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martedì 17 settembre 2019
Alessa XO – è uscita la sua nuova canzone “Neverland”
Presentazione di “Neverland”:
È stata la prima canzone che Alessa ha scritto per il nuovo album mentre era a Puerto Rico con la sua famiglia qualche anno fa. La canzone è stata scritta in un giorno ispirata allo splendido scenario del paese. Il tema di Neverland ha preso ispirazione da due racconti molto famosi: “Peter Pan” e “Romeo e Giulietta” di Shakespeare. Nel racconto di Peter Pan, c'è “L’Isola che non c’è” la quale è un’isola immaginaria in cui i bambini smettono di invecchiare, sfuggendo così all’età adulta e all'assumersi delle responsabilità. “L’Isola che non c’è” è spesso metafora per l’infanzia eterna. Invece, in “Romeo e Giulietta” di Shakespeare, due giovani si innamorano, ma le loro famiglie sono nemiche e questo fa si che l'amore tra i due giovani sia ostacolato..
La canzone di Alessa parla di un ragazzo e una ragazza di due mondi completamente differenti. Tali ragazzi si innamorano ma il loro amore è ostacolato dalla famiglia ricca e rigida della ragazza.
L’Isola che non c’è diventa un luogo ideale, non reale per i sogni dei due amanti, un luogo dove possono stare insieme. Il video musicale raffigurante quella storia è stato girato a Londra nell’estate del 2018.
link al video: https://www.youtube.com/watch?v=ppQ9Av6DABY
giovedì 14 giugno 2018
MYSTERIOUS e la sperimentazione di VANTERRANIA tra electro, rock e sonorità dark
Giovanni Brancati "alias" VANTERRANIA diede inizio al proprio percorso artistico come chitarrista alla fine degli anni 80 con la collaborazione con con varie rock band. Poi il nostro artista si è lanciato alla ricerca di nuove sonorità ed ha iniziato la carriera di solista. Allo stesso tempo VANTERRANIA iniziò un percorso di sperimentazione basato su l’uso di sequencer, synth e chitarre, così dando un’impronta più elettronica al suo sound.
Voglia di creare e sperimentare nuovi suoni e l’influenza di molteplici stili musicali in varia misura ossia punk, rock, industrial, ambient ed elettronica hanno determinato il sound caratteristico del musicista siciliano.
“Amo pensare che la musica sia ogni forma di suoni e che facendo un uso costante di strumenti e sonorità elettroniche e combinandoli tra loro in un approccio vario ed originale diventa arte”, secondo l’artista. Sotto lo pseudonimo VANTERRANIA, “si muove un percorso artistico ed un progetto ben preciso e mirato ad ampliare la conoscenza”, sempre secondo le parole di costui.
Presentazione di MYSTERIOUS
"MYSTERIOUS" è una produzione composta con sequencer e chitarra, dopo anni di sperimentazioni in ambito electro-rock. In studio nel Catanese, Giovanni Brancati inizia e conclude l'intero disco, il 28 Novembre 2016, viene pubblicato e distribuito nei Digital Store.
L'album "MYSTERIOUS", è stato suonato questa volta con l'intenzione di raggiungere in qualche modo un suono pulito e originale, rispetto gli altri progetti pubblicati.
