula di Coppola che al romanzo di Bram Stoker, è un viaggio nelle disperazioni e nei tormenti del cuore, di un amore impossibile, perduto e maledetto, una riflessione sul diverso, sul mostruoso, sull’ipocrisia e l’intolleranza del senso comune dei cosiddetti “normali”.

Oblomov: Oblomov, ispirato al classico di Gončarov, racconta una vita di procrastinazione, di auto-sabotaggio e disconnessione dalla realtà. Non è solo indolenza, ma anche astio verso un mondo fatto di scadenze, impegni, responsabilità verso gli altri e verso se stessi. L’oblomovismo è ciò che ne scaturisce: una sorta di ozio dello spirito, una inerzia cosciente eppure dolorosa, l’incapacità di muovere quel passo che porterebbe nella direzione giusta (forse), per indolenza, per paura, per fastidio, per non essere parte di una realtà scandita da ritmi frenetici e burocrazie claustrofobiche che coinvolgono società e sentimenti.

Tossicomania: brano dalle sonorità care al grunge e all’alternative rock con tappeti sonori inizialmente onirici, preludio di una esplosione disperata e rabbiosa. È una canzone che esplora i lati oscuri e imperscrutabili dell’animo umano, che affronta in maniera consapevole la sofferenza, poiché la dipendenza di cui si parla, sia essa legata a una relazione, una sostanza, o a uno stato del proprio essere, ci blocca, incapaci di reagire pur coscienti di cosa sarebbe giusto fare, pur avendo la soluzione a pochi passi da noi.

Anarcolettica: pezzo che catapulta l’ascoltatore in un viaggio contrastante tra la realtà vissuta e quella immaginata, tra un mondo pieno di bruttezze e ingiustizie ed uno ideale, dove tutto ciò che si desidera, può succedere, magicamente. Anarcolettica è uno sconfinamento onirico e anarchico per chi non riesce a trovare il proprio posto nello schifo del reale. Una riflessione su sogno e libertà, sempre più spesso frustrati e mortificati, ancor prima di spiccare il volo.

Canile: è un brano che urla tutta la sua rabbia per la dignità degli ultimi, per chi, pur avendo sbagliato, non avrà possibilità di redenzione, osteggiato da un sistema che brutalizza e non aiuta. Il pezzo analizza e riflette sulle aberrazioni dell’istituzione carceraria, vista non come possibilità di riscatto, di cambiamento e reinserimento nella collettività, bensì come svilimento, brutalizzazione e disprezzo della vita umana. Il parallelo tra il penitenziario e il canile è rappresentato proprio dallo stato di abbandono che molti detenuti vivono, senza speranza, senza futuro, senza più un mondo pronto ad accoglierli ancora.

Interno noia: giocando e parafrasando il termine tecnico legato al cinema (interno giorno/notte), Interno noia, è una sceneggiatura introspettiva, una sorta di autoanalisi che trova nella noia per la vita e per il reale una costante, il soggetto è vulnerabile, insensibile agli stimoli esterni eppure qualcuno o qualcosa potrà salvarlo. Supportata da un impianto sonoro che cambia intensità e dinamiche, Interno Noia è l’invito a mettersi a nudo e ad analizzarsi, cercando in una coltre di nebbia fatta di dubbi, insicurezze e paure, una scintilla per ricominciare.

M: ispirata al capolavoro omonimo di Fritz Lang, M racconta le ambivalenze e le soggettività multiple in conflitto, che albergano nel protagonista del film, Hans Beckert terribile serial killer di bambine eppure uomo mite e rispettabile nella vita di tutti i giorni, La tentazione irresistibile, il desiderio di uccidere, ma allo stesso tempo la consapevolezza dell’orrore delle proprie azioni, costruiscono un’impalcatura tenuta in piedi da suoni oscillanti, quasi dolci, ad altri assai più brutali, a segnare ancora una volta le ambiguità e le conflittualità nella mente di un serial killer.

Cinghie: la vera storia di George Stinney Jr. messa in musica. Le sofferenze atroci patite dal più giovane condannato a morte nel Novecento negli Stati Uniti. La pena alla sedia elettrica di un ragazzino afroamericano innocente, messo alla gogna negli anni’40 per il duplice omicidio di due bambine, giudicato in un solo giorno da una giuria composta interamente da bianchi. Una vicenda intrisa di razzismo e suprematismo bianco, una ingiustizia che ha fatto i conti con la verità, solo 70 anni dopo. Stupore, paura, suoni taglienti e urla disperate, gli ingredienti di un brano che invita a fare i conti con chi, ancora oggi, comanda il mondo a danno degli ultimi e dei più deboli.

I PIANO 9 nascono nel 2011 a Roma, e sono attivi sulla scena alternative grunge italiana da tempo, il nome della band prende spunto dal film di Ed Wood intitolato “Plan 9 From Outer Space”, considerato dalla critica, il peggiore di tutti i tempi.

Dopo diversi live nella capitale esordiscono discograficamente nel 2019 con “Overboooking”, disco che è una voce nel silenzio di un mondo che spesso ignora chi si mette di traverso.

Nel 2025, dopo un cambio di formazione, la band si ritrova in studio con nuovo materiale ma soprattutto, con un approccio più maturo e consapevole che li porta verso suoni e riflessioni diverse rispetto al passato, con uno sguardo attento verso sé stessi e verso il mondo in cui viviamo.

Con la guida di Valerio Fisik in fase di registrazione, mix e mastering, i nuovi brani rispecchiano in maniera fedele atmosfere acide, torbide, ma allo stesso tempo dense di melodie che scuotono l’animo umano, pervadendolo di una sensazione di disagio fascinoso, in cui testi e suoni si fondono.

Cinque musicisti uniti dalla passione per sonorità e concept oscillanti tra disadattamento, introspezione e impegno, cinque sensibilità diverse eppure convergenti in un fuoco che brucia e si alimenta ogni giorno di più.

Nel 2026, la band ha dato alla luce un nuovo album intitolato “Elettrodi per cuori spenti”, lavoro che è un manifesto di intenzioni, suoni graffianti, urla ed esistenziale disagio, in perfetto stile PIANO 9.

ASCOLTA “ELETTRODI PER CUORI SPENTI”!

https://benext.lnk.to/elettrodi

 

domenica 7 giugno 2026

“Drugs & Death”, il nuovo singolo dei The Roowens

 

“Drugs & Death”, il nuovo singolo dei The Roowens, è un brano intenso e carico di emozione che affronta il tema della sofferenza familiare di fronte alla dipendenza e alla perdita di sé.

La canzone racconta le vicissitudini di una famiglia costretta a confrontarsi con il male e il dolore, attraverso lo sguardo di un padre che assiste impotente allo smarrimento del proprio figlio nel più oscuro dei labirinti. Un racconto diretto e autentico, privo di giudizi o prese di posizione, che lascia spazio alla complessità delle esperienze umane e alla difficile ricerca di una via d’uscita.

Da questa lotta per riconquistare la propria vita nasce indirettamente “Drugs & Death”, un brano caratterizzato da chitarre aperte, un basso potente e un ritornello malinconico che amplifica la carica emotiva del racconto.

Dal punto di vista sonoro, il singolo richiama le atmosfere del rock alternativo californiano, evocando il fascino oscuro e decadente della Los Angeles underground: una città notturna, inquieta e viziosa che fa da sfondo ideale a una storia di dolore, resistenza e speranza.

Con “Drugs & Death”, i The Roowens confermano la loro capacità di trasformare temi profondi e attuali in musica intensa e coinvolgente, capace di colpire l’ascoltatore tanto per la forza del messaggio quanto per l’impatto delle sue sonorità.

I The Roowens, attivi dal 2022, nascono con un forte legame alle sonorità punk rock, che rappresentano la base identitaria del progetto. Nel corso del tempo, la band ha sentito l’esigenza di ampliare il proprio linguaggio musicale, aprendo la propria ricerca a sonorità più mature, curate e sfaccettate.

Anche il songwriting si è evoluto, orientandosi verso un rock diretto e immediato, pensato per un ascolto accessibile ma mai semplificato, mantenendo intatta l’energia delle chitarre distorte e un immaginario ben definito: il sound californiano, la strada e le motociclette, elementi che continuano a rappresentare l’universo estetico e narrativo della band.

ASCOLTA “DRUGS & DEATH”!

https://orcd.co/theroowens-drugsdeath

sabato 6 giugno 2026

Love Ghost – è uscito il singolo “Make Me Stay Tonight” con la collaborazione di Reverie

 

Make Me Stay Tonight è un inno rock nostalgico e rilassato dei nativi di Los Angeles Reverie e Love Ghost. Unendo le atmosfere solari dei Sublime con l'audace sperimentalismo di Jean Dawson questo brano cattura l'essenza dell'evasione giovanile e dello stile cool della West Coast. Con chitarre sognanti, una linea di basso groovy ed una voce ipnotica trasporta gli ascoltatori in un nebbioso pomeriggio estivo dove realtà e fantasia si confondono.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=ZKOO6wsiC8g

Biografia

Le canzoni dei Love Ghost hanno un tocco emo e poetico, affrontando spesso di petto traumi e problemi di salute mentale. Selezionati per Rockpalast (trasmesso in tutta la Germania), si sono esibiti dal vivo in 4 continenti. Si sono esibiti al Warp Tour di Los Angeles con Wiplash nel 2025. In Messico, hanno collaborato con artisti come Wiplash, Adan Cruz, Ritorukai, Blnko e altri. A livello globale hanno collaborato con The Skinner Brothers (Regno Unito), Rico Nasty e un intero album con SKOLD. Hanno ottenuto il plauso di riviste prestigiose come Rolling Stone (oltre 10 volte), Sonic Seducer, Playboy, Time-Out Mexico, Clash magazine, Alternative Press e molte altre. Hanno recentemente concluso la tappa europea del loro tour da head-liner per supportare l'album "Anarchy and Ashes", esibendosi in Austria, Polonia, Svizzera, Germania e Regno Unito.

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *