CorrieredelWeb.it Arredo&Design Arte&Cultura Cinema&Teatro Eco-Sostenibilità Editoria Fiere&Sagre Formazione&Lavoro Fotografia


IltuoComunicatoStampa ICTechnology Marketing&Comunicazione MilanoNotizie Mostre Musica Normativa TuttoDonna Salute Turismo




Ultime news di Musica e Discografia

Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta andrea casale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta andrea casale. Mostra tutti i post

martedì 16 giugno 2015

Andrea Casale nella colonna sonora del docufilm ‘Io sono qui, e adesso?’


io sono qui poster

Venerdì 19 giugno verrà presentato al Circolo Mediterraneo Dena di Adria (Rovigo) il docufilm ‘Io sono qui, e adesso?’ a cura di Francesca De Luca e Martina Di Piazza. Il documentario affronta le tematicche attualissime dell’immigrazione, dell’integrazione e dei diritti umani attraverso il racconto di alcune storie di migranti e di testimonianze dirette. Il film s’impreziosisce ulteriormente della colonna sonora che comprende due brani di Andrea Casale tratti dal suo album di esordio “Tourist in my Hometown”.

ASCOLTA

Spotify


iTunes


CdBaby.com


Amazon


LINK

lunedì 16 marzo 2015

Live Report: Signal To Noise & Andrea Casale Live @ Circolo Giovane Italia (Parma) 8 marzo 2015



Grande serata di musica dal vivo al Circolo Giovane Italia di Parma (dove cantautori come Dente hanno mosso i loro primi passi) con Andrea Casale, musicista e cantautore tarantino da anni residente a Parma e la band locale dei Signal To Noise. Casale e StN hanno iniziato un sodalizio musicale nato dalla passione comune per artisti quali Peter Gabriel, Kate Bush e Tori Amos che li porterà nei prossimi ad esibirsi dal vivo insieme e ad iniziare progetti paralleli.

La prima parte dello spettacolo è ad opera di Andrea Casale che ha suonato alcune canzoni del suo album “Tourist in my Hometown” per la prima volta dal vivo dall’uscita del disco in versioni minimali per solo sintetizzatori e voce. Prima canzone eseguita “Kigali”, canzone scritta in memoria della guerra civile in Ruanda e Burundi nel 1994 e che, introduce Casale, “si spera possa rappresentare un posto in cui vivere in pace quello che siamo”. Dopo è la volta di “The Tide and the Moon” per poi giungere a “Jerusalem”, che chiude la prima di questo concerto allo stesso modo in cui chiude il disco del cantautore tarantino. Un’apertura degna di nota, in cui Casale ha dimostrato di poter portare dal vivo in versione minimali i suoi brani che, al contrario, nella versione studio presentano arrangiamenti ricchi e corposi.



I Signal To Noise hanno aperto la seconda parte dello spettacolo con una prima energica canzone, “Pixel Beauty”, una combinazione tra rock, synth e anni ’80. La grinta del loro set è comunque riuscita a dare spazio anche a brani più morbidi e delicati, come “Parallel Dreams”, o anche a brani più sperimentali, come “Mist Of The Minds”, che rimane un interessante tentativo da parte della formazione di evitare di essere definiti in un solo genere. La band ha anche dato spazio a delle cover, pur essendo nata come band di pezzi inediti nel 2013, tra cui “Automatic Systematic Habit” dei Garbage e “Red Rain” di Peter Gabriel, durante la quale è stato richiamato sul palco Andrea Casale, che ha duettato con la frontwoman Alessandra. Per quanto riguarda i pezzi inediti, da segnalare anche una giocosa “Mama’s Child”, apprezzata anche dal pubblico presente alla Giovane Italia, e “Song Of A Black Dog”, una canzone in cui la band si destreggia bene tra cambi di ritmo e di atmosfere.

martedì 17 febbraio 2015

Intervista ad Andrea Casale, cantautore italiano che guarda all'estero



- Nasci prima come pianista o come cantautore?
Molti scrivono musica perché prima hanno imparato a suonare. Io invece ho imparato a suonare perché ho sempre voluto scrivere musica. In casa mia da prima della mia nascita c’è un pianoforte a mezza coda che appartiene a mio padre e ho iniziato così ma non ho mai studiato con un maestro di musica. Intorno ai 14 anni, abbagliato dalle nuove uscite discografiche di quel periodo (“Up” di Peter Gabriel e “Des Visages, des figures” dei Noir Desir su tutte) decisi che avrei imparato a suonare più seriamente al fine di scrivere musica. E con la mia vecchia band, Airglow, è successo qualcosa di simile: di solito s’inizia a suonare insieme cover per poi iniziare a fare musica propria, noi, a 16 anni, iniziammo subito con musica inedita.

- Il tuo disco d'esordio “Tourist in my Hometown”, uscito sul finire del 2014, è scritto interamente in inglese. Hai mai pensato di scrivere i testi delle tue canzoni in italiano?
Bella domanda. Ho scritto le prime due canzoni intorno ai 15 anni ed erano in italiano. Poi, mentre lavoravamo ad una traccia, Claudio Ciaccioli (insieme a membro fondatore degli Airglow ed eccellente polistrumentista che ha suonato nel mio disco) mi disse “proviamo a scrivere il testo in inglese”. E incominciammo così. Le ragioni per cui scrivo in inglese sono diverse: la prima è che, nonostante l’italiano sia una lingua sicuramente più ricca, l’inglese è decisamente congeniale al mio modo di esprimersi, grammatica più semplice, suoni più ‘diretti’ e tante frasi idiomatiche e figure retoriche che in italiano non esistono. L’inglese mi permette inoltre di arrivare ed essere compreso da un pubblico più vasto che comprende quello anglofono ma anche tutto quella fetta di pubblico non anglofona ma che sicuramente padroneggia la conoscenza della lingua (penso ai Paesi di Centro e Nord Europa). Infine, scrivere in italiano mi fa sentire più “nudo” invece l’inglese mi da quel senso di “protezione”grazie al quale riesco ad essere sicuramente più sincero.
Ma in realtà sono un appassionato della conoscenza delle lingue straniere: parlo fluentemente inglese, francese e ho una conoscenza scolastica del turco. In futuro mi piacerebbe provare a sperimentare sperimentare il cantato in altre lingue come il turco, alcune lingue africane come il kirundi, swahili, lingala, cosa che mi è capitato di fare dal vivo suonando in alcuni festival interculturali sul territorio di Parma.

- Com'è stata l'esperienza dell'autoproduzione?
Fantastica. Hai il controllo totale sul tuo lavoro e suoni senza nessuna pressione esterna. Non ho avuto vincoli artistici di alcun tipo. Il fatto è che in fase promozionale però sei solo con te stesso e a volte non è sufficiente, è innegabile che con una casa discografica dietro sarebbe tutto più facile.

- Tu sei molto giovane (Taranto classe 1988), speri di fare il musicista “da grande”?
Ma io faccio il musicista. Solo che non è la mia fonte di reddito. Conseguirò la laurea in Farmacia quest’anno e di qui la mia futura occupazione. Purtroppo la musica è un terno al lotto e pur sapendo che non smetterò mai di suonare e fare altri dischi non me la sono mai sentita di rischiare tutto puntando solo sulle mie canzoni. Non perché non ci creda, è nel mondo della musica che non credo. Per cui, per ora va bene così, se poi il mio successo dovesse portarmi altrove, tanto meglio. Vedremo…

- Come mai hai sentito la necessità di fare un disco?
Non è il mio primo lavoro in realtà. Nel 2009 avevo fatto un EP intitolato “Blu Magnetico” con la mia vecchia band di cui vi dicevo, gli Airglow. Brani tutti scritti da me e Claudio Ciaccioli. Nel 2012 insieme a Claudio e a Riccardo Rinaldi (anche lui degli Airglow) abbiamo scritto la colonna sonora di “Ciò che Resta”, progetto letterario multimediale di Aldo Calò Gabrieli. Ma fare un disco “solista” per me era più che necessario. Innanzitutto perché, dopo aver fatto l’esperienza in una band, mi sono reso conto di quanto le ‘dinamiche democratiche’ di un gruppo spesso possono essere limitanti. E poi dopo lo scioglimento del gruppo avevo bisogno di un progetto tutto mio che avrei potuto gestire come meglio credevo e sui cui avere il 100% delle decisioni. Però ci suonano comunque i miei vecchi amici Claudio Ciaccioli e Livio Bartolo ed è stato missato da Francesco La Sorsa, amico d’infanzia, per cui è come se ci fosse comunque una sorta di continuità tra passato e futuro. Ma soprattutto c’è la voglia di mandare un messaggio attraverso la mia musica che non è un insegnamento o un messaggio politico e sociale, ma è più un condividere delle idee e delle ispirazioni con chi ascolta il disco che possono indurlo a fare le mie stesse riflessioni.

- A chi pensi possa interessare la tua musica?
La mia musica e i miei intenti sono davvero senza frontiere. Credo che la mia musica sia accessibile a chiunque, di qualsiasi età, preferenza musicale e collocazione geografica.

- E tu invece che musica ascolti?
Il mio eroe da quando sono piccoli è Peter Gabriel, musicalmente parlando è come un padre per me sia con i Genesis ma soprattutto come artista solista. Mi piacciono molto Esperanza Spalding, Bon Iver, Franco Battiato e i Kings of Convenience. Spazio molto, mi piace tutto ciò che abbia un’anima e una testa. Ho citato giusto i miei preferiti, poi, com’è giusto che sia, vado molto a periodi. In questi giorni sto sentendo i Foster the People, Sinead O’Connor e i Band of Horses. Nella scena italiana mi piacciono molto i Suntiago e Le Luci della Centrale Elettrica.

- A chi ti sei ispirato per la realizzazione del disco?
Intendi artisticamente? Credo che naturalmente sia un condensato di tutta la mia musica preferita, le influenze sono inevitabili. Ma cerco sempre di prendere il meglio di questa “eredità”e sviluppare idee nuove, non mi piace imitare e basta, sarebbe fine a sé stesso. Quello che m’interessa invece è andare sempre “oltre” quello che esiste già. Magari non sempre ci si riesce, ma bisogna provare.

- Stai già lavorando al nuovo album o andrai in giro a suonare dal vivo il primo disco?
Per il prossimo album c’è tempo, ci sono altri progetti a cui voglio dedicarmi nel frattempo, tra cui la mia laurea e portare avanti le attività della mia associazione “paolozayd”, che promuove il dialogo inter-religioso. Ma comunque ci sono già delle nuove canzoni… io scrivo sempre, per cui tengo sempre da parte le mie nuove bozze.

Grazie mille ad Andrea Casale!

mercoledì 11 febbraio 2015

Andrea Casale – Tourist in my Hometown (Autoproduzione 2014)


La storia è sempre la stessa: trovarsi in l'Italia. Si perchè un disco come quello di Andrea Casale all'estero avrebbe avuto sicuramente più fortuna, ma purtroppo il nostro giovane cantautore pianista pugliese (Taranto classe 1988) è nato in Italia e, anche se è autore di questo pregiatissimo album dal titolo “Tourist in my Hometown”, la musica non è la componente principale della sua vita. Eppure il disco avrebbe tutte le carte in regola per fare bene e sicuramente lo farà anche qui in Italia forse con un po' meno di risonanza proprio in virtù del discorso fatto all'inzio.

L'album è composto da otto raffinatissimi brani cantati in inglese dove il pianoforte (suonato dallo stesso Andrea Casale; Livio Bartolo invece ha suonato la chitarra elettrica e Claudio Ciaccioli, che è colui che ha registrato il disco missato poi da Francesco La Sorsa, ha suonato Synth, Basso, Chitarre, Seconde Voci, Programmazioni ed Effettistica) fa da cornice alle melodie che parlano la lingua del pop alla Sufjan Stevens.

Il risultato è riuscitissimo con canzoni davvero godibili che si lasciano ascoltare (più di qualcuna costringe al re-play) e scorrono via veloci in queste fredde giornate d'inverno. Consigliatissimo.


A cura di Rita Ricci


ASCOLTA/ACQUISTA “Tourist in my Hometown” di Andrea Casale


mercoledì 4 febbraio 2015

Ascolta e scarica “Tourist in my Hometown”, l’esordio raffinato di Andrea Casale

_DSC0794

E’ uscito sul finire del 2014 “Tourist in my Hometown”, il primo disco del giovane (classe 1988) cantautore tarantino Andrea Casale.Testi in inglese e pianoforte dominante, sono gli ingredienti di questa prima opera dell’artista pugliese che dimostra di sapersi destreggiare molto bene con la canzone d’autore di respiro internazionale. Il disco dal 2015 è finalmente disponibile anche in tutti gli store digitali e servizi streaming online.
ASCOLTA/ACQUISTA “Tourist in my Hometown” di Andrea Casale (autoproduzione)

Spotify

iTunes

CdBaby.com

Amazon


Tutte le tracce sono state scritte da Andrea Casale (arrangiate da A. Casale e Claudio Ciaccioli).

Registrato da Claudio Ciaccioli e Missaggio Finale di Francesco La Sorsa.
Tutti i diritti riservati Copyright Andrea Casale © 2014


Hanno suonato:
Andrea Casale: Voce, Tastiere, Piano
Claudio Ciaccioli: Synth, Basso, Chitarre, Seconde Voci, Programmazioni, Effettistica
Livio Bartolo: Chitarra Elettrica


BIOGRAFIA
Andrea Casale (1988) è un cantautore di Taranto residente a Parma. L’attività musicale inizia nel 2004 quando all’età di 16 anni fonda un gruppo chiamato Airglow insieme all’amico polistrumentista Claudio Ciaccioli e al fagottista Riccardo Rinaldi. La band si arricchiva di altri membri in continuo ricambio di formazione. Gli Airglow erano caratterizzati da una musica progressive con influenze elettroniche. Questo gruppo, di cui Casale è autore di quasi tutti brani, suona con continuità fino al 2009 anno in cui la band di scioglie a causa della lontananza dei componenti lasciando un EP intitolato “Blu Magnetico” che ottenne alcune recensioni positive dalla stampa specializzata. Nel 2007 Andrea Casale si trasferisce a Parma dove suona saltuariamente con gruppi effimeri e, appassionato di world music, si esibisce in concerti dal vivo con alcuni artisti africani presenti sul territorio in festival quali l’Ottobre Africano. Nel 2011 Casale, Ciaccioli e Rinaldi tornano insieme per lavorare a “Ciò che resta” progetto multimediale di letteratura, musica e arte visuale che parte da un’idea del poeta barese Aldo Calò Gabrieli e uscito l’anno seguente (2012) per Falvision Editore. Nel frattempo Andrea Casale aveva scritto una manciata di canzoni per la sua nuova carriera solista che sono state registrate nelle stagioni estive del 2012 e del 2013 insieme al Claudio Ciaccioli e al chitarrista jazz Livio Bartolo. Andrea, come negli Airglow, autore di tutti brani scritti e arrangiati insieme a Claudio Ciaccioli. L’album è intitolato “Tourist in my Hometown” esce nel 2014 in 100 copie CD andate sold out in pochi mesi e nel 2015 su tutti i negozi digitali (Amazon, Cdbaby, iTunes, e-music ecc…).


LINK

_______________________

Ufficio Stampa LFD Press

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *