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giovedì 15 ottobre 2026

“Stanze d’hotel” è il nuovo singolo di Alan Michael

 

“Stanze d’hotel” è il nuovo singolo di Alan Michael, un brano che parte dalla fine di un amore per allargare lo sguardo a qualcosa di più universale: la continua ricerca di ciò che ci manca e la difficoltà di riconoscere quello che, invece, abbiamo già davanti.

Le stanze del titolo sono prima di tutto le persone. Stanze diverse, vicine o lontane, abitate da storie, ricordi e sentimenti che non sempre riescono a incontrarsi. Gli hotel diventano così la metafora di un mondo fatto di migliaia di luoghi e altrettante anime vaganti, alla ricerca di qualcosa che spesso non sanno nemmeno definire.

All’interno di questo immaginario prende forma anche la storia raccontata dalla canzone: un amore arrivato a un punto di distanza, ma non completamente dissolto. Due persone diventate quasi irraggiungibili, separate dalle incomprensioni e da tutto ciò che è rimasto in sospeso.

Tra baci fuggenti, nostalgie estive, notti insonni e sogni diventati “polvere al vento”, Alan Michael racconta il bisogno di trovare chiarezza e di dare un significato a ciò che è stato. Rimane soprattutto la ricerca di quell’unico momento capace di assumere il peso di “un per sempre”, anche quando tutto sembra ormai appartenere al passato.

Ma “Stanze d’hotel” porta con sé anche una riflessione più ampia. Passiamo molto tempo a cercare ciò che non c’è, immaginando che possa trovarsi chissà dove, in un altro luogo, in un’altra persona, metaforicamente in un’altra stanza d’hotel. Eppure, alla fine, ciò che riesce davvero a rimettere ordine nelle cose è spesso molto più vicino e molto più semplice: un incontro, una parola detta finalmente nel modo giusto, la capacità di ascoltarsi e di riconoscersi.

Alla dimensione intima del testo si contrappone una produzione energica firmata da Simonoize. “Stanze d’hotel” si muove tra italo-pop contemporaneo, suggestioni retrowave e richiami agli anni ’80, trasformando la malinconia in un brano dinamico e immediato.

Synth ampi e sognanti introducono il pezzo, prima dell’ingresso di un basso elettrico dal carattere funk e di una batteria serrata che ne definiscono il movimento. Nel ritornello gli arpeggiatori si intrecciano alle chitarre ritmiche, mentre doppie voci e riverberi ampliano una linea melodica costruita per arrivare in maniera diretta.

È proprio nel contrasto tra testo e musica che “Stanze d’hotel” trova la propria identità: mentre le parole raccontano distanza, ricerca e ricordi difficili da lasciare andare, la produzione risponde con una spinta vitale e un ritmo che porta nella direzione opposta.

Nel finale la ritmica si interrompe e lascia spazio a un momento più intimo, quasi parlato, riportando la canzone alla dimensione confessionale da cui era partita.

“Stanze d’hotel” diventa così il racconto di una ricerca che riguarda tutti: continuiamo ad attraversare stanze, persone e possibilità cercando qualcosa che sembra sempre trovarsi altrove, per scoprire che, molto spesso, sono le cose più semplici quelle di cui avevamo realmente bisogno.

Alan Michael, nato a Torino, sviluppa il proprio percorso artistico fin da giovanissimo, alternando musica, televisione, cinema e teatro. Negli anni prende parte a produzioni cinematografiche, programmi Rai e campagne pubblicitarie internazionali, costruendo un’esperienza trasversale nel mondo dello spettacolo. Autore dei propri testi e delle proprie canzoni, inizia a pubblicare musica a partire dal 2006, periodo in cui partecipa anche al reality “Vite Spiate”. Successivamente ottiene la vittoria al concorso “Voci Nuove” con il singolo “Istruzioni”. Nel 2024 inaugura una nuova fase artistica con l’uscita di “Uragani”, avviando un percorso che lo porta a pubblicare nuova musica con continuità. I risultati ottenuti sulle piattaforme digitali, con oltre 100.000 ascolti su Spotify in pochi mesi e milioni di visualizzazioni legate alle campagne promozionali, consolidano la crescita del progetto.

Dal 2026 collabora con Sorry Mom!, realtà che accompagna lo sviluppo del nuovo capitolo discografico inaugurato dal singolo “Caffè”. “Bilboa” e l’ultimo “Stanze d’hotel” proseguono questo percorso, confermando la volontà di Alan Michael di raccontare emozioni quotidiane attraverso una scrittura diretta e immediata.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=LQhzOiNqBxY&list=RDLQhzOiNqBxY

mercoledì 14 ottobre 2026

Galex999 – esce “Sex and Videogames”

 

Con “Sex and Videogames”, Galex999 esplora le contraddizioni delle relazioni sentimentali nell’era digitale, raccontando il tentativo di sfuggire a un amore doloroso attraverso il mondo virtuale. Un brano che unisce sonorità dance elettroniche e contemporary R&B, costruendo un contrasto tra una dimensione musicale coinvolgente e un testo attraversato da inquietudine e dipendenza emotiva.

Ispirato alle atmosfere di artisti come Bruno Mars, The Weeknd e Robin Thicke, il singolo si sviluppa a partire dalle note di un piano elettrico, sulle quali si innestano una ritmica dalle influenze new wave, un basso profondo, chitarre funk e leggere sfumature synth-pop anni Ottanta. Il risultato è un sound dinamico e immediato, che mantiene una componente introspettiva senza rinunciare alla propria vocazione dance. L’utilizzo dell’Auto-Tune, particolarmente evidente nel ritornello e nel bridge, contribuisce a definire l’identità sonora del pezzo attraverso effetti vocali, riverberi e distorsioni.

Dietro un titolo apparentemente provocatorio, “Sex and Videogames” affronta il tema della difficoltà di lasciarsi alle spalle una relazione sentimentale. In un presente dominato da social network, amicizie virtuali e videogiochi, il protagonista cerca rifugio nella dimensione digitale per distrarsi da un legame che continua a farlo soffrire. Ma quello che dovrebbe rappresentare una via di fuga finisce per trasformarsi in un ulteriore terreno di confronto con i propri sentimenti.

Il confine tra realtà e finzione diventa sempre più sottile: il videogioco si sovrappone metaforicamente alle dinamiche della relazione, mentre il ricordo della persona amata assume i contorni di una dipendenza dalla quale è difficile liberarsi. Il continuo ritorno agli stessi pensieri trova la sua espressione più evidente nel bridge, dove la ripetizione ossessiva del verso “I don’t wanna play these videogames” restituisce tutta la frustrazione di chi vorrebbe interrompere un circolo emotivo senza riuscirci.

Con “Sex and Videogames”, Galex999 utilizza il linguaggio della musica dance e dell’R&B contemporaneo per raccontare una forma di solitudine profondamente attuale, in cui le distrazioni offerte dal mondo digitale non riescono a cancellare il peso delle relazioni reali.

Galex999 è un producer musicale che si muove tra sonorità dance, pop e contemporary R&B, traendo ispirazione da artisti come Bruno Mars, The Weeknd e Robin Thicke. Più che un musicista, ama definirsi un “incasinatore di suoni”, un’espressione che riflette il suo approccio creativo e la voglia di sperimentare attraverso generi e influenze differenti.

Galex999 preferisce non svelare troppo di sé, scegliendo di lasciare che sia la musica a raccontare la sua identità artistica. “Sex and Videogames”, realizzato in collaborazione con Sorry Mom!, segna il suo debutto discografico e rappresenta il primo passo di un percorso ancora tutto da scoprire.

ASCOLTA "SEX AND VIDEOGAMES”!

https://linktr.ee/Galex.999

I Poveragiulia presentano “Golia”

 

I Poveragiulia presentano “Golia”, un brano che esplora le contraddizioni di una personalità apparentemente forte, ma segnata da una profonda fragilità interiore.

Una riflessione sui meccanismi dell’autodistruzione e sulla difficoltà di accettare l’aiuto degli altri, anche quando se ne avverte il bisogno.

Il protagonista della canzone vive intrappolato in un circolo vizioso dal quale non riesce a liberarsi. Dietro un’immagine di forza e sicurezza si nasconde una persona vulnerabile, incapace di interrompere quei comportamenti che continuano ad alimentare il proprio malessere. Ogni mano tesa, anziché rappresentare una possibilità di cambiamento, finisce per trasformarsi in un’ulteriore occasione per sabotare sé stesso, rendendo sempre più difficile trovare una via d’uscita.

Sul piano musicale, “Golia” rappresenta uno degli episodi più vicini al rock progressive nel repertorio dei Poveragiulia. Continui cambi di ritmo, variazioni e passaggi imprevedibili danno vita a una struttura volutamente articolata, che riflette il disordine emotivo e mentale del protagonista. La musica segue così le sue contraddizioni, alternando tensioni e cambi di direzione che restituiscono la complessità del suo mondo interiore.

In “Golia”, musica e testo raccontano la stessa inquietudine: quella di chi vorrebbe uscire da una situazione che lo fa stare male, ma continua, spesso inconsapevolmente, a ostacolare ogni possibilità di cambiamento.

I Poveragiulia sono una band nata a Santo Stefano Magra, in provincia della Spezia, dall’incontro tra Luca (batteria), Niccolò (chitarra) e Davide (ex bassista), ai quali si unisce successivamente Giulia alla voce.

Il gruppo propone un sound diretto e stratificato, che mescola influenze progressive rock, grunge, pop e cantautorato, alternando sonorità distorte ad atmosfere più melodiche e introspettive. Un ruolo centrale è affidato alla voce di Giulia, il cui timbro, capace di passare dalla delicatezza alla potenza, crea un contrasto con la componente più ruvida e intensa degli arrangiamenti.

Nel primo anno di attività, i Poveragiulia si dedicano alla scrittura e alla produzione di brani originali, sperimentando diverse soluzioni sonore e valorizzando le influenze musicali dei singoli componenti.

Oggi il progetto mantiene come nucleo artistico e creativo originale Luca, Giulia e Niccolò, attorno ai quali continua a svilupparsi l’identità musicale della band.

ASCOLTA “GOLIA”!

https://orcd.co/poveragiulia-golia

lunedì 12 ottobre 2026

“I AM ALL”, il singolo dei The NUV

 

FUORI IL VIDEO DEL BRANO CHE DIFENDE IL PENSIERO INDIPENDENTE E LA LIBERTÀ DI NON FARE UN PASSO INDIETRO

È online il videoclip di “I AM ALL”, il singolo dei The NUV realizzato con la partecipazione di Carol delle Go Go Ponies e secondo estratto dal quarto album della band, previsto per l’inverno 2026.

Pubblicato nei mesi scorsi, “I AM ALL” nasce dalla volontà di liberarsi dal peso degli errori, recuperare la memoria e il senso dell’amicizia e tornare a cercare semplicità e verità.

Un brano che guarda al passato per parlare del presente e che trova nella figura di Giordano Bruno il simbolo di un pensiero autonomo e indipendente, considerato pericoloso proprio perché difficile da controllare. Il riferimento diventa così una dichiarazione d’intenti: non fare un passo indietro davanti alla necessità di pensare, ricordare e scegliere liberamente.

A sostenere il messaggio c’è un sound essenziale e diretto. Chitarra, basso e batteria costruiscono un ritmo serrato sul quale si inserisce la voce ruvida e pungente di Carol delle Go Go Ponies. Energia e melodia convivono in un pezzo immediato e impulsivo, pensato per essere vissuto prima ancora che analizzato: da ballare, pogare o ascoltare con una birra in mano.

Non a caso proprio una birra aveva accompagnato l’uscita del singolo. In collaborazione con il birrificio brianzolo Menaresta, i The NUV hanno realizzato una IPA in edizione limitata dedicata a “I AM ALL”, con una grafica personalizzata e un QR code attraverso il quale ascoltare il brano.

Il nuovo videoclip aggiunge ora un ulteriore tassello al percorso di “I AM ALL”, riportando al centro l’energia e l’attitudine che caratterizzano il pezzo e accompagnando i The NUV verso l’uscita del loro quarto lavoro in studio.

THE NUV è una band alternative rock caratterizzata da un suono deciso e potente, nata alle porte della Brianza nel 2003. Formata da Demis Maloy Tripodi (voce e chitarra), Andrea Caristo (batteria) e Dante Brin (basso), ha realizzato vari EP e due LP (“Top Model Super Fashion” – 2010; “The Nuv Sucks [No, Really!]” – 2014) ai quali sono seguiti numerosi concerti in Italia e all’estero (Belgio, Germania, Austria, USA, Liechtenstein).

Dopo alcuni anni di inattività, i tre tornano con il terzo album “Belgian Hop[e]”pubblicato il 23 ottobre 2021 in collaborazione con Moquette Records (ITA) e Mottow Soundz (BEL). Questo lavoro ha segnato per il trio una forte evoluzione, sia per il sound che per la maturità compositiva, e ha rafforzato il legame con la scena europea.

Ad aprile 2026 hanno pubblicato il singolo “Atomic” che anticipa l’uscita del nuovo album previsto per la fine dell’anno. Si tratta del quarto capitolo in studio interamente autoprodotto dalla band e vedrà la collaborazione con I Dischi del Minollo (ITA), Waddafuzz Recors (ITA), Araki Records (FRA) e l’agenzia Sorry Mom!, seguito a giugno da “I AM ALL”.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=YUG-6tybAbQ

MARDI GRAS – Vent’anni di “Drops Made”

 

Ci sono dischi che continuano a raccontare qualcosa anche quando sono passati vent’anni dalla loro uscita. Per i Mardi Gras, sabato 24 ottobre 2026 sarà l’occasione per ritrovare “Drops Made”, l’album d’esordio che nel 2006 ha dato forma al percorso della band romana, portandone le canzoni nelle radio americane ed europee. L’appuntamento è al Largo Venue, dove il gruppo celebrerà questo anniversario dopo il concerto sold out all’Auditorium Parco della Musica di Roma e gli spettacoli teatrali del 2025.

Pubblicato da Goodfellas, “Drops Made” ha segnato l’inizio di una storia musicale con lo sguardo rivolto oltre confine. Lo dimostra anche “The Wait”, brano contro la pena di morte che Neil Young ha incluso nelle “Songs of the Times”, la raccolta ospitata sul suo sito ufficiale dedicata a canzoni di protesta e di pace. Un riconoscimento che restituisce il peso di una scrittura attenta alle questioni umane e sociali, oltre le coordinate geografiche della band.

Da quel primo capitolo a oggi, i Mardi Gras hanno ampliato la propria tavolozza sonora, passando dalla dimensione acustica a quella di una rock band capace di intrecciare pop, rock, soul, suggestioni country irlandesi e grunge. Un’identità che ha trovato spazio anche fuori dall’Italia, dagli studi di Abbey Road al palco dello Sziget di Budapest, passando per i tour in Irlanda e i club italiani, fino al Circo Massimo.

Il capitolo più recente è “Sandcastle”, quarto album pubblicato da Underground Symphony: un racconto musicale in otto episodi, nato da una storia originale ambientata nella Jersey City degli anni Ottanta e sviluppata anche in forma di graphic musical. Il disco ha conquistato i lettori di Onda Rock, mentre il video di “Don’t Touch the Sinner”, diretto da Manuela Kali, ha vinto il Premio Roma Videoclip 2026 e il Premio miglior video all Aprilia Film Festival.

Il concerto del 24 ottobre al Largo Venue riporta così al centro oltre

a “Drops Made”, il disco da cui tutto ha preso avvio, tutto il viaggio musicale della band indipendente romana.

Vent’anni dopo, quelle canzoni tornano a occupare il palco con il bagaglio di una band che nel frattempo ha attraversato luoghi, storie e forme musicali diverse, senza smarrire la propria inclinazione a cercare nelle canzoni uno spazio in cui le vicende personali incontrano quelle collettive.

Per acquistare i biglietti: https://link.dice.fm/MlHziTYJS6b

ASCOLTA “DROPS MADE”!

Spotify: https://short-url.cc/1A13J

venerdì 9 ottobre 2026

I Varego pubblicano il nuovo singolo “Sierra Nevada”

 

I Varego pubblicano il nuovo singolo “Sierra Nevada”, una rock ballad oscura e rarefatta, ravvivata da sorprendenti ritmiche tribali. Le chitarre e le atmosfere più malinconiche si aprono a passaggi ritmici dal carattere quasi rituale, seguendo il movimento di un testo che passa dalla durezza del presente alle immagini di una vita passata piena di colori. Un sound che richiama quella stagione dell’alternative rock americano filtrata dalle band italiane, con echi che ricordano i Timoria.

Al centro del brano c’è un personaggio immaginario: un senzatetto chiamato Sierra Nevada per le storie che racconta a chi si ferma ad ascoltarlo. Budapest, Berlino, Granada, Pechino, Madrid: luoghi e ricordi compongono una biografia forse vera, forse inventata, che prende forma davanti a uno sconosciuto disposto a sedersi accanto a lui, tracciando così una geografia della memoria, fatta di fughe, incontri e possibilità. Mentre oggi Sierra ammette che “Dormire è una parola che non conosco più”, il passato emerge con una lucidità diversa: “E penso a quante volte io ho ballato senza peso / Bevuto cieli senza accorgermi che l’alba già svaniva”.

Dietro questo brano affiorano anche frammenti autobiografici e una domanda silenziosa: quanto basta poco per ritrovarsi dall’altra parte della propria vita?

Il lyric video porta questa storia nelle strade, mostrando il lato più duro dell’esistenza ai margini e invitando chi guarda a sostituire il giudizio con uno sguardo più umano.

Un tema già presente nel precedente disco dei Varego, qui ripreso da un’altra angolazione: quella di una vita parallela, diversa da quella che abbiamo vissuto, eppure possibile.

I Varego si formano ad Arenzano nel 2009 e arrivano alla formazione attuale a tre elementi nel 2020, con Davide Marcenaro alla voce e al basso, Alberto Pozzo alla chitarra e Simon Lepore alla batteria.

La loro discografia prende forma nel 2012 con “Tumultum”, seguito dall’EP “Blindness of the Sun” (2013), da “Epoch” (2016) e “I, Prophetic” (2019), pubblicati da Argonauta Records.

Nel corso degli anni il gruppo sviluppa una matrice che attraversa grunge, stoner rock, post-metal e progressive rock, con una scrittura sempre più orientata alla ricerca sonora.

Nel 2021 questa evoluzione confluisce nell’album omonimo “Varego”, registrato al Greenfog Studio con Mattia Cominotto.

Il disco affronta il disagio contemporaneo attraverso brani come “Tunnel”, “Limbo”, “Needles” e “Raptus (Un passo e muori)”, quest’ultimo cantato in italiano.

“Raptus” segna anche l’inizio di un nuovo percorso legato all’uso della lingua madre.

Nel settembre 2023 i Varego tornano al Greenfog Studio per registrare “Denti di Cane”, pubblicato l’8 febbraio 2024.

L’album è interamente cantato in italiano e prosegue la riflessione sulle inquietudini del presente attraverso brani come “Peste Bianca”, “Macchie”, “Giardini di Plastica” e “Denti di Cane”.
La nuova produzione porta avanti le coordinate sonore della band, inserendo nella scrittura temi legati al disagio, alla riflessione personale e all’osservazione della realtà contemporanea.

Con “Denti di Cane” i Varego consolidano il passaggio alla lingua italiana, mantenendo il percorso intrapreso nei cinque album pubblicati dal 2012 al 2024.

ASCOLTA “SIERRA NEVADA”!

https://orcd.co/varego-sierranevada

Kardon torna con “Destroyer”

 

Dopo la parentesi estiva di “Goodbye”, brano con cui aveva esplorato sonorità disco, Kardon torna con “Destroyer”, un nuovo singolo che segna il ritorno alle atmosfere potenti e ipnotiche della melodic techno.

Caratterizzato da un ritmo incalzante, sonorità dal sapore industrial e una forte vocazione club, “Destroyer” punta tutto sull’impatto sonoro e sull’energia. Una produzione intensa e travolgente, costruita per catturare l’ascoltatore fin dalle prime battute e trascinarlo in un crescendo di tensione e pulsazioni elettroniche.

Con questo nuovo lavoro, Kardon consolida la propria identità artistica all’interno della scena melodic techno, mettendo al centro una ricerca sonora che combina potenza, atmosfere ipnotiche e immediatezza.

“Destroyer” è un brano pensato per il dancefloor, capace di trasformare la forza delle sue sonorità elettroniche in un’esperienza d’ascolto ad alto voltaggio.

Kardon è un musicista, produttore e DJ italiano con base a Milano. Si avvicina al mondo del DJing negli anni ’90, imparando a mixare con i vinili grazie alla passione trasmessagli dal padre per la musica degli anni ’80 e ’90.

Nei primi anni 2000 inizia il suo percorso come produttore, dedicandosi inizialmente alla realizzazione di mashup e remix. Le sue produzioni arrivano sulle principali emittenti radiofoniche nazionali, tra cui Radio Deejay e m2o, all’interno del celebre Deejay Time di Albertino.

Nel 2019 pubblica “Virus”, il suo primo brano originale, dando il via a una nuova fase del proprio percorso artistico. Negli anni successivi realizza singoli e remix per diverse etichette italiane e internazionali, tra cui Blanco Y Negro, Ensis Records, Tactical Records, Major Underground (sublabel di Sony Music), Media Records, G-Mafia Records e Four Stripes Records.

Le sue produzioni ricevono il supporto di DJ a livello internazionale, mentre il suo radioshow “Kardon Selection” viene trasmesso da numerose emittenti italiane ed estere, tra cui Ibiza Underground Radio (Ibiza), Mystic Radio e Bang Radio (Argentina), Radio Milodica (Colombia), Electric Radio (Regno Unito), Radio Sirio (Sicilia), Radio Like (Lombardia) e Radio Top 1.

Parallelamente all’attività di DJ e produttore, Kardon conduce “AREA 51 CLUB CHART”, una delle classifiche dance italiane di riferimento, collegata alla prestigiosa Italian Club Chart.

ASCOLTA “DESTROYER”!

https://orcd.co/kardon-destroyer

giovedì 8 ottobre 2026

The Absolute presenta “It’s My Song”

 

I The Absolute presentano “It’s My Song”, un brano che racconta la scoperta della propria identità musicale attraverso un viaggio immaginario, in cui un suono misterioso si trasforma progressivamente in qualcosa di personale e autentico.

Tutto ha inizio in un momento di assoluta quotidianità: l’autrice è seduta sul divano di casa quando un battito, scandito da basso e batteria, rompe improvvisamente il silenzio. Quello che inizialmente sembra provenire dall’appartamento della vicina diventa sempre più insistente, dando il via a una ricerca che si muove tra realtà e immaginazione. Nessun altro sembra percepire quella musica, eppure il suo richiamo si fa sempre più forte.

È la chitarra a dare forma a questo percorso, trasformando il battito iniziale in progressioni armoniche incalzanti e riff carichi di energia. Le influenze di giganti del rock come Jimi Hendrix, Cream e Queen, esplicitamente citati anche nel ritornello, emergono in un sound potente e incendiario, che rende omaggio alla tradizione senza rinunciare alla ricerca di una propria identità.

Il momento di svolta arriva dopo l’assolo, quando un accordo dissonante rompe gli equilibri e accompagna la protagonista verso una rivelazione: quella musica che sembrava provenire dall’esterno, e che aveva cercato di inseguire, era in realtà sempre stata dentro di lei.

“It’s My Song” diventa così una dichiarazione di identità e libertà espressiva, un brano che racconta il passaggio dall’ispirazione alla creazione, dall’influenza dei propri miti alla conquista di una voce personale.

Perché ogni musicista parte inevitabilmente dai suoni che lo hanno formato, ma il vero traguardo è riuscire a trasformarli in qualcosa di unico e riconoscibile. Non una canzone già ascoltata, non la musica di qualcun altro, ma finalmente la propria.

Gli Absolute sono un quartetto milanese che affonda le proprie radici nel blues e nell’hard rock, dando vita a un sound energico e ricco di groove, caratterizzato da sonorità di ispirazione anni ’70 e da un’identità musicale personale e riconoscibile.

La formazione è composta da Salvo, voce potente e incisiva; Noemi, chitarrista dal tocco espressivo; Carlotta, bassista dalle linee ritmiche solide e incalzanti; e Antonio, batterista dinamico e trascinante. Quattro personalità musicali differenti che trovano il proprio punto d’incontro in un sound diretto e coinvolgente.

Pur considerando il palco la dimensione ideale per esprimere tutta la propria energia, negli ultimi mesi la band si è concentrata sul lavoro in sala prove e in studio di registrazione, dedicandosi alla scrittura e alla definizione dei primi brani originali.

Con un repertorio in continua evoluzione, gli Absolute portano avanti un progetto che rielabora le proprie influenze musicali con spontaneità e carattere, combinando la tradizione del rock con un approccio personale, senza rinunciare alla forza e all’immediatezza delle esibizioni dal vivo.

ASCOLTA “IT’S MY SONG”!

https://orcd.co/theabsolute-itsmysong

mercoledì 7 ottobre 2026

REMEDY – esce “Un Giorno in Più”

 

“Un giorno in più” è il nuovo singolo dei Remedy, un brano che racconta la fine di un amore e quel momento sospeso in cui separarsi non significa necessariamente aver smesso di provare qualcosa.

Al centro della canzone c’è il desiderio di concedersi una seconda possibilità: tornare a incontrarsi, mettere finalmente in parole ciò che è rimasto in sospeso e capire se, dietro la distanza e gli errori, esista ancora qualcosa da recuperare.

I Remedy attraversano così nostalgia e rimpianto senza raccontare semplicemente il dolore di una separazione. “Un giorno in più” guarda soprattutto a ciò che potrebbe accadere dopo, quando il tempo trascorso permette di osservare una storia da una prospettiva diversa e nasce il bisogno di ritrovare quello che, nel frattempo, sembrava essere andato perduto.

Anche musicalmente il brano segue questo percorso emotivo, crescendo progressivamente fino alla parte finale. È qui che il ritornello raggiunge la sua maggiore intensità, trasformando il rimpianto iniziale in una possibilità ancora aperta.

La speranza prende così lentamente il posto della rassegnazione: non la certezza che tutto possa tornare come prima, ma il coraggio di chiedersi se valga la pena provarci ancora.

Perché alcune storie, anche quando sembrano essere arrivate alla fine, possono avere bisogno semplicemente di un giorno in più.

I Remedy nascono nel 2023 dall’incontro tra Carolina, Samuele, Leonardo e Lorenzo. Dopo aver completato la formazione, i quattro musicisti iniziano a costruire un progetto nato da un’idea condivisa e dalla volontà di trovare una propria identità musicale.

La band muove i primi passi dal vivo come cover band, partecipando a contest e cogliendo ogni occasione per suonare e maturare esperienza sul palco. Con il tempo, però, cresce l’esigenza di andare oltre la reinterpretazione di brani altrui e di dare forma a un repertorio originale.

Nascono così le prime composizioni dei Remedy e un sound che attraversa influenze diverse, dall’energia del rock degli anni Ottanta alle atmosfere più introspettive degli anni Novanta e dei primi Duemila. Elementi che la band rielabora in una scrittura personale, costruita sull’incontro tra immediatezza, intensità emotiva e una forte componente melodica.

Con i propri brani, i Remedy proseguono oggi un percorso orientato alla ricerca di un’identità sempre più definita, trasformando influenze ed esperienze condivise in musica originale.

ASCOLTA “UN GIORNO IN PIÚ”!

https://ffm.to/remedy-ungiornoinpiu

BLUE POLO FIRMA “ECO 14”, LA SIGLA ORIGINALE DI “ORE 14” SU RAI 2

 

I Blue Polo firmano “Eco 14”, la sigla originale di “Ore 14”, il programma condotto da Salvo Sottile in onda su Rai 2 dal lunedì al venerdì e, dal 24 settembre, anche in prima serata il giovedì.

Appena 14 secondi per costruire un’identità sonora immediatamente riconoscibile. La composizione nasce intorno al concetto di tempo, elemento centrale non soltanto nel titolo del programma, ma anche nel racconto dell’attualità e nel continuo susseguirsi di fatti, eventi e situazioni.

I Blue Polo traducono questa idea in un breve crescendo nel quale sonorità elettroniche e atmosfere cinematografiche si intrecciano, aumentando progressivamente la tensione. Il risultato è una sequenza essenziale e incisiva, pensata per accompagnare l’ingresso di “Ore 14” e anticiparne in pochi istanti il ritmo e la dimensione narrativa.

Più che un semplice accompagnamento, “Eco 14” è stata concepita come una vera e propria firma sonora: un frammento musicale capace di condensare in pochi secondi l’identità del programma e di diventare parte integrante del suo linguaggio televisivo.

La realizzazione della sigla arriva dopo un’estate significativa per i Blue Polo, che hanno pubblicato il singolo “West Coast”, entrato nella programmazione di Rai Radio 2 e di altre emittenti radiofoniche italiane.

Con “Eco 14” il duo amplia ulteriormente il proprio percorso artistico, esplorando il punto d’incontro tra musica, immagini e linguaggio audiovisivo e portando la propria ricerca elettronica e cinematografica all’interno della programmazione di Rai 2.

Blue Polo è un progetto musicale nato dall’incontro e dalla lunga collaborazione tra due musicisti, polistrumentisti e compositori, uniti da una profonda amicizia e da un percorso artistico condiviso.

La loro musica nasce dalle esperienze vissute e dalle emozioni personali, muovendosi tra sonorità internazionali, elettronica di ispirazione francese e influenze alternative indie.

Il rapporto con il mondo audiovisivo accompagna il duo fin dagli esordi. Dopo una prima esperienza come compositori per la RAI con “JEUNESSE”, concept album strumentale di 22 minuti registrato tra Londra e Milano, i Blue Polo intraprendono una nuova fase del proprio percorso artistico.

Con “Bobcut Ninety5” introducono per la prima volta la componente vocale, facendo incontrare la dimensione strumentale del progetto con una scrittura cantata. Il percorso prosegue con “West Coast”, primo singolo in italiano, entrato nella programmazione di Rai Radio 2 e di altre emittenti italiane.

Nel 2026 tornano a confrontarsi con il linguaggio televisivo firmando “Eco 14”, la sigla originale di “Ore 14”, programma condotto da Salvo Sottile su Rai 2. Un nuovo tassello che conferma la natura trasversale dei Blue Polo e la loro ricerca al confine tra canzone, elettronica, composizione e immagini.

martedì 6 ottobre 2026

“Purgatory” è il nuovo singolo di The Ashes

 

“Purgatory” è il nuovo singolo dei The Ashes, un brano hard rock rabbioso che nasce da una richiesta elementare: fermare per un istante il rumore e riuscire finalmente a respirare.

“Give me a break!” ritorna come una frase istintiva, quasi una formula da ripetere quando il caos prende il sopravvento e la sensazione di essere intrappolati diventa insostenibile.

Il purgatorio evocato dal brano non è un luogo di condanna, ma una zona di passaggio, quella parte di noi in cui tutto sembra perduto e l’ignoto può ancora rivelare una direzione diversa.

La voce attraversa immagini tormentate senza arrendersi, mentre le chitarre danno forma alla rabbia di chi cerca un varco e continua a combattere anche quando non riesce ancora a intravederlo. L’assolo raggiunge il culmine, il limite della sopportazione, e grida come una richiesta di salvezza che non ha intenzione di restare inascoltata. La sezione ritmica sostiene il brano con una spinta compatta, facendo da contrappeso alla corsa delle chitarre e mantenendo il pezzo in movimento.

Ne nasce una dimensione sonora in cui il dolore non coincide con una fine: ciò che sembra definitivo può diventare il punto da cui cambiare direzione, lasciare andare ciò che eravamo e provare a reinventarsi.

“Purgatory” attraversa così il momento più buio senza fermarsi lì: nessuna oscurità, nessuna fiamma e nessun dolore sono destinati a durare per sempre.

The Ashes sono una rock band italiana nata nel gennaio 2024 nel territorio del Vulture-Melfese dall’incontro tra Andrea Di Palma (Ash), Marco Di Palma (Whiz_kid), Michele Sasso (Mike) e Giada Iannetta (Jade). Fin dagli esordi la formazione sceglie di concentrarsi sulla scrittura di brani originali in lingua inglese, costruendo il proprio sound a partire da influenze che spaziano da Guns N’ Roses e Foo Fighters ai Green Day, fino a contaminazioni provenienti da altri generi musicali.

Nel corso del 2024 la band avvia la scrittura del proprio primo concept album e parallelamente porta la propria musica dal vivo tra locali, manifestazioni ed eventi, sviluppando una dimensione live energica e diretta.

I brani vengono registrati con la collaborazione di Savino Lavalle (Lavalledilacrime), mentre mix e master sono affidati ad Antonio Archetti. Successivamente, grazie alla collaborazione con Pietro Foresti, i The Ashes entrano in contatto con Sorry Mom!, con cui intraprendono il proprio percorso discografico.

Nel 2026 pubblicano i singoli “7 Seconds of Peace”, “Freedom of Na Na Na” e “Purgatory”, anticipazioni dell’album di debutto “Like a Phoenix”.

Il disco nasce come un concept dedicato alla caduta e alla rinascita dell’essere umano, attraversando difficoltà, conquiste, rabbia, amore e trasformazione. Come suggerisce il titolo, al centro del progetto c’è l’idea che ogni caduta possa rappresentare non soltanto una fine, ma anche il punto di partenza per ricominciare.

ASCOLTA “PURGATORY”!

https://ffm.to/theashes-purgatory

MARCO BARONI – ecco “Fiamma e Cero”

Lei è una fiamma, lui un cero. È da questa immagine semplice e immediata che nasce “Fiamma e Cero”, il nuovo singolo di Marco Baroni, una storia d’amore raccontata attraverso due elementi destinati a incontrarsi, illuminarsi e, inevitabilmente, consumarsi insieme.

La fiamma ha bisogno del cero per continuare a bruciare, il cero della fiamma per poter fare luce. Due esistenze che acquistano senso nel momento in cui si incontrano, ma il cui legame porta con sé fin dall’inizio anche la consapevolezza della propria fragilità. Amarsi significa illuminarsi a vicenda, anche quando questo comporta consumare una parte di sé.

Con “Fiamma e Cero”, Marco Baroni torna così a utilizzare uno degli elementi ricorrenti della propria scrittura: l’immaginazione come strumento per raccontare sentimenti ed esperienze umane attraverso il punto di vista degli oggetti. Una fiamma e un cero diventano protagonisti di una relazione e permettono di osservare da una prospettiva insolita qualcosa di profondamente quotidiano come l’amore e la necessità reciproca.

Il brano nasce nella sua forma più essenziale, semplicemente da chitarra e voce, per poi svilupparsi in studio mantenendo intatta la dimensione intima della composizione.

Ad arricchire l’arrangiamento sono il contrabbasso di Alessandro Maria Ferrari, storico collaboratore di Baroni, e la fisarmonica di Claudio Ughetti, che contribuiscono a costruire intorno alla canzone una veste sonora raccolta e organica.

“Fiamma e Cero” è così il racconto di due elementi che da soli possono esistere, ma soltanto insieme riescono davvero a fare luce.

Marco Baroni, nato a Sassuolo nel 1983, si avvicina alla musica prima di tutto come appassionato e collezionista di dischi, trasformando successivamente questa passione in un percorso da musicista, cantautore e autore.

Dopo diverse esperienze lavorative, tra cui quella di commesso in un negozio di dischi, pubblica i primi due singoli per MBO di Mario Ragni, distribuiti da Warner Music. Nel 2007 partecipa al 57° Festival di Sanremo, raggiungendo la finale con il brano “L’immagine che ho di te”. Nello stesso anno pubblica l’album “Marco Baroni” per EMI/Virgin, dal quale viene estratto anche il singolo “Marta Piange”, accompagnato da un videoclip girato a San Francisco.

Negli anni porta avanti un’intensa attività dal vivo, con centinaia di concerti. Nel 2015 pubblica “Una Corsa Senza Freni” per DMB Music, anticipato dai singoli “Aria Di Settembre” e “Il primo Natale”, quest’ultimo arrivato al primo posto della classifica radiofonica indipendente italiana.

Nel 2023 esce per Sorry Mom!/Sony il terzo album “Luoghi Comuni”, dal quale vengono estratti i singoli “Cenere”, “Piuma”, “Bravissimo cantautore” e la ballad “Rapporti”. Il disco accompagna una nuova fase dell’attività live dell’artista.

Nel corso della sua carriera Baroni ha inoltre aperto i concerti di Fabrizio Moro, Pier Cortese e Alberto Bertoli e affiancato all’attività di interprete quella di autore. Ha scritto per artisti come Nek, con cui ottiene il disco di platino per “E da qui” e successivamente il Premio Lunezia con “Hey Dio”, Alessio Bernabei, Matteo Camellini, Cixi e Alberto Bertoli.

Con “Qui e ora” Marco Baroni ha inaugurato un nuovo percorso discografico che prosegue nel 2026 con nuovi brani, tra cui “Fiamma e Cero”, confermando una scrittura nella quale esperienze quotidiane, immagini e immaginazione diventano strumenti per raccontare emozioni e relazioni.

ASCOLTA “FIAMMA E CERO”!

Spotify: https://short-url.cc/1Fskt

 

lunedì 5 ottobre 2026

“Milano d’Estate” è il nuovo singolo di Nottetempo

 

“Milano d’Estate” è il nuovo singolo di Nottetempo, un brano indie dalle sonorità fresche che si muove tra la malinconia di una relazione che si interrompe e quella voglia di leggerezza che inevitabilmente accompagna l’estate.

Al centro della canzone c’è una coppia che, con l’arrivo della bella stagione, prende strade diverse. Lui resta a Milano, quasi “prigioniero” di una città che progressivamente si svuota; lei parte invece per le vacanze con le amiche, tra mare, spiagge e giornate che sembrano appartenere a un mondo completamente diverso.

Due estati parallele che diventano il racconto di una distanza non soltanto geografica. Da una parte ci sono le strade sempre più deserte della città e il tempo per ripensare a ciò che è stato; dall’altra quella leggerezza che sembra possibile soltanto lontano da tutto.

Tra malinconia, ironia e un finale sospeso tra rivalsa e rassegnazione, “Milano d’Estate” racconta così una di quelle storie che sembrano destinate a finire proprio quando tutti gli altri iniziano a divertirsi. Il ritornello immediato accompagna questo contrasto trasformando una separazione estiva in un brano che conserva, nonostante tutto, la voglia di ballare e di partire.

Prodotto da Vincenzo Mario Cristi (Vanilla Sky), il singolo fotografa quel momento particolare in cui una relazione finisce ma l’estate è appena cominciata: resta la malinconia, certo, ma anche il desiderio di lasciarsi alle spalle la città e andare finalmente verso il mare.

Nottetempo è il progetto solista in italiano di Rachel O’Neill, già frontman della hard rock band Cream Pie. Nato nell’estate del 2023 dopo anni trascorsi sui palchi della scena hard rock internazionale, il progetto prende forma dall’esigenza di rallentare e trovare uno spazio più intimo e personale per la scrittura.

Per la prima volta Rachel sceglie di esprimersi in italiano, costruendo un universo musicale fatto di melodie essenziali, atmosfere notturne e testi che affrontano fragilità, relazioni e dialoghi interiori. Il DNA rock delle esperienze precedenti rimane parte integrante del progetto, ma si confronta con una dimensione più vulnerabile e introspettiva.

Anche dal vivo Nottetempo mantiene questa doppia anima, alternando set acustici, più raccolti ed essenziali, a una veste elettrica nella quale emerge maggiormente la componente rock.

Ad oggi il progetto ha pubblicato sei singoli e portato la propria musica su diversi palchi, arrivando nel 2026 ad aprire due date de Le Vibrazioni. Parallelamente all’attività live prosegue la scrittura di nuovi brani, con l’obiettivo di trasformare esperienze ed emozioni personali in canzoni nelle quali anche chi ascolta possa riconoscersi.

ASCOLTA “MILANO D’ESTATE”!

https://benext.lnk.to/milanodestate

THE POP FISH BAND – ecco “You And Me”

 

I The Pop Fish Band presentano “You And Me”, nuovo singolo che affronta un tema profondamente umano: l’illusione della distanza che separa le persone e la necessità di riconoscersi nell’altro.

Attraverso una scrittura diretta ed essenziale, il brano parte dalle ferite individuali per mostrare come ciò che viviamo non riguardi mai soltanto noi stessi. Dolore, paura e perdita appartengono a un’esperienza condivisa e finiscono inevitabilmente per riflettersi su chi ci circonda. È proprio in questa consapevolezza che trova senso uno dei passaggi centrali della canzone: “because I’m you and you are me”.

“You And Me” prova così a spogliare i conflitti quotidiani delle loro sovrastrutture, andando alla ricerca di ciò che accomuna le persone al di là delle differenze. Tutti affrontiamo le nostre paure, conosciamo il dolore di una perdita e siamo chiamati a rischiare, anche quando le regole del gioco sembrano remare contro.

Ne emerge un invito alla compassione e alla capacità di guardare l’altro non come qualcosa di distante, ma come parte della stessa esperienza umana. Un messaggio che assume un significato ancora più forte in un presente segnato dall’isolamento e dalla difficoltà di costruire relazioni autentiche.

Il singolo rappresenta inoltre un primo punto d’accesso a “Out”, il prossimo album dei The Pop Fish Band: undici brani attraverso i quali la formazione continuerà a esplorare la necessità di abbattere le distanze e ricostruire quei ponti che, nonostante tutto, continuano a tenerci uniti.

Nata nel 2023, The Pop Fish Band costruisce il proprio immaginario attorno alla figura di “Pop Fish”, un’entità mitica che guida l’universo lirico e sonoro del progetto. Capitanata dal frontman Dax, la band combina l’immediatezza e l’energia del rock con una scrittura caratterizzata da ironia e satira sociale.

Nel 2024 pubblica l’album di debutto “Believe Again”, a cui segue nel 2026 l’EP “POP”, lavoro che consolida l’identità della formazione e una proposta musicale costruita su sonorità incisive, groove marcati e uno sguardo critico nei confronti del conformismo e delle contraddizioni della società contemporanea.

Il percorso dei The Pop Fish Band prosegue ora verso “Out”, nuovo album in studio composto da 11 brani inediti. Ad anticipare il progetto è il singolo “You And Me”, brano che apre una nuova fase per la band e introduce alcuni dei temi che attraverseranno il disco, a partire dalla necessità di superare le distanze e riscoprire ciò che unisce le persone.

ASCOLTA “YOU AND ME”!

https://benext.lnk.to/youandme

domenica 4 ottobre 2026

Il nuovo singolo di The Austen si intitola “All I Need”

 

Il nuovo singolo dei The Austen si intitola “All I Need”, un brano che parte dall’immagine di una guerra osservata da lontano, quasi con distacco, per trascinare progressivamente chi ascolta nel cuore del conflitto.

Quella che inizialmente sembra una realtà distante diventa improvvisamente vicina e concreta. I leader mondiali lanciano minacce, mentre la gente comune cerca un riparo; i palazzi crollano e i bambini arrivano a mangiare sassi pur di provare a placare la fame. Uno scenario sempre più cupo, nel quale emerge il lato più oscuro dell’essere umano e la sua continua ricerca di qualcosa che non possiede: qualcosa in più, qualcosa che appartiene a qualcun altro.

“All I Need” trasforma così la guerra in un incubo sotto un cielo nero come la pece, portando il protagonista sempre più a fondo in una realtà apparentemente senza via d’uscita.

Poi, proprio quando tutto sembra arrivare alla fine, il risveglio.

La guerra era un sogno. Accanto a lui la persona che ama dorme tranquilla, mentre fuori regna il silenzio della notte. Il mondo è tornato quello di prima, ma qualcosa dentro di lui è cambiato.

Il contrasto tra l’orrore appena vissuto e la semplicità di quel momento diventa il cuore del brano: “All I Need” riflette sul desiderio incessante di avere sempre di più e sulla capacità di riconoscere il valore di ciò che abbiamo soltanto quando rischiamo di perderlo.

Un risveglio che non cancella l’incubo, ma lascia una nuova consapevolezza: a volte ciò di cui abbiamo realmente bisogno è già accanto a noi.

The Austen è un progetto alternative rock varesino nato a Londra nel 2017. Il sound della band si muove tra influenze e atmosfere differenti: voci distorte, batterie incisive e chitarre in primo piano si alternano a sintetizzatori più delicati e passaggi dalle atmosfere sognanti.

Il nome del progetto è un omaggio alla scrittrice britannica Jane Austen, alla sua ironia e alla capacità di raccontare con uno sguardo lucido e anticonvenzionale la società e la condizione femminile del suo tempo.

La formazione stabile è composta da Ethan Khan (voce, armonica), Marco Baragetti (chitarra acustica), Luigi Cappello (chitarra semi-acustica, chitarra elettrica, seconde voci) e Andrea May Addabbo (chitarra elettrica). Attualmente la band collabora inoltre con Edoardo Ferrario al basso e Mattia Mazzola alla batteria.

La direzione artistica del progetto è affidata a Wonderskhan.

I The Austen propongono esclusivamente brani originali in lingua inglese, costruendo un’identità sonora in cui l’impatto dell’alternative rock convive con una componente più evocativa e atmosferica.

ASCOLTA “ALL I NEED”!

https://ffm.to/theausten-allineed

sabato 3 ottobre 2026

Love Ghost - pubblicano "Into the Woods / Something in the Water", singoli tratti dall'album "Thirteen"

 

“Thirteen” è probabilmente il disco più intimo e vulnerabile che abbia mai realizzato. Tredici è l'età che avevo quando fui espulso da scuola, l'età in cui iniziai a sentirmi fuori posto. Credo che gran parte di questo album nasca proprio da quella sensazione di osservare il mondo dall'esterno, senza farne parte, ci dice Finnegan Bell, frontman dei Love Ghost.

È un disco grunge acustico, dalle sonorità tipiche del Midwest, disco che parla di isolamento, identità e del tentativo di trovare qualcosa di bello anche negli aspetti più cupi della vita. "Sembra una raccolta di ricordi che forse avrei dovuto seppellire”, ci dice ancora Finnegan Bell. Tredici brani in uscita venerdì tredici. “Into The Woods” e “Something in the Water” sono due dei singoli dell'album “Thirteen”.

“Into The Woods” è una metafora della perdita dell'innocenza e della consapevolezza che il mondo non è semplice come si credeva un tempo. Racconta quel momento in cui si oltrepassa un confine e non si può più tornare indietro e all'improvviso l'infanzia appare come qualcosa accaduto a qualcun altro. Prodotto da Mike Summers.

“Something in the Water” è uno dei brani più carichi di emotività dell’album. Affronta il peso dei traumi generazionali in una cittadina intrappolata in un ciclo di dolore ereditato. Esplora un'America dimenticata e il modo in cui dipendenze, depressione, abusi e altre ferite si trasmettono all'interno delle comunità, perpetuando i peccati delle generazioni precedenti. La canzone rappresenta il mio tentativo di fare i conti con quell'oscurità e con le persone che si ritrovano a doverla portare con sé. Prodotto da Mike Summers.

Link per il video di “Into the Woods”: https://www.youtube.com/watch?v=UpEzZSOWGgU

Link streaming: https://open.spotify.com/intl-it/album/7mM6vj3gxyh171vHci95S3

Biografia:

I Love Ghost sono una band alternative rock che fonde hard rock, metal, pop-punk, sonorità acustiche, rap e goth in uno stile unico e personale. I loro brani possiedono un'anima poetica ed emo, affrontando spesso di petto temi come i traumi e le sfide legate alla salute mentale. Selezionati per il Rockpalast (trasmesso in tutta la Germania), si sono esibiti dal vivo in quattro continenti. Hanno suonato al Warped Tour di Los Angeles insieme ai Wiplash nel 2025.

In Messico hanno collaborato con artisti quali Wiplash, Adan Cruz, Ritorukai, Blnko e altri. A livello internazionale, hanno collaborato con The Skinner Brothers (Regno Unito), Rico Nasty e hanno realizzato un intero album con SKOLD.

Hanno ottenuto riconoscimenti da testate quali Rolling Stone Magazine (in oltre dieci occasioni), Sonic Seducer, Playboy, Time-Out Mexico, Clash Magazine, Alternative Press e molte altre. In Messico hanno vinto il Monster Award 2026 come miglior gruppo rock.

Hanno recentemente concluso il loro tour da headliner "Anarchy and Ashes", esibendosi in Austria, Polonia, Svizzera, Germania e Regno Unito. Effettuano inoltre frequenti tournée in tutto il Messico.

venerdì 2 ottobre 2026

Rougenoire pubblica il nuovo singolo “Reach Out”

 

Le Rougenoire pubblicano il nuovo singolo “Reach Out”, un brano alternative rock che entra nel territorio oscuro dei pensieri ossessivi, dell’isolamento e di quella sensazione di essere intrappolati dentro la propria testa.

Il pezzo prende forma da un dialogo interiore che procede per domande, dubbi e tentativi di fare ordine, mentre chitarre e voce costruiscono un’atmosfera viscerale, attraversata da un’inquietudine sempre presente.

“How far will we go / When we’re lost inside our head” mette a fuoco il punto di partenza del brano, il momento in cui il pensiero smette di essere uno strumento e diventa una stanza senza uscita. A questo si aggiungono condizionamenti, convinzioni e rumori quotidiani che finiscono per confondere ciò che conta davvero. Lo special rappato porta questa dimensione all’estremo, con un flusso serrato di parole che restituisce la mente quando corre senza trovare una direzione.

Poi arriva la frattura. Il ritornello insiste su poche parole, quasi fossero un appiglio: “Breathe in / Breathe out / You better reach out”. Respirare, fare un passo indietro, togliere il rumore di fondo e cercare un contatto diventano gesti concreti attraverso cui interrompere il circuito dei propri pensieri.

“Reach Out” apre uno spazio per fermarsi e guardare ciò che accade da un’altra prospettiva, senza offrire risposte definitive. “Look up / What really matters” riporta lo sguardo fuori dal labirinto interiore, verso una possibilità di confronto e di ascolto. Un brano che parla soprattutto a chi, almeno una volta, ha avuto bisogno di una mano e ha dovuto trovare il modo di chiederla.

Le ROUGENOIRE sono una band alternative/hard rock nata a Milano nel 2005.Cinque personalità diverse danno vita a un sound diretto e senza filtri, con l’intenzione di mettere in musica esperienze e tensioni quotidiane.

All’attivo hanno due album: “The Show”, “MILF” e un EP di prossima uscita prodotto da Michele Luppi.

ASCOLTA “REACH OUT”!

https://orcd.co/rougenoire-reachout

giovedì 1 ottobre 2026

I Flashback of Anger tornano con “Streaming Madness”

 

I Flashback of Anger tornano con “Streaming Madness”, terzo singolo pubblicato dalla band nel 2026 e nuovo capitolo della loro produzione power metal. Chitarre virtuosistiche, ritornelli immediati e una scrittura melodica sostenuta da ritmi serrati danno forma a un brano che guarda alla tradizione del genere senza rinunciare a un suono contemporaneo.

Il bersaglio, questa volta, è l’industria musicale dell’era dello streaming: un sistema dove dischi, canzoni e artisti vengono consumati alla velocità di uno swipe, mentre l’ascolto perde progressivamente profondità. “We used to lose ourselves in every note / Now it’s swipes and clicks” fotografa il passaggio da un rapporto immersivo con la musica a una fruizione rapida, governata dagli algoritmi e da soglie d’attenzione sempre più brevi.

La band mette nel mirino anche le logiche commerciali che hanno progressivamente piegato l’arte alle dinamiche dell’intrattenimento digitale.“The industry’s broken, it’s a corporate crime” porta questa critica al centro del brano, senza lasciare fuori la dimensione personale di chi continua a cercare nella musica qualcosa che vada oltre il consumo immediato.

Da qui nasce la parte più combattiva di “Streaming Madness”: la musica torna a essere terreno di scontro e la voce della band si unisce a quella di chi non vuole accettare il meccanismo. “Music’s a war, but we hold the key” riassume questa presa di posizione: il rumore dello streaming può essere assordante, ma la passione resta nelle mani di chi ascolta, suona e sceglie di non lasciarla andare.

I Flashback of Anger nascono nel giugno 2003 come progetto power metal dalle forti influenze melodiche e neoclassiche.

Dopo i primi riscontri nella scena underground, la band ottiene un’importante opportunità registrando l’album d’esordio “Splinters of Life” presso gli High Gain Studios, sotto la direzione artistica di Dirk Schlächter dei Gamma Ray. Nello stesso periodo Alessio Gori entra a far parte della line-up live dei Gamma Ray come tastierista ufficiale durante l’Hellish Rock Tour 2007/2008 insieme agli Helloween.

Pubblicato nel 2009 dall’etichetta Limb Music, “Splinters of Life” segna l’inizio del percorso discografico della band. Dopo un periodo di pausa dovuto alla scomparsa del bassista Francesco Masini, nel 2012 entra in formazione Andrea Torricini dei Vision Divine, contribuendo alla realizzazione del secondo album “T.S.R. (Terminate And Stay Resident)”, pubblicato nel 2014 dalla tedesca IceWarrior Records. Nel brano “Black Prince” compare come ospite speciale Fabio Lione, noto per il suo lavoro con Vision Divine, Rhapsody of Fire e Angra.

Nel 2018 i Flashback of Anger pubblicano il terzo album “Shades”, ancora per IceWarrior Records, con una formazione composta da Alessio Gori alla voce e alle tastiere, Gianmarco Lotti alla chitarra, Marco Moroni al basso e Lorenzo Innocenti alla batteria.

Il quarto lavoro in studio, “Prisoner of War”, esce il 26 settembre 2024 in completa autoproduzione, sia in formato fisico che digitale. Si tratta di un concept album dedicato al tema della guerra, ispirato dagli eventi che segnano il presente.

Nel 2025 Matteo Bonini rientra nella formazione come seconda chitarra, contribuendo a rafforzare ulteriormente il sound della band. Nel marzo 2026 i Flashback of Anger pubblicano il singolo “Shining Life“ e a giugno “Meaningless Words”, nuovi capitoli di un percorso che continua a svilupparsi mantenendo salde le proprie radici nel power metal europeo.

ASCOLTA “STREAMING MADNESS”!

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Il nuovo brano di EMAN si intitola “SCRUSCIU”

 

Il nuovo brano di EMAN si intitola “SCRUSCIU”, un reggae scanzonato cantato in siciliano che racconta un corteggiamento sospeso tra tradizione, ironia e sentimento.

Protagonista della storia è un uomo dal passato in ombra che cerca di conquistare una donna integerrima, apparentemente lontana dal suo mondo. Per riuscirci sceglie un gesto antico e allo stesso tempo rivoluzionario nella sua semplicità: presentarsi sotto la sua finestra e cantarle la loro storia, affidando alla musica quello che forse le parole da sole non riuscirebbero a dire.

Il titolo racchiude il cuore del brano. “Scrusciu” in siciliano significa “rumore” e diventa così il filo conduttore di una domanda: quella musica resterà soltanto un rumore di fondo oppure riuscirà a trasformarsi in uno “scrusciu” d’amore capace di smuovere il cuore della donna?

Anche musicalmente la parola assume un ruolo centrale. Nelle strofe “scrusciu” diventa un vero e proprio hook vocale: la sua ripetizione, sostenuta da una melodia circolare, crea un mantra immediato e riconoscibile. A sorreggerlo c’è una batteria one-drop asciutta ed essenziale, con un rullante netto che richiama quasi il colpo di un tamburo durante una festa di paese.

Nell’inciso il brano cambia passo: la cassa si apre in quattro, il ritmo accelera e il one-drop lascia spazio allo steppers, facendo esplodere il pezzo e portandolo verso una dimensione ancora più diretta e trascinante.

Con “SCRUSCIU”, EMAN costruisce così un brano immediato e accessibile senza rinunciare a una precisa identità: il reggae incontra la lingua siciliana, la tradizione della serenata dialoga con una produzione contemporanea e una semplice parola diventa ritmo, immagine e dichiarazione d’amore.

Emanuele Pavano, in arte EMAN, è un cantautore siciliano. Inizia a scrivere canzoni all’età di 18 anni, parallelamente allo studio della chitarra, per poi ampliare il proprio percorso musicale avvicinandosi anche alla batteria e alle percussioni.

Da sempre interessato alla contaminazione tra linguaggi e sonorità differenti, nel corso degli anni EMAN ha esplorato diversi generi, sviluppando un approccio alla scrittura libero da etichette e confini prestabiliti.

Alla base della sua visione artistica c’è infatti l’idea che la musica non debba necessariamente essere suddivisa in categorie: ciò che conta è soprattutto l’autenticità dell’espressione e la capacità di un brano di restituire qualcosa di vero.

ASCOLTA “SCRUSCIU”!

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mercoledì 30 settembre 2026

ALBERTO BALDO – ecco “Metà per Me”

 

Dopo “Mojito alle Hawaii”, il cantautore presenta un nuovo singolo dedicato a chi continua a dare agli altri senza chiedere nulla in cambio.

Dopo il ritorno con “Mojito alle Hawaii”, Alberto Baldo presenta “Metà per me”, il nuovo singolo che racconta la natura di chi non riesce a fare a meno di donarsi agli altri, anche senza avere garanzie su ciò che riceverà in cambio.

Una ballata intima che sceglie di parlare al plurale, attraverso un “noi” in cui possono riconoscersi tutte quelle persone che, pur avendo poco, continuano a trovare qualcosa da offrire. Tempo, attenzione, energie, sentimenti: una forma di generosità tenace che non nasce dall’aspettativa di essere ricambiati, ma da un modo profondamente istintivo di stare al mondo.

Al centro del brano c’è però anche la necessità di non dimenticare se stessi. Dare, sì, ma imparando a conservare sempre “metà per sé” nel serbatoio: uno spazio da proteggere per non esaurirsi e, allo stesso tempo, non rinunciare alla propria natura.

“Metà per me” racconta così un equilibrio delicato tra apertura verso gli altri e cura di sé, affidandosi a un’immagine semplice ma evocativa: continuare ad annaffiare un terreno apparentemente arido e piantare un seme, anche senza sapere se un giorno lo si vedrà crescere.

Un gesto che diventa metafora della fiducia e della capacità di continuare a dare valore alle cose, anche quando non esiste alcuna certezza sul loro futuro.

Alberto Baldo è un cantautore pop della provincia di Padova, che affonda le radici nella tradizione italiana, ma con uno sguardo contemporaneo e personale. La sua musica nasce dall’incontro tra introspezione, fragilità e attenzione sociale: un equilibrio che elabora esperienze quotidiane, contraddizioni e le trasformazioni del tempo in canzoni capaci di parlare in modo diretto. La sua scrittura, ricca di immagini e simboli, richiama suggestioni poetiche e letterarie, trasformando emozioni e osservazioni in testi che uniscono immediatezza e profondità.

I suoi brani affrontano temi come la fragilità umana, le disparità sociali, il tradimento delle aspettative e le sfide che il tempo impone. Ha pubblicato sette singoli, prodotti con la collaborazione dell’arrangiatore Franco Poggiali Berlinghieri e di altri musicisti, ottenendo riconoscimenti in contest internazionali. Porta in musica un bagaglio di vita e di esperienze che diventano occasione di riflessione e visione sincera, spontanea e profondamente emotiva, con l’obiettivo di lasciare una traccia in chi ascolta.

ASCOLTA “METÁ PER ME”!

https://orcd.co/albertobaldo-metaperme

“Vera”, il nuovo singolo di AnnoZzero

Un momento perfetto, vissuto insieme e rimasto impresso nella memoria.

“Vera”, il nuovo singolo delle AnnoZzero, nasce da quella sensazione difficile da trattenere: il desiderio di tornare, anche solo per pochi minuti, a un istante capace di mescolare felicità e nostalgia.

Il brano si muove tra dance-pop e suggestioni synth-pop che richiamano gli anni ’80 e ’90, costruendo un sound energico e immediato. Il ritmo four-on-the-floor e gli elementi funky danno vita a un groove trascinante, pensato per far ballare ma attraversato da una componente emotiva che va oltre la semplice dimensione della festa.

È proprio nel contrasto tra energia e malinconia che “Vera” trova la propria identità. La voglia di lasciarsi andare si intreccia al ricordo di qualcosa vissuto insieme, mentre la leggerezza della musica porta con sé quella sottile nostalgia che accompagna i momenti felici quando diventano parte del passato.

Le AnnoZzero trasformano così il ricordo in qualcosa di nuovamente presente: tre minuti in cui lasciarsi trascinare dal ritmo e, allo stesso tempo, tornare con la mente a un luogo, una persona o un momento che non abbiamo dimenticato.

“Vera” è un brano fatto per ballare, ma anche per lasciarsi andare al ricordo.

AnnoZzero è il duo formato da Maria Grazia “Bozz” Bozzini ed Elena Borile, unite nella vita e nella musica dal 2002. Nello stesso anno esordiscono con il nome Double-B, pubblicando il primo singolo “Volerò”.

Nel 2005 l’incontro con Gianmario De Maria segna l’inizio di una nuova fase del loro percorso: il duo cambia nome in AnnoZzero, mantenendo la doppia “z” come richiamo al nickname di Maria Grazia, Bozz, e dà vita a un nuovo progetto musicale. Con il brano “Un Sogno Per Domani” arrivano le prime attività promozionali e le ospitate televisive.

Negli anni successivi le AnnoZzero intensificano l’attività live e nel 2009 presentano inoltre a Milano il loro CD e il relativo videoclip.

Dopo alcuni anni di pausa, nel 2022 il duo torna a lavorare a nuova musica.

Con il produttore Giancarlo Boselli, con il quale prende forma un nuovo progetto discografico articolato in tre EP.

Nel settembre 2023 pubblicano il singolo “Chiara”, seguito a dicembre dall’EP “ORA”, che inaugura ufficialmente questa nuova fase artistica. Il percorso prosegue con il secondo EP “SONO” e con la realizzazione in lingua catalana del singolo “Inconscio”, attraverso il quale il duo apre il proprio progetto anche al pubblico spagnolo.

Parallelamente nasce “ORA SONO VERA”, docufilm diretto da Marco Sgorbati che intreccia la storia privata e musicale delle AnnoZzero affrontando i temi dell’omofobia e del bullismo. Pensato anche per essere presentato nelle scuole, il progetto racconta attraverso la musica la quotidianità di Elena e Bozz come coppia, mogli e mamme.

I titoli dei tre EP compongono proprio la frase ORA SONO VERA, creando un filo conduttore tra il percorso discografico e quello cinematografico.

ASCOLTA “VERA”!

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martedì 29 settembre 2026

“Alla Sera, Nascono le Idee” è il nuovo singolo degli Edamame

 

“Alla Sera, Nascono le Idee” è il nuovo singolo degli Edamame e il primo passo verso “Crediamo alle mucche volanti”, EP di quattro tracce con cui la formazione inaugura una nuova fase del proprio percorso artistico.

Breve e incisivo, il brano è stato pensato come una vera e propria porta d’ingresso nel nuovo progetto: pochi minuti che anticipano l’atmosfera e il carattere delle tracce successive, introducendo immediatamente l’ascoltatore nel nuovo universo sonoro della band.

Con “Crediamo alle mucche volanti” gli Edamame scelgono infatti di rimettere in discussione parte dell’identità musicale costruita negli anni, muovendosi verso una scrittura e un sound più maturi e consapevoli. Le nuove sonorità riprendono il percorso già anticipato dal precedente singolo “Disse Ken”, anch’esso incluso nell’EP, ma lo sviluppano ulteriormente, segnando una distanza più netta rispetto alle produzioni del passato.

“Alla Sera, Nascono le Idee” assume così un ruolo preciso all’interno del progetto: non soltanto quello di presentare il nuovo lavoro, ma di definirne fin dall’inizio il temperamento. Una traccia essenziale e immediata che funziona come trampolino di lancio verso ciò che verrà dopo.

Gli Edamame nascono come duo, si trasformano in trio e, nel giro di pochi anni, tornano alla loro essenza originaria a due elementi.

La formazione attuale è composta da Matteo Verga, alla batteria e ai synth, e Andrea Manca, alle voci, chitarre e tastiere.

La forte complicità tra i due musicisti si traduce in un sound che fonde un alternative rock energico con atmosfere dream pop, attraversate da venature stoner che emergono tra le trame sonore.

ASCOLTA “ALLA SERA, NASCONO LE IDEE”!

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“Ci Spero Sempre” è il nuovo brano di Marco Catch

 

“Ci Spero Sempre” è il nuovo brano di Marco Catch, una riflessione cantautorale sulle aspirazioni che si scontrano con la realtà, sulle delusioni e sulle contraddizioni della società contemporanea. Con ironia e disincanto, l’artista racconta quella distanza che spesso separa ciò che vorremmo essere – e il mondo che vorremmo costruire – da quello con cui ci troviamo a fare i conti ogni giorno.

Al centro della narrazione rimane però un desiderio ostinato: quello di riuscire, nonostante tutto, a fare la differenza. Uno slancio che sopravvive alle aspettative infrante e alla consapevolezza dei propri limiti, raccontato attraverso una scrittura che alterna lucidità, sarcasmo e una leggerezza volutamente amara.

A creare un interessante contrasto con il contenuto del testo è la veste musicale di “Ci Spero Sempre”, energica e luminosa. Il ritmo incalzante dell’ukulele guida un arrangiamento acustico sostenuto da un basso avvolgente e da percussioni dinamiche, dando vita a un sound dalle sfumature folk-pop.

La leggerezza della musica diventa così il contrappunto a una riflessione tutt’altro che superficiale: uno sguardo disilluso sul presente che, dietro l’ironia, conserva ancora la volontà di credere nella possibilità di cambiare qualcosa.

Marco Catch è un cantante e compositore attivo sulla scena musicale dai primi anni Duemila. Dal 2010 al 2015 è la voce della rock band Borderline, con cui si aggiudica diversi contest del circuito underground, tra cui Rock Targato Italia, Band of the Year e Zombie Rock, arrivando a esibirsi su palchi come l’Alcatraz di Milano e il Forum di Assago.

Nel 2023 intraprende il proprio percorso solista, orientandosi verso un cantautorato sperimentale nel quale confluiscono la sua esperienza rock e una ricerca musicale più personale. Dal 2024 è inoltre la voce degli Oslavia, formazione alternative rock con cui pubblica nuova musica e porta avanti un’intensa attività live.

ASCOLTA “CI SPERO SEMPRE”!

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SKW – esce “Live at Whisky A Go Go”

 

L’album “Live At Whisky A Go Go” nasce da uno dei momenti più significativi della storia recente degli SKW: il tour americano del 2026 e, in particolare, la notte del 13 febbraio sul palco del leggendario Whisky a Go Go di Los Angeles.Sette brani restituiscono la sequenza di quella serata, dall’intro di “Mindset”, che apre il concerto con una progressiva costruzione d’attesa, fino a “Humans”, scelto per chiudere il set con un ritornello affidato alle voci del pubblico. Nel mezzo trovano spazio il ritmo pulsante di “Amnesia”, il contrasto fra la durezza dei riff e le aperture melodiche di “Light”, la spinta compatta di “Inside Out”, il carattere più istintivo di “Face To Face, Heart To Heart” e la scrittura sincopata di “Infinite Game”, con i suoi cambi di passo e i ritornelli più aperti.

Un repertorio che, nella dimensione live, mette in primo piano lo scambio con il pubblico e le diverse sfumature della scrittura degli SKW.

Dopo anni di carriera, dischi, palchi e chilometri condivisi, la band ha scelto di fissare quella serata in un live album registrato in uno dei luoghi simbolo della storia rock mondiale. Quattro musicisti, un viaggio dall’altra parte dell’oceano, una crew diventata famiglia e un concerto vissuto fino all’ultima nota compongono il contesto da cui prende forma “Live At Whisky A Go Go”.

L’audio, registrato professionalmente, è stato prodotto e mixato da Frank Andiver, che ha curato anche il mastering. La registrazione conserva il carattere della performance senza rinunciare alla definizione del suono, lasciando emergere riff, ritmiche, aperture melodiche e voci del pubblico.

TRACKLIST

MINDSET

Il brano apre il live con un’intro che costruisce gradualmente l’attesa prima dell’ingresso della band. I primi secondi fissano subito il carattere del concerto e introducono il pubblico nel suono degli SKW.

AMNESIA

Un ritmo pulsante accompagna uno dei primi momenti in cui il pubblico entra pienamente nel concerto. È qui che sotto il palco iniziano a comparire i primi headbang e la sala prende il passo della band.

LIGHT

“Light” riunisce due elementi distintivi della scrittura degli SKW: la durezza dei riff e le aperture melodiche. Nel live il breakdown porta il brano verso la sua parte più fisica, diventando uno dei passaggi più marcati della scaletta.

INSIDE OUT

“Inside Out” spinge il set in avanti con una costruzione compatta e immediata. Il brano mantiene serrato il ritmo della serata e lascia poco spazio alla pausa, con una struttura pensata per il palco.

FACE TO FACE, HEART TO HEART

Qui il concerto assume una dimensione più istintiva e festosa, con un’attitudine che richiama la parte più libera e fisica della cultura metal. Il pubblico può lasciarsi andare al ritmo, muoversi e condividere il brano senza filtri.

INFINITE GAME

“Infinite Game” concentra alcuni dei tratti più riconoscibili degli SKW: tempi sincopati, una scrittura moderna e ritornelli più aperti. Il passaggio fra sezioni serrate e aperture melodiche mette in evidenza la varietà del linguaggio della band.

HUMANS

“Humans” chiude il concerto quando pubblico e band hanno ormai percorso insieme tutta la scaletta. Il ritornello diventa una parte corale della performance e accompagna le ultime battute della serata, lasciando alle voci della sala il compito di chiudere il live.

Gli SKW nascono a Milano nel 1989 con il nome Skywalker. La formazione attuale, stabile dal 1996, è composta da Marco Laratro (voce), Simone Anaclerio (chitarra), Mirko Voltan (basso) e Giancarlo Piras (batteria).

Dopo i primi demo e una crescente attività live, nel 1998 la band cambia nome in SKW e pubblica “Techno-Logical”, album che apre alla dimensione internazionale e porta a un contratto con Adrenaline Records e a una distribuzione mondiale.

Negli anni successivi pubblicano “Connection” (2000), “Alter Ego” (2005), “Signs” (2014) e numerosi tour in Italia e all’estero, compresi Russia e Ucraina. Nel percorso la band condivide il palco con artisti come Soulfly, Amorphis e The Haunted.

Nel 2022 gli SKW tornano con “Mindset”, seguito nel 2023 da “Inside Out” con Alteria, “Humans”, dalla cover “Face to Face, Heart to Heart” e da “Infinite Game”, il cui videoclip viene presentato in anteprima su Sky TG24.

Il 19 gennaio 2024 esce “Humans” per Sorry Mom!/Be Next Music, distribuito da Universal. Dall’album arrivano anche “Voice of Fear” e “Reversal”, accompagnato da un videoclip horror realizzato con VIVAFX.

Nel 2025 gli SKW aprono a Milano il concerto dei Fear Factory per il tour dedicato ai trent’anni di Demanufacture.

Nel febbraio 2026 la band porta la propria musica negli Stati Uniti con quattro date tra California e Nevada. Nel deserto del Joshua Tree realizza con il regista Marco Bazzi il videoclip di “Augmented Humanity”, pubblicato come singolo nel maggio 2026.

A settembre 2026 arriva “Live at Whisky a Go Go”, primo album live ufficiale degli SKW, registrato nel celebre locale di Los Angeles. Il documentario video dedicato alla performance è previsto per ottobre 2026.

ASCOLTA “LIVE AT WHISKY A GOGO”!

https://benext.lnk.to/liveatwhiskyagogo

venerdì 25 settembre 2026

“vero hustler” è il nuovo EP di rosewood

“vero hustler” è il nuovo EP di rosewood, un progetto composto da cinque brani da un minuto, nati per vivere attraverso il linguaggio rapido e immediato dei social media e successivamente riuniti in un unico lavoro sulle piattaforme digitali e dal punto di vista audiovisivo.

Nasce così un vero e proprio concept EP, articolato in cinque episodi musicalmente differenti ma legati dalla stessa visione. rosewood attraversa sonorità che spaziano dall’old school hip hop contaminato dal rock al lo-fi, dalla hard techno al trap metal, fino al pop punk, utilizzando generi e linguaggi diversi per offrire altrettante prospettive sullo stesso presente.

A tenere insieme il progetto è una medesima identità: quella di chi cerca di rimanere genuino all’interno di una realtà precaria, caotica e spesso costruita sull’apparenza.

È proprio in questa prospettiva che va letto il titolo “vero hustler”, che ribalta volutamente l’immaginario tradizionalmente associato alla figura dell’hustler. Non è chi ostenta successo, denaro o uno status, ma chi continua a portare avanti il proprio percorso, confrontandosi anche con le fragilità e gli ostacoli della quotidianità.

Ad accompagnare l’EP c’è inoltre un video concept composto dai cinque videoclip dei brani, pensati come parti di un unico racconto audiovisivo. Le cinque dimensioni visive si intrecciano con quelle musicali, ampliando e valorizzando il significato complessivo di “vero hustler” e rafforzandone la natura di progetto unitario.

TRACKLIST

1996

Su una base old school hip hop attraversata da forti influenze rock e dnb, “1996” è un manifesto e autoritratto di rosewood. Cultura pop, musica, precarietà e critica sociale convivono in un flusso di riferimenti che osserva le contraddizioni del presente senza aderire alla polarizzazione che lo caratterizza. In mezzo alla disillusione rimane però una dichiarazione precisa: continuare a immaginare che qualcosa possa cambiare.

sfighe

Tra chillout, lo-fi e indie, “sfighe” trasforma una collezione di piccoli disastri quotidiani in un racconto ironico dell’ansia e della precarietà emotiva. La vita diventa una giostra assurda sulla quale, nonostante tutto, si continua a salire.

up!

Cassa dritta, hard techno ed energia da mosh pit: “up!” è il momento più fisico e liberatorio dell’EP. Tra riferimenti autobiografici, cultura nerd, musica, lavoro e vita quotidiana, rosewood racconta se stesso senza costruire un personaggio, rivendicando la propria indipendenza e il legame con la “città dell’acciaio”. È un invito a spegnere per un minuto la testa, alzare le mani e lasciarsi trascinare dal movimento.

hustler

“hustler” porta il progetto nel territorio della trap metal e rappresenta il nucleo concettuale dell’EP. Al centro c’è il rifiuto dell’apparenza e di una scena musicale percepita come sempre più artificiale, popolata da personaggi costruiti e racconti di successo spesso lontani dalla realtà. Il “vero hustler” diventa così chi, soffocato dai propri drammi e dalle proprie difficoltà, continua comunque a spingere senza fingere di essere qualcun altro.

ricordi?

Con “ricordi?” l’EP si chiude spostandosi su coordinate pop punk e su un terreno decisamente più intimo. I ricordi di una persona vengono lasciati metaforicamente “sul fondo del caffè”, mentre mancanza, impazienza e incapacità di ammettere fino in fondo ciò che si prova si intrecciano in poche immagini dirette. È il lato più vulnerabile di *vero hustler*: quello in cui, dopo aver osservato il mondo esterno, lo sguardo torna inevitabilmente su se stessi. rosewood è musica per chi non sa se sentirsi fuori posto o pensare che sia il mondo ad esserlo.

Classe 1996, mescola chitarre, beat, elettronica e parole dritte in faccia, raccontando il disagio di una generazione cresciuta tra precarietà, ansia, rabbia sociale e bisogno di restare umana, usando i generi come possibilità e non come confini.

Dal vivo rosewood diventa un trio con due chitarre, batteria e sequenze: essenziale e rumoroso.

Negli anni ha suonato e partecipato a realtà come Musicultura, _resetfestival, Musica da Bere, Musica Contro le Mafie, Controradio Rock Contest e Futures Italian Scouting, condividendo il palco con nomi come Baustelle, Tony Pitony, Marco Castello, Willie Peyote, Mobrici, Nitro, Bassi Maestro, Nerone, Giuse The Lizia, Dub FX, Melancholia e Klaus Noir.

ASCOLTA “VERO HUSTLER”!

https://orcd.co/rosewood-verohustler

 

ONLYFUZZ – ecco “Speak to the Manager”

Tra richieste di assistenza, procedure e burocrazia, il brano racconta con ironia come anche le cose più semplici possano diventare incredibilmente complicate

“Speak to the Manager” è il nuovo singolo degli OnlyFuzz, un brano che prende spunto da una situazione tanto comune quanto potenzialmente surreale: una normale giornata all’interno di un Service Desk.

Chiunque abbia avuto bisogno di assistenza informatica si sarà trovato almeno una volta a parlare con un operatore, cercando di capire il perché di determinate risposte, procedure apparentemente interminabili o passaggi che sembrano rendere ancora più complesso un problema nato come semplicissimo.

È proprio da questa esperienza che nasce “Speak to the Manager”, ispirato alla caotica quotidianità di un dipartimento IT e alle dinamiche che possono svilupparsi tra richieste di assistenza, protocolli ed esigenze degli utenti.

Con uno sguardo ironico sulla burocrazia del mondo tecnologico, gli OnlyFuzz raccontano così la sorprendente capacità di trasformare anche le questioni più immediate in qualcosa di molto più articolato, tra etichette, procedure e regole da seguire.

Una situazione ordinaria diventa così il punto di partenza per raccontare, con leggerezza e ironia, uno dei piccoli paradossi della vita contemporanea: più cerchiamo di organizzare e semplificare le cose, più rischiamo di complicarle.

Il progetto OnlyFuzz nasce nel 2022 in maniera spontanea e senza aspettative, durante una serata in sala prove tra amici. L’incontro tra distorsione e fuzz diventa subito il cuore del loro sound, portando la band a creare uno stile sempre più sporco e graffiante. La loro filosofia è chiara: “più sporco”, “più marcio”, fino a che, quasi senza accorgersene, i OnlyFuzz danno vita ai primi brani originali.

Nel 2023 pubblicano “Bleah!”, il loro primo lavoro in studio e nel 2024 partecipano all’edizione del Vicenza Rock Contest, dove vengono premiati come miglior band padovana. Questo risultato segna l’inizio della loro collaborazione con Sorry Mom!, iniziata a giugno 2024.

Con un sound potente e un’energia elettrizzante, i OnlyFuzz continuano a espandere i loro orizzonti musicali, promettendo nuove sorprese per il futuro.

ASCOLTA “SPEAK TO THE MANAGER”!

https://ffm.to/onlyfuzz-speaktothemanager

 

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