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lunedì 10 ottobre 2016

Riforma: esce il nuovo disco "Ciao Carissimo". La recensione


"Sono un compositore affamato, ma anche molto lento! Qualche volta cerco di avere un filo-conduttore nella ricerca del sound per un pezzo....ma non è obbligatorio! Il problema reale è che l'essere umano si abitua a tutto...purtroppo!!"

Il concetto è chiaro. Il disco pure.

"Ciao Carissimo", album di esordio della band grossetana Riforma, è un connubio di suoni anglo-americani, melodie dolci ed aspre ma allo stesso tempo con un tocco, ed una "stoccata", di sano "provincialismo meccanico".

I Riforma sono un pop-trio, Luca Berti basso e voce) nonché autore delle liriche, Luca Brandini (chitarra e backing vocals) e Simone Giulietti (batteria).

Parlare di disco di esordio per "Ciao Carissimo" significherebbe però  sminuire tutta la storia di questa band, visto che la sua formazione, seppur con alcune modifiche, corre per i 20 anni. Semplicemente , questo disco viene chiamato di "esordio"  per il fatto che è il primo prodotto con un certo "modus operandi": ufficio-stampa di rilievo (Libellula) e soprattutto la supervisione artistica di Giovanni Versari, semplicemente il produttore di band come i Muse! Scusate se è poco per una compagine al primo disco...


Ma la vera grandezza di questo prodotto sta nella sua freschezza. Il tempo quasi "tribale" di "La tua metà", il mood vocale in pieno regime Strokes rintracciabile in "Che bella vita" oppure la dolcezza spensierata di "Un po' più a me" sono solo la punta di un iceberg veramente immenso. Ascoltando attentamente tutti i pezzi firmati dal cantautore maremmano si hanno due impressioni veramente forti: la prima é che "Ciao carissimo" sia un disco che chiude un certo periodo della band, la seconda è che il meglio deve ancora venire.

Questo è un album che vuole abbracciare ricordi, posti, momenti, pensieri e situazioni personali e non...

Si sentono i Riforma che suonavano alla vecchia sala Eden, storico locale grossetano degli anni 90', oppure delle famose free-session al Binario, ultimo posto veramente "rock" attivo in Maremma.
Insomma, si sente il passato della band ma anche il futuro. E sarà un avvenire ben delineato, fatto di canzoni impegnate a far capire quanto i cliché che avvolgono questo ambiente possono essere deleteri.

"E' incredibile come la benzina sia la stessa di 15 anni fa..." dice sorridendo Luca "ahimè pero', è la musica ad essere cambiata nel suo status quo... è diventata uno strumento da utilizzare quasi sotto la doccia e basta! E mi dispiace molto..."

Poi, proseguendo con l'intervista, mi accorgo che i suoi occhi si illuminano quando cerco di farmi spiegare quella che secondo lui dovrebbe essere la funzione di un artista: "Dobbiamo essere liberi da preconcetti quando si compone...Ciao Carissimo è questo... un disco libero dalle regole, non mi importa che assomigli a questo o a quello...mi importa che parli alla gente...le persone devono e possono rispecchiarsi in queste canzoni!"

Mai parole furono più esatte . Nella difesa che fa dell'arte, ritroviamo tutta la leadership che conta nei momenti del bisogno: "Ho sacrificato tutto per questo progetto, non esiste Luca Berti senza i Riforma..." poi aggiunge "..certo, non bisogna prendersi troppo sul serio e quindi non essere troppo autocritici poiché si rischierebbe di perdere tutto il contenuto emotivo che c'è nel mezzo".

Ed ecco svelato il segreto della vena poetica di questi ragazzi, significato e significante nei loro pezzi non sono necessariamente omogenei.

Le canzoni dei Riforma sono personali ma parlano alle persone. In poche parole possiedono la caratteristica più importante della musica "POP" : la capacità di essere "popular" appunto.
E per gli addetti ai lavori che compongono la fatidica domanda "i Riforma con questo disco vogliono essere catalogati nel panorama "indie" o in quello "mainstream", la risposta è una sola: "...basta con questo schema ridicolo...cerchiamo di essere indi-pendenti da certi pensieri inutili! Per carità negli ultimi anni un abbassamento culturale e musicale c'è stato, e molto spesso la musica migliore non era quella che passavano per radio, semmai quella che proveniva dalle etichette minori...e poi molto dipende dai tempi in cui viviamo...prendiamo Grace di Jeff Buckley come esempio...oggi sarebbe catalogato come lavoro indipendente mentre nel 1995 era uno dei dischi più trasmessi in tutte le radio d'America e non solo..."

La forza e la fragilità della musica . La provincia e la Megalopoli . I sentimenti e le frustrazioni. Il dover sorridere a cattivo gioco. L'amore che gioca con il sesso. I saluti e gli abbracci. La vita e il suo divenire. Per me "Ciao Carissimo" è questo!

Sono sicuro che non sarà assolutamente l'ultimo dei saluti. Ciao Carissimi....

"Ciao Carissimo" è disponibile su tutte le principali piattaforme digitali tra cui Spotify e iTunes.

Federico Resta

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