CorrieredelWeb.it Arredo&Design Arte&Cultura Cinema&Teatro Eco-Sostenibilità Editoria Fiere&Sagre Formazione&Lavoro Fotografia


IltuoComunicatoStampa ICTechnology Marketing&Comunicazione MilanoNotizie Mostre Musica Normativa TuttoDonna Salute Turismo




Ultime news di Musica e Discografia

Cerca nel blog

lunedì 26 ottobre 2026

Woda Woda – il nuovo singolo “Codardo Maledetto”

 

Con il nuovo singolo “Codardo Maledetto”, i Woda Woda puntano l’arco contro chi crede che il proprio tornaconto sia una ragione sufficiente per calpestare la vita altrui. Contro chi si nasconde dietro il cinismo di un “la vita va così”, come se la responsabilità fosse un dettaglio trascurabile.

Il brano mette sotto accusa senza attenuanti la vigliaccheria di chi prospera sulle conseguenze delle proprie azioni, fregandosene dell’impatto sul prossimo. “Chi te lo dà il diritto di uccidermi così?” è la domanda fondamentale, il nucleo politico e umano del pezzo, che richiama il principio elementare formulato da Albert Camus: “La libertà è, prima di tutto, non mentire”. Perché sottrarsi alla verità del danno provocato significa partecipare alla sua perpetuazione.

Sul piano musicale, la denuncia prende corpo in una sfuriata hard rock: riff essenziale e incalzante, voce in contrattacco e una sezione ritmica veloce e possente.

L’arco dei Woda Woda scaglia frecce esplicite e dirette contro chi confonde il successo con l’impunità, contro chi avanza come un carro armato, incurante di ciò che resta sotto i cingoli.

“Ogni tuo giorno hai distrutto la vita di qualcuno”: qui non c’è una metafora da addolcire, ma il conto di una responsabilità. Nessuna assoluzione per quel potere, esercitato anche lontano dai palazzi e dalle uniformi. Quello di chi decide per sé e scarica sugli altri il prezzo delle proprie scelte.

Nati nel 2020, i Woda Woda hanno costruito negli anni un percorso originale all’interno della scena rock italiana, sviluppando una forte identità artistica fondata sulla contaminazione tra musica, narrazione e simbolismo.

Dopo i primi singoli “Medusa”, “Portando la Pelle a Casa” e “Divano Giallo”, la band ha proseguito il proprio cammino con “We Are Biker Guys”, “P.U.B. (Prendimi, Usami e Buttami)”, “Sesso & Vino” e “Daisy”, consolidando uno stile che alterna ironia e critica sociale con atmosfere legate al rock più classico.

Tra il 2025 e il 2026 prende forma il progetto più ambizioso della band: “L’Ultimo Testamento”. Attraverso la figura di angeli caduti — Lucifer, Leviathan, Samael, Asmodeus e Behemoth — i Woda Woda costruiscono un universo narrativo che mette in discussione le tradizionali contrapposizioni tra bene e male, accompagnando l’ascoltatore in un viaggio tra conoscenza, dubbio e ricerca della verità, cambiando radicalmente sound e approccio compositivo.

L’uscita dei singoli “Veleno” e “Lady Mazikeen” anticipa la pubblicazione dell’album “L’Ultimo Testamento”, avvenuta il 16 gennaio 2026. Il disco rappresenta il primo capitolo di una saga più ampia che comprende anche un fumetto dedicato e introduce personaggi come Caino, Lucifer, Lady Mazikeen e i Demoni Maggiori all’interno di una narrazione destinata a svilupparsi nel tempo.

Nel corso del 2026 la Legione affronta importanti cambiamenti ed oggi i Woda Woda sono composti da Lucifer (voce), Leviathan (batteria), Behemoth (chitarra) e Paymon (basso).

La band è attualmente al lavoro sul nuovo concept album “L’Estinzione è Qui!”, un’opera che vedrà gli angeli caduti osservare l’umanità contemporanea dopo millenni di silenzio. Guerre, avidità, corruzione, manipolazione e ricerca del profitto diventeranno il punto di partenza di una nuova riflessione sul destino dell’uomo e sul mondo che egli stesso ha costruito.

Ad anticipare questo nuovo capitolo, nel luglio del 2026 è stato pubblicato “Sulla Luna”, il primo singolo estratto dall’album ed oggi è la volta di “Codardo Maledetto”, una denuncia feroce contro l’arroganza del potere e l’indifferenza di chi mette il proprio interesse davanti alla vita degli altri.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=p8NU4yqy25k

 






SIMONE BAROTTI LIVE A ROMA: IL 19 DICEMBRE ARRIVA "IL VAMPIRO NEI CLUB" AL CHARLESTON CLUB

Un anno d'oro per l'artista: dal singolo al libro, passando per il doppiaggio, fino al grande concerto evento nella Capitale.

Roma si prepara ad accogliere una delle serate più attese dell'inverno musicale. Sabato 19 Dicembre 2026, alle ore 21:00, Simone Barotti salirà sul palco dello storico Charleston Club - Via di Porta Labicana 52, Roma - con il suo concerto evento "IL VAMPIRO NEI CLUB".

Un titolo che è già un manifesto artistico e che porta dal vivo l'universo musicale di Simone, tra ironia, introspezione e quella teatralità che da sempre lo contraddistingue.

Per Simone Barotti, cantautore, scrittore e diplomato in doppiaggio, il 2026 è stato un anno davvero d'oro. Un anno di consacrazione su più fronti che l'ha visto protagonista con l'uscita del suo nuovo singolo "Quello Che", accolto con grande entusiasmo dal pubblico e dagli addetti ai lavori, e con la pubblicazione del suo libro "Come un Vampiro" (ed Scatole Parlanti), che ha confermato la sua poliedrica vocazione alla scrittura. Musica e letteratura, voce e parola: due anime che si incontrano e che troveranno la loro massima espressione proprio sul palco del Charleston.

Ad aprire la serata ci penserà il cantautore Andrea Roma, artista dal cantautorato intenso e raffinato, che con il suo live introdurrà il pubblico nell'atmosfera della serata.

Ospite speciale della serata sarà la ballerina Chantal Saputo, che con la sua eleganza e la sua performance arricchirà lo show di Barotti, rendendo il concerto un'esperienza non solo musicale ma visiva e coreografica.

Lo show, prodotto da SI.FI.Records, promette scaletta inedita, momenti di racconto e le canzoni che hanno segnato il percorso artistico di Simone, in una location simbolo della nightlife romana, intima e d'impatto, perfetta per "Il Vampiro Nei Club".

Un appuntamento imperdibile per chi ha seguito l'evoluzione artistica di Barotti e per chi vuole scoprire dal vivo uno degli artisti più versatili e autentici della nuova scena italiana.

domenica 25 ottobre 2026

Love Ghost – pubblicano “Turpentine This House” / “Pointless”, singoli tratti dall’album “Thirteen”

 

“Thirteen” è probabilmente l’album più vulnerabile che abbia mai realizzato. 13 è l’età che avevo quando fui espulso da scuola, l’età in cui iniziai a sentirmi fuori posto. Credo che gran parte di questo disco nasca proprio da quella sensazione di osservare il mondo dall’esterno, senza farne parte. È un album di grunge acustico nello stile del Midwest, incentrato sull’isolamento, sull’identità e sul tentativo di trovare qualcosa di bello anche negli aspetti più cupi della vita. Sembra una raccolta di ricordi che forse avrei dovuto seppellire. Tredici brani in uscita venerdì tredici. “Turpentine This House” e “Pointless” fanno parte dell'album “Thirteen”.

“Turpentine This House” è un brano alternative rock acustico e ricco di pathos dei Love Ghost; è il secondo singolo che anticipa il loro prossimo album, Thirteen, in uscita a novembre. Scritta all’indomani dell’incendio Eaton — che costrinse la famiglia del frontman ad abbandonare la propria casa — la canzone esplora i temi della perdita, dello sradicamento e della sensazione complessa che si prova nel vedere svanire il luogo che un tempo si chiamava casa. Fondendo la scrittura cruda tipica dell’emo con la grinta e l’intimità del rock americano del Midwest, “Turpentine This House” appare al contempo profondamente personale e capace di risuonare con l’esperienza di chiunque. Il brano è caratterizzato da una strumentazione essenziale, un’interpretazione vocale carica di emozione ed una narrazione introspettiva.

“Pointless” racconta la storia di un viaggio dell’eroe con un risvolto inaspettato: l’antagonista non è una forza esterna, bensì il protagonista stesso. Il brano esplora la battaglia interiore legata alla depressione, il confronto con la propria mente e, infine, il rifiuto delle aspettative sociali a favore di una vita autentica. Nel profondo, “Pointless” parla della consapevolezza che, a volte, la battaglia più dura non è contro il mondo, ma contro quella versione di sé che il mondo ci ha insegnato a diventare. La canzone ripercorre quel cammino che va dall’isolamento e dall’insicurezza verso l’accettazione di sé, interrogandosi su cosa significhi davvero essere l’eroe della propria storia. Il testo cattura questa tensione con versi come: “Ogni strada porta a Roma / Immagino sia ora di tornare a casa / Ma nessuno ti dice mai / Che ogni eroe deve combattere da solo”.

Link video “Turpentine This House” : https://www.youtube.com/watch?v=RjD5P7LN7EI

Link video “Pointless:” https://www.youtube.com/watch?v=4ao63vYfSJM

Link streaming Spotify “Turpentine This House” e “Pointless” : https://open.spotify.com/intl-it/album/1Zt85DbaNF41kpUbqLM5MU

Biografia:

I Love Ghost sono una band alternative rock che fonde hard rock, metal, pop-punk, sonorità acustiche, rap e goth in uno stile unico e personale. I loro brani possiedono un'anima poetica ed emo, affrontando spesso di petto temi quali i traumi e le sfide legate alla salute mentale. Selezionati per il programma Rockpalast (trasmesso in tutta la Germania), si sono esibiti dal vivo in quattro continenti. Nel 2025 hanno suonato al Warped Tour di Los Angeles insieme ai Wiplash. In Messico hanno collaborato con artisti quali Wiplash, Adan Cruz, Ritorukai, Blnko e altri ancora.

A livello internazionale, hanno lavorato con The Skinner Brothers (Regno Unito) e Rico Nasty, oltre a realizzare un intero album con SKOLD. Hanno ottenuto riconoscimenti e menzioni da testate come Rolling Stone Magazine (oltre dieci volte), Sonic Seducer, Playboy, Time-Out Mexico, Clash Magazine, Alternative Press e molte altre. In Messico hanno vinto il Monster Award 2026 come miglior band rock. Hanno recentemente concluso il loro tour da headliner "Anarchy and Ashes", esibendosi in Austria, Polonia, Svizzera, Germania e Regno Unito; inoltre, tengono frequentemente concerti in tutto il Messico.

venerdì 23 ottobre 2026

“Innsbruck Rendezvous”, il secondo EP in studio dei GoodMorning Cernobyl’

 

Il secondo EP in studio dei GoodMorning Cernobyl’, “Innsbruck Rendezvous”, segna un’evoluzione stilistica rispetto al precedente album “No Time To Fear”. Se nel primo lavoro a dominare era il punk ’77, con questo nuovo EP la band sceglie di sperimentare sonorità e concetti diversi, pur mantenendo come punto di partenza un sound grezzo e veloce.

L’obiettivo è superare i confini del classico “three-chord wonder”, esplorando una varietà di situazioni, suoni e tematiche che si intrecciano in un flusso di coscienza collettivo, capace di riflettere la sensibilità e la visione di ciascun membro della band.

TRACKLIST

UNDERFAITH – Ad aprire “Innsbruck Rendezvous” è una visione critica e diretta su temi attuali e controversi. Nel mirino finiscono le imposizioni estetiche e comportamentali, le guerre e le crociate moderne condotte in nome della fede. Un riff grezzo e frontale e un ritmo serrato trasformano l’energia del punk più ruvido e veloce in una riflessione cruda e onesta su quanto le ideologie influenzino anche i gesti più quotidiani.

MURDERER CITY – Uno sguardo tagliente e lucido sulla metropoli moderna, una città assassina che divora identità e natura umana in nome dell’omologazione imposta dal sistema. Un sistema che promette redenzione, ma finisce per anestetizzare: scandisce le giornate a ritmo di frenesia, impone orizzonti grigi e ripetitivi e soffoca immaginazione e creatività.

BRAVE NEW PEOPLE – Rabbia, velocità e zero compromessi: un brano che si trasforma in un vero e proprio manifesto di protesta contro l’alienazione e la claustrofobia sociale. “There’s time for heroes! Brave new people!” è il grido che si staglia sopra un muro di suono, dando voce a un’urgenza di cambiamento che non ammette compromessi. Puro impatto, pura ribellione.

TENSE/RESISTENCE – Un conflitto estenuante tra individuo e sistema, in cui la pressione costante dell’ambiente esterno si insinua nell’interiorità fino a trasformarsi in uno scontro personale. Il brano restituisce il ritratto sonoro di una tensione senza via di fuga, di una lotta impari che spinge l’individuo fino al limite della sopportazione.

HARAR – Considerato da molti un precursore dello spirito punk per la forza rivoluzionaria della sua scrittura, libera dalle convenzioni e dai dogmi del suo tempo, Arthur Rimbaud rappresenta il punto d’incontro ideale con l’universo sonoro dei Good Morning Cernobyl. La sua attitudine anticonformista e la sua tensione verso la libertà trovano così una naturale corrispondenza nell’identità della band.

I Good Morning Cernobyl’ nascono a Perugia nel 2018 con l’obiettivo di proporre un punk diretto e senza compromessi, con testi in inglese. Nel 2020 pubblicano l’omonimo EP d’esordio autoprodotto, realizzato con il supporto de La Cura Dischi e Jap Perù Records.

La pandemia interrompe l’attività live, ma la band continua a lavorare a distanza pubblicando il video di “Murderer City” e lo split di cover “Coverbyl #1 – Playing the Lock-down”. Con la riapertura dei concerti riprende l’attività dal vivo, affermandosi rapidamente nella scena punk del Centro Italia e iniziando la lavorazione del primo album.

Nel marzo 2023 esce “No Time to Fear”, accolto positivamente dalla critica italiana e internazionale e trasmesso da diverse radio europee, ottenendo ottimi riscontri anche sulle piattaforme di streaming. L’uscita del disco è accompagnata da un’intensa attività live, seguita dalla pubblicazione della cover di “Bite It You Scum” di GG Allin e da un tour in Germania.

Nel 2024 la band prosegue l’attività concertistica, condividendo il palco anche con The Rumjacks e The Drowns, mentre lavora al nuovo album.

Nel 2024 entrano nel roster Sorry Mom!, pubblicando i singoli “Brave New People”, “Underfaith”, “Murderer City”, “Tense/Resistance” “Harar”, tutti inseriti nell’EP “Innsbruck Rendezvous” uscito ad ottobre 2026.

La formazione è composta da Giuliano Picciafuoco (voce e chitarra), Massimo Margaritelli (voce e basso), Lorenzo Bonamente (voce e batteria) e Francesco Panunzi (voce e chitarra).

ASCOLTA “INNSBRUCK RENDEZVOUS”!

https://orcd.co/goodmorningcernobyl-innsbruckrendezvous

LINK SOCIAL

Facebook: https://www.facebook.com/GOODMORNINGCERNOBYL

Instagram: https://www.instagram.com/goodmorningcernobyl.band

biovoid – esce “I Pray And Obey”

 

Con “I Pray And Obey”, i biovoid affrontano il tema del confronto con le proprie incertezze e del peso delle scelte quotidiane, dando voce a quel senso di smarrimento che accompagna i momenti più difficili della vita.

Il brano racconta un percorso di vulnerabilità e introspezione, in cui la ricerca di un punto di riferimento si intreccia con la necessità di trovare dentro di sé la forza per andare avanti. Attraverso immagini che evocano il dolore, il bisogno di calore e la ricerca di stabilità, emerge la volontà di affrontare gli ostacoli senza lasciarsi spezzare dalle difficoltà.

È proprio nel superamento dei dubbi e delle esitazioni che prende forma una nuova consapevolezza: le esperienze vissute, anche quelle più dolorose, possono diventare strumenti di crescita e trasformazione.

“I Pray And Obey” si sviluppa così come una riflessione sulla resilienza e sulla capacità di ritrovare una direzione, fino a raggiungere una rinnovata forza interiore.

Un brano che esplora il confine tra fragilità e determinazione, trasformando la ricerca di una guida in un percorso di resistenza e rinascita personale.

I biovoid sono un progetto musicale italiano nato nel novembre 2017 dall’incontro tra Massimiliano Guida (voce) e Domenico Giordano (chitarra e basso), con il coinvolgimento di Adriano Giordano nella fase iniziale.

Fin dagli esordi, il progetto si distingue per la volontà di fondere linguaggi musicali differenti, dando vita a un sound personale e difficilmente riconducibile a un unico genere, capace di alternare atmosfere intime a sonorità elettroniche e sperimentali.

Dopo la pubblicazione dei primi singoli, il percorso dei Biovoid evolve con l’ingresso di Fortunato Serranò, fonico e polistrumentista, che assume un ruolo centrale nello sviluppo della produzione e degli arrangiamenti. Il suo contributo segna una svolta nella ricerca sonora del progetto, orientandolo verso una maggiore cura dei dettagli, un’esplorazione più approfondita delle texture e una visione produttiva sempre più definita.

Parallelamente alla ricerca musicale, i biovoid sviluppano un immaginario visivo che accompagna e amplifica la loro identità artistica. Fondamentale è la collaborazione con Francesco “Deddì” Calendini, autore delle cover art di diversi brani, tra cui “Invincible” e “No Land”. Il dialogo tra musica e arti visive si arricchisce nel tempo grazie al contributo di altri artisti, tra cui Giampiero Wallnofer, autore della copertina di “Hypnagogia”, e Roberto Recchioni, che firma l’artwork di “Far Beyond”, primo singolo pubblicato con l’etichetta Sorry Mom!.

Nel 2025 i Biovoid pubblicano “Invincible”, un brano alternative rock dal forte impatto emotivo che affronta il tema della fragilità e della capacità di restare saldi di fronte alle difficoltà. Il videoclip ufficiale ottiene importanti riconoscimenti in ambito cinematografico, venendo selezionato e premiato al Festival Internazionale del Cinema di Salerno e al The Hague Film Festival.

Questa fase segna un ulteriore momento di maturazione artistica per i biovoid, che consolidano un percorso in cui musica e immagine si intrecciano in modo sempre più consapevole. Un progetto in continua evoluzione, che fa della sperimentazione sonora, dell’introspezione e della ricerca visiva gli elementi fondamentali della propria identità.

ASCOLTA “I PRAY AND OBEY”!

https://benext.lnk.to/ipao

giovedì 22 ottobre 2026

I Tune A Ton presentano “GAME OVER”

 

I Tune A Ton presentano “GAME OVER”, un singolo che unisce l’energia del rock alternativo a sfumature funk, dando vita a un sound potente, moderno e diretto. Chitarre graffianti, ritmiche incalzanti e linee melodiche incisive si intrecciano in un brano dal forte impatto, capace di coniugare immediatezza e ricerca sonora.

Al centro del pezzo c’è la resilienza, raccontata attraverso le difficoltà che attraversano la vita quotidiana: il fallimento, il senso di impotenza e la pressione di una società che chiede continuamente di dimostrare il proprio valore. “GAME OVER” affronta queste sensazioni senza filtri, trasformandole in un invito a reagire, ritrovare il proprio equilibrio e imparare a guardare gli ostacoli da una prospettiva diversa.

Il progetto dei Tune A Ton nasce proprio dall’esigenza di dare voce a chi si trova ad affrontare le proprie battute d’arresto, ricordando che anche una sconfitta può diventare un punto di partenza. La musica si fa così espressione di una rivalsa personale, in cui la forza non sta nell’evitare le cadute, ma nella capacità di rialzarsi senza perdere sé stessi.

Con “GAME OVER”, i Tune A Ton trasformano le difficoltà in un messaggio di consapevolezza e rinascita: perché ogni fine può aprire la strada a un nuovo inizio, affrontando le sfide con lucidità, determinazione e la voglia di ripartire.

I Tune A Ton sono una band funk-rock originaria di Alba (CN), composta da cinque musicisti: Francesco Mossio alla voce, Giorgio Marengo alla chitarra, Umberto Bubbio a organo e tastiere, Riccardo Brandino al basso e Gabriele Costa alla batteria. Uniti dalla passione per il groove e dalla voglia di portare sul palco un sound fresco e personale, propongono un repertorio interamente originale.

La loro musica nasce dall’incontro tra funk, rock e blues, con influenze pop e linee vocali che alternano melodie e sezioni rap. Il risultato è un mix dinamico e contemporaneo, caratterizzato da ritmiche incisive, energia e una forte attitudine live, capace di coinvolgere il pubblico fin dalle prime battute.

A ottobre 2025 pubblicano “Funky Seaside”, il loro primo EP, composto da quattro brani inediti dalle sonorità marcatamente funk, che raccontano e definiscono l’identità musicale della band.

Nel 2026 i Tune A Ton partecipano al Vicenza Rock Contest, conquistando il primo posto, il premio della critica e diversi riconoscimenti individuali per i componenti della band. Il 16 luglio dello stesso anno prendono parte a Sanremo Rock, vincendo la competizione e conquistando l’accesso alla fase successiva, in programma il 4 settembre a Ferrara, per le finali del Nord Italia.

ASCOLTA “GAME OVER”!

Spotify: https://bit.ly/4iBQvVh

YouTube: https://bit.ly/4BjW0Al

Apple Music: https://bit.ly/48ezJ9z

Deezer: https://bit.ly/47SyFbD

Amazon Music: https://bit.ly/3VX07lH

“Concrete in My Veins” è il nuovo singolo degli Stoned Turtle

 

“Concrete in My Veins” è il nuovo singolo degli Stoned Turtle, un brano che mette in musica il peso delle ferite, dei silenzi e di tutto ciò che, accumulandosi nel tempo, finisce per irrigidire il nostro modo di stare al mondo. Il cemento del titolo scorre nelle vene, occupa lo spazio del battito e lascia dietro di sé una traccia spettrale: “Concrete in my veins, the heartbeat’s just a ghost”. Il corpo continua a esistere, ma qualcosa al suo interno si è pietrificato.

La scrittura si basa su attriti e dualità: le voci si rispondono, basso e chitarre dialogano in uno stimolante botta e risposta, le coordinate dell’alternative metal in stile Breaking Benjamin si rivestono di una ruvidità grunge di scuola Alice in Chains. La musica stessa diventa così un confronto continuo, una lotta fra ciò che trattiene e ciò che preme per uscire.

Il videoclip riprende questa immagine in un edificio abbandonato, tra pareti di cemento a vista e superfici ricoperte di graffiti. I materiali grigi, segnati dal tempo e dall’incuria, incontrano il colore lasciato sui muri: tracce di vita che incrinano l’immobilità. L’alienazione viene espressa anche dalla presenza della band stessa: non a caso, pur suonando nello stesso luogo, non compare mai insieme. Come nella canzone, anche qui qualcosa si fa strada dentro una struttura apparentemente condannata a restare com’è. Il colore non cancella il degrado, ma apre uno spazio, suggerisce un possibile movimento che può portare lontano da una condizione immutabile.

Nel testo, la svolta arriva quando il dolore smette di essere una prigione e diventa qualcosa da infrangere: “Rise up from the mud, a light that cannot die”. Cancellarlo non è possibile, ma si può uscirne seguendo quel bagliore di luce. “I won’t yield to the static, I remain the storm” condensa il punto di rottura: smettere di subire l’immobilità e trovare la forza della tempesta per incrinare anche la materia più resistente.

Gli Stoned Turtle nascono a Genova nel 2018 con i piedi nel grunge e la testa in sonorità più sperimentali e pesanti.

Dopo il debutto con il primo disco omonimo registrato al Blackwave Studio di Fabio Palombi (Nerve, Burn The Ocean), la band ha intrapreso un percorso di crescita e nel 2024 ha integrato un nuovo cantante e chitarrista, spingendo il sound verso una dimensione più densa e compatta, alzando l’asticella senza mai tradire l’energia viscerale degli esordi.

Questa nuova maturità è esplosa nell’EP “Nothing Left But Silence” (ottobre 2025), dove il rock d’impatto di brani come Beheaded ha confermato un’attitudine autentica che non ha paura di sporcarsi le mani con influenze metal.

Il 2026 segna il momento della spinta definitiva: l’ingresso nel roster di Sorry Mom! (Marco Biondi, Luca Bernardoni) e l’uscita del singolo “Human” (aprile 2026) consolidano un progetto ormai totalmente a fuoco e consapevole.

Il videoclip ufficiale di Human esce ad aprile 2026 in anteprima per TuttoRock Magazine.

A luglio 2026 la band si affida nuovamente alle sapienti mani di Fabio Palombi (Blackwave Studio) per registrare un nuovo disco intitolato “Before the Light Goes Out” contenente 8 brani inediti, frutto di un anno di lavoro in sala prove.

A differenza del precedente “Nothing Left But Silence”, i nuovi brani si focalizzano maggiormente sul riffing, su brani più diretti e su sonorità ancora più vicine all’Alternative e al Metal, pur mantenendo la matrice Grunge e 90’s.

L’uscita dell’album è prevista per i primi mesi del 2027 e sarà preceduta dall’uscita di due singoli.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=yUXs6FWGl8U

mercoledì 21 ottobre 2026

“Nella ruota del topo”, nuovo singolo dei Black Project

 

C’è una corsa che occupa le giornate, prosciuga le forze e lascia sempre al punto di partenza. È quella raccontata da “Nella ruota del topo”, nuovo singolo dei Black Project, che punta lo sguardo sulle storture del lavoro contemporaneo: contratti da firmare, banche da soddisfare, ritmi che divorano il tempo e un sistema che impone di correre senza concedere una vera via d’uscita.

La figura del topo in gabbia rispecchia l’assurdità di questo meccanismo: muoversi senza avanzare, consumare la propria esistenza per tenere in funzione una macchina che restituisce sempre meno. Poi qualcosa si incrina. Il contratto viene strappato, le catene spezzate, la fuga diventa una scelta concreta. Non c’è, però, una libertà già pronta ad aspettare dall’altra parte. C’è un precipizio, il vuoto lasciato dalle vecchie certezze, la paura di non sapere cosa verrà dopo. È proprio qui che il brano trova il suo nodo più umano: uscire dalla gabbia significa rinunciare anche alla sicurezza che la gabbia, per quanto soffocante, sembrava garantire.

Sul piano musicale, i Black Project scelgono le asperità del nu metal, con un basso in primo piano e le corde a costruire un impianto ruvido, attraversato da scratch fin dall’apertura. Le strofe affidate al rap incalzano il racconto, il ritornello melodico rende più universale quello “sguardo perso” che non ha “il coraggio di guardare oltre il precipizio”, mentre il growl del bridge porta in superficie la rabbia rimasta compressa fino a quel momento. Un impasto che può parlare a chi ha apprezzato gli Extrema insieme a J-Ax e che osserva il conflitto tra obbedienza e autodeterminazione.

Meglio una gabbia che garantisce stabilità o un tuffo nell’ignoto?

I Black Project nascono nel 2019 a Bienate, alle porte di Milano, dall’incontro di musicisti uniti dalla voglia di costruire un’identità sonora personale.

Il progetto prende forma dopo esperienze maturate dai componenti dentro e fuori la musica, con il primo brano “Veleno”, registrato con Mattia Stancioiu, batterista dei Labyrinth.

Nel novembre 2023 pubblicano “Mr. Nessuno”, album d’esordio composto da nove tracce e frutto di due anni di ricerca e sperimentazione. Il disco intreccia influenze rock e metal con atmosfere moderne, riflettendo le diverse radici musicali della band.

Nel 2024 il gruppo si distingue al concorso “Zocca – Paese della Musica”, classificandosi nelle prime posizioni; il risultato li porta ad aprire per Vasco Rossi allo stadio San Nicola di Bari, il 19 giugno dello stesso anno.

Sempre nel 2024, i Black Project raggiungono le Finali Nazionali di Sanremo Rock.

Nel 2026 entrano nel roster dell’etichetta indipendente Sorry Mom!, inaugurando una nuova fase del proprio percorso basata su una ricerca sonora più consapevole, anche grazie all’evoluzione della formazione. Oggi la band prosegue il proprio cammino ampliando i confini del suo linguaggio, tra radici rock, metal, rap e sensibilità melodica.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=ROqJ5eD4tNA

martedì 20 ottobre 2026

THE ROOWENS – esce “Motorcycle Blues”

Un’ode alla motocicletta e all’emozione della strada, tra atmosfere dilatate, spirito blues e il desiderio di lasciarsi tutto alle spalle.

Chiudere gli occhi, ascoltare il rombo del motore e lasciarsi trasportare. Con “Motorcycle Blues”, i The Roowens trasformano la passione per le due ruote in un’esperienza musicale intima e viscerale, un omaggio alla libertà del viaggio e a quelle sensazioni che soltanto la strada sa regalare.

Una strada panoramica e deserta, il tramonto all’orizzonte, il profumo dell’aria che si mescola a quello della benzina: sono queste le immagini evocate dal brano, che racconta un legame profondo con la motocicletta e con l’emozione di viaggiare senza fretta, seguendo soltanto il proprio istinto. Perché chi ama le due ruote conosce bene quella sensazione di assoluta libertà, difficile da descrivere a parole, ma forse capace di trovare nella musica la propria espressione più autentica.

“Motorcycle Blues” si sviluppa come un viaggio sonoro disteso e dilatato, libero da costrizioni e convenzioni, proprio come un percorso in moto in cui a contare non è la destinazione, ma ogni singolo istante vissuto lungo la strada. Il brano invita l’ascoltatore a immergersi nelle sue atmosfere, lasciando spazio alle sensazioni e al piacere di perdersi nel momento.

Con questa traccia, i The Roowens condividono una passione che diventa linguaggio musicale e racconto personale. Basta immaginarsi in sella, mentre il sole scende all’orizzonte e la strada si apre davanti a sé: per qualche minuto, non esiste nient’altro.

Perché a volte la libertà ha il suono di un motore, il ritmo di un blues e tutto il tempo del mondo davanti.

Attivi dal 2022, i The Roowens nascono da una forte affinità con le sonorità punk rock, radice di un’identità musicale che nel tempo si è evoluta, aprendosi a nuove influenze e a un approccio più maturo e ricercato.

La crescita del progetto si riflette anche nel songwriting, che si orienta verso un rock diretto, immediato e accessibile, senza perdere l’energia delle chitarre distorte e l’attitudine rock che contraddistingue la band.

A definire l’immaginario dei The Roowens contribuiscono atmosfere e suggestioni ben precise: il sound californiano, il fascino della strada e la passione per le motociclette. Elementi che si intrecciano nella loro musica, dando forma a un’identità in continua evoluzione, capace di coniugare spontaneità, energia e una rinnovata ricerca sonora.

ASCOLTA “MOTORCYCLE BLUES”!

https://orcd.co/theroowens-motorcycleblues

Facebook: https://www.facebook.com/people/The-Roowens/100095349643190

Instagram: https://www.instagram.com/theroowens

“Benzodiazepine”, il nuovo singolo degli After Midnight 00.01

Un riff blues conturbante apre “Benzodiazepine”, il nuovo singolo degli After Midnight 00.01, e prepara il terreno a una voce che sembra aver perso ogni punto di riferimento. La linea vocale sale fino alla vetta, si sporge nel vuoto e precipita, come un carrello sulle montagne russe che non concede al passeggero il tempo di capire cosa lo aspetta. Le note riproducono così lo stesso sbandamento raccontato dal brano: un continuo cambio di quota per chi non riesce più a distinguere il confine fra immaginazione e sogno.

“Benzodiazepine” racconta il delirio provocato dalla privazione del sonno, quando il dolore impedisce di riposare e la coscienza rimane accesa, incapace però di governare ciò che accade nella mente.

Da settimane rabbia, paura e disperazione si rincorrono senza concedere tregua, fino a presentarsi ogni sera, puntuali alle sette, per riprendersi tutto lo spazio disponibile. Il corpo diventa estraneo, persino le mani sembrano appartenere a qualcun altro, mentre le lacrime non accennano a fermarsi.

In questo circuito, le benzodiazepine promettono una pausa: nove minuti di fila in cui il rumore può finalmente interrompersi, prima che la giostra riparta da capo. Non c’è una vera via d’uscita in quell’intervallo, soltanto il sollievo provvisorio di chi è arrivato al limite e vorrebbe smettere di combattere. Quando anche il riposo diventa irraggiungibile, resta un desiderio essenziale, quasi disarmante nella sua semplicità: essere stretti in un abbraccio, sentire qualcuno vicino, trovare un modo perché tutto questo finisca.

Gli After Midnight 00.01 affidano alla voce il compito di attraversare questo precipizio emotivo, seguendone gli scarti e le accelerazioni. Le montagne russe di “Benzodiazepine” non portano verso un traguardo: girano dentro una notte che sembra non finire mai, alla ricerca di una tregua abbastanza lunga da poter tornare a respirare.

“Benzodiazepine” è contenuta nell’album “After Midnight 00:01”.

Gli After Midnight 00.01 nascono nel 2017 tra Nuoro e Dorgali dall’incontro tra Andrea Ledda e Mario Fancello, musicisti accomunati da una forte passione per il rock legato alla strada, al viaggio e alla dimensione live. Insieme a loro prendono parte al progetto Antonio Senette al basso e Francesco Masuri alla batteria, contribuendo alla costruzione delle prime basi sonore della band.

Dopo un primo periodo dedicato anche alle cover, il gruppo concentra progressivamente il proprio lavoro sulla scrittura di brani originali, sviluppando un’identità costruita attorno a hard rock, blues ed energia dal vivo.

Il nome After Midnight 00.01 nasce dalle prove notturne della band, ma col tempo assume un significato più simbolico: il momento esatto in cui qualcosa si mette in moto e il viaggio comincia.

Nel 2024 esce il primo singolo ufficiale, “Dirty Blues”, che inaugura il percorso discografico della band.

Nello stesso periodo la formazione cambia volto con l’ingresso di Andrea Burattin e Nicola Ceccato, musicisti già attivi nei Panorama Kaiser e nel progetto elettronico Ekreep.

Il 2025 porta diversi singoli e la pubblicazione fisica dell’album “After Midnight 00:01” in una limited edition di 100 copie numerate contenente il brano esclusivo “After Midnight”.

A gennaio 2026 il disco arriva finalmente sulle piattaforme digitali, accompagnato dal singolo “This Song Is a Lie”, dall’edizione in CD e dalla stampa in vinile. La band porta il progetto in tour tra Sardegna e penisola italiana con il “Rock in Progress Tour”, mentre prosegue il lavoro sul nuovo materiale in studio.

Oggi gli After Midnight 00.01 collaborano con Sorry Mom! per management, promozione e sviluppo del progetto.

ASCOLTA “BENZODIAZEPINE”!

https://ffm.to/aftermidnight0001-aftermidnight0001

 

I Latitudine45 tornano con “Fosforo”

 

I Latitudine45 tornano con “Fosforo”, un singolo introspettivo che esplora il peso del tempo, la perdita di identità e la ricerca di autenticità nella vita moderna.

Una traccia profonda, sincera e diretta, che racconta la lotta quotidiana per non smarrire se stessi e continuare a credere nei propri sogni.

Con “Fosforo”, i Latitudine45 danno voce a chi cerca di orientarsi in una quotidianità sempre più frenetica, dominata da convenzioni sociali, relazioni superficiali e connessioni filtrate dagli schermi. Il tempo scorre inesorabile, le maschere da indossare diventano parte della routine e il bisogno di rapporti autentici si scontra con una realtà cittadina che anestetizza, svuota e allontana da ciò che conta davvero.

In questo scenario, il rifugio nel mondo digitale sembra offrire una via di fuga, ma rischia di trasformarsi in un ulteriore elemento di alienazione. I ricordi si fanno sfocati, la memoria vacilla e l’identità personale sembra dissolversi in un avatar, fino a rendere difficile riconoscere chi eravamo e quanto siamo cambiati. È il ritratto di una società fredda e individualista, in cui la ricerca di connessioni profonde si scontra con una crescente sensazione di solitudine.

Eppure, “Fosforo” non si ferma alla disillusione. Sotto il senso di vuoto emerge una scintilla di resistenza, una spinta a reagire e a ritrovare la propria direzione. Il brano si apre così alla speranza e alla volontà di difendere la propria autenticità, senza rinunciare ai sogni e alla possibilità di costruire un futuro diverso.

Con una scrittura intima e diretta, i Latitudine45 trasformano il disorientamento contemporaneo in una riflessione personale e universale, dando voce a quella tensione tra ciò che siamo, ciò che mostriamo e ciò che vorremmo ancora diventare.

“Fosforo” è una traccia da ascoltare e ritrovare nelle proprie giornate, capace di accompagnare l’ascoltatore in un viaggio interiore che, anche nei momenti di maggiore incertezza, lascia spazio alla possibilità di ripartire.

I Latitudine45 (LTD45) nascono dall’incontro quasi casuale tra musicisti durante una festa di compleanno. È l’intuizione di Andreino a dare il via al progetto, riunendo Dj Ego e Bulby attorno a una visione musicale capace di superare i confini dei generi. Prende così forma un sound originale e contaminato, in cui hard rock, reggae, dub e hip hop si fondono in un mix dal forte impatto sonoro e dalla spiccata libertà espressiva.

Dopo una prima fase di ricerca e sperimentazione, la formazione si completa con l’ingresso di Phobia alla voce e Dj Raiz agli scratch, contribuendo a definire ulteriormente l’identità sonora della band.

Nel corso del tempo, il progetto attraversa diversi cambi di formazione. Dj Ego porta avanti anche il proprio percorso solista, continuando a collaborare attivamente con il gruppo attraverso idee e contributi creativi. Alla chitarra solista arriva Marco, che mette a disposizione la propria esperienza e personalità musicale, arricchendo il sound della band con nuove prospettive.

Tra prove, sperimentazioni e la realizzazione di un primo demo, i Latitudine45 iniziano a consolidare la propria identità e a farsi conoscere nella scena musicale.

Un percorso in continua evoluzione, sostenuto da una forte coesione, da un’attitudine live energica e dalla volontà di esplorare nuove possibilità sonore senza perdere la propria essenza.

Oggi i Latitudine45 sono al lavoro su un nuovo disco, previsto per il 2026, con l’obiettivo di spingere ancora più avanti i confini della propria musica e rinnovare un’identità che trova nella contaminazione, nella sperimentazione e nell’energia dal vivo i suoi tratti distintivi.

ASCOLTA “FOSFORO”!

https://benext.lnk.to/fosforo

domenica 18 ottobre 2026

EGO DIVIDED – ecco “The Abyss”

 

Chi ha detto che il death metal debba parlare soltanto di fiamme, sangue e distruzione, senza lasciare spazio a riflessioni filosofiche? Nel secondo album degli Ego Divided, Nietzsche e Schopenhauer diventano riferimenti palesi di un percorso che scava nelle contraddizioni dell’individuo e della società. L’obiettivo di “The Abyss” è squarciare il velo delle illusioni per guardare in faccia l’abisso interiore e collettivo.

Il riferimento è al velo di Maya, il concetto filosofico che descrive l’inganno dei sensi e la difficoltà di accedere alla realtà autentica delle cose. Nella visione di Schopenhauer, il mondo percepito è una rappresentazione e superarne le apparenze richiede vie di liberazione come la pietà, l’ascesi e l’arte, con un ruolo privilegiato per la musica.

Dal risveglio interiore e dalle ossessioni quotidiane di “R.U.S.T.”, “Empty Ego” e “From the Abyss” alle accuse rivolte a finzioni, paranoia e odio in “Reflections”, “Coward’s Mask” e “Fury of Hatred”, il disco allarga progressivamente lo sguardo. “Totally Blind” denuncia la cecità alimentata dai media, “Infernal Blood Sucker” affronta il ripetersi della violenza, mentre “Lake of Blood” mette in relazione la tragedia storica di Geronimo con i conflitti contemporanei. A tenere insieme questi temi è un Melodic Death Metal fatto di riff affilati, ritmiche serrate e aperture melodiche.

“The Abyss” è il secondo album in studio degli Ego Divided, band palermitana che consolida qui la propria identità musicale melodic death metal. Registrato, mixato e masterizzato al Rock Zone Studio di Palermo, il disco raccoglie nove brani dedicati alle zone più contraddittorie della psiche, alle distorsioni della società e alle ferite lasciate dalla storia.

TRACKLIST

R.U.S.T. (REPETITIVE UNCONSCIOUS STERILE THOUGHTS)

L’intro affronta il peso dei pensieri ossessivi e la ricerca di un senso nell’esistenza. Per interrompere il ciclo della sterilità mentale, invita a cambiare prospettiva e a riconoscere il valore di ciò che già ci circonda.

EMPTY EGO

Il brano invita a risvegliare la coscienza e a sottrarsi alle distrazioni del mondo esterno. Guardarsi dentro diventa il primo passo per ritrovare la propria direzione e riattivare l’immaginazione contro il vuoto esistenziale.

REFLECTIONS

La ricerca della ricchezza materiale e l’ossessione per la propria immagine finiscono per oscurare ciò che conta davvero. Il brano richiama il valore della semplicità e di ciò che resiste al tempo, lasciando un segno duraturo.

COWARD’S MASK

Un attacco alle insicurezze che alimentano paranoia e megalomania, nascondendosi dietro il vittimismo e una superiorità di facciata. La maschera protegge dal giudizio altrui, ma coltivare invidia e ostilità immaginarie conduce all’autodistruzione.

INFERNAL BLOOD SUCKER

Una presenza parassitaria attraversa i secoli, nutrendosi di sangue e conoscenza per giustificare i conflitti e deformare la realtà attraverso la menzogna. Di fronte al ripetersi della violenza, il brano esprime il desiderio di spezzare un meccanismo che sembra non conoscere fine.

TOTALLY BLIND

La cecità collettiva di fronte ai problemi sociali viene ricondotta a una comunicazione manipolata, che orienta l’opinione pubblica e scoraggia la partecipazione. Il brano esorta a sottrarsi a questo condizionamento e a sviluppare un pensiero autonomo.

FURY OF HATRED

La psiche diventa teatro di un conflitto fra odio, misantropia, dipendenza e ricerca di solitudine. Rabbia e desiderio di controllo si alimentano a vicenda, fino a sfociare nell’impulso di possedere e distruggere.

LAKE OF BLOOD

Il massacro di Kaskiyeh del 1858 e la vicenda di Geronimo diventano il punto di partenza per un parallelismo con le guerre contemporanee. Tradimenti, espropriazioni e propaganda mostrano come la rappresentazione del nemico continui a giustificare la morte degli innocenti, lasciando aperta una domanda: chi perde davvero quando i massacri si ripetono?

FROM THE ABYSS

Squarciare le proprie illusioni significa precipitare in un territorio interiore fatto di angoscia e domande sull’identità e sul senso dell’esistenza. Una volta caduto il velo, tornare all’inconsapevolezza diventa impossibile: resta il confronto con i propri pensieri e la ricerca di una via d’uscita.

Gli Ego Divided sono una band death metal fondata a Palermo nel 2005 dal chitarrista Massimo Masi. Nel corso degli anni hanno sviluppato un linguaggio che accosta la velocità e l’impatto del death metal alle strutture articolate del progressive. Dal 2012, l’ingresso del cantante e paroliere Mauro Tagliavia ha contribuito a definire la dimensione lirica del progetto.

Dopo il debutto omonimo del 2024 e alcuni cambi di formazione, la band ha lavorato al secondo album, “The Abyss”, anticipato dai singoli “Totally Blind”, “Reflections”, “Fury of Hatred” ed “Empty Ego”. Il disco segna l’ingresso ufficiale del chitarrista Ermanno Siino e del batterista Manfredi Mansueto, già negli State of Neptune.

Le registrazioni documentano anche il passaggio fra diverse fasi della formazione: la maggior parte delle parti di chitarra è stata incisa da Siino al fianco di Masi, mentre due brani vedono la partecipazione dello storico chitarrista Alberto Zimone. Mansueto ha registrato quasi tutte le parti di batteria, con l’eccezione di tre tracce affidate a Phil Spinelli dei Tol Morwen.

La formazione attuale comprende Mauro Tagliavia (voce), Massimo Masi (chitarra), Ermanno Siino (chitarra), Alessio Lopes (basso) e Manfredi Mansueto (batteria).

ASCOLTA “THE ABYSS”!

https://orcd.co/egodivided-theabyss

venerdì 16 ottobre 2026

“In 13 Minuti Scarsi”, il nuovo EP di Marco Catch

 

“In 13 Minuti Scarsi”, il nuovo EP di Marco Catch, raccoglie in quattro tracce un racconto intimo e disincantato fatto di aspettative, piccole disillusioni quotidiane e momenti di consapevolezza. Un lavoro essenziale, costruito intorno a sonorità acustiche e a una scrittura diretta e introspettiva, che mette al centro la distanza tra ciò che immaginiamo e ciò che realmente accade. Sullo sfondo, il bisogno di fermarsi, fare i conti con la realtà e provare a ritrovare la propria direzione.

TRACKLIST

Vortice

Un susseguirsi di sensazioni e domande aperte che raccontano il caos della mente e una condizione di profonda inquietudine. Al centro del brano c’è il bisogno di fermarsi, prendere fiato e provare a ritrovare il proprio equilibrio.

Ci Spero Sempre

Una riflessione sulle aspettative, sugli ideali e sulla distanza che spesso li separa dalla realtà quotidiana. Tra ironia e disillusione, il brano racconta la difficoltà, ma anche la necessità, di continuare a credere in qualcosa nonostante tutto.

Per Le Strade

Un ritorno ideale all’infanzia e alla semplicità dei cortili, messi a confronto con un presente più complesso e disilluso. Il brano diventa così un invito a recuperare quella leggerezza e a vivere gli istanti prima che la realtà finisca per imporre le proprie regole.

Il Gitano

Il ritratto di un viandante solitario che attraversa luoghi e distanze alla ricerca di risposte e di qualcosa capace di riaccendere le sue passioni. Una figura in continuo movimento, sospesa tra il timore di lasciarsi alle spalle le proprie ferite e il bisogno di rimettersi in cammino.

Marco Catch è un cantante e compositore attivo sulla scena musicale dai primi anni Duemila. Dal 2010 al 2015 è la voce della rock band Borderline, con cui si aggiudica diversi contest del circuito underground, tra cui Rock Targato Italia, Band of the Year e Zombie Rock, arrivando a esibirsi su palchi come l’Alcatraz di Milano e il Forum di Assago.

Nel 2023 intraprende il proprio percorso solista, orientandosi verso un cantautorato sperimentale nel quale confluiscono la sua esperienza rock e una ricerca musicale più personale. Dal 2024 è inoltre la voce degli Oslavia, formazione alternative rock con cui pubblica nuova musica e porta avanti un’intensa attività live.

ASCOLTA “IN 13 MINUTI SCARSI”!

https://album.link/in-13-minuti-scarsi

Luca & The Tautologists tornano con una nuova versione di “Julie Hit Her Head”

 

Luca & The Tautologists tornano con una nuova versione di “Julie Hit Her Head”, brano originariamente pubblicato all’inizio del 2025 e ora riproposto in una veste completamente rinnovata. Un reboot che, attraverso un nuovo mix e parti vocali interamente rivisitate, restituisce ulteriore profondità a una composizione in cui rock, alt-country e psichedelia si intrecciano con suggestioni rétro e atmosfere cinematografiche.

Il progetto, guidato dall’instancabile Luca Crippa e sostenuto dalla sezione ritmica dei Tautologists, composta da Paolo Roscio e Deneb Bucella, prosegue il proprio percorso musicale tra sperimentazione e richiami alla tradizione cantautorale del Greenwich Village. In “Julie Hit Her Head” convivono influenze progressive, jazz e funk, arricchite dagli interventi della chitarra lap steel, che contribuiscono a definire il carattere evocativo e imprevedibile del brano.

A rendere ancora più particolare la composizione è la storia che ne ha ispirato il testo: una fotografia vintage scattata durante le riprese del film cult “Il mostro della laguna nera” (1954), diretto da Jack Arnold.

L’immagine, reinterpretata anche nel disegno di copertina realizzato da Stefano Bonora, immortala un curioso momento fuori dal set: l’attrice Julie Adams, ferita alla testa durante le riprese di una scena, è inginocchiata mentre viene assistita da un’infermiera, dagli altri attori e dal regista. Accanto a lei compare persino un preoccupatissimo uomo-pesce, involontario responsabile dell’incidente dopo averle fatto urtare la fronte contro una stalattite durante la sequenza del rapimento e della fuga nella caverna.

Da questo episodio apparentemente marginale prende forma una riflessione più ampia sul fascino, sulla vulnerabilità e sulla capacità di un istante imprevisto di trasformarsi in qualcosa di eterno. Julie, immortalata in un momento di fragilità, diventa il simbolo di una bellezza destinata a sopravvivere al tempo, forse senza esserne pienamente consapevole.

La fotografia di Julie Adams ha rappresentato, infatti, anche il punto di partenza creativo per “Poetry In The Mean-Time”, album di Luca & The Tautologists che ruota attorno alla possibilità di riconoscere la poesia nei momenti apparentemente secondari della vita.

Il disco si prepara ora a tornare in una nuova versione, con mix aggiornati e nuove tracce vocali, a due anni dalla prima pubblicazione indipendente. Un lavoro che aveva già raccolto apprezzamenti dalla critica musicale e trovato una propria dimensione sul palco, attraverso numerose esibizioni dal vivo.

Con “Julie Hit Her Head”, Luca & The Tautologists anticipano così questa nuova fase del progetto, confermando una scrittura capace di trasformare immagini, suggestioni e piccoli incidenti della storia del cinema in racconti musicali originali, sospesi tra passato e presente.

Luca Andrea Crippa porta avanti il proprio percorso artistico come cantautore con il progetto Luca & The Tautologists, dando vita a una proposta musicale che intreccia la tradizione del songwriting del Greenwich Village con sonorità elettriche e psichedeliche.

Dopo oltre quarant’anni di attività nel mondo della musica, prevalentemente dal vivo, e diverse collaborazioni discografiche in veste di produttore e chitarrista, Crippa ha intrapreso con decisione una nuova fase creativa, caratterizzata da un’intensa produzione di brani e pubblicazioni discografiche che ne confermano la continua evoluzione artistica.

ASCOLTA "JULIE HIT HER HEAD”!

https://push.fm/fl/kvoe4wzi

giovedì 15 ottobre 2026

“Stanze d’hotel” è il nuovo singolo di Alan Michael

 

“Stanze d’hotel” è il nuovo singolo di Alan Michael, un brano che parte dalla fine di un amore per allargare lo sguardo a qualcosa di più universale: la continua ricerca di ciò che ci manca e la difficoltà di riconoscere quello che, invece, abbiamo già davanti.

Le stanze del titolo sono prima di tutto le persone. Stanze diverse, vicine o lontane, abitate da storie, ricordi e sentimenti che non sempre riescono a incontrarsi. Gli hotel diventano così la metafora di un mondo fatto di migliaia di luoghi e altrettante anime vaganti, alla ricerca di qualcosa che spesso non sanno nemmeno definire.

All’interno di questo immaginario prende forma anche la storia raccontata dalla canzone: un amore arrivato a un punto di distanza, ma non completamente dissolto. Due persone diventate quasi irraggiungibili, separate dalle incomprensioni e da tutto ciò che è rimasto in sospeso.

Tra baci fuggenti, nostalgie estive, notti insonni e sogni diventati “polvere al vento”, Alan Michael racconta il bisogno di trovare chiarezza e di dare un significato a ciò che è stato. Rimane soprattutto la ricerca di quell’unico momento capace di assumere il peso di “un per sempre”, anche quando tutto sembra ormai appartenere al passato.

Ma “Stanze d’hotel” porta con sé anche una riflessione più ampia. Passiamo molto tempo a cercare ciò che non c’è, immaginando che possa trovarsi chissà dove, in un altro luogo, in un’altra persona, metaforicamente in un’altra stanza d’hotel. Eppure, alla fine, ciò che riesce davvero a rimettere ordine nelle cose è spesso molto più vicino e molto più semplice: un incontro, una parola detta finalmente nel modo giusto, la capacità di ascoltarsi e di riconoscersi.

Alla dimensione intima del testo si contrappone una produzione energica firmata da Simonoize. “Stanze d’hotel” si muove tra italo-pop contemporaneo, suggestioni retrowave e richiami agli anni ’80, trasformando la malinconia in un brano dinamico e immediato.

Synth ampi e sognanti introducono il pezzo, prima dell’ingresso di un basso elettrico dal carattere funk e di una batteria serrata che ne definiscono il movimento. Nel ritornello gli arpeggiatori si intrecciano alle chitarre ritmiche, mentre doppie voci e riverberi ampliano una linea melodica costruita per arrivare in maniera diretta.

È proprio nel contrasto tra testo e musica che “Stanze d’hotel” trova la propria identità: mentre le parole raccontano distanza, ricerca e ricordi difficili da lasciare andare, la produzione risponde con una spinta vitale e un ritmo che porta nella direzione opposta.

Nel finale la ritmica si interrompe e lascia spazio a un momento più intimo, quasi parlato, riportando la canzone alla dimensione confessionale da cui era partita.

“Stanze d’hotel” diventa così il racconto di una ricerca che riguarda tutti: continuiamo ad attraversare stanze, persone e possibilità cercando qualcosa che sembra sempre trovarsi altrove, per scoprire che, molto spesso, sono le cose più semplici quelle di cui avevamo realmente bisogno.

Alan Michael, nato a Torino, sviluppa il proprio percorso artistico fin da giovanissimo, alternando musica, televisione, cinema e teatro. Negli anni prende parte a produzioni cinematografiche, programmi Rai e campagne pubblicitarie internazionali, costruendo un’esperienza trasversale nel mondo dello spettacolo. Autore dei propri testi e delle proprie canzoni, inizia a pubblicare musica a partire dal 2006, periodo in cui partecipa anche al reality “Vite Spiate”. Successivamente ottiene la vittoria al concorso “Voci Nuove” con il singolo “Istruzioni”. Nel 2024 inaugura una nuova fase artistica con l’uscita di “Uragani”, avviando un percorso che lo porta a pubblicare nuova musica con continuità. I risultati ottenuti sulle piattaforme digitali, con oltre 100.000 ascolti su Spotify in pochi mesi e milioni di visualizzazioni legate alle campagne promozionali, consolidano la crescita del progetto.

Dal 2026 collabora con Sorry Mom!, realtà che accompagna lo sviluppo del nuovo capitolo discografico inaugurato dal singolo “Caffè”. “Bilboa” e l’ultimo “Stanze d’hotel” proseguono questo percorso, confermando la volontà di Alan Michael di raccontare emozioni quotidiane attraverso una scrittura diretta e immediata.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=LQhzOiNqBxY&list=RDLQhzOiNqBxY

mercoledì 14 ottobre 2026

Galex999 – esce “Sex and Videogames”

 

Con “Sex and Videogames”, Galex999 esplora le contraddizioni delle relazioni sentimentali nell’era digitale, raccontando il tentativo di sfuggire a un amore doloroso attraverso il mondo virtuale. Un brano che unisce sonorità dance elettroniche e contemporary R&B, costruendo un contrasto tra una dimensione musicale coinvolgente e un testo attraversato da inquietudine e dipendenza emotiva.

Ispirato alle atmosfere di artisti come Bruno Mars, The Weeknd e Robin Thicke, il singolo si sviluppa a partire dalle note di un piano elettrico, sulle quali si innestano una ritmica dalle influenze new wave, un basso profondo, chitarre funk e leggere sfumature synth-pop anni Ottanta. Il risultato è un sound dinamico e immediato, che mantiene una componente introspettiva senza rinunciare alla propria vocazione dance. L’utilizzo dell’Auto-Tune, particolarmente evidente nel ritornello e nel bridge, contribuisce a definire l’identità sonora del pezzo attraverso effetti vocali, riverberi e distorsioni.

Dietro un titolo apparentemente provocatorio, “Sex and Videogames” affronta il tema della difficoltà di lasciarsi alle spalle una relazione sentimentale. In un presente dominato da social network, amicizie virtuali e videogiochi, il protagonista cerca rifugio nella dimensione digitale per distrarsi da un legame che continua a farlo soffrire. Ma quello che dovrebbe rappresentare una via di fuga finisce per trasformarsi in un ulteriore terreno di confronto con i propri sentimenti.

Il confine tra realtà e finzione diventa sempre più sottile: il videogioco si sovrappone metaforicamente alle dinamiche della relazione, mentre il ricordo della persona amata assume i contorni di una dipendenza dalla quale è difficile liberarsi. Il continuo ritorno agli stessi pensieri trova la sua espressione più evidente nel bridge, dove la ripetizione ossessiva del verso “I don’t wanna play these videogames” restituisce tutta la frustrazione di chi vorrebbe interrompere un circolo emotivo senza riuscirci.

Con “Sex and Videogames”, Galex999 utilizza il linguaggio della musica dance e dell’R&B contemporaneo per raccontare una forma di solitudine profondamente attuale, in cui le distrazioni offerte dal mondo digitale non riescono a cancellare il peso delle relazioni reali.

Galex999 è un producer musicale che si muove tra sonorità dance, pop e contemporary R&B, traendo ispirazione da artisti come Bruno Mars, The Weeknd e Robin Thicke. Più che un musicista, ama definirsi un “incasinatore di suoni”, un’espressione che riflette il suo approccio creativo e la voglia di sperimentare attraverso generi e influenze differenti.

Galex999 preferisce non svelare troppo di sé, scegliendo di lasciare che sia la musica a raccontare la sua identità artistica. “Sex and Videogames”, realizzato in collaborazione con Sorry Mom!, segna il suo debutto discografico e rappresenta il primo passo di un percorso ancora tutto da scoprire.

ASCOLTA "SEX AND VIDEOGAMES”!

https://linktr.ee/Galex.999

I Poveragiulia presentano “Golia”

 

I Poveragiulia presentano “Golia”, un brano che esplora le contraddizioni di una personalità apparentemente forte, ma segnata da una profonda fragilità interiore.

Una riflessione sui meccanismi dell’autodistruzione e sulla difficoltà di accettare l’aiuto degli altri, anche quando se ne avverte il bisogno.

Il protagonista della canzone vive intrappolato in un circolo vizioso dal quale non riesce a liberarsi. Dietro un’immagine di forza e sicurezza si nasconde una persona vulnerabile, incapace di interrompere quei comportamenti che continuano ad alimentare il proprio malessere. Ogni mano tesa, anziché rappresentare una possibilità di cambiamento, finisce per trasformarsi in un’ulteriore occasione per sabotare sé stesso, rendendo sempre più difficile trovare una via d’uscita.

Sul piano musicale, “Golia” rappresenta uno degli episodi più vicini al rock progressive nel repertorio dei Poveragiulia. Continui cambi di ritmo, variazioni e passaggi imprevedibili danno vita a una struttura volutamente articolata, che riflette il disordine emotivo e mentale del protagonista. La musica segue così le sue contraddizioni, alternando tensioni e cambi di direzione che restituiscono la complessità del suo mondo interiore.

In “Golia”, musica e testo raccontano la stessa inquietudine: quella di chi vorrebbe uscire da una situazione che lo fa stare male, ma continua, spesso inconsapevolmente, a ostacolare ogni possibilità di cambiamento.

I Poveragiulia sono una band nata a Santo Stefano Magra, in provincia della Spezia, dall’incontro tra Luca (batteria), Niccolò (chitarra) e Davide (ex bassista), ai quali si unisce successivamente Giulia alla voce.

Il gruppo propone un sound diretto e stratificato, che mescola influenze progressive rock, grunge, pop e cantautorato, alternando sonorità distorte ad atmosfere più melodiche e introspettive. Un ruolo centrale è affidato alla voce di Giulia, il cui timbro, capace di passare dalla delicatezza alla potenza, crea un contrasto con la componente più ruvida e intensa degli arrangiamenti.

Nel primo anno di attività, i Poveragiulia si dedicano alla scrittura e alla produzione di brani originali, sperimentando diverse soluzioni sonore e valorizzando le influenze musicali dei singoli componenti.

Oggi il progetto mantiene come nucleo artistico e creativo originale Luca, Giulia e Niccolò, attorno ai quali continua a svilupparsi l’identità musicale della band.

ASCOLTA “GOLIA”!

https://orcd.co/poveragiulia-golia

lunedì 12 ottobre 2026

“I AM ALL”, il singolo dei The NUV

 

FUORI IL VIDEO DEL BRANO CHE DIFENDE IL PENSIERO INDIPENDENTE E LA LIBERTÀ DI NON FARE UN PASSO INDIETRO

È online il videoclip di “I AM ALL”, il singolo dei The NUV realizzato con la partecipazione di Carol delle Go Go Ponies e secondo estratto dal quarto album della band, previsto per l’inverno 2026.

Pubblicato nei mesi scorsi, “I AM ALL” nasce dalla volontà di liberarsi dal peso degli errori, recuperare la memoria e il senso dell’amicizia e tornare a cercare semplicità e verità.

Un brano che guarda al passato per parlare del presente e che trova nella figura di Giordano Bruno il simbolo di un pensiero autonomo e indipendente, considerato pericoloso proprio perché difficile da controllare. Il riferimento diventa così una dichiarazione d’intenti: non fare un passo indietro davanti alla necessità di pensare, ricordare e scegliere liberamente.

A sostenere il messaggio c’è un sound essenziale e diretto. Chitarra, basso e batteria costruiscono un ritmo serrato sul quale si inserisce la voce ruvida e pungente di Carol delle Go Go Ponies. Energia e melodia convivono in un pezzo immediato e impulsivo, pensato per essere vissuto prima ancora che analizzato: da ballare, pogare o ascoltare con una birra in mano.

Non a caso proprio una birra aveva accompagnato l’uscita del singolo. In collaborazione con il birrificio brianzolo Menaresta, i The NUV hanno realizzato una IPA in edizione limitata dedicata a “I AM ALL”, con una grafica personalizzata e un QR code attraverso il quale ascoltare il brano.

Il nuovo videoclip aggiunge ora un ulteriore tassello al percorso di “I AM ALL”, riportando al centro l’energia e l’attitudine che caratterizzano il pezzo e accompagnando i The NUV verso l’uscita del loro quarto lavoro in studio.

THE NUV è una band alternative rock caratterizzata da un suono deciso e potente, nata alle porte della Brianza nel 2003. Formata da Demis Maloy Tripodi (voce e chitarra), Andrea Caristo (batteria) e Dante Brin (basso), ha realizzato vari EP e due LP (“Top Model Super Fashion” – 2010; “The Nuv Sucks [No, Really!]” – 2014) ai quali sono seguiti numerosi concerti in Italia e all’estero (Belgio, Germania, Austria, USA, Liechtenstein).

Dopo alcuni anni di inattività, i tre tornano con il terzo album “Belgian Hop[e]”pubblicato il 23 ottobre 2021 in collaborazione con Moquette Records (ITA) e Mottow Soundz (BEL). Questo lavoro ha segnato per il trio una forte evoluzione, sia per il sound che per la maturità compositiva, e ha rafforzato il legame con la scena europea.

Ad aprile 2026 hanno pubblicato il singolo “Atomic” che anticipa l’uscita del nuovo album previsto per la fine dell’anno. Si tratta del quarto capitolo in studio interamente autoprodotto dalla band e vedrà la collaborazione con I Dischi del Minollo (ITA), Waddafuzz Recors (ITA), Araki Records (FRA) e l’agenzia Sorry Mom!, seguito a giugno da “I AM ALL”.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=YUG-6tybAbQ

MARDI GRAS – Vent’anni di “Drops Made”

 

Ci sono dischi che continuano a raccontare qualcosa anche quando sono passati vent’anni dalla loro uscita. Per i Mardi Gras, sabato 24 ottobre 2026 sarà l’occasione per ritrovare “Drops Made”, l’album d’esordio che nel 2006 ha dato forma al percorso della band romana, portandone le canzoni nelle radio americane ed europee. L’appuntamento è al Largo Venue, dove il gruppo celebrerà questo anniversario dopo il concerto sold out all’Auditorium Parco della Musica di Roma e gli spettacoli teatrali del 2025.

Pubblicato da Goodfellas, “Drops Made” ha segnato l’inizio di una storia musicale con lo sguardo rivolto oltre confine. Lo dimostra anche “The Wait”, brano contro la pena di morte che Neil Young ha incluso nelle “Songs of the Times”, la raccolta ospitata sul suo sito ufficiale dedicata a canzoni di protesta e di pace. Un riconoscimento che restituisce il peso di una scrittura attenta alle questioni umane e sociali, oltre le coordinate geografiche della band.

Da quel primo capitolo a oggi, i Mardi Gras hanno ampliato la propria tavolozza sonora, passando dalla dimensione acustica a quella di una rock band capace di intrecciare pop, rock, soul, suggestioni country irlandesi e grunge. Un’identità che ha trovato spazio anche fuori dall’Italia, dagli studi di Abbey Road al palco dello Sziget di Budapest, passando per i tour in Irlanda e i club italiani, fino al Circo Massimo.

Il capitolo più recente è “Sandcastle”, quarto album pubblicato da Underground Symphony: un racconto musicale in otto episodi, nato da una storia originale ambientata nella Jersey City degli anni Ottanta e sviluppata anche in forma di graphic musical. Il disco ha conquistato i lettori di Onda Rock, mentre il video di “Don’t Touch the Sinner”, diretto da Manuela Kali, ha vinto il Premio Roma Videoclip 2026 e il Premio miglior video all Aprilia Film Festival.

Il concerto del 24 ottobre al Largo Venue riporta così al centro oltre

a “Drops Made”, il disco da cui tutto ha preso avvio, tutto il viaggio musicale della band indipendente romana.

Vent’anni dopo, quelle canzoni tornano a occupare il palco con il bagaglio di una band che nel frattempo ha attraversato luoghi, storie e forme musicali diverse, senza smarrire la propria inclinazione a cercare nelle canzoni uno spazio in cui le vicende personali incontrano quelle collettive.

Per acquistare i biglietti: https://link.dice.fm/MlHziTYJS6b

ASCOLTA “DROPS MADE”!

Spotify: https://short-url.cc/1A13J

venerdì 9 ottobre 2026

I Varego pubblicano il nuovo singolo “Sierra Nevada”

 

I Varego pubblicano il nuovo singolo “Sierra Nevada”, una rock ballad oscura e rarefatta, ravvivata da sorprendenti ritmiche tribali. Le chitarre e le atmosfere più malinconiche si aprono a passaggi ritmici dal carattere quasi rituale, seguendo il movimento di un testo che passa dalla durezza del presente alle immagini di una vita passata piena di colori. Un sound che richiama quella stagione dell’alternative rock americano filtrata dalle band italiane, con echi che ricordano i Timoria.

Al centro del brano c’è un personaggio immaginario: un senzatetto chiamato Sierra Nevada per le storie che racconta a chi si ferma ad ascoltarlo. Budapest, Berlino, Granada, Pechino, Madrid: luoghi e ricordi compongono una biografia forse vera, forse inventata, che prende forma davanti a uno sconosciuto disposto a sedersi accanto a lui, tracciando così una geografia della memoria, fatta di fughe, incontri e possibilità. Mentre oggi Sierra ammette che “Dormire è una parola che non conosco più”, il passato emerge con una lucidità diversa: “E penso a quante volte io ho ballato senza peso / Bevuto cieli senza accorgermi che l’alba già svaniva”.

Dietro questo brano affiorano anche frammenti autobiografici e una domanda silenziosa: quanto basta poco per ritrovarsi dall’altra parte della propria vita?

Il lyric video porta questa storia nelle strade, mostrando il lato più duro dell’esistenza ai margini e invitando chi guarda a sostituire il giudizio con uno sguardo più umano.

Un tema già presente nel precedente disco dei Varego, qui ripreso da un’altra angolazione: quella di una vita parallela, diversa da quella che abbiamo vissuto, eppure possibile.

I Varego si formano ad Arenzano nel 2009 e arrivano alla formazione attuale a tre elementi nel 2020, con Davide Marcenaro alla voce e al basso, Alberto Pozzo alla chitarra e Simon Lepore alla batteria.

La loro discografia prende forma nel 2012 con “Tumultum”, seguito dall’EP “Blindness of the Sun” (2013), da “Epoch” (2016) e “I, Prophetic” (2019), pubblicati da Argonauta Records.

Nel corso degli anni il gruppo sviluppa una matrice che attraversa grunge, stoner rock, post-metal e progressive rock, con una scrittura sempre più orientata alla ricerca sonora.

Nel 2021 questa evoluzione confluisce nell’album omonimo “Varego”, registrato al Greenfog Studio con Mattia Cominotto.

Il disco affronta il disagio contemporaneo attraverso brani come “Tunnel”, “Limbo”, “Needles” e “Raptus (Un passo e muori)”, quest’ultimo cantato in italiano.

“Raptus” segna anche l’inizio di un nuovo percorso legato all’uso della lingua madre.

Nel settembre 2023 i Varego tornano al Greenfog Studio per registrare “Denti di Cane”, pubblicato l’8 febbraio 2024.

L’album è interamente cantato in italiano e prosegue la riflessione sulle inquietudini del presente attraverso brani come “Peste Bianca”, “Macchie”, “Giardini di Plastica” e “Denti di Cane”.
La nuova produzione porta avanti le coordinate sonore della band, inserendo nella scrittura temi legati al disagio, alla riflessione personale e all’osservazione della realtà contemporanea.

Con “Denti di Cane” i Varego consolidano il passaggio alla lingua italiana, mantenendo il percorso intrapreso nei cinque album pubblicati dal 2012 al 2024.

ASCOLTA “SIERRA NEVADA”!

https://orcd.co/varego-sierranevada

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *