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domenica 13 novembre 2016

Cantautori il nuovo album di Carmine Fanigliulo



Carmine Fanigliulo , classe 78 (musicista, compositore e arrangiatore e direttore d’orchestra), ha frequentato la scuola media ad indirizzo musicale dove la prof.ssa Gabriella Pastore lo ha introdotto allo studio della musica classica e in special modo del violino. All' età di 14 anni si è iscritto al Conservatorio “G. Paisiello” di Taranto dove si è laureato in viola seguito dal M° Fernando Toma.


Musicista poliedrico, ha collaborato con artisti di musica leggera (Lucio Dalla, Ron, Renato Zero) e di teatro (Giuseppe Pambieri, Paola Gassman, Mita Medici), e varie orchestre nazionali (Magna Grecia di Taranto, Sinfonica Pescarese, Goffredo Petrassi di Zagarolo). Ha frequentato (sempre in qualità di violista) corsi di perfezionamento orchestrali (a Lanciano, a Lecce e a Taranto). Nel 2004 ha scritto, inciso, arrangiato un cd dal titolo “ Che Ora E’ ” (sulla figura del santo Gesuita Francesco de Geronimo, patrono di Grottaglie) che ha riscosso ampi consensi.

Nel 2007 è la volta del cd “Il Viaggio ”, 10 canzoni arrangiate per quartetto d’archi. Dal 2009 è direttore del progetto “Orchestra del Liceo Moscati” di Grottaglie (TA). Nello stesso anno incide il suo terzo lavoro cantautorale dal titolo “Per Fortuna c' è La Musica ”. Nell’ottobre del 2010 forma il gruppo musicale barocco “LaVaga Harmonia ” e produce insieme all’amico Francesco De Leonardis il primo cd del gruppo chiamato “A Modo Jonico”, e nel dicembre del 2011 esce “Ite Ommai Aspri Guai”, secondo progetto discografico di musica barocca interamente prodotto dal gruppo stesso de La Vaga Harmonia.

Ha all’attivo numerose registrazioni e pubblicazioni di cd come musicista arrangiatore e cantautore. Nel 2013 presenta il suo ultimo lavoro dal titolo “1978”. Nel 2014 scrive la colonna sonora del cortometraggio ‘Gloria’ del regista tarantino Carlo Barbalucca. Nel 2015 scrive la colonna sonora del cortometraggio “Bella mia” sempre del regista tarantino Carlo Barbalucca.

Parlaci un po' del tuo nuovo progetto?
«Il cd si chiama “CANTAUTORI” e nasce dalla volontà di mettermi in gioco realizzando, suonando e cantando le canzoni che, come dice una famosissima radio “si fanno ricordare”, mi hanno accompagnato per tutta la mia giovinezza. Infatti il periodo che ho preso in considerazione va dalla fine degli 70 agli anni 90, il meglio del cantautorato italiano, da Baglioni a Venditi a Vecchioni. In più ci sono due miei canzoni dal titolo “Giorni da dimenticare” e “vietato sbagliare” che aprono e chiudono il progetto».

Chi sono i tuoi collaboratori?
«Gli amici di sempre, quelli che insieme a me hanno condiviso l’amore per la musica e il sacrificio di realizzare qualcosa. Nei miei concerti ho sempre avuto una predilezione per gli artisti locali, brani musicisti che proseguono anche la loro attività parallelamente al mio progetto, suonando in altre formazioni».

Di cosa ti saresti occupato se non ti occupavi di musica e quanto è stata importante la musica nella tua formazione di essere umano?
«La musica è stata molto importante per me anche dal punto di vista psicologico; quando si è piccoli si può essere molto timidi, io ho iniziato a suonare proprio quando ero piccolo, a strimpellare la tastierina, poi col tempo, frequentando le scuole medie, facendo amicizie, ho dato vita al mio percorso musicale che è stato pieno di studio, partendo dal Conservatorio di Taranto e proseguendo per quello di Lecce, laureandomi in viola e poi continuando a perfezionarmi. Nel contempo andavo realizzando corsi di arrangiamento, occupandomi di musica classica barocca, suonando un po' dappertutto, da Pescara a Roma alla stessa Taranto. Ho suonato con orchestre come quella della Magna Grecia, la Pedrassi di Zagarolo, la Sinfonica Pescarese. Io non so immaginarmi se non musicista, avrei fatto sempre e solo il musicista. La musica mi ha aiutato a crescere e a capire alcune cose, culturalmente c'è sempre stata da parte mia una fase di approfondimento, sopratutto lo studio della musica classica, che mi ha, tra le altre cose, permesso di imparare l'importanza della disciplina.
Spesso è difficile spiegare alle persone che il musicista è un lavoro, sopratutto in Italia, dove, a differenza di altri paesi, come la Germania, la patria di Bach, questa professione è molto più considerata.

Credi, quindi, che l'insegnamento della musica sia fondamentale per la formazione delle nuove generazioni?
«Bisognerebbe cominciare a fare musica a 4 - 5 anni, perchè nulla nasce per caso: vediamo la Cina, che negli ultimi anni ha prodotto grandissimi talenti che a 8 - 9 anni padroneggiano non uno ma due, tre strumenti, questo perchè la musica è parte integrante del loro piano di studio. In Italia, dove purtroppo già la cultura è vista male, la musica, se possibile, è vista peggio».

Che consiglio ti senti di dare a chi comincia oggi, magari al sud, e vorrebbe fare dell'arte o della cultura il proprio futuro?
«Certo nel sud si è più penalizzati, io ho deciso di rimanere qui in Puglia, di costruirmi una famiglia qui, di vivere e lavorare con gli amici e i parenti, ma per farlo ho dovuto lavorare il quadruplo. La formula magica è tutta qui, dobbiamo lavorare e impegnarci di più, il successo non arriva per caso».


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