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martedì 26 maggio 2026

Jey, dalla lirica al rap passando per rock e reggaeton: esce il primo disco “Dies Irae”

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Jey, dalla lirica al rap passando per rock e reggaeton: esce il primo disco “Dies Irae”

Dies Irae è il primo EP di Jey, disponibile da venerdì 22 maggio su tutte le piattaforme digitali, pubblicato da Redgoldgreen Label.
Anticipato dal singolo Echi d’ombra, dove sulla produzione drill di da Dr. Testo, aveva in qualche modo cristallizzato il suo dualismo artistico tra rap e canto lirico, arriva ora il disco di debutto.
Il progetto di Jey nasce dal bisogno di raccontare l’essere umano nella sua tensione costante tra luce e oscurità. Non il buio come semplice estetica, ma come esperienza emotiva e collettiva: dolore, perdita, senso di inadeguatezza, il peso di una società che impone la forza come unica forma di legittimità. Allo stesso tempo, il progetto cerca uno spazio di leggerezza autentica, intesa non come fuga, ma come fase necessaria del processo di guarigione e rinascita. La musica attraversa la fragilità senza vergogna, unendo introspezione e sensualità, vulnerabilità e potenza espressiva. Essere donna, in questo progetto, significa rivendicare la complessità: essere luminosa senza superficialità, leggera senza rinunciare alla profondità. Il linguaggio di Jey è ibrido, moderno ed emotivo: un equilibrio instabile con l’essere umano sempre al centro della narrazione.
Il Dies irae (latino per "Giorno dell'ira") è una celebre sequenza medievale, attribuita a Tommaso da Celano, che descrive il Giudizio Universale. Significa il giorno in cui, secondo la fede cristiana, Dio giudicherà le anime, separando i salvati dai condannati al fuoco eterno. È noto per il suo tono solenne e cupo, ampiamente usato nella musica funebre.
Il progetto fonde lirica, rap, rock, pop urbano, trap e contaminazioni dancehall/reggaeton, creando una nuova identità definita dall’artista come lyrical rap. Le influenze spaziano dal canto operistico e colto allo stile Hip-Hop italiano, dal rock emotivo al cantautorato urbano contemporaneo. La voce diventa così quell’indispensabile filo narrativo che attraversa tutte le tracce.
Jey è il nome d’arte del soprano Jennifer Turri, artista faentina classe 1998. Dopo la formazione al Conservatorio Rossini di Pesaro (PU), dove si laurea in Canto Lirico con lode, si specializza all’Accademia Lirica di Osimo (AN). Canta nei cori del Rossini Opera Festival, del Teatro della Fortuna di Fano, del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, e nel Coro Cherubini, diretto dal Maestro Riccardo Muti. Approfondisce la tecnica con masterclass di rilievo, tra cui quella con il tenore José Carreras, e nel 2021 riceve il prestigioso Premio Maria Callas all’Arena di Verona, per il talento vocale dimostrato nel panorama lirico italiano.
Se il canto lirico costituisce il suo percorso professionale e accademico, da sempre ha nutrito una parallela passione per la musica rap e per tutte le sonorità urban e black.
 
Dies Irae è un viaggio emotivo che attraversa oscurità, rabbia, dolore, catarsi e liberazione. Gli arrangiamenti alternano momenti essenziali e sospesi a esplosioni rock e rap, con la voce lirica come elemento centrale e simbolico: un ponte tra vulnerabilità e potenza. Le produzioni mescolano atmosfere cinematiche, underground e viscerali, mantenendo una forte identità emotiva e narrativa. Le produzioni vedono la collaborazione con Rick Freak, VirtuS, Dr. Testo, Ed Mars e Simon Bayle. Ogni producer contribuisce con una sensibilità diversa, dando all’EP sfumature che spaziano tra urban oscuro, impatto emotivo, energia contemporanea e ricerca sonora.
L’approccio produttivo resta cinematografico e narrativo: ogni brano è concepito come un capitolo di un racconto, con sound design e dinamiche pensate per accompagnare l’evoluzione emotiva del concept.
Si passa così da “Echi d’ombra” e “Fili di lacrime” che rappresentano il più caratteristico crossover tra il mondo classico e quello rap, a “Basta Amore” che si sposta verso un verso pop rock diretto e liberatorio. Se “Metropoli” mescola rap, soul e lirica, la ritmata “Diavolo” mette a fuoco una combo di rap e R&B. Chiude l’EP “Kick ‘n’ Shine”, un brano reggaeton che fa leva su un potente ritornello pop rap.
Dies Irae è un viaggio sonoro e spirituale attraverso le molte forme dell’animo umano. Ogni brano racchiude un frammento di identità e un passo verso la ricostruzione: dalla presa di coscienza alla discesa nell’ombra, dal dolore alla rabbia, fino all’accettazione e alla liberazione. La lirica, il rap e il rock convivono in un’unica narrazione, dove la voce diventa simbolo di fragilità e potenza, e il corpo diventa spazio di rinascita.
                         

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