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lunedì 26 giugno 2017

Esce il numero di giugno di MAT 2020



Numero davvero importante quello di MAT2020 di giugno 2017, per varietà di contenuti e quantità.


Entriamo nei dettagli:

Per la sezione live, Valter Boati ci descrive, a parole e con le sue immagini, un concerto milanese delle RaneStrane mentre Antonio Pellegrini racconta del concerto genovese dei Baustelle; a Evandro Piantelli tocca il compito di commentare il nuovo album de Il Tempio delle Clessidre e il concerto di presentazione svoltosi a Genova. Non poteva mancare un pensiero relativo al ritorno sulle scene dei Semiramis e una sorprendente performance dei tedeschi Vibravoid, concerti visti da Athos Enrile.

Molti gli album di cui si parla: sempre Athos Enrile dice la sua sul nuovo lavoro degli Ingranaggi della Valle, quello dei The Mugshots, dei Maxophone e… andiamo sul pesante, Deep Purple e Steve Hackett.

Andrea Zappaterra ha ascoltato per MAT2020 il nuovo progetto del chitarrista Paolo Gianolio mentre entra in squadra Valentino Butti che descrive un album spagnolo appena rilasciato, quello dei Kant Freud KafkaGianni Sapia propone il suo pensiero dopo aver ascoltato il nuovo album dei Wendy?!, ancora Evandro Piantelli ci parla dei Dark Ages e Oscar Piaggiarella propone un esordio, quello di Donatella Canepa.

Grande lavoro per Alberto Sgarlato che, oltre alla solita rubrica (questa volta i suoi ricordi lo conducono verso i Flower Kings), scrive anche dei Mogador, di Fabio Zuffanti e di Chiara Ragnini.

Andrea Pintelli si immerge nel mondo di Alessandro Monti e il suo Unfolk Collective, mentre Edmondo Romano propone un disco di Salvo Lazzara e Luca Pietropaoli.
La rubrica metal di Maurizio Mazzarella tocca il mondo di Seren Rosso.

A proposito di rubriche, Carlo Bisio prosegue il suo approfondimento sulla sicurezza sul lavoro, utilizzando momenti musicali, Mauro Selis regala la sua solita commistione tra musica e psicologia e indaga sulla musica progressiva nel Medio Oriente.

Paolo Siani mette a disposizione la sua esperienza e affronta argomenti tecnici, e Giorgio Mora anticipa il prossimo Festival del Vittoriale.

MAT 2020 propone anche alcuni ritratti, come quello del cantautore Luigi Mariano - di Franco Vassia - di Wegg Andersen - Athos Enrile - e di Pino Sallusti - Roberto Attanasio.

E ancora, le news della Black Widow Records, il Festival di Veruno

Ma che numero è?






lunedì 12 dicembre 2016

Esce Waitin' 4 The Dawn, il nuovo viaggio musicale e spirituale dei Movin' K


Quarto capitolo discografico della band valdostana, 14 brani dalle sonorità prog rock con elementi di hard, elettronica e momenti più acustici per un percorso esistenziale e spirituale diviso in tre atti (Caduta, Viaggio e Liberazione).

Genere: rock / prog / hard rock
Label: Autoproduzione
Distribuzione digitale/fisica: CD Baby



I Movin’K pubblicano il loro nuovo album Waitin’ 4 The Dawn, realizzato con la TdE Music Productionz e disponibile sulle principali piattaforme digitali (iTunes, Spotify Deezer, Tidal, Amazon).

L’album, presentato il 9 ottobre scorso presso il Castello La Tour de Villa di Gressan (Aosta), promozionato su Radio Rai VdA e recensito sui quotidiani La Stampa (http://bit.ly/2fIEIDu) e Gazzetta Matin (http://bit.ly/2fXfupQ), contiene 14 brani inediti composti e prodotti da Francesco K Epiro e arrangiati/interpretati dai Movin’ K.
Registrato presso il TdE Studio di Aosta e mixato e masterizzato da Simone 'Momo' Riva, il lavoro presenta le sonorità prog rock care alla band con elementi di hard rock, elettronica e momenti più acustici caratterizzati dal suono del pianoforte e da linee vocali melodiche ed intense. Le influenze di artisti classici quali Police, Toto, Peter Gabriel, Pink Floyd, Dire Straits, Prince ed U2 si fondono con nuovi confini sonori in cui la band sperimenta svincolandosi volutamente da un etichetta di genere musicale specifico mantenendo comunque una marcata identità artistica.

Le tematiche dei testi delineano un viaggio esistenziale e spirituale diviso in tre atti (Caduta, Viaggio e Liberazione) attraverso la propria oscurità, condizionata da una società decadente e materiale che maschera la reale essenza della vita, in cerca della propria Luce interiore, un'Alba che splende eterna nel nostro cuore, ispirata da Dio e necessaria per illuminare la realtà che ci circonda.

Il singolo d'esordio è Beyond, brano incentrato sulla comunicazione, uno degli argomenti centrali dell’album; nasce parlando del matrimonio dell’autore, Francesco K Epiro, che all'epoca della stesura si stava sgretolando fra le incomprensioni alimentate dalla quotidianità e dalle necessità materiali in cui affogavano i sentimenti, seppur sinceri ed ancora presenti.

Quarto capitolo discografico dopo Along the Way Of The Riders (2008), Until Your Breath Is Over (2012) e Park Your Butt (2014), Waitin’ 4 The Dawn rappresenta un importante passo nell'evoluzione del gruppo che nel corso degli anni è riuscito ad ottenere consensi di pubblico e critica – ultimo riconoscimento in ordine di tempo la vittoria nelle selezioni e la conseguente partecipazione ad Arezzo Wave Love Festival nello scorso luglio – e a ritagliarsi un proprio spazio nel panorama rock italiano con diverse incursioni in quello internazionale grazie a trasmissioni web radio, recensioni ed un piccolo tour in Olanda nel 2010.

Line Up
Francesco “K” Epiro – voce, piano, tastiere, loops
Salvatore Gagliano – chitarra
Maria Rita Briganti - voce
Riccardo “L” Sostene - basso
Federico Mongelli - batteria

Hanno preso parte alla realizzazione dell'album:
Simone 'Momo' Riva - chitarra ritmica
Paola Lautieri - voce in Ghost
Davide DaG Gullotto - chitarra ritmica ed acustica
Massimo Maltese - sax



Tracklist
Act I – The Fall (La Caduta)
1. In The Silence Of The Night (Intro)
2. Against
3. Faded
4. Animal
Act II – The Journey (Il Viaggio)
5. Walk
6. Disturbed
7. Beyond
8. Wild M.F.
9. Some Trains Never Come
Act III – The Release (La Liberazione)
10. All Is Quiet In My Heart
11. Frailty
12. Find Your Way
13. Ghost
14. The Dream Is Over

Tour
(in costante aggiornamento)
03.12.2016 @ Bone’s Pub, Omegna (VB)
16.12.2016 @ Christmas Night - Padiglione Museo Scienza e Tecnica, Milano
18.03.17 @ Circolo Arci Aurora, Bolzano

Biografia
I Movin’ K sono una band rock prog italiana fondata da Francesco “K” Epiro e Salvatore Gagliano nel 2006. Il nome della band significa “in costante movimento…spirituale, emozionale e fisico; un infinito viaggio in equilibrio fra l’illusione ed il divino; una Chiave che si muove per scoprire un cammino interiore che riveli la Verita’ nascosta fra le ombre dei nostri cuori…con il bisogno di avvicinare le persone a Dio attraverso la magia della musica e la forza delle parole”. L’attuale line-up e’ formata da Francesco “K” Epiro (voce, piano, tastiere, principale autore e compositore dei brani), Salvatore Gagliano (chitarra), Federico Mongelli (batteria), Riccardo “L” Sostene (basso) e Maria Rita Briganti (voce). Movin’ K e’ un progetto di alcuni dei membri originali dei Black Riders, prog band dalla decennale esperienza nel mondo della musica (support band for Porcupine Tree at Prog Fest 1999, support band for Ustmamo at Festival dell’Unità 2001).
Biografia completa https://movink.net/bio/


Contatti
https://www.facebook.com/MOVINK.MK/

Press Media Office
Frank Lavorino 339 6038451

giovedì 3 novembre 2016

Quarzomadera - Se la realtà è tossica: esce il nuovo video "Al veleno"



Secondo singolo estratto dal quarto disco “Apologia del calore”: da un lato un'analisi in negativo della società contemporanea, dall'altro un mezzo di ricerca di piccole soluzioni e input che offrano la speranza in un futuro migliore.

Genere: alternative rock, stoner rock, cantautorale
Label: Discipline
Distribuzione: Master Music S.r.l


Si intitola Al veleno il nuovo singolo/videoclip dei Quarzomadera. Successore di Nel nucleo, singolo d'anticipazione della quarta fatica in studio Apologia del calore uscito lo scorso maggio per la label Discipline, il brano ruota attorno ad un tema che ha principalmente due chiavi di lettura.

La prima è un’analisi in negativo della società dei nostri tempi, così poco produttiva, impoverita, carica di conflitti, illusioni, falsi miti e false promesse, dove i pochi “vincenti” sono sempre più vincenti e i molti “perdenti” sono sempre più perdenti; una forma quindi di costante incertezza sul proprio presente e futuro che, unita al bombardamento mediatico di notizie poco rassicuranti provenienti da tv, radio, web e stampa, può portare l’individuo ad una sorta di progressivo avvelenamento sociale, rendendolo così statico ed inerme, se non peggio aggressivo o violento.

La seconda chiave di lettura, come molto spesso accade nei testi della band, è quella della ricerca di piccole soluzioni e di input per l’ascoltatore che alimentino la speranza di approdare a veri, positivi, sostanziali cambiamenti e miglioramenti nella vita di ciascuno di noi.

Il videoclip, che vuole così rappresentare anche visivamente una parte di queste suggestioni, alternando immagini tipicamente “onstage” del duo volutamente filtrate a scene di un ipotetico “avvelenamento da notizie”, si avvale (come per il precedente Nel Nucleo) della regia e del montaggio di Alberto Alessi (Looksound Multimedia), con soggetto ideato da Davide Sar (voce, chitarra e programmatore basi della band) qui anche in veste di attore.

Video Credits
Regia, direzione della fotografia e montaggio: Alberto Alessi (Looksound Multimedia)
Soggetto: Davide Sar
Locations: sala 4 Frequenze Studio (Monza), un appartamento (Monza)
Aggiornamenti sulle date dal vivo, info principali, notizie e molto altro ancora su www.quarzomadera.it



Registrato e mixato lo scorso febbraio al Frequenze Studio di Monza Apologia del calore è il disco più forte, potente e diretto della band lombarda, ovvero Davide Sar (voce, chitarra, bass & keyboards programming) e Tony Centorrino (batteria, percussioni). Rappresentando il fuoco, chiude idealmente e concettualmente una serie dedicata ai quattro elementi in natura: l'acqua con Cardio & Psiche (2006), l'aria con Orbite (2009), la terra con L'impatto (2012). 8 brani decisamente orientati verso l'alternative rock di matrice stoner, con testi (ancora rigorosamente in italiano) sempre più ribelli e critici nei confronti della società contemporanea.


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venerdì 25 marzo 2016

“So What!?”, il nuovo videoclip degli Earthset.


Secondo estratto da “In a State of Altered Unconsciousness”, debut album dell'alternative rock band bolognese. Un omaggio alla capacità della musica di essere contenitore delle nostre emozioni e rendere comprensibile ciò che non può esprimersi adeguatamente a parole.

Genere: alternative rock, indie rock, grunge, prog rock
Release date: 24.03.2016

Il brano, dall'andatura allegra e scanzonata, racconta un tentativo andato male di evadere dalla noia del quotidiano in cui il protagonista esce per passare una serata a bere. Vista all'inizio come una prospettiva divertente, tale serata si traduce nell'esatto opposto: persosi per la città, il nostro si ritrova solo e deriso dai passanti. L’unica consolazione rimasta è tornare a casa per suonare una chitarra “ubriaca” nelle cui note egli riversa la propria sbornia e che riesce, più dell’alcool, a dargli sollievo.

Il video, realizzato interamente con una action cam in prima persona, segue in parte il narrato della canzone: lo spettatore si ritrova immerso in una tipica uscita universitaria bolognese mentre si sposta da un bar all'altro accompagnato dai quattro membri della band. Le riprese si sono svolte nell'arco di due serate in alcuni dei principali bar della Bologna universitaria.

L’idea era quella di riprendere senza filtri un’intera serata di bevute, ripercorrendo quella che è per molti una classica uscita da sabato sera.” - afferma la band - “Si esce, si beve, ci si sposta in un altro bar, si incontrano amici, si riprende a vagare senza una vera e propria meta finché si riesce a reggere. Una forma di divertimento molto comune tra i nostri coetanei, che abbiamo sperimentato in prima persona e che il più delle volte risulta vuota e fine a se stessa.”



All'interno del disco So What!? ha una funzione un po' da spartiacque: lo stato alterato dell’ubriacatura, unito alla presa di coscienza della sua rabbiosa inutilità, portano il protagonista a riversare i propri sentimenti nelle note della chitarra ubriaca, il cui suono libera gli arpeggi che aprono la strada alle successive tracce più psichedeliche. È un omaggio alla capacità della musica di essere contenitore delle nostre emozioni e a rendere comprensibile ciò che non può esprimersi adeguatamente a parole. Nell'ordine tipico del linguaggio musicale, il disordine del nostro io trova forma e diviene conoscibile agli altri.

Per le riprese la band si è avvalsa della collaborazione di Alessandro Brandi, che ha portato con una fascia la camera per tutte e due le serate tra gli sguardi incuriositi dei passanti. Il montaggio e l'edit del video sono invece opera di Giulia Ferrato, giovane videomaker indipendente della crew Humareels che ha già collaborato con la band alla realizzazione del precedente video rEvolution of the Species. La realizzazione ha richiesto tanto impegno e tante bevute e se ve lo state chiedendo… sì, i ragazzi si sono ubriacati in entrambe le serate di ripresa.

Credits
Story: Earthset
Riprese: Alessando Brandi/Earthset
Fotografia: Alessandro Brandi/Earthset
Montaggio&Edit: Giulia Ferrato
Music: So What!? Earthset
Si ringraziano per le locations:
Miky e Max, Boteco, Bar Salomè (Ken), Dynamo, Tarcaban, Bar De Marchi.

Next Gigs
07.04.2016 @ Ganesh, Bologna
09.04.2016 @ Terra Maja, Chieti
12.04.2016 @ Scumm, Pescara
15.04.2016 @ Hi-Hat, Collecorvino (PE)
22.4.2016 @ Steamstation, Bologna
30.04.2016 @ Flyin' Donkey, S.Mauro Pascoli (FC)
28.05.2016 @ Rock'n'Park, Monselice (PD)

Bio: Il progetto nasce nel gennaio del 2012 dall’incontro tra Luigi Varanese (basso), Costantino Mazzoccoli (chitarra), Emanuele Orsini (batteria), ed Ezio Romano (voce e chitarra). Nel dicembre 2012 i quattro, classe 1990, realizzano un primo demo-ep registrato in collaborazione con l'associazione culturale StudioSoundLab e presentato dal vivo il 7 marzo 2013 al Freakout Club di Bologna. Nel maggio 2013 il gruppo conosce Enrico Capalbo, (fonico presso lo studio Fonoprint di Bologna, polistrumentista e sound engineer per, tra gli altri, Luca Carboni, Ofeliadorme, Francesco Guccini) che si interessa al giovane progetto. Gli ultimi mesi del 2013 sono dedicati alla scrittura dei brani già in elaborazione e di ulteriore materiale inedito. Il 2014 inizia all'insegna degli impegni dal vivo, tra cui spiccano il live presso il The Good Ship di Londra e la diretta radio presso la ICRadio, emittente studentesca dell’Imperial College della capitale britannica. La band, contestualmente, lavora in autoproduzione al disco d’esordio. Nell’ottobre 2014 il gruppo torna negli studi Fonoprint sotto la direzione artistica e tecnica di Carlo Marrone ed Enrico Capalbo per le registrazioni del primo LP. “In a State of Altered Unconsciousness”, uscito il 26 ottobre 2015 per Seahorse Recordings, hruota attorno al tema degli stati alterati di coscienza, ora fonte di riflessione per raggiungere l’autoconsapevolezza, ora momenti di ricercata o sofferta solitudine ed infine di straniamento sensoriale e paura. Musicalmente tale continuo stato di alterazione è affidato ad una scrittura non lineare, intrecci di chitarre, suoni acidi e taglienti, atmosfere psichedeliche tendenzialmente fredde e disturbate da inserti noise.

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