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martedì 21 luglio 2026

WANDERING TALE – “The Long Journey” – Il percorso di un bardo

 

“The Long Journey” immagina il cammino che, in un tempo remoto, avrebbe potuto trasformare un apprendista in un bardo. Prima delle corti, delle taverne e delle strade percorse raccontando imprese e leggende, esiste un tempo di formazione, in cui un maestro consegna al proprio allievo un patrimonio fatto di memoria, musica e parole. Il nuovo singolo dei Wandering Tale racconta proprio quel viaggio: ogni incontro, ogni battaglia e ogni orizzonte diventano frammenti di un repertorio destinato a sopravvivere a chi lo canta.

Le liriche seguono il protagonista mentre attraversa vallate, fiumi e campi di guerra, inseguendo storie che «no gold can buy», perché il loro valore non si misura con la ricchezza ma con la capacità di essere tramandate. Il chorus sprona ad alzare orgogliosamente la bandiera ed a custodire quella memoria collettiva: «So raise the flag, let the stories be told», lasciando che il canto continui a dare voce agli eroi, agli sconfitti e a chiunque abbia lasciato un segno lungo il cammino.

Musicalmente, “The Long Journey” è un power metal dall’attitudine marziale, con il passo regolare di una compagnia che avanza verso il villaggio successivo. Le sonorità evocano un falò acceso al termine della marcia: soldati ancora in armatura ascoltano il bardo mentre il tintinnio dei boccali accompagna il clangore di spade e scudi appoggiati a terra. L’immaginario richiama la narrazione epica dei Blind Guardian, la maestosità dei DragonForce e il respiro folk dei Wind Rose, dando forma a un racconto che procede con la stessa naturalezza di una storia tramandata di voce in voce.

I Wandering Tale nascono nel 2019 da un’idea di Daniele, Fabio e Davide (voce e chitarre), durante una sessione di giochi di ruolo che finisce — inevitabilmente — per trasformarsi in una fucina di immaginazione. Alla formazione si aggiunge presto Balbo al basso e, dopo una parentesi con Ottavio alla batteria, arriva Lorenzo, completando la line-up.

Dopo un primo periodo dedicato alle cover, l’intuizione arriva in una serata tanto alcolica quanto burrascosa: perché non raccontare in musica le avventure di un bardo errante, che attraversa terre sconosciute e creature fantastiche, iniziando il suo viaggio proprio da una rissa tra nani ubriachi?

Nasce il progetto Bastard Dwarves, poi elegantemente ribattezzato Wandering Tales nell’estate 2020 — un nome che custodisce perfettamente l’essenza: storie che camminano.

Ispirati da giganti come Rhapsody of Fire, Iron Maiden, Folkstone e molti altri, i Wandering Tales costruiscono una miscela unica di power metal veloce, atmosfere folk e testi che pescano nel folclore, locale e non. Nonostante i rallentamenti della pandemia, la band non si ferma: tra il 2022 e il 2025 partecipa a concorsi e rassegne, conquistando un pubblico trasversale, giovani e anziani, metallari e ballerini di liscio. Segno che l’idea funziona.

Nel 2025 arriva la loro prima raccolta di brani, “Tales from the Tavern”, un compendio di storie narrate dall’onnipresente Bardo, con il suo liuto e la sua ironica saggezza: battaglie, sbornie epiche, incontri improbabili e leggende bisbigliate tra una pinta e l’altra.

“The long journey” è il secondo singolo del 2026, uscito in seguito a “Legion”.

ASCOLTA “THE LONG JOURNEY”!

https://orcd.co/wanderingtale-thelongjourney

“Wanted to Tell You”, il nuovo singolo dei The Clown Society

“Wanted to Tell You”, il nuovo singolo dei The Clown Society, prende avvio come una classica dichiarazione d’amore. Un uomo, moderno Adamo, resta solo nella propria stanza cercando le parole per raccontare il sentimento più celebrato della storia. Attorno a lui riecheggiano poesie, romanzi e melodie che hanno inseguito l’idea di un amore assoluto. Poi il pensiero devia. Le cronache, le esperienze vissute e quelle osservate incrinano quell’immagine ideale, lasciando emergere rapporti attraversati da gelosia, convenienza e calcolo.

Il testo segue questo slittamento con lucidità e sarcasmo. L’ingenuità del ritornello, “Wanted to tell you / The fool that loves you”, viene progressivamente contaminata da immagini che sostituiscono il linguaggio romantico con quello della compravendita: “flowers to buy and dinners to pay” diventano “condoms to buy and motels to pay”, fino a trasformare l’amore in una transazione. Il protagonista finisce così per rivolgere il giudizio anche a se stesso, riconoscendo il paradosso di una società pronta a condannare negli altri ciò che continua ad alimentare. La conclusione è inevitabile: “I decided to write about hate”. L’odio diventa l’unico sentimento sul quale Adamo non riesce più a mentire.

Musicalmente, “Wanted to Tell You” è una hard rock ballad dedicata a chi conserva il ricordo delle pagine più introspettive di Bon Jovi e Scorpions.L’arpeggio iniziale di chitarra, la tastiera sullo sfondo e un basso profondo costruiscono lo spazio intimo in cui prendono forma queste riflessioni. Il suono cresce insieme ai pensieri del protagonista: le distorsioni, lo stacco strumentale di matrice hard rock e una voce sempre più aspra accompagnano il passaggio dall’idea romantica dell’amore a una visione più terrena e contraddittoria, fino a un finale dolceamaro che lascia sospesa una domanda più che una risposta.

I The Clown Society sono una band alternative/hard rock italiana nata nel 2021 dall’incontro tra Ruggero Vaccina (basso), Luca Tumiati (batteria) e Matteo Racheli (chitarra), ai quali si unisce poco dopo il cantante Stefano Passanisi.

Il nome del gruppo nasce come riflessione su una società che privilegia l’apparenza rispetto all’essenza, contrapponendo a questa dinamica un’identità artistica diretta, essenziale e attraversata da una sottile ironia.

Fin dagli esordi la band sviluppa un repertorio originale che oggi conta ventuno brani, passando da testi interamente in inglese a composizioni bilingui e in italiano. Parallelamente prende forma un’intensa attività dal vivo, soprattutto tra Milano e Pavia.

Nel 2022 i The Clown Society vengono selezionati per il contest “Promuovi la tua musica” organizzato da Feltrinelli e raggiungono il quarto posto alle finali regionali lombarde di “Sanremo Rock”. Due anni dopo partecipano al programma “Fatti Scoprire” su Rocker TV e vengono scelti per il Birthday Party dello Slaughter Club. Nello stesso periodo pubblicano il loro primo EP autoprodotto, “Crash”.

Nel 2025 raggiungono la semifinale nazionale e la finale lombarda del Vicenza Rock Contest, oltre a prendere parte al programma “Mondo Live Radio e TV”, trasmesso su diverse emittenti radiofoniche e televisive nazionali.

Nel 2026 avviano la collaborazione con l’agenzia Sorry Mom!, pubblicando il singolo “L’Oracolo”.

ASCOLTA “WANTED TO TELL YOU”!

https://orcd.co/theclownsociety-wantedtotellyou

 

lunedì 20 luglio 2026

ACID SALVIA – “Lose Your Sense”, IL NUOVO SINGOLO

 

Con il nuovo brano, Lose Your Sense, gli Acid Salvia affrontano uno dei temi più universali e complessi della contemporaneità: la fuga da sé stessi e il tentativo di anestetizzare emozioni, paure e fragilità attraverso qualsiasi forma di evasione.

Il singolo racconta quel momento in cui l’euforia sembra offrire una via di fuga, regalando l’illusione della libertà e dell’assenza di limiti. Tuttavia, dietro questa sensazione temporanea si nasconde una realtà più profonda: il vuoto lasciato dall’incapacità di confrontarsi con ciò che si prova realmente.

Al centro del brano emerge il contrasto tra il piacere immediato e le conseguenze della fuga. Correre per dimenticare, infatti, non significa procedere verso una soluzione, ma rimanere immobili davanti ai propri problemi, rinviando inevitabilmente il confronto con sé stessi.

Lose Your Sense si presenta così come una riflessione intensa sull’identità personale e sul coraggio necessario per affrontare le proprie fragilità.

Attraverso sonorità coinvolgenti e un messaggio diretto, gli Acid Salvia ricordano che non è possibile sfuggire alla propria essenza: perdere il controllo di sé può significare smarrire la strada che conduce alla propria vera identità

Gli Acid Salvia sono una band alternative rock nata nel 2022 a Rovigno, Croazia. Dopo aver mosso i primi passi come cover band, nel 2024 si dedicano con intensità alla scrittura di brani originali, dando forma a un sound personale e riconoscibile.

La loro musica è un’esplosione di autenticità: riff potenti intrecciati con sfumature funk e psichedeliche, il tutto sostenuto da una performance live viscerale, carica di energia e presenza scenica.

In pochissimo tempo conquistano l’attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori, distinguendosi in alcuni dei concorsi più rilevanti della scena: finalisti al Pula Guitar Festival, vincitori del Pordenone Rock Contest e secondi classificati al Vincenza Rock Contest.

La formazione vede Lana Jeremić alla voce, Dino Kalčić e Ivan Benažić alle chitarre, Alessia Salvi al basso e Teo Pokrajac alla batteria. Insieme, danno vita a un progetto che fonde passione, urgenza creativa e attitudine rock.

ASCOLTA “LOSE YOUR SENSE”!

https://benext.lnk.to/lys

sabato 18 luglio 2026

Love Ghost – è uscito "God Complex" con la collaborazione di Dimelow Pro

 

Love Ghost (Stati Uniti) e Dimelow Pro (Messico) collaborano per "God Complex", una canzone che cattura la sensazione di avere un complesso di superiorità alle 2 del mattino, quando la sicurezza si trasforma in delirio e ci si sente invincibili. Unendo melodie oscure, una produzione ipnotica e l'energia della trap latina, è cantata sia in spagnolo che in inglese e combina monologhi parlati con il rap. Esplora l'ego, l'autodistruzione e l'incoscienza notturna. 

Ideale per gli amanti della trap latina, dalle atmosfere intense e dall'energia travolgente e per chi cerca playlist come Fuego, Error 404 e altre playlist urban all'avanguardia.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=nEsbL_7NL7k

Link Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/album/6k4t6pP1Na3OXKeZGP0xhZ

Le canzoni dei Love Ghost hanno un tocco emo e poetico, affrontando spesso di petto traumi e problemi di salute mentale. Selezionati per Rockpalast (trasmesso in tutta la Germania), si sono esibiti dal vivo in 4 continenti. Si sono esibiti al Warp Tour di Los Angeles con Wiplash nel 2025. In Messico, hanno collaborato con artisti come Wiplash, Adan Cruz, Ritorukai, Blnko e altri. 

A livello globale hanno collaborato con The Skinner Brothers (Regno Unito), Rico Nasty e un intero album con SKOLD. Hanno ottenuto il plauso di riviste prestigiose come Rolling Stone (oltre 10 volte), Sonic Seducer, Playboy, Time-Out Mexico, Clash magazine, Alternative Press e molte altre. Hanno recentemente concluso la tappa europea del loro tour da head-liner per supportare l’album “Anarchy and Ashes”, esibendosi in Austria, Polonia, Svizzera, Germania e Regno Unito.

venerdì 17 luglio 2026

I Dear Lunacy tornano con “Abbastanza”

I Dear Lunacy tornano con “Abbastanza”, un brano intenso e generazionale che affronta una domanda universale quanto difficile da ignorare: “Sarò mai abbastanza?”

Il singolo esplora il peso delle aspettative che accompagnano la crescita e le relazioni, interrogandosi su cosa significhi essere all’altezza delle richieste degli altri, delle persone che abbiamo amato e di una società che sembra avere sempre una risposta pronta. Attraverso un testo sincero e diretto, “Abbastanza” racconta la sensazione di rincorrere continuamente standard che cambiano forma, tra sogni ambiziosi, insicurezze, fallimenti e il desiderio profondo di essere finalmente riconosciuti per ciò che si è davvero.

Il brano si fa portavoce di una generazione che spesso fatica a trovare il proprio posto nel mondo, ma che continua a cercarlo con determinazione, trasformando fragilità e dubbi in una forza condivisa.

Dal punto di vista musicale, “Abbastanza” unisce l’energia del pop-punk alla sensibilità dell’emo contemporaneo, costruendo un sound caratterizzato da chitarre incisive, ritornelli immediati e una scrittura autentica.

Il risultato è una canzone capace di trasformare inquietudini personali e rabbia repressa in un vero e proprio coro collettivo, nel quale riconoscersi e sentirsi meno soli.

I Dear Lunacy sono una band emo-punk nata in Brianza dal progetto solista di Davide Pasquale, in arte David Lunacy, voce e chitarra ritmica del gruppo.

Il progetto prende forma nel 2023, quando Davide inizia a trasformare in canzoni un diario personale fatto di notti insonni, relazioni sbagliate e della costante sensazione di non essere mai abbastanza. Col tempo, quelle storie smettono di essere un semplice sfogo individuale e diventano una band vera e propria.

Nel 2025 la formazione si ufficializza: ai già presenti Alessio Zampierolo al basso e Federico “Steel” Rinaldi alla chitarra solista, si aggiunge Marco Ferrante alla batteria.Le canzoni dei Dear Lunacy raccontano il viaggio del Matto nel mondo reale: una figura che cade, si spezza e impara a sorridere mentre sanguina. Tra chitarre dirette, atmosfere emotive e testi viscerali, la band costruisce un diario di rabbia, ironia e disillusione, dando voce a chi non vuole più indossare le maschere imposte dal mondo.

ASCOLTA “ABBASTANZA”!

https://ffm.to/dearlunacy-abbastanza

“Empty Ego”, il nuovo singolo degli Ego Divided

 

Nascere dal nulla cosmico e scoprire di avere dentro un universo ancora inutilizzato. Il nuovo singolo degli Ego Divided, “Empty Ego”, parte da questa vertigine: “you were nothing and you will be nothing”, una sentenza che osserva l’essere umano davanti al proprio vuoto e alla difficoltà di scegliere una direzione mai realmente indicata.

Intorno, il rumore del mondo lavora per sottrazione. “Distract, distract, what they want for you is only distraction”: lo sguardo viene continuamente attirato altrove, nutrito di elementi inutili, mentre la coscienza resta affamata. Riempire l’ego con le cose sbagliate significa perdere progressivamente contatto con la propria immaginazione, descritta nel brano come un “divine power”, una facoltà capace di generare possibilità e dare consistenza ai sogni.

“Empty Ego” diventa così un comando rivolto a sé stessi: “wake up, wake up your ego”. Guardare dentro, affrontare i propri fantasmi, uccidere il proprio re interiore e insistere, anche quando la distrazione continua a richiamare lo sguardo. Il percorso cercato all’esterno era già nascosto nella coscienza.

Musicalmente, gli Ego Divided affidano questa battaglia mentale a un melodic death metal tecnico e affilato, con richiami a Necrophagist e Cynic. Le aperture più melodiche di maideniana memoria lasciano emergere una sensibilità più classica, ampliando il respiro di un brano che si nutre di tensione, coscienza e vuoto cosmico.

La storia degli Ego Divided inizia nel 2005, quando i chitarristi Massimo Masi e Alberto Zimone fondano la band partendo dalla reinterpretazione delle proprie cover preferite. Negli anni il gruppo si dedica alla scrittura di brani originali e definisce progressivamente la propria identità musicale. Nel 2012 entra in formazione il vocalist Mauro Tagliavia, autore di testi profondi e parte integrante dell’evoluzione del sound.

Nel 2014 gli Ego Divided iniziano a registrare il primo album, ma l’uscita del bassista e del batterista interrompe i lavori. Di quelle sessioni restano “Source” e “Fearless Reason”, successivamente pubblicate online. La formazione viene ricostruita nel 2018 con Elio Lao alla batteria e Alessio Lopes al basso, arrivando nel 2024 alla pubblicazione dell’album di debutto sulle principali piattaforme digitali.

Dopo l’uscita di Elio Lao, la band si affida a Phil Spinelli, batterista dei Tol Morwen, per le nuove registrazioni. Nel 2025 vengono pubblicati i singoli “Totally Blind”, “Reflections” e “Fury of Hatred”. Conclusi i lavori su “Reflections”, Alberto Zimone lascia il gruppo: entrano quindi Ermanno Siino alla chitarra e Manfredi Mansueto, batterista degli State of Neptune, che prosegue il percorso in studio della band.

ASCOLTA “EMPTY EGO”!

https://orcd.co/egodivided-emptyego

Gli E.A.R.S. presentano “Commander”, il loro nuovo singolo

 

Gli E.A.R.S. presentano “Commander”, il loro nuovo singolo, un brano che affronta con forza e spirito critico il tema della leadership nella sua declinazione più oscura e distruttiva.

La figura del “comandante” rappresenta colui che guida gli altri verso una meta comune, ma nella canzone assume i tratti del despota conquistatore: un leader dominato dalla propria brama di potere e ricchezza, incapace di governare sé stesso prima ancora che il mondo.

Gli E.A.R.S. riflettono così su una realtà che, nonostante gli straordinari progressi tecnologici e culturali dell’umanità, continua a essere segnata da guerre e conflitti evitabili.

In “Commander”, il protagonista soggioga i propri sudditi inducendoli a combattere le sue battaglie attraverso la promessa di gloria e prosperità.

Il nemico viene disumanizzato, ma lo stesso destino tocca anche il suo esercito, ridotto a semplice strumento nelle mani del potere, come pedine su una scacchiera.

Il messaggio del brano è diretto e senza compromessi: se il comandante si considera il più forte, sia lui stesso a scendere in campo e a rischiare la propria vita, invece di sacrificare quella degli altri. Un invito provocatorio che mette in discussione la legittimità di chi esercita il potere senza assumersene fino in fondo le conseguenze.

Anche la copertina del singolo rafforza il significato dell’opera. L’illustrazione raffigura una caricatura del “comandante”, rappresentato come un sovrano tirannico immerso in un contesto bellico che richiama l’immaginario medievale, dominato da denaro, armi e sete di conquista. Un Medioevo simbolico che, nonostante appartenga al passato, continua purtroppo a riflettersi nella contemporaneità.

Chi conquista tutto perde se stesso.

Gli E.A.R.S. (Eddyin’ Around Roamin’ Sounds) sono una rock band della provincia di Varese attiva nella formazione attuale dal 2022. Il gruppo sviluppa un linguaggio definito Alchemical Rock, fusione di folk, celtic, oriental, flamenco, blues, punk, grunge e metal in una cornice hardrock. La band predilige l’inglese per la sua musicalità e universalità espressiva. Il progetto discografico segue un percorso simbolico basato sui colori, sulla mitologia e sugli elementi alchemici.

Ogni membro della band incarna un elemento alchemico (Acqua, Terra, Fuoco, Aria) e un animale mitologico corrispondente (Kraken, Drago, Fenice, Leone), strutturando un immaginario simbolico che attraversa musica e testi. I membri: Rich (chitarra – Acqua/Kraken), Tony (basso – Fuoco/Fenice), Mark (batteria – Terra/Drago) e Niel (voce – Aria/Leone). Rich porta un’impronta ’60-’70, Tony un background tecnico-strumentale, Mark un’anima hardrock-progressive e Niel un’esperienza vocale che spazia dal jazz al gospel al musical.

Insieme costruiscono un immaginario sonoro e narrativo che mira a unire energia rock, simbologia e introspezione.

ASCOLTA “COMMANDER”!

https://orcd.co/ears-commander

giovedì 16 luglio 2026

ZARA BROADWAY – ecco “Summer Love”

 

Zara Broadway, dopo l’ultimo brano “Ugly Face”, accoglie l’estate con un ritmo ballabile e orecchiabile sulle note di “Summer Love” in cui esprime quanto si sente avvolta e amata dai raggi del sole che le riscalda la pelle, ricorrendo alle serate della calda stagione in cui si esce e non si sa quando si rientra in compagnia di uno o più amici, dai tuffi in acqua alle fragole rappresentate in copertina con uno stile tridimensionale.

Zara sente l’estate come una stagione libera dalle preoccupazioni, dai problemi che ci circondano e dai complessi mentali che ci ammassano ogni giorno. L’estate va presa con leggerezza, a braccia aperte e a cuor leggero pieno di amore. Nel brano Zara invita l’ascoltatore ad uscire in una serata d’estate e a lasciare tutto alle spalle, chiudendo gli occhi e ad aprire le proprie braccia per sentire quel senso di leggerezza che proviamo una volta che mettiamo da parte le nostre preoccupazioni…almeno per un momento temporaneo che dura in eterno.

La copertina, realizzata da Giulia Migliorini in arte “Miglixrini”, porta uno stile alternativo rispetto ai lavori precedenti di Zara Broadway con un tocco tridimensionale rappresentando le fragole citate nel brano estivo accompagnate dall’acqua, dalle stelle delle notti d’estate e dal sole come elemento fondamentale che richiama la calda stagione che ci aspetta ogni anno e che risveglia qualcosa in noi.

Zara vi aspetta su tutte le piattaforme social e digitali per ascoltare e ballare a “Summer Love”, così da condividere con voi un’estate piena di amore, libertà e leggerezza a braccia aperte augurando una buona estate a tutti.

Zara Broadway, classe 2002, è una cantautrice inglese nata nel Regno Unito e cresciuta nel Nord Italia. Fin da bambina coltiva una profonda passione per la musica e la scrittura, trasformando nel tempo le emozioni e le esperienze personali in canzoni capaci di raccontare storie autentiche. Attraverso la sua voce, i suoi testi e la forte componente espressiva dei videoclip, Zara dà vita a un universo artistico personale e riconoscibile.

Sin da piccola sogna di arrivare al cuore delle persone attraverso la musica, condividendo sentimenti, fragilità e riflessioni. Un obiettivo che prende forma grazie a un percorso artistico costruito con dedizione, dopo anni trascorsi a scrivere e comporre i suoi primi brani nella sua cameretta.

Nel 2025 debutta con “Happy Pill”, pubblicato con l’etichetta Sorry Mom!, affrontando il tema della ricerca di sollievo nei momenti di ansia e di panico. Nel 2026 prosegue il suo percorso con “In My Dreams”, un brano dalle atmosfere R&B, intime e malinconiche, nato dall’elaborazione della fine di una relazione. Nello stesso anno pubblica “Ugly Face”, una canzone dal carattere deciso che affronta il tema della delusione dopo la fine di un’amicizia, trasformando il dolore in un messaggio di consapevolezza e forza.

Tutti i singoli sono disponibili sulle principali piattaforme digitali e accompagnati dai rispettivi videoclip ufficiali sul canale YouTube di Zara Broadway.

Con “Summer Love”, il suo nuovo singolo, Zara cambia prospettiva e lascia spazio a un’atmosfera luminosa e spensierata.

ASCOLTA “SUMMER LOVE”!

https://orcd.co/zarabroadway-summerlove

Con “Codici” i SARCO presentano un brano introspettivo e visionario

 

Con “Codici”, i SARCO presentano un brano introspettivo e visionario che indaga il rapporto tra individuo, coscienza e mondo esterno, attraverso una scrittura intensa che mette al centro la complessità dell’essere umano contemporaneo.

Il brano nasce da una riflessione intima e “cerebro-viscerale” sul funzionamento della mente e sulla sensazione di essere costantemente influenzati dagli impulsi che attraversano il nostro cervello.

In questa traccia il duo racconta di un essere umano che assorbe continuamente stimoli, informazioni ed emozioni dall’ambiente circostante, fino a percepirsi guidato da qualcosa di apparentemente invisibile, in un equilibrio fragile tra condizionamento e libero arbitrio.

Le prime strofe di “Codici” esplorano proprio questo spazio interiore: il “teatro della mente” dove pensieri, impulsi e percezioni si muovono in modo autonomo, trasformando il cervello in una sorta di spugna immersa nelle correnti della realtà. Una riflessione nata anche dalle conseguenze del periodo pandemico, dai suoi effetti sulla percezione del tempo, della solitudine e del rapporto con ciò che ci circonda.

Il brano amplia poi la propria prospettiva, spostandosi dalla dimensione mentale a quella esistenziale: la sensazione di fragilità e di estraneità verso sé stessi, quella condizione in cui l’individuo si sente esposto davanti a un mondo sempre più veloce e spietato, pronto a consumare ciò che incontra. La metafora del fiore essiccato diventa così il simbolo di una vulnerabilità umana messa alla prova da una realtà impietosa.

Nella parte finale, “Codici” allarga lo sguardo verso una dimensione sociale e ambientale, evocando i paesaggi della bassa padana e una progressiva rarefazione dei rapporti umani. In un contesto segnato dall’avanzare della tecnologia, l’uomo rischia di trasformarsi in una singola unità isolata, circondata da una quantità crescente di informazioni ma sempre più distante dall’ascolto reciproco.

Il titolo del brano racchiude il cuore della riflessione dei SARCO: siamo tutti attraversati da codici, quelli digitali che definiscono il nostro rapporto con la tecnologia e quelli genetici che appartengono alla nostra natura più profonda. Un intreccio di elementi invisibili che contribuisce a definire chi siamo e il modo in cui abitiamo il mondo.

I SARCO affondano le proprie radici nella terra padana, unendo le visioni sonore di Nicola Zanardi (musiche) e la scrittura viscerale di Nazario C. Rasori (voce e testi).

Amici di lunga data, dopo un primo tentativo artistico nato e poi interrotto nel 2017, i due tornano a collaborare nel 2024 dando vita a un nuovo progetto che trova la propria identità nell’incontro tra musica, parola e immaginario.

I SARCO costruiscono un universo oscuro e visionario, dove la scrittura attraversa territori al confine tra il body horror e la narrativa distopica, tra suggestioni letterarie e cinematografiche che richiamano l’alienazione di Philip K. Dick e la profondità emotiva di Krzysztof Kieślowski.

Un suono nato dall’incontro tra sacro e inquietudine, tra ritualità ancestrali e paesaggi sommersi: la Santeria incontra gli spiriti della palude, mentre compulsioni verbali, ritmi ossessivi e atmosfere disturbanti riportano in superficie il timbro della Farfisa filtrato attraverso una distorsione misofonica.

ASCOLTA “CODICI”!

https://orcd.co/sarco-codici

mercoledì 15 luglio 2026

The ClerX – il nuovo singolo “WITHOUT THE FIGHT”

 

Con il nuovo singolo “WITHOUT THE FIGHT”, i The ClerX danno voce a quel conflitto interiore che accomuna chiunque si sia trovato a fare i conti con la paura, le difficoltà e la sensazione di essere bloccato davanti a un cambiamento che sembra impossibile.

Il brano nasce da una riflessione sul delicato equilibrio tra la tentazione di arrendersi e la forza necessaria per rialzarsi.

Il messaggio è chiaro: nessuna trasformazione, personale o collettiva, può avvenire senza la volontà di combattere per ciò in cui si crede.

Anche quando la speranza sembra affievolirsi, “WITHOUT THE FIGHT” ricorda che esiste sempre la possibilità di ricominciare. È una possibilità che richiede determinazione, consapevolezza e la scelta di non arrendersi, trasformando ogni ostacolo in un’opportunità di crescita.

Sul piano musicale, i The ClerX traducono questo percorso emotivo in un sound punk rock melodico di grande impatto. Ritmi serrati, chitarre energiche e un ritornello potente danno vita a un brano capace di trasmettere tutta la tensione e la forza del suo messaggio, accompagnando l’ascoltatore in un crescendo di energia ed emozione.

Con “WITHOUT THE FIGHT”, ricordano che il cambiamento nasce sempre dalla scelta di affrontare le proprie paure e di continuare a credere in sé stessi, anche nei momenti più difficili.

I The ClerX nascono nel 2005 dall’amicizia e dalla passione musicale di Andrea(voce e chitarra) e Matteo (batteria), amici fin dall’infanzia che decidono di formare una band insieme ad alcuni musicisti della loro zona.

Dopo una prima fase dedicata principalmente ai live, entra nella formazione Adriano, chitarrista e cantante proveniente da una band metal, che sceglie di assumere il ruolo di bassista per completare l’organico. Con questa formazione i The ClerX registrano nel 2007 il primo album, “Silicon Sound”, raccogliendo riscontri positivi dalla stampa specializzata e dalle webzine di settore, oltre a una recensione sulla rivista Rock Sound nello speciale dedicato al punk.

Nello stesso periodo la band inizia a definire la propria identità musicale, partendo da un approccio pop punk arricchito da influenze rock’n’roll e da riff melodici. Le prime fanzine della scena accostano il loro sound alle sonorità delle band della Lookout! Records, evidenziando la capacità del gruppo di unire immediatezza melodica ed energia punk.

Successivamente Adriano torna alla chitarra, mentre il basso viene affidato a Tommaso, proveniente da un’altra realtà rock della zona. Con questa nuova formazione, nel 2009, viene pubblicato l’EP omonimo, un lavoro che accompagna l’evoluzione della band verso un punk rock di matrice californiana, influenzato dalla scena Fat Wreck Chords, caratterizzato da ritmi serrati, riff veloci e una forte attenzione alla melodia.

Nel corso degli anni i The ClerX portano la loro musica sui palchi di tutta Italia, condividendo concerti con diverse realtà della scena internazionale, tra cui Dr. Explosion, I Ray Daytona e Googoobombos. La loro proposta viene inoltre associata dalla stampa specializzata al movimento Flower Punk degli anni Novanta, grazie all’equilibrio tra melodie immediate, energia punk e influenze power pop.

Dopo una pausa, nel 2024 il gruppo torna insieme, la reunion segna l’inizio di una nuova fase artistica, caratterizzata dalla stessa energia e dalla stessa attitudine che hanno sempre contraddistinto la band.

Nel 2026 i The ClerX pubblicano il nuovo EP “Loud Against the World”, un ritorno alle origini e allo stesso tempo una nuova dichiarazione d’intenti: un punk rock diretto, potente e melodico, capace di raccontare il presente senza rinunciare alla propria identità.

ASCOLTA “WITHOUT THE FIGHT”!

Spotify: https://short-url.cc/1zjl4

“Esta canción”, nuovo singolo di Naspi

 

Con “Esta canción”, i Naspi firmano un brano che unisce ironia, critica sociale e leggerezza apparente per raccontare, con uno sguardo disincantato, le dinamiche dell’industria musicale contemporanea.

Il singolo narra il percorso di un artista che, schiacciato dalle aspettative del pubblico e dalle logiche del mercato, sceglie di mettere da parte le proprie ambizioni artistiche per conformarsi alle regole del successo commerciale. Tra bilinguismi volutamente maccheronici, cliché estivi e ritmi coinvolgenti, il brano diventa una riflessione amara sul prezzo da pagare per ottenere visibilità.

“Esta canción” si sviluppa attraverso un forte dualismo. L’apertura, dal tono cinico e consapevole, rappresenta la presa di coscienza di un artista che vede infrangersi il sogno di un’arte libera dalle logiche commerciali. Il ritornello, invece, si trasforma volutamente in una melodia semplice, ripetitiva e immediata, arricchita da un passaggio in spagnolo che richiama la standardizzazione delle hit estive.

L’ironico verso “es para mi mujer” restituisce al racconto una dimensione quotidiana e profondamente umana: il compromesso con il mercato non nasce dall’ambizione, ma dalla necessità di garantire stabilità economica e mantenere la propria famiglia.

Nel cuore del brano compare la figura di un produttore senza scrupoli, simbolo di un sistema che impone formule preconfezionate, immaginari trap e reggaeton e modelli comunicativi ormai stereotipati. Il finale culmina in una successione di luoghi comuni balneari che, pur nella loro apparente leggerezza, raccontano con sarcasmo la liberazione di chi, accettando il compromesso, riesce finalmente a riempire il frigorifero.

Il continuo alternarsi tra italiano e spagnolo contribuisce a costruire l’immagine di un prodotto musicale globale, standardizzato e concepito secondo precise strategie di mercato. Allo stesso tempo, il contrasto tra riferimenti più ricercati e stereotipi della cultura pop mette in evidenza la frattura interiore di un artista costretto a scegliere tra autenticità e successo.

Con “Esta canción”, i Naspi propongono un brano che, dietro la sua veste estiva e accattivante, invita ad ascoltare oltre la superficie, trasformando la musica in uno strumento di riflessione sul rapporto tra creatività, mercato e libertà espressiva.

I Naspi fondono l’energia del rock classico con la profondità della musica d’autore, dando vita a un sound diretto, viscerale e ricco di sfumature, capace di unire impatto sonoro e contenuti che invitano alla riflessione.

Il progetto nasce nel 2021, quando Domenico Tenerelli, cantante e chitarrista, si trasferisce a Milano portando con sé un bagaglio di canzoni e idee. Qui incontra il batterista Filippo Loiacono: tra i due nasce immediatamente una forte intesa artistica che li porta a esibirsi dal vivo e a collaborare con diversi musicisti, affinando progressivamente un’identità sonora personale e riconoscibile.

Nel 2025 arriva l’incontro con il bassista Mattia Sammuri, tassello fondamentale che completa la formazione e dà vita all’assetto definitivo della band.

Nello stesso anno i Naspi firmano con Sorry Mom!, segnando l’inizio di un nuovo capitolo del loro percorso artistico. Con un rock ‘n’ roll autentico e senza compromessi, la band si prepara a portare la propria musica sui palchi, raccontando storie che intrecciano energia, ironia e uno sguardo lucido sulla realtà contemporanea.

ASCOLTA “ESTA CANCIÓN”!

https://orcd.co/naspi-estacancion

“Sole nel temporale” è il nuovo singolo degli Officina Blu

 

“Sole nel temporale” è il nuovo singolo degli Officina Blu, un brano che racconta la capacità di trovare la forza per rialzarsi anche quando tutto sembra perduto.

La band, attraverso un intreccio di energia rock ed emozione, dà voce a quei momenti in cui la vita mette alla prova, ma dentro di noi continua a resistere una luce impossibile da spegnere.

La canzone nasce come un inno alla resilienza e alla trasformazione: le ferite, le cadute e le difficoltà diventano parte di un percorso che può portare a una nuova consapevolezza e a una maggiore forza interiore. “Sole nel temporale” parla a chi ha attraversato tempeste personali e ha imparato a trasformare il dolore in energia per ripartire.

Gli Officina Blu uniscono così la potenza del rock alla profondità del messaggio, creando un brano capace di trasmettere speranza senza negare la complessità delle esperienze vissute.

Il titolo racchiude il significato più profondo del singolo: anche durante il temporale più difficile, il sole continua a esistere. A volte resta nascosto, ma aspetta soltanto il momento giusto per tornare a splendere.

“Sole nel temporale” è una canzone dedicata a chi cade, resiste e trova dentro di sé la forza per ricominciare.

Officina Blu è una rock blues band italiana che fonde il sound classico del rock con un’impronta moderna e personale. Le influenze blues, il rock d’autore e un’attitudine diretta danno vita a brani intensi, costruiti su chitarre incisive, una sezione ritmica solida e testi che raccontano storie, emozioni e frammenti di vita.

La band è composta da Matteo Favretto (MisterMat) alla voce e chitarra, Mattia Fattoretto al basso e Davide Piovesan alla batteria. Insieme portano sul palco uno spettacolo energico e autentico, dove ogni canzone nasce dalla passione per la musica suonata senza compromessi.

Con un’identità sonora riconoscibile e uno sguardo rivolto al futuro, Officina Blu continua il proprio percorso artistico attraverso la scrittura di musica originale e l’attività live, affermandosi come una realtà capace di parlare sia agli amanti del rock più classico sia a chi cerca un sound contemporaneo e genuino.

ASCOLTA “SOLE NEL TEMPORALE”!

Spotify: https://short-url.cc/1tKLF

martedì 14 luglio 2026

PONCH – ecco il singolo “Fuori Fase”

 

Con “Fuori Fase”, Ponch racconta una storia di infatuazione, idealizzazione e consapevolezza, esplorando le emozioni contrastanti che accompagnano un sentimento vissuto in modo totalizzante. Il brano nasce dal racconto di una cotta travolgente, capace di mettere in discussione ogni certezza e trasformare anche un semplice sguardo in un momento di smarrimento.

Nel singolo, Ponch descrive la sensazione di essere completamente coinvolto da una persona che suscita un’attrazione profonda, fino al punto di sentirsi vulnerabile, impacciato e incapace di comunicare pienamente ciò che prova. La presenza dell’altra persona diventa così un elemento destabilizzante, capace di far perdere lucidità e di amplificare ogni emozione.

“Fuori Fase” racconta anche il contrasto tra il desiderio di vivere una storia intensa, quasi cinematografica, e la mancanza di un reale percorso condiviso. La ricerca di un “gran finale” emozionante si scontra con l’assenza di un vero copione e con la difficoltà di costruire un rapporto fondato sulla reciprocità e sulla responsabilità emotiva.

La parte centrale del brano rappresenta il momento più doloroso del racconto: l’allontanamento dell’altra persona e le conseguenze che lascia nella quotidianità. Attraverso immagini semplici e sincere, Ponch dà voce alla sofferenza, alla delusione e al vuoto lasciato da una relazione in cui aveva creduto profondamente. Per questo passaggio particolarmente intenso, l’artista ha scelto di affidare l’interpretazione a Vinx, dando ulteriore profondità emotiva al brano.

Il bridge segna invece il momento della consapevolezza: Ponch riconosce di aver costruito un’immagine idealizzata dell’altra persona e comprende che una parte del dolore nasce anche dal confronto tra la realtà e ciò che aveva immaginato. Un passaggio intimo e personale, che racconta un percorso di crescita e di maggiore conoscenza di sé.

“Fuori Fase” diventa così il racconto di un viaggio emotivo: dall’euforia dell’attrazione alla sofferenza della perdita, fino alla capacità di guardare con maggiore lucidità ciò che è stato. Un brano che parla di amore, fragilità e maturazione, trasformando un’esperienza personale in un sentimento universale.

Cristian Poerio, in arte Ponch, è un cantautore naïf nato nel 1987 in provincia di Parma. La passione per la musica lo accompagna fin da bambino, quando a soli sette anni partecipa al suo primo concorso canoro. Dopo le prime esperienze in una band rock/reggae, con cui si esibisce dal vivo dal 2007 al 2010, nel 2011 pubblica il suo primo EP interamente autoprodotto.

Dal 2022 collabora con DF Music e partecipa al Tour Music Fest e a Sanremo Rock. Nello stesso anno forma la nuova band Ponch, insieme a Davide Montanari, Danilo Tavaini e Roberto Settomini. Con Sorry Mom! pubblica nel 2023 i singoli “Fenice” (simbolo della sua rinascita), “Tra le mie braccia” (dedicata ai figli) e “Andromeda” (ispirata al mito greco).

Nel 2024 escono “Musgravite”, metafora di un amore raro e prezioso, e “Meraviglia”, brano dedicato a una persona speciale.

Dopo un periodo difficile e una separazione, Ponch torna in studio con “Respiro a metà”, prodotto da Vinx dei Vanilla Sky, in cui racconta con sincerità e sensibilità il tema degli attacchi di panico, seguito dall’ultimo brano “Fuori Fase”.

ASCOLTA “FUORI FASE”!

https://orcd.co/ponchcristianpoerio-fuorifasefeatvinx

“Wolf Eats Wolf”, il nuovo singolo di Glimmer Void

 

In natura il branco è sinonimo di protezione. Nell’uomo, a volte, diventa l’ambiente in cui si impara a diffidare di chi ci cammina accanto.

Con “Wolf Eats Wolf”, i Glimmer Void raccontano relazioni governate dalla competizione, dall’opportunismo e dall’istinto di sopraffazione, dove appartenere a un gruppo può significare rinunciare a una parte di sé.

La protagonista rifiuta questa logica e sceglie l’isolamento come atto di fedeltà alla propria identità. “I’d rather be a lone wolf than lose myself” non ha nulla a che vedere con l’orgoglio, è solo semplice consapevolezza: da certi compromessi è doveroso prendere le distanze. Attorno, il branco si muove seguendo la propria ombra, pronto a divorare chi rallenta il passo: “you’d rather eat and spit my bones if you had the chance” riassume la brutalità di rapporti fondati sull’interesse, in cui troppo spesso bisogna scegliere tra fiducia e sopravvivenza.

Il titolo, “Wolf Eats Wolf”, ribalta l’immagine del lupo come simbolo di appartenenza e lo restituisce come metafora di una società in cui l’uomo finisce per consumare l’uomo. Restare soli diventa allora una scelta, l’unico modo per sottrarsi a un gioco in cui ogni legame rischia di rivelarsi una trappola.

Musicalmente il brano oscilla tra l’alternative di matrice Audioslave e uno stoner asciutto e desertico vicino ai Kyuss. Prima di trovare forma, titolo e arrangiamento definitivi, all’interno della band era conosciuto come “Messa”, per l’affinità con le atmosfere della formazione doom veneta e per la linea vocale femminile limpida e cristallina, ispirata anche a Sara Bianchin.

I Glimmer Void sono una band alternative metal della provincia di Milano formata da Matteo (basso e voce), Veronica (tastiere e voce), Francesco (chitarra), Paolo (chitarra) e Luca (batteria).

Il loro sound fonde alternative, stoner e progressive, combinando atmosfere dense e ipnotiche. Tra le principali influenze del gruppo si trovano band come Tool, A Perfect Circle, Queens of the Stone Age, Elder e Porcupine Tree.

Nel 2025 i Glimmer Void pubblicano i loro primi singoli, tra cui “Chirality”, ispirato all’universo narrativo di Death Stranding, e “Stained With Red”, un brano intenso che denuncia il bracconaggio Nel 2026 la band pubblica il suo album di debutto “Echoes of Life”.

ASCOLTA “WOLF EATS WOLF”!

https://linktr.ee/glimmervoidband

lunedì 13 luglio 2026

GREEN FUDGE – “Between the blues and the rising sun” è L’ALBUM D’ESORDIO

 

Un viaggio circolare tra suoni e colori che segue il ritmo di una giornata, dal primo respiro dell’alba fino al dissolversi della luce. L’album attraversa la complessità emotiva dell’esperienza umana, sospesa tra profonda malinconia e luminosa gioia, nel continuo fluire delle emozioni.

Il sound affonda le proprie radici nell’epoca d’oro delle grandi band tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta, come Allman Brothers Band, Pink Floyd e Grateful Dead, reinterpretandone l’eredità attraverso una sensibilità contemporanea e una produzione dal suono nitido e moderno.

In un mondo che corre sempre più veloce, concedersi il tempo di ascoltare con attenzione diventa un atto di resistenza e una forma di riconnessione con l’essenza stessa della musica.

Between the Blues and the Rising Sun, l’album di debutto dei GREEN FUDGE, incarna questa filosofia, offrendo un’esperienza da vivere senza fretta.

TRACKLIST

BE FREE

Una suite di 18 minuti che introduce l’intero universo del disco, racchiudendo temi e sonorità che verranno sviluppati nei brani successivi. Dal timido risveglio psichedelico iniziale fino a riff potenti, il brano rappresenta una vera e propria dichiarazione d’intenti.

FLY HIGH

Un classico rock ’n’ roll dal sapore old school che rivela immediatamente l’anima spensierata e festosa della band, sia nella musica che nel testo. Con la sua energia trascinante, accompagna l’ascoltatore verso una dimensione di leggerezza, invitandolo a lasciarsi alle spalle le preoccupazioni quotidiane.

RISE

Una ballad cantautorale dai toni limpidi e leggeri che porta con sé un messaggio chiaro che rappresenta al meglio la filosofia della band: “Every time you hate, you waste your love”.

Rise è una canzone che sceglie la luce al posto dell’oscurità, invitando l’ascoltatore a riflettere sul valore della positività. Il sound brillante, caratterizzato dal pianoforte e dalla chitarra acustica, sfocia in una jam finale che, dal vivo, può prendere ogni volta direzioni differenti.

ELDER SEERS

Elder Seers affronta il tema del cambiamento climatico, una realtà che riguarda tutti e che ci chiama a confrontarci con il futuro del pianeta.

Attraverso una trama sonora onirica, il narratore intraprende un viaggio interiore illuminante, esprimendo la propria ammirazione per Madre Natura e, al tempo stesso, la responsabilità di preservarla e proteggerla.

ELDORADO

Un brano dalle atmosfere oscure, costruito principalmente attorno al pianoforte e al sintetizzatore. Quest’ultimo prende progressivamente il comando fino a dominare il finale con un timbro tagliente e aggressivo.

L’anima noir della poesia di Edgar Allan Poe trova qui una naturale trasposizione musicale, dando vita a un paesaggio sonoro inquieto e suggestivo.

MARY JANE

Primo singolo pubblicato dalla band, Mary Jane è stato riarrangiato per il disco d’esordio, assumendo un carattere ancora più onirico e psichedelico. Determinante in questo senso è l’aggiunta della sezione centrale, dove le due batterie si fondono in un groove solido e ipnotico.

Il brano parla d’amore in modo diretto e sincero, toccando un tema che, in fondo, rappresenta il cuore dell’intero album.

GATES OF DAWN

Il disco si chiude in un paesaggio immaginario freddo e ostile, dove melodie cupe e solitarie accompagnano un popolo nordico in fuga da una tempesta senza fine.

Nel corso del viaggio, la richiesta di aiuto trova finalmente risposta e la musica si apre gradualmente alla luce, evolvendo verso una dimensione sonora quasi celestiale. La conclusione del brano non rappresenta una fine, ma l’inizio di una nuova vita, pronta a riprendere il proprio corso.

I GREEN FUDGE sono una jam band blues-rock psichedelica con base nella soleggiata e ventosa baia di Trieste, nati da una solida amicizia e da una passione condivisa per la musica.

Il loro sound si colloca al crocevia tra l’energia del blues, il cantautorato americano e le atmosfere psichedeliche degli anni ’60 e ’70, reinterpretate attraverso un approccio personale che pone grande attenzione al suono, alle dinamiche e alla dimensione live. La band trae ispirazione da artisti come The Grateful Dead, The Allman Brothers Band, The Doors e The Beatles, fondendo groove blues, texture psichedeliche e ampi spazi di improvvisazione ai loro brani.

Nella primavera del 2025 i GREEN FUDGE pubblicano il loro singolo d’esordio, “Mary Jane”. All’inizio dell’estate è seguito il secondo singolo, “Fly High”.

Il 29 Maggio 2026, dopo l’uscita del loro terzo singolo “Elder Seers”, i GREEN FUDGE presentano live il loro album di debutto “Between the Blues and the Rising Sun”, uscito il 10 luglio sotto l’agenzia SorryMom!.

ASCOLTA “BETWEEN THE BLUES AND THE RISING SUN”!

https://orcd.co/greenfudge-betweenthebluesandtherisingsun

AUT! – è uscito “AUT/Takes: DEVO – lution of an Egg”

 

Se l’underground nasce per sottrarsi alle logiche del mercato e costruire un’identità propria, cosa succede quando anche l’anticonformismo finisce per trasformarsi in un’estetica codificata? Quando perfino la ribellione diventa un genere, con le sue regole, le sue pose e la sua ricetta?

AUT/Takes raccoglie tutto ciò che sfugge a queste definizioni: un contenitore di esperimenti, deviazioni e cortocircuiti creativi che affianca la produzione principale di AUT! senza seguirne necessariamente le coordinate.

Tra ironia, cultura DIY e synth punk sghembo, i brani di DEVO-lution Of An Egg mettono in discussione gli stessi codici della scena da cui provengono, lasciando spazio a intuizioni, provocazioni e idee che esistono proprio perché non devono dimostrare nulla.

DEVO-lution Of An Egg

Una ricetta improbabile per cucinare il perfetto pezzo egg-punk: uova australiane, un registratore multitraccia sporco, sinusite cronica, tracolla altissima, mullet e baffi quanto basta. Tra citazioni, garage rock e attitudine DIY, DEVO-lution Of An Egg è un manifesto ironico che gioca con gli stereotipi dell’underground, trasformando l’estetica del genere in una lista della spesa assurda e irresistibile.

Cold Dish

Il momento esatto in cui capisci di essere un déjà-vu. Cold Dish trasforma un cortocircuito esistenziale in una spirale post-punk ipnotica, dove identità, memoria e ripetizione si confondono fino a diventare indistinguibili. Un brano gelido e alienante che racconta la sensazione di vivere una copia di qualcosa che è già successo, senza sapere più se si è l’originale o la sua replica.

AUT! è il progetto di un giovane operaio mantovano che trasforma il rumore della provincia in post-punk ruvido, abrasivo e pulsante.

Debutta a ottobre 2024 con due EP che gli valgono l’apertura agli Afterhours a Firenze, l’inserimento nelle compilation Carne Fresca e Tribal Cabaret n°12 e live tra Milano, Veneto ed Emilia.

Tra grida, chitarre, campionamenti e drum machine, AUT! dà voce alla frustrazione e alle nevrosi della nuova provincia italiana, un luogo dove produzione, mercato e divertimento diventano ossessioni quotidiane.

A marzo 2026 esce il full lenght “No Attitude”, seguito a giugno dello stesso anno dal singolo “Sigma Circle Jerk”.

ASCOLTA “DEVO – LUTION OF AN EGG”!

https://benext.lnk.to/devolution

WODA WODA – ecco “Sulla Luna”

 

L’Area 51 continua a essere uno dei luoghi più enigmatici del pianeta, un territorio in cui realtà e immaginazione si rincorrono senza trovare un punto d’incontro. Domande irrisolte, tonnellate di ipotesi e il fascino di ciò che, forse, non verrà mai svelato. A meno che qualcuno non riesca davvero a intrufolarsi in quei capannoni facendosi crescere le ali.

Con il nuovo singolo “Sulla luna”, i Woda Woda trasformano questa suggestione in musica e immagini. In un mondo dove il potere orienta l’informazione e costruisce la propria versione dei fatti, la band sostiene che continuare a porsi domande sia un esercizio necessario.

Il testo mette in discussione in modo assoluto e perentorio ciò che viene dato per certo, senza pretendere di sostituire una verità con un’altra. L’obiettivo è piuttosto instillare il dubbio, invitando a osservare la realtà da una prospettiva diversa e provocatoria.

Sul piano musicale, “Sulla luna” mantiene un approccio hard rock nervoso, ruvido e diretto. Riff immediati, una sezione ritmica compatta e un linguaggio essenziale accompagnano un racconto che rinuncia ai giri di parole e sceglie la forza della sintesi. Un brano divisivo che diventa una fucina di domande: quanto di ciò che consideriamo incontestabile nasce da ciò che abbiamo visto, e quanto da ciò che ci è stato raccontato?

Nati nel 2020, i Woda Woda hanno costruito un percorso che unisce musica, narrazione e simbolismo, sviluppando un’identità ben definita all’interno della scena rock italiana. Dopo i primi singoli “Medusa”, “Portando la Pelle a Casa” e “Divano Giallo”, la band prosegue il proprio cammino con “We Are Biker Guys”, “P.U.B. (Prendimi, Usami e Buttami)”, “Sesso & Vino” e “Daisy”, alternando ironia, critica sociale e atmosfere legato al rock più classico.

Tra il 2025 e il 2026 prende forma “L’Ultimo Testamento”, concept album che racconta la storia di cinque angeli caduti e riflette sul confine tra bene e male attraverso un nuovo approccio compositivo. I singoli “Veleno” e “Lady Mazikeen” anticipano l’uscita dell’album, pubblicato a gennaio e primo capitolo di una saga destinata a proseguire anche attraverso un fumetto. Poco dopo, Asmodeus e Samael lasciano il progetto, per cui la Legione si rinnova: Lucifer (voce), Paymon (basso), Leviathan (batteria) e Behemoth (chitarra). La band è ora al lavoro sul nuovo concept “L’Estinzione è Qui!”, che osserva l’umanità contemporanea attraverso i temi della guerra, dell’avidità, della manipolazione e del potere. Con un hard rock che invita a interrogarsi sul rapporto tra informazione, verità e percezione della realtà, “Sulla luna” è il primo singolo ad anticipare questo nuovo capitolo.

ASCOLTA “SULLA LUNA”!

https://benext.lnk.to/sullaluna

venerdì 10 luglio 2026

KEBLEMA – ecco “PORCO FLUIDO”

 

Con “Porco Fluido”, i Keblema consolidano il percorso intrapreso con la scrittura in lingua italiana, dando vita a un brano che intreccia intensità emotiva e sperimentazione sonora.

Il testo racconta, solo in apparenza in modo esplicito, l’incontro tra due amanti che si abbandonano completamente l’uno all’altra. La passione che li attraversa diventa il punto di partenza per una riflessione più profonda: il “porco fluido” evocato dal titolo non è soltanto un’immagine provocatoria, ma una metafora della liberazione reciproca, della dissoluzione dei confini individuali e della fusione totale tra due persone.

Anche sul piano musicale il concetto di fluidità prende forma attraverso un’evoluzione del suono della band. Rispetto agli standard dei Keblema, “Porco Fluido” si muove su territori più funk e psichedelici, sostenuto da un groove ipnotico di basso e batteria che accompagna l’ascoltatore in un continuo alternarsi di dinamiche. Le chitarre passano con naturalezza da sonorità pulite a distorsioni più incisive, mentre un ritornello epico si intreccia con aperture noise e alternative rock, elementi che restano il marchio distintivo del gruppo.

Con questo nuovo singolo i Keblema confermano la volontà di ampliare il proprio linguaggio artistico, mantenendo intatta la propria identità e proponendo un’esperienza d’ascolto intensa, viscerale e ricca di sfumature.

I Keblema nascono a Bologna nel 2019 con un obiettivo preciso: dedicarsi esclusivamente alla composizione di musica originale. Il loro sound è un intreccio di alternative rock anni ’90 e 2000, funk, post-indie, noise e stoner, influenze che si fondono in un’identità sonora personale e riconoscibile, maturata all’ombra delle Due Torri.

Dopo un inevitabile rallentamento durante il periodo pandemico, la band riprende l’attività alla fine del 2021. Attraverso diversi cambi di formazione prende forma il primo lavoro discografico, l’EP autoprodotto “Please Do Disturb”, registrato nel febbraio 2023 presso gli Animal Sound Studio di Ferrara.

Nell’estate dello stesso anno, l’ingresso del nuovo cantante completa la formazione attuale, dando nuovo impulso al progetto. Nella primavera del 2024 i Keblema tornano in studio per registrare il loro secondo lavoro autoprodotto. Al termine delle registrazioni conquistano l’accesso alle finali nazionali della 35ª edizione di Rock Targato Italia, mentre l’inizio della collaborazione con l’etichetta Sorry Mom! segna l’avvio di un’intensa attività live sui palchi di tutta Italia.

Il 18 aprile 2025 esce “Good Noise”, album che consolida il percorso artistico della band e ne conferma l’attitudine a un rock energico, diretto e senza compromessi.

Successivamente i Keblema intraprendono una nuova evoluzione espressiva, scegliendo di scrivere in lingua italiana. Dopo “Dubbi”, “Porco Fluido” rappresenta il secondo capitolo di questo nuovo percorso, nel quale la forza del loro sound si unisce a una scrittura più immediata, personale e capace di ampliare ulteriormente l’identità della band.

ASCOLTA “PORCO FLUIDO”!

https://ffm.to/keblema-porcofluido

CHIMERA – è uscito “SAI…”

 

Il nuovo singolo dei Chimera, “Sai…”, affronta il tema del ghosting osservandolo dal momento in cui chi sembrava occupare un posto centrale nella nostra vita sceglie di sparire senza spiegazioni. Chi fino al giorno prima ci aveva “elevato al cielo” diventa improvvisamente irraggiungibile, lasciando soltanto domande e il senso di essere stati “abbandonato sull’asfalto”.

Le liriche raccontano il percorso emotivo che segue quell’assenza: lo smarrimento iniziale lascia spazio a una rabbia sempre più intensa, alimentata dalla consapevolezza di essere stati trattati come qualcosa di sacrificabile. “Ora tutto ciò che resta è freddo vento di tempesta” sintetizza quel punto in cui i ricordi smettono di offrire conforto e chiedono invece di essere attraversati per comprenderne l’origine.

Da qui nasce l’esigenza di riprendersi ciò che era stato sottratto: il senso di appartenenza, la fiducia in sé stessi e il diritto di occupare il proprio spazio, liberandosi dal peso di un’assenza che continua a pretendere attenzione anche quando ogni dialogo è ormai finito.

Sotto l’aspetto musicale, “Sai…” potrebbe essere descritta come una versione raffinata di un brano dei Pantera, in cui su uno strumentale buio, cavernoso e possente, svetta una voce limpida dall’impostazione heavy/prog, melodica e ariosa in tutta la sua potenza.

I Chimera sono un nuovo progetto musicale con un sound forte e melodico e testi in italiano. Nasce quindi un mix alternative metal/rock italiano più sporco, aggressivo e cupo seppur con una musicalità dalle tinte più lievi e malinconiche.

Nell’estate del 2022 la band testa il proprio lavoro con i primi live su territorio riscontrando responsi molto positivi, e ad agosto dello stesso anno inizia le registrazioni del suo primo EP “Apnea” dando così vita a sette brani che parlano di oscurità, ansia, rabbia, dolore, rimpianto, malinconia, senso di liberazione e di nuovi inizi. Il grande successo di critica e pubblico li porta a settembre 2023 a calcare il palco dell’Ariston di Sanremo come vincitori Lombardia del famoso concorso nazionale Sanremo Rock.

La line up è formata da Stewie Morlock (voce, origini italo-inglesi, ha studiato alla Lizard di Brescia anche con Michele Luppi di Vision Divine e Whitesnake), Andrea Dosseni (batteria, ha studiato con Alfredo Golino, Alberto Pavesi e Alessandro Bissa di Vision Divine e Labyrinth, endorser per l’austriaca Tebbs Drumsticks), Mathias Salini (chitarra) e Gheorghe Cazac (basso, caratterizzato da uno stile metal-grunge sia nella composizione di brani inediti che nella timbrica vocale).

ASCOLTA “SAI…”!

https://orcd.co/chimera-sai

giovedì 9 luglio 2026

Il nuovo brano di IMXDILE si intitola “Un attimo, un istante”

 

Il nuovo brano di IMXDILE si intitola “Un attimo, un istante”, una traccia che racchiude tutta l’energia e le emozioni dell’estate, mescolando sonorità pop, dance e reggaeton in un mix fresco, coinvolgente e immediato.

La canzone si apre con un’impronta forte e solare: gli ottoni, protagonisti della produzione, richiamano atmosfere latine e regalano fin da subito quella sensazione di leggerezza e movimento tipica delle giornate estive. Proseguendo, il brano si apre a momenti più intimi e morbidi, arricchendosi di sfumature pop contemporanee che accompagnano l’ascoltatore in un viaggio fatto di ritmo ed emozioni.

La struttura semplice e coinvolgente, con un’alternanza naturale tra strofe e ritornelli, rende “Un attimo, un istante” un brano immediato e facile da ricordare, capace di entrare fin dal primo ascolto.

Il testo racconta un amore estivo intenso e complicato, fatto di attrazione, momenti condivisi e continui ritorni. I due protagonisti si cercano, si allontanano e si rincorrono, consapevoli però che quella relazione appartiene forse solo a quel preciso momento della loro vita. Un sentimento forte, ma destinato a durare il tempo di un incontro, di un’emozione, di un attimo o un istante.

Con questo singolo, IMXDILE racconta il lato più autentico dell’estate: quelle storie nate quasi per caso, capaci di regalare emozioni profonde anche se brevi, lasciando un ricordo che continua a vivere nel tempo.

IMXDILE, pseudonimo di Diletta Marica Largoni, è un progetto musicale nato a Bassano Del Grappa che spazia tra Pop, Indie Pop e Urban.

Attiva come cantante fin da piccola, decide nell’autunno del 2025 di dar voce al proprio istino artistico iniziando a produrre i propri brani.

La sua crescita artistica è talmente fulminea che nella primavera del 2026 viene scoperta e successivamente messa sotto contratto dal management ed etichetta musicale Sorry Mom!.

ASCOLTA “UN ATTIMO, UN ISTANTE”!

https://orcd.co/imxdile-unattimounistante

“Steam Power & Co”, il nuovo singolo dei LoveRecycle

 

A volte è la musica a prendere il controllo. È proprio da questa spontaneità che nasce “Steam Power & Co”, il nuovo singolo dei LoveRecycle.

L’idea prende forma mentre Enzo, leader della band, si rifugia tra i tasti dei suoi sintetizzatori alla ricerca di un momento di evasione creativa. L’obiettivo iniziale era quello di ricreare il caratteristico sound analogico degli anni Ottanta, ma il processo compositivo ha presto seguito una strada tutta sua.

Brano dopo brano, il groove ha assunto un’identità precisa, evocando il ritmo incalzante e ipnotico di un vecchio treno a vapore. Da questa suggestione nasce anche il titolo “Steam Power & Co”, simbolo di un’energia in costante movimento che trascina l’ascoltatore in un viaggio coinvolgente.

La stessa forza ritmica ha ispirato anche il videoclip ufficiale, costruito attorno a una corsa frenetica e dinamica: una moderna “acchiapparella” che traduce in immagini il movimento, la tensione e la vitalità racchiusi nel brano.

Con “Steam Power & Co”, i LoveRecycle danno vita a un singolo capace di trasformare un momento di isolamento in un’esperienza musicale ricca di energia e immaginazione.

I LoveRecycle nascono nel 2012 da un’idea di Enzo Formigoni, fondatore, cantante e principale autore del progetto. Dopo anni trascorsi ad accumulare riff, testi e idee, Enzo decide di dare finalmente forma alla musica che ha sempre desiderato ascoltare: autentica, personale e senza compromessi.

Per trasformare questa visione in realtà coinvolge due amici e musicisti, Alessio Balsemin e Max Trevisan, con i quali costruisce le fondamenta del sound della band.

L’8 giugno 2014 pubblicano l’album d’esordio “LoveRecycle”, un lavoro interamente autoprodotto e distribuito sulle principali piattaforme digitali. Il disco raccoglie dieci brani che intrecciano esperienze realmente vissute, sogni, disillusioni e riflessioni personali, delineando fin da subito l’identità artistica del gruppo.

Negli anni successivi i LoveRecycle portano la loro musica anche negli Stati Uniti, esibendosi a Los Angeles e calcando il prestigioso palco del The Viper Room, storico locale simbolo della scena rock internazionale.

Dopo un intenso percorso di crescita artistica e compositiva, nel 2023 la band pubblica il secondo album, “Left Right”, confermando un’evoluzione sonora capace di mantenere intatta la propria identità.

Oggi i LoveRecycle sono formati da Enzo Formigoni (voce), Jack Bermudez(batteria), autentico motore ritmico della band, e Fabio Trovato (basso). Con questa formazione il gruppo continua il proprio percorso tra nuove produzioni e attività live, conquistando nel 2025 il titolo di Miglior Gruppo Padovano al Vicenza Rock Contest, un importante riconoscimento del loro percorso artistico.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=WQI0CCvzwsY

Gli Edamame tornano con “Disse Ken”

 

Gli Edamame tornano con “Disse Ken”, un brano che intreccia memoria, ironia e introspezione in un racconto tanto personale quanto universale.

La canzone si sviluppa come una sorta di rassegna stampa emotiva, in cui Andrea ripercorre esperienze realmente vissute, mescolandole a dettagli verosimili che sfumano il confine tra realtà e immaginazione. Il risultato è una narrazione frammentata, costruita attraverso immagini e ricordi che si susseguono in modo imprevedibile, riflettendo l’instabilità emotiva che attraversa il protagonista.

Anche la struttura musicale segue questa direzione: irregolare, sghemba e fuori dagli schemi, accompagna il flusso del racconto e ne amplifica il senso di precarietà, dando voce alle contraddizioni di chi cerca un equilibrio tra passato e presente.

Al centro del brano emerge la figura di Ken, simbolo di un modello apparentemente perfetto, costruito e artificiale. Un ideale tanto rassicurante quanto irraggiungibile, che promette una vita più semplice e leggera a chi decide di conformarsi senza mettere nulla in discussione. Attraverso questa metafora, gli Edamame invitano a riflettere sul peso delle aspettative, sull’identità e sul sottile confine tra autenticità e omologazione.

Con “Disse Ken”, gli Edamame confermano la loro capacità di raccontare la complessità dell’esperienza umana attraverso una scrittura evocativa e una proposta musicale che sfugge alle convenzioni, trasformando una storia personale in uno specchio in cui ogni ascoltatore può ritrovare una parte di sé.

Gli Edamame nascono come duo, si trasformano in trio e, nel giro di pochi anni, tornano alla loro essenza originaria a due elementi.

La formazione attuale è composta da Matteo Verga, alla batteria e ai synth, e Andrea Manca, alle voci, chitarre e tastiere.

La forte complicità tra i due musicisti si traduce in un sound che fonde un alternative rock energico con atmosfere dream pop, attraversate da venature stoner che emergono tra le trame sonore.

ASCOLTA “DISSE KEN”!

https://ffm.to/edamame-disseken

mercoledì 8 luglio 2026

CLAMORE – “Spiaggia Artificiale” – LA RICERCA DI UN’AUTENTICA LIBERTA’ EMOTIVA

 

Con “Spiaggia artificiale”, Clamore firma il suo brano più luminoso e immediato, lasciandosi attraversare da atmosfere estive senza rinunciare alla profondità che caratterizza la sua scrittura.

Il singolo prende vita attraverso l’immagine del mare, simbolo di uno spazio ideale dove respirare, giocare e sentirsi finalmente liberi. Un luogo che sembra promettere semplicità, leggerezza e possibilità infinite. Ma, con il procedere del racconto, questa visione si incrina: quella libertà si rivela solo apparente, trasformandosi in un paesaggio artificiale e soffocante.

La “spiaggia artificiale” diventa così la metafora di emozioni costruite, di esperienze che imitano la felicità senza riuscire a restituirne l’autenticità. Il protagonista oscilla tra desiderio e disillusione, tra ciò che sogna di vivere e ciò che realmente percepisce. Anche il mare cambia natura: da rifugio aperto e accogliente si trasforma in un acquario, una dimensione chiusa nella quale Clamore osserva la vita senza poterla attraversare davvero.

L’immagine del cuore lanciato fuori dal petto rappresenta il momento di massima vulnerabilità, un gesto di resa che racchiude tutta la tensione del brano. “Spiaggia artificiale” racconta infatti il conflitto tra il bisogno di abitare emozioni autentiche e la sensazione di essere intrappolati in una realtà che ne offre soltanto una versione artificiale.

Con un sound che richiama la stagione estiva, Clamore propone un brano capace di coniugare leggerezza e introspezione, invitando l’ascoltatore a riflettere sul sottile confine tra ciò che appare e ciò che si vive realmente.

Clamore – all’anagrafe Elia Bedin – inizia il suo viaggio musicale molto presto. Attraverso testi intensi e profondi, Clamore esplora sé stesso, dando voce ai propri pensieri più intimi. La svolta arriva con la perdita del nonno, una figura centrale nella sua vita: è questo evento che lo spinge a condividere la sua musica e i suoi sogni, lasciando finalmente aperto il cassetto in cui erano nascosti.

Nel 2021 sceglie di affinare il proprio talento, intraprendendo un percorso di songwriting e tecnica vocale presso Officine Limoni di Montecchio Maggiore (VI). L’11 marzo 2022 pubblica il suo primo singolo, “Cielo di Marte”, e ben presto arriva a esibirsi in diverse città italiane.

Con il supporto di Emergency Ts Music e del produttore Simone Zuccalà, pubblica nel 2023 il brano “Amare ciò che non appare”, seguito dal singolo “Clamore”, un brano in cui l’artista si racconta senza filtri. Per Clamore, il suo nome non è solo un’etichetta, ma un manifesto: “clamorosa” può essere una vittoria o una sconfitta, un sogno o una realtà da afferrare.

Nel novembre 2024 pubblica “Senza via d’uscita”, prodotto da David Maria Campese presso Lime Studio, un brano intenso che segna una nuova tappa del suo percorso personale e musicale.

A gennaio 2025 l’artista inizia un nuovo percorso con Time Bomb Music, affidando la direzione e produzione artistica ad Alessandro Vigo. Parallelamente firma con Sorry Mom!, consolidando così una rete di collaborazioni che lo accompagnerà nel suo cammino.

Il 24 maggio 2025 pubblica il suo primo album, “Forse ci sbagliamo”: un viaggio unico capace di trasportare l’ascoltatore, racchiudendo le emozioni, i conflitti e le speranze che da sempre caratterizzano la sua scrittura.

Nel 2026 torna con nuova musica e pubblica il singolo “Non fa per noi”, seguito dall’ultimo “Spiaggia Artificiale”, uscito a luglio dello stesso anno.

ASCOLTA “SPIAGGIA ARTIFICIALE”!

https://orcd.co/clamore-spiaggiaartificiale

martedì 7 luglio 2026

LUCA FRENCIA feat. FILIPPO ROSSI -è uscito “Aver aver”

 

Pubblicato nel 2018 all’interno dell’album Fascino, “Aver aver” è uno dei brani più coinvolgenti del repertorio di Luca Frencia, realizzato in collaborazione con Filippo Rossi.

Una canzone che unisce leggerezza, energia e immediatezza, capace di fondere la tradizione della musica d’intrattenimento con sonorità pop e dance dal gusto contemporaneo.

Caratterizzato da un ritmo incalzante e da un arrangiamento fresco e coinvolgente, “Aver aver” nasce con un obiettivo preciso: far ballare e divertire il pubblico.

La sintonia artistica tra Luca Frencia e Filippo Rossi si traduce in una performance dinamica, dove le voci e l’interpretazione si fondono in un’atmosfera di allegria e spensieratezza, rendendo il brano perfetto per animare serate dal vivo, eventi e momenti di festa.

Il singolo rappresenta un invito a lasciarsi trasportare dalla musica, celebrando la condivisione e il piacere dello stare insieme attraverso un sound orecchiabile e ricco di energia positiva.

Ad accompagnare il brano, il videoclip ufficiale ne amplifica il messaggio, trasformandolo in un’esperienza visiva dal forte impatto. Ambientato in suggestivi scenari all’aperto, il video racconta un’estate fatta di sorrisi, balli e convivialità, con Luca Frencia e Filippo Rossi protagonisti di una narrazione vivace e spontanea. Coreografie di gruppo, immagini di festa e colori luminosi si susseguono in un montaggio dinamico che segue il ritmo della musica, restituendo tutta la forza coinvolgente del brano.

“Aver aver” si conferma così una canzone capace di trasmettere entusiasmo e positività, un perfetto connubio tra musica e divertimento che continua a conquistare il pubblico grazie alla sua immediata capacità di coinvolgere e far ballare.

Filippo Rossi nasce a Locri nel 1978, ma cresce e vive in provincia di Torino, dove fin da bambino sviluppa una forte passione per la musica.

È proprio in questi anni che inizia ad avvicinarsi agli strumenti, imparando a suonare pianoforte, chitarra e altri accompagnamenti, costruendo nel tempo una solida base musicale.

Se gli strumenti rappresentano il mezzo, la sua vera forza è da sempre la voce: intensa, riconoscibile, capace di adattarsi a contesti diversi che lo portano a maturare una lunga esperienza dal vivo.

Parallelamente all’attività live, Filippo Rossi coltiva la scrittura, dando forma a canzoni che attingono direttamente alla sua storia personale e alla memoria familiare.

Tra i suoi brani più conosciuti sono “La mia 500” e “Ci vediamo giù”.

La musica di Filippo Rossi è fatta di storie vere, vissute, riconoscibili.

Canzoni che parlano di famiglia, radici, nostalgia e appartenenza, con uno stile diretto e sincero, capace di creare un ponte tra passato e presente.

Luca Frencia è un poliedrico artista e produttore piemontese che ha saputo rivoluzionare la propria proposta musicale in oltre trent’anni di successi.

Per lungo tempo figura di riferimento nel panorama italiano alla guida della storica Orchestra Luca Frencia – formazione con cui ha fatto ballare migliaia di appassionati nelle balere e nelle piazze del Nord Italia a ritmo di liscio d’autore e fisarmonica – Luca ha oggi completato una radicale evoluzione artistica.

Mettendo da parte la tradizione della musica da ballo classica, ha trasformato la sua energia in un progetto contemporaneo ad alto impatto emotivo: lo spettacolo live Generazione X.

Accompagnato da una band elettrica moderna, Frencia propone oggi un travolgente viaggio-concerto tra i più grandi inni pop, rock italiani degli anni ’80, ’90 e 2000. Uno show nato non più per il ballo di coppia, ma per far cantare intere piazze e club, unendo generazioni diverse sotto il segno della nostalgia e del puro divertimento.

ASCOLTA “AVER AVER”!

Spotify: https://short-url.cc/1sSuQ

“Ero Figo”, il nuovo singolo dei Pimples Marmalade

 

L’estate si apre all’insegna del divertimento con “Ero Figo”, il nuovo singolo dei Pimples Marmalade, una canzone fresca, ironica e coinvolgente che affronta con leggerezza un tema in cui è facile riconoscersi.

Il brano racconta il contrasto tra il tempo che passa e l’immagine che ognuno conserva di sé. Perché, nonostante gli anni, le responsabilità e i cambiamenti della vita, davanti allo specchio continuiamo a vedere il ragazzo di un tempo, convinti – in fondo – di essere ancora delle vere star.

Con il loro stile scanzonato e autoironico, i Pimples Marmalade si prendono bonariamente in giro, ponendosi una domanda tanto semplice quanto universale: cosa contano davvero le responsabilità di fronte a tanta “bellezza”?

Tra citazioni e richiami ad alcune delle più celebri canzoni dei grandi cantautori italiani, il gruppo ripercorre con nostalgia e sorriso i ricordi della giovinezza, arrivando a una conclusione tanto divertente quanto sincera: in fondo, non è cambiato poi molto… sono sempre dei gran fighi!

Con un sound estivo e un ritornello destinato a restare in testa, “Ero Figo” è il brano perfetto per accompagnare la stagione più spensierata dell’anno, celebrando l’autoironia, i ricordi e la voglia di non prendersi mai troppo sul serio.

Formati nel lontano 1996 in un soleggiato parco di Cambridge, UK, i Pimples Marmalade cominciano subito a farsi notare nella scena underground milanese per il loro stile spensierato e l’energia delle loro canzoni, mescolate a una frizzante presenza scenica.

Dopo essersi esibiti sui migliori palcoscenici e vinto le competizioni più importanti dell’epoca, stanchi e con la pancia piena, decidono di dedicarsi a nuovi progetti.

Nel 2021 la scintilla mai sopita nei loro cuori li porta a ricominciare a creare e, tra uno spaghetto alla carbonara e una robusta grigliata, vino rosso e liquori di scarsa qualità, i due hanno riacceso i motori con l’intenzione di tenerli su di giri molto a lungo!

“Heigh, Ho! Siamo tornati per restare!”

ASCOLTA “ERO FIGO”!

https://orcd.co/pimplesmarmalade-erofigo

I Poveragiulia tornano con”Caffè”

 

Con “Caffè”, i Poveragiulia tornano con un brano che fonde l’energia del rock alternativo con il groove del funk, dando vita a un equilibrio sonoro coinvolgente e ricco di contrasti. Una scelta stilistica che riflette perfettamente il cuore del racconto: da un lato una musica dinamica, incalzante e in costante movimento, dall’altro un testo che descrive una quotidianità immobile, fatta di gesti ripetuti e sogni rimasti in sospeso.

Il singolo racconta quelle giornate che sembrano scorrere tutte uguali, scandite da abitudini che finiscono per soffocare ogni slancio verso il cambiamento. Tra un caffè bevuto sempre nella stessa tazza, strade percorse senza mai cambiare direzione e desideri lasciati chiusi in un cassetto, emerge il bisogno sempre più forte di rompere un ciclo che appare infinito.

L’arrangiamento accompagna l’ascoltatore in una continua rincorsa verso il cambiamento, ma, paradossalmente, più il brano accelera, più diventa evidente quanto sia difficile riuscire davvero a fare il primo passo.

I Poveragiulia firmano così un brano che unisce forza ritmica e profondità emotiva, offrendo una riflessione autentica sul senso di immobilità che spesso caratterizza la vita quotidiana e sulla ricerca del coraggio necessario per uscirne.

I Poveragiulia nascono da un’urgenza di esprimersi che affonda le radici nell’underground più viscerale. La loro musica prende forma da un incontro tra energia e ricerca, con un sound diretto e stratificato che unisce testi intensi e sonorità che spaziano dal prog al grunge, dal pop a influenze più cantautorali.

Il progetto nasce a Santo Stefano Magra dall’incontro tra Luca (batteria), Niccolò (chitarra) e Davide (basso), a cui si aggiunge successivamente la voce di Giulia. Fin dall’inizio, il contrasto tra il suo timbro vocale, allo stesso tempo potente e delicato, e un impianto sonoro fatto di distorsioni e atmosfere più dure, diventa uno degli elementi caratterizzanti della band.

Nel primo anno di attività i Poveragiulia iniziano a scrivere e produrre brani originali, lasciando spazio alla sperimentazione e alle diverse influenze musicali dei componenti. Durante questo percorso entra nel gruppo anche Andrea al basso, contribuendo alla crescita del progetto e alla definizione dei brani sia in studio che dal vivo.

Oggi i Poveragiulia proseguono il loro percorso con il nucleo formato da Luca, Giulia e Niccolò, portando avanti una ricerca sonora personale fatta di contrasti, dinamica ed emotività.

ASCOLTA “CAFFÈ”!

https://orcd.co/poveragiulia-caffe

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