MYSTERIOUS:
Data release: 28 Novembre 2016
Genere: punk, rock, industrial, elettronica
Label: autoprodotto
Link per lo streaming dell’album:
Bandcamp:
https://giovannibrancatimusic.bandcamp.com/releases
Spotify:
https://open.spotify.com/album/3mujKQrwlGvSPnDqirO2Y4
link per itunes: https://itunes.apple.com/us/album/mysterious/1180807852
link per googleplay: https://play.google.com/store/music/album/Vanterrania_Mysterious?id=Bvcmixc7j3grdgija6mfl5hc6hi
weblinks:
https://www.facebook.com/GiovanniBrancatiOfficial/
https://twitter.com/Vanterrania
https://plus.google.com/u/0/+GiovanniBrancatiVanterrania
http://giovannibrancati-vanterrania.blogspot.com/
http://vanterrania.altervista.org/
sabato 5 maggio 2018
DANZARE TRA LE NUVOLE, IL NUOVO SINGOLO DI MAX DESTE
Testi e musiche: Max Deste
Arrangiamenti: Roberto Colombo e Riccardo Di Filippo
Chitarre e basso: Riccardo di Filippo
Batteria: Cristian Daniel
Tastiere e programmazioni: Roberto Colombo
Cori: Riccardo Di Filippo
Mix e master: Roberto Colombo @ Heaven Recording Studio
Brano iscritto alla Suisa
GENERE
Indie pop / Italian pop / Sinth pop / Cosmic Pop / Dance Party / Dance rock / Cantautorato
DISCOGRAFIA
. Ok Silenzio (album, autunno 2018)
. Danzare tra le nuvole (singolo, 2018)
. Segui il tuo respiro (reading musicale live, 2017)
. Show Suprise (reading musicale live, 2013-14)
. Neverdie (Ep, 2013)
. We are the same (singolo, 2013)
. Il tuo cigno è morto (Ep, 2013)
. Rumore primo (Colonna sonora, 2012)
. Solitaire (Ep, 2009)
. Borderline (Album, 2008)
VIDEOCLIP
Corpi violati (2013)
Neverdie (2013)
CONTATTI
Booking: mdestefa1@me.com
Manager: jennyds77@hotmail.com
Promoter per l’Italia: mondafelice1978@gmail.com
Sito: www.maxdestefanis.ch
SOCIAL:
Facebook profilo: Max Deste
Facebook pagina ufficiale: Deste
Youtube: Max Deste
Instagram: #maxdestefanis
Twitter: #maxdestefanis
DISTRIBUZIONE:
SPOTIFY
https://open.spotify.com/album/7kppEqLbOAxxw2qSXdNjxO?si=SJlyUghjQE2ZLVbXGc1B0Q
ITUNES
https://itunes.apple.com/ch/album/danzare-tra-le-nuvole/1377295295?i=1377295770&l=fr
CDBABY
https://store.cdbaby.com/cd/maxdeste
SOUNDCLOUD
https://soundcloud.com/max-deste/danzare-tra-le-nuvole
MX3
https://mx3.ch/t/1ob1
ANGHAMI
https://play.anghami.com/song/35880352
venerdì 27 aprile 2018
Artisti del colore sociale: è uscito il loro nuovo Ep dal titolo “Adrenocromo”
Artisti del colore sociale è una band rock/industrial/hip hop nata a Senigallia. La Line Up è composta da Riccardo Sabbatini(produzione, chitarra e synth), Simone Mazziotti(testi e voce) e Filippo Saverino(chitarra).
Tale band si è formata grazie al connubio di tre amici con tre percorsi artistici differenti. Costoro cercano di generare un sound che trasmetta i colori dell’anima e la poesia dell’uomo ma anche lo squallore grigio di ciò che è intorno a noi, la cecità ignorante che sempre più ci contraddistingue. La loro musica esprime l’empatia smisurata o l’insensibilità totale, esprime l’eterna lotta tra forze contrastanti che si azzuffano dentro di noi per darci una direzione, un colore che sfuma e diventa il suo opposto.
Il 26 aprile 2018 è uscito il loro nuovo Ep dal titolo “Adrenocromo”.
“Questo EP rappresenta la band in pieno come il primo lavoro, ma con più maturità ed un impronta ancora più “nostra”. Vogliamo continuare ad essere influenzati da diversi generi musicali evitando le etichettature rigide, strette”, secondo le parole della band. “Adrenocromo è perdita, disillusione e speranza fuse insieme”.
