Dopo poco più di due anni dal primo lavoro (Lost in The Grandi Magazzini), i Magazzini Musicali tornano con la nuova fatica discografica: “Di necessità Virtù”.
Il titolo, che riprende un motto di antica tradizione e di larga diffusione popolare, incuriosisce già l’ascoltatore ancor prima di “accedere” alla musica stessa.
Anche la presentazione delle tracce è a dir poco curiosa e tutt’altro che usuale: la band ha infatti deciso di raccogliere e rendere fruibili le 11 canzoni dell’album tramite dei QR code collocati all’interno di un fumetto, dove vengono raccontate le avventure del leader del gruppo, Zino il manichino, che insieme ai quattro musicisti scapestrati attraversa in lungo e in largo l’intero globo terracqueo affrontando mille avventure e peripezie.
Il tutto è magistralmente illustrato da Giorgio Credaro — grafico ormai onnipresente nei lavori dei Magazzini Musicali — e piacevolmente raccontato, con spirito, anche in forma di prosa all’interno del fumetto stesso.
Si può quindi parlare di un concept album in cui il viaggio fa da filo conduttore alle 11 tracce.
TRACKLIST
Eurovision
Il viaggio inizia dalla Svizzera e, più precisamente, da Basilea. Il brano, di chiara matrice funk/rock dal groove incisivo e ritmato, è costruito attorno a un riff incalzante. Il pezzo cattura fin da subito per la sua energia e il suo impatto sonoro. Il brano cresce dinamicamente fino ad arrivare a una sezione quasi caotica, dove brevi frasi di chitarra si rincorrono e si sovrappongono su un tappeto ritmico ipnotico, creando una tensione che cattura e trasporta l’ascoltatore oltre l’ignoto.
Polonia
La seconda tappa è la Polonia, con l’omonimo brano. Qui la matrice funk esce ancor più allo scoperto. Sopra il solido groove intessuto dalla batteria, dal basso e dalle tastiere, la chitarra “saltella” folleggiando allegramente. Anche in questo caso l’uso delle dinamiche, dei piano, dei forti e dei fortissimo è ben bilanciato e muove parecchio il brano.
Tundra Blues
Nella Tundra, tra muschi, licheni e, come raccontato nel fumetto, lemmings mannari, il brano inizia con un’atmosfera quasi tetra, con effetti sonori che sembrano simulare il vento gelido e le nebbie di quelle terre. Poi, invece, partono repentinamente batteria e percussioni, le nebbie si diradano, il groove porta di primo acchito allegria. Poi, però, le cose cambiano nuovamente: il tutto diventa “affannoso” sino alla fine.
Come stile, il brano si distacca decisamente dai primi due: qui sono presenti sfumature più etniche legate alla world music.
Male male, molto male, anzi malissimo
Si ritorna in pompa magna in un territorio funk/rock. Brano senza dubbio elaborato, con degli unisono “scoppiettanti” tra i vari strumenti. Il pezzo è “frenetico” e sincopato e non lascia l’ascoltatore inerme e “senza vita”. Il famoso “piedino che batte” è quasi inevitabile. Insomma, brano tenero e spregiudicato allo stesso tempo. Finale al fulmicotone!
Tendenza Africana
Il quinto brano catapulta direttamente nel “Continente nero”: l’intro caratterizzato dal dialogo tra varie percussioni è di chiaro sapore afro, come anche il magnetico groove che segue, accarezzato dal suono del vento del deserto, seguito dall’incedere maestoso del basso e dalla chitarra che tesse immediatamente melodie “antiche”. L’entrata delle tastiere, con un suono somigliante a una marimba, è la ciliegina sulla torta Afrika. Anche questo brano pare trasportare all’interno di un viaggio all’interno del viaggio.
Peach Hoot
Eccoci al giro di boa di questo interessantissimo viaggio di Zino e della sua band. Si va negli Stati Uniti con Peach Hoot. Brano che naviga tra sonorità slow funk, medium rock e jazzy.
Fermo The fionk
Il viaggio prosegue con un excursus nel trash/metal “vecchia scuola” con tappetone di doppia cassa in unisono col basso. Così si apre Fermo the Monk, con una chitarra “crunch” leggera.
Ziguevara
Si va verso il Sud America con un brano dove la tastiera la fa da padrona con riff in stile “montuno” che fa muovere il sedere anche ai più reticenti. Il tutto è farcito da batteria, percussioni, ammennicoli vari che, “sposati” con una linea di basso lontana dall’essere banale, supportano egregiamente il lavoro di tastiera e chitarra, la quale, nella parte dell’assolo a lei dedicata, sprigiona un sound assolutamente in stile e di pregevole fattura. Anche in questo caso unisoni e uso delle dinamiche sono assolutamente presenti e ben calibrati.
Il Surf Non è Per Tutti
Quasi alla fine del percorso i 4 portano l’ascoltatore col surf sull’onda più alta e fanno sentire il momento del “point break” con un fragoroso riff di tastiera, l’incedere sicuro della parte ritmica e con la chitarra che fa da legante “riempiendo” gli spazi vuoti, cucendo addosso la muta per una cavalcata dell’onda di tutto rispetto. Il brano è “frenetico”, ma con momenti di break (in questo caso non point, n.d.r.) che fanno riprendere aria dopo la divertente caduta in acqua.
La fiorra Jam
Penultima tappa e, come in un cerchio che si chiude, si ritorna a parlare di funk. In questo caso le atmosfere funkeggianti anni ’60 si intersecano sinergicamente con sonorità più moderne, ma sempre rispettando quel canone “storico” che caratterizza il genere.
Di Necessità Virtù
Il disco si chiude con questa suggestiva ballad che dà anche il titolo al lavoro dei Magazzini Musicali. Qui le atmosfere sono eteree, gli arrangiamenti sono curati, i “piano” e i “crescendo” sono i punti cardine del brano, come anche gli spazi che si creano. Un bel modo “rilassato” per finire un percorso pieno di “esperienze” molto diverse le une dalle altre, anche se tenute assieme dal filo conduttore del viaggio.
Nati nel 2022, i Magazzini Musicali sono un collettivo eclettico formato da Andrea Bona (chitarra), Mirco Franchetti (tastiere), Ivan Romeri (batteria) ed Emanuele Rusconi (basso), con il carismatico Zino come portavoce e voce narrante del gruppo. Le loro composizioni, ispirate da artisti come Calibro 35, Delvon Lamarr, Mark Lettieri, The Meters, Frank Zappa e Oz Noy, mescolano groove funk, potenza rock e influenze world, in un continuo processo di ricerca e sperimentazione.
Nel 2024 la band ha pubblicato il primo album in studio, “Lost in the Grandi Magazzini”, presentato con uno spettacolo teatrale multisensoriale che ha coinvolto attori e ballerini.
Dopo le esibizioni in festival come il B.EST Rock Festival, l’Openair Cavaglia e la Festa della Musica di Mendrisio, i Magazzini Musicali hanno partecipato a format radio e TV tra cui “We Have a Dream” di Red Ronnie e “Fatti Scoprire” di Rocker TV.
Nel 2025 fanno uscire i singoli “Eurovision” e “Polonia” e nel febbraio 2026 esce “Male Male Molto Male… Anzi, Malissimo”, seguito a giugno dello stesso anno dall’album “Di necessità Virtù”.
ASCOLTA “DI NECESSITÁ VIRTÚ”!
https://orcd.co/magazzinimusicali-dinecessitavirtu




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