Insomma, tanta sperimentazione da parte dei tre marchigiani che rifiutano le etichettature con l’intento di proporre qualcosa di assolutamente nuovo nel panorama indie italiano. Infatti la loro musica si ispira a band come Nine Inch Nails e Black Light Burns con atmosfere ambient, riff di chitarra distorti e sonorità industrial al limite del noise.
Weblinks:
https://www.facebook.com/artistidelcoloresociale/
https://www.artistidelcoloresociale.com/
venerdì 16 marzo 2018
Corvo con "Frammenti (Di Te)" ci parla del vuoto generato dall'assenza di amore
Il video è ambientato in una casa dove avviene il litigio tra due amanti, litigio frutto dal tradimento da parte di lui nei confronti della co-protagonista (interpretata da Martina Fanizzi). Il video adotta nel settore trama la tecnica del “reverse”, ovvero tutte le scene vengono girate in ordine cronologico per poi essere montate al contrario causando così un flusso di ritorno a quella che sarebbe dovuta essere la scena iniziale.
Assoli di chitarra e piano, sonorità dream pop, tutto questo costruisce un immaginario sonoro tanto luminoso che intenerisce il cuore di chi ascolta. Alessandro Beghetto al cantato è fenomenale e catalizza tanta attenzione. “La stanza è vuota senza te”, parole che esprimono il vuoto che è capace di creare l’assenza di amore, l’assenza di un partner che ci completa.
"E come fumo svanirai”. Anche l’immagine del fumo ci rimanda sempre al vuoto, all’inconsistenza. “Resto qui da solo a bere. Il bicchiere è vuoto senza te”. Quindi, l’assenza di amore genera vuoto, genera oblio. E’ l’amore che ci riempie con la sua immensa potenza, questo sembra essere il messaggio che Corvo vuole trasmetterci con una canzone semplice ma tanto penetrante.
Link al video di “Frammenti (Di Te)”:
https://www.youtube.com/watch?v=iKPK9DxlDaM&feature=youtu.be
lunedì 5 marzo 2018
I MONARKAOTIKA A SANREMO ROCK!
martedì 30 gennaio 2018
Keplero e il loro "Dreams Beyond"
Tenendo a mente l'esordio indie rock dei Keplero, con un Ep che dava predominanza alle tastiere ma che nel complesso risultava ancora un po' prevedibile, sorprende questo nuovo pezzo "Dreams Beyond" che testimonia il loro cambio di direzione.
La nuova veste dream pop calza bene con le riflessioni che nei testi precedenti emergevano, questa volta in inglese. Nell'arrangiamento si sente una percussione acuta costante, un piccolo bell, che rievoca il pop contemplativo di Peter Gabriel in "This is the picture". I suoni vaporosi danno ampio respiro al pezzo, ed il videoclip, ambientato in un paesaggio naturale che fa incontrare mare e monti, dà un tono crepuscolare alla canzone.
Sembra che la band stia cantando rivolgendosi direttamente alle montagne. Un piccolo pregio del montaggio: appena un istante dopo che il cantante evoca "a constellation", c'è una sovrapposizione delle luci del porto con il cielo, facendole sembrare stelle a noi vicinissime.
E così quando canta "I can't pretend to be your star" gli compare il sole dell'alba davanti la bocca. Alternate a queste immagini simboliche, ci sono campi lunghi mozzafiato. Video e canzone si sposano bene e comunicano novità affascinanti da parte dei Keplero.
A cura di Gilberto Ongaro
Link al video: https://www.youtube.com/watch?v=CQLBLDRTyPc
Credits:
Testi by Sergio Valerio e Luca d’Altilia
Diretto e montato by Michele Canistro
Starring by Sergio Valerio, Luca d’Altilia, Costantino Martino
Registrazione, missaggio e master presso studio di produzione “Live at Maluma” (San Giovanni Rotondo, Foggia)
domenica 21 gennaio 2018
Pausa Caffè, l'intervista
Ragazzi potete presentarvi ai nostri lettori?
Salve a tutti! Siamo i Pausa Caffè e veniamo da Torino. Ciao mamma!
Ci spiegate come è nato il nome della band? Di chi è stata l'idea?
I Pausa Caffè nascono con Luca Scomparin (voce), Christopher Siddi (pianoforte e tastiere), Lorenzo Manzoni (batteria) e Luca Abbrancati (basso). Il nome prende forma durante una chiacchierata fatta seduti al tavolino di un bar, ed è direttamente collegato allo spirito con cui nasce la band, cioè quello di raccontarsi attraverso la musica, cercando di essere liberi e spensierati proprio come durante una pausa caffè, in cui si parla di tutto e di niente, del più e del meno, del meno e del più.
Raccontateci il vostro percorso artistico.
Siamo partiti immediatamente con la musica inedita, bypassando lo step delle cover. Questo grazie al fatto che Luca aveva già alcuni testi pronti per essere arrangiati. Ci siamo esibiti più volte, riscuotendo molti pareri positivi sui brani, in particolare per le parole in essi contenute. All’inizio del 2017 è entrato nel gruppo Niccolò Vianello (chitarra), che ha aggiunto le sei corde alle nostre sonorità. Inizialmente, l’impronta musicale era orientata verso un sound molto più acustico e folkeggiante rispetto a quello che si percepisce ascoltando Ballo di fine album. In ogni caso abbiamo avuto la possibilità di esibirci spesso dal vivo, partecipando anche a diversi festival e contest, tra cui il Carnevale di Ivrea e il Patchanka. A giugno siamo entrati in studio per registrare il disco, uscito il 30 settembre scorso, e ora siamo alla ricerca di date per portarlo in giro il più possibile.
Aggiungere un proprio stile e identità, quanto è importante per un musicista?
Secondo noi è fondamentale, forse è la cosa più importante. È per questo che stiamo lavorando tanto su come ci poniamo, a livello di gruppo, con il pubblico, sia durante le esibizioni dal vivo che attraverso i social network. È importante essere sempre coerenti con quello che si vuole trasmettere, dal punto di vista della musica ma anche (e forse soprattutto, al giorno d’oggi) a livello di immagine. Abbiamo deciso di costruire un tema ben preciso intorno al disco, e cerchiamo in ogni modo di muoverci al suo interno, cercando sempre il collegamento con esso e con il suo significato.
Quali sono i vostri ascolti musicali?
Partiamo col dire che sono tutti molto diversi tra di loro, e gli incastri di gusti e di influenze sono ben percepibili all’interno dei nostri pezzi. Innanzitutto c’è una forte presenza dell’elettronica, che il nostro produttore Fabrizio ci ha aiutato a cogliere nel migliore dei modi realizzando dei suoni meravigliosamente freschi. Non manca però la tradizione cantautorale italiana, a noi ben presente sia grazie ad artisti più datati come De Andrè o Guccini, sia grazie ad autori contemporanei come Niccolò Fabi, Daniele Silvestri, Brunori Sas o Max Gazzè. Anche Caparezza, molto apprezzato da tutti noi, è in qualche modo una fonte di ispirazione. Dal lato di Luca Scomparin e Christopher c’è anche una componente rap/hip hop, mentre Luca Abbrancati e Niccolò sono più vicini al rock e a tutti i suoi sottogeneri.
Tra le vostre esperienze e partecipazioni, quali ricordate con soddisfazione?
Dal punto di vista del gruppo probabilmente la data di Sanremo, a maggio dello scorso anno, perché ci ha permesso di viaggiare, quindi di passare tanto tempo insieme e sicuramente ha incrementato la nostra compattezza. Sicuramente la produzione del disco è stato un momento musicalmente molto importante, che ci ha fatto crescere sia individualmente che come gruppo e che ci ha fatto assumere una notevole consapevolezza nei nostri mezzi. Anche la realizzazione del video, completamente autoprodotto, è certamente stata stimolante e divertente, oltre che impegnativa.
Ci parlate del vostro EP, Ballo di fine album? Perché questo titolo?
Ballo di fine album è carichissimo della nostra personalità e del nostro modo di concepire il mondo, oltre che la musica. I testi hanno un ruolo di primissimo piano, e attraverso di essi proviamo a raccontare alcune delle più significative contraddizioni della società attuale. Manitou e Coriandolo, mettono in risalto la cattiva influenza dei social network sulla vita di ognuno di noi, ci trascinano in una bolla di conformismo da cui è difficile scappare. Solita Routine ci parla di come le convenzioni sociali impediscano a due giovani di età diverse di vivere serenamente la loro storia d’amore. Cesare, invece, è un viaggio introspettivo alla scoperta di se stessi, alla ricerca dei propri demoni interiori, che non sempre si riescono a sconfiggere: il messaggio che vogliamo trasmettere è che la musica diventa un modo per provare, almeno, a vivere davvero. Infine, Pausa e Caffè, sono un invito a prendersi alcuni minuti di solitudine nel corso della propria giornata, una “pausa caffè”, per isolarsi da tutto e da tutti, perché è solo così che si può essere davvero se stessi.
Per quanto riguarda il titolo, è stato scelto per cercare di inquadrare su più livelli il concept attorno a cui il disco ruota: il tema è ovviamente quello della festa, evidenziato tramite il chiaro riferimento al ballo di fine anno tipicamente americano (da cui deriva la scelta del font). Se vogliamo andare un po’ più a fondo, si ritrovano le contraddittorie lotte al conformismo che vediamo in Manitou: a questa festa non vorremmo partecipare, siamo totalmente disinteressati, però quando arriva l’ultima canzone, ci rendiamo conto che l’ultima cosa che vogliamo è che arrivi la fine, ormai ci stiamo dentro, e probabilmente tutti quanti siamo, alla fine, un po’ conformisti.
I vostri piani futuri?
Sicuramente portare avanti il progetto sfruttando al massimo tutte le potenzialità che crediamo abbia. Vogliamo suonare tanto dal vivo, sempre di più, per far ascoltare i nostri pezzi al maggior numero di persone possibile, e rientrare in studio al più presto per realizzare qualcosa di nuovo, visto che di idee da sviluppare ne abbiamo parecchie. Sembra che il disco in generale piaccia e chissà, magari potrebbe finire nelle mani (e nelle orecchie) della persona giusta. Ci va sicuramente fortuna, come in tutto nella vita, però noi il nostro vogliamo e dobbiamo mettercelo.
A chi volete dire "grazie"?
Prima di tutto a noi stessi: quello che abbiamo fatto fin ora è stato grazie alla passione e all’impegno che ciascuno di noi ha dedicato alla causa. Poi dobbiamo ringraziare Fabrizio Pan, il nostro mitico produttore, che ci ha dedicato tutta l’attenzione possibile, dandoci una grossa mano a livello di idee mettendoci molta della sua esperienza. E, ultimo ma non ultimo, alle nostre famiglie, sempre pronte ad appoggiarci e a spingerci in ogni momento, scarrozzandoci in giro e supportandoci ai live.
I vostri contatti?
Potete trovarci su YouTube su Facebook e su Instagram
lunedì 23 ottobre 2017
Mondo discografico: Musica, Amazon.it svela la top 10 dei vinili del 2017 e le classifiche dei bestseller anni 60', 70', 80', 90' in occasione della Vinyl Week
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www.CorrieredelWeb.it
domenica 15 ottobre 2017
Francesco Maria Gallo storyteller del rock civile al Festival della Crescita.
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www.CorrieredelWeb.it
sabato 7 ottobre 2017
Percoc in the Wine dal Rock al Punk

Percoc in the Wine nasce dalle diverse visioni dei suoi componenti, ciascuno con il proprioPitwine – Percoc in the Wine nasce intorno al 2007 come un Power Trio (Alessandro Barone al basso, Lelio Perillo alla chitarra e voce e Luca Perillo alla batteria) nel quale l’immediatezza punk e la durezza dei suoni veniva accostata all’uso del dialetto, a liriche elaborate, influenze etniche e consistenti parti strumentali.
Il primo nucleo dopo la produzione di un demo autoprodotto ed alcune buone serate, per una serie di vicissitudini prende una pausa durata diversi anni.
La formazione attuale, giovanissima, rinata da meno di tre mesi, è quella del quartetto basso, chitarra voce, batteria e tastiere.
L’inserto delle tastiere di Luca Iovine ha permesso un’ulteriore evoluzione sia di ricerca sia stilistica.
Quel che è rimasta costante è la passione per il suonare dal vivo, il darsi in lunghe, lunghissime jam improvvisate e la vena scanzonata evidente già nel nome.
Passiamo ai componenti.
Alessandro barone, bassista, nasce a Napoli il 9 agosto 1964. Nel mentre studia presso l’Istituto d’Arte Filippo Palizzi di Napoli si dedica con devozione alla musica, studiando da autodidatta come chitarrista ed esibendosi in duo a diverse manifestazioni locali. Successivamente si dedicherà anima e corpo al basso in diverse formazioni di pezzi originali e cover pop/rock italiano. Appassionato di musica cantautoriale napoletana espressa da Pino Daniele e i fratelli Bennato, nonché della musica sudamericana, ha cercato di portare nel suo modo di suonare quella vena latina che gli è propria. Luca Iovine, tastierista e pianista, nasce a Napoli l’8 febbraio 1995, si avvicina al mondo della musica sin dall’età di 9 anni.
Luca Iovine, tastierista, dopo aver suonato vari strumenti si dedicherà completamente al pianoforte, quello stesso pianoforte che gli tirerà fuori sentimenti, emozioni e tanta voglia di comporre, prediligendo le atmosfere cantautoriali italiane quali Baglioni, De Crescenzo ed Antonacci, suonando come lui sostiene “il 20% con le mani, l’80% col cuore”. Insieme a Luca Perillo è impegnato nel sociale e offre parte del suo tempo per animare un coro di una Parrocchia in un quartiere popolare di Napoli. Luca Perillo, batteria e percussioni, nasce a Napoli il 7 agosto del 1975.
Luca Perillo, batteria e percussioni, sin da piccolo coltiva la passione per le percussioni e la batteria, in particolare da quando in casa sua arrivò una batteria per bambini, alla quale seguirà poi una vera. Con il fratello Lelio militerà sin da ragazzino in diverse formazioni di cover rock e pezzi originali, nonché in compagnie teatrali-musicali. E’appassionato di musica italiana, nonché di gruppi quali i Toto. Allievo del maestro Fredy Malfi, che lo guida all’ascolto e studio di blues, jazz, prog, fusion e sound mediterraneo, definirà ancor più la sua identità musicale. Raffaele “Lelio” Perillo, chitarra e voce, nasce a Napoli il 18 agosto 1973.
Lelio Perillo, voce e chitarra. Sin da bambino ama cantare, militando in diversi cori di musica profana e sacra. A 13 anni si avvicina per diletto alla chitarra. Scoperta una vera e propria passione, negli anni prenderà lezioni di chitarra classica dai maestri P. Guarino e M. Sellitto nonché di chitarra moderna dal M. C. Paonessa. Amante di tutto quel che è musica, è un appassionato di quella antica, barocca, classica e sinfonica, del cd. periodo classico napoletano, non disdegnando heavy metal, rock e pop anni 60-80. Partecipa a diversi gruppi cover insieme ai quali si esibisce in veste di bassista/chitarrista. Praticamente da sempre suona insieme al fratello Luca con il quale condivide la passione per la musica.
LINK VIDEO : https://www.youtube.com/watch?v=132gH2uryks